Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Rock n' Roll Story

di Martinez53 [user #23272] - pubblicato il 06 febbraio 2011 ore 13:51

Lungi da me ogni tipo di polemica, ma quando ho inviato questo articolo la redazione mi ha risposto che non si pubblicavano articoli “non originali” OK, ma che vò dì? Che qualcuno ha già scritto qualcosa sulla storia del Rock? Può darsi, ma ho fatto una ricerco e non ho trovato gran che… O forse che non è tutta farina del mio sacco? Vero! Anzi verissimo!!! Cioè, qualcosina già la sapevo, ma certamente qualche ricerca su internet l’ho fatta, e allora...? Boh….!

…Pronto Chuck, sono tuo cugino Marvin, ti ricordi quel sound che stavi cercando…? Ascolta un po’ qua…! Beh…forse non è andata proprio così come raccontato nel film: “Ritorno al futuro” forse la storia è un po’ più lunga e anche un po’ diversa. Per esempio, così tanto per incominciare: mai sentito parlare di Boogie-Woogie? All’inizio del 1900 i pianisti neri del Texas incominciarono a sviluppare una forma più veloce e ritmata del blues, attenzione: accelerare è un termine ricorrente quando si parla di Rock... Lo scopo era d’intrattenere la gente nei juke joints dei bar dove, alla sera, ci si divertiva e si ballava. Un brano caratteristico fu Honky Tonk Train Blues (1927). Il compositore Meade Lux Lewis imita con le sonorità del piano un treno a vapore. A quei tempi questo nuovo tipo di musica fu designata con svariati nomi: fast blues, rolling blues, the dozen, shuffle ecc. Ma bisogna aspettare il 1928 e la famosa registrazione di “Pinetop’s Boogie Woogie”. In questo pezzo il compositore Clarence Smith spiegava anche come ballare il Boogie Woogie. La parola indicava dunque un modo di ballare, e grazie a Smith questo genere musicale prese il nome appunto di Boogie Woogie. Nel 1938 Albert Ammons, Pete Johnson e Meade Lux Lewis, tre pianisti neri, vennero scoperti da un bianco: John Hammond. Per la prima volta nella storia della musica, questo stile viene presentato ad un pubblico bianco nella famosa Carnegie Hall di New York e, da quel giorno iniziò un vero e proprio boom. Un successo che inserì questo nuovo stile musicale ai primi posti di tutte le vendite discografiche. Il Boogie-Woogie divenne così il genere più suonato e ballato in tutti gli USA. Insomma, diventò il simbolo degli USA. L’esecuzione pianistica è caratterizzata da un accompagnamento di basso eseguito con la mano sinistra, cosiddetto basso ostinato, e da trilli ed abbellimenti eseguiti con la destra. Le due forme di basso più suonate con la mano sinistra sono il rolling bass e il walking bass. Ora facciamo un salto fino al 1938, Glenn Miller Oschestra: Chattanooga choo choo, In the mood, Pennsylvania 6-5000, String of Pearls e Moonlight Serenad. Quello era Rock n' Roll? Si, altrochè se lo era! Era l’embrione, il germoglio di qualcosa che sarebbe poi diventato un fenomeno mondiale. La Glenn Miller orchestra, era il punto di riferimento, al suono di quell’orchestra formata quasi esclusivamente da fiati, allora la batteria aveva un ruolo assolutamente secondario, soprattutto non doveva disturbare eccessivamente, e la chitarra elettrica si sentiva appena. Tutto era delegato ai fiati, e che fiati! La ritmica, la melodia, tutto era sulle spalle di trombe, tromboni, clarini e sax, e i giovani d’allora, a quel ritmo per loro indiavolato, si scatenavano nel Boogie-Woogie, con volteggi in pista, salti, piroette, e le ragazze che in tutto quel movimento inevitabilmente facevano vedere le gambe! Poveri ragazzi e ragazze, facevano bene a divertirsi, perché da li a poco sarebbero andati incontro a un destino terribile: la II° Guerra Mondiale. Nel 1942 Miller si arruolò volontario nell'aviazione degli Stati Uniti, per dare il suo contributo alla guerra che il suo paese stava combattendo. Con il grado di capitano (e in seguito Maggiore), fu messo a capo dell'orchestra militare il 9 luglio 1944 e assegnato all'intrattenimento delle truppe all'estero. Miller scomparve improvvisamente il 15 dicembre 1944, mentre sorvolava la Manica a bordo di un aereo militare per raggiungere Parigi, dove la sua orchestra avrebbe dovuto suonare per i soldati che avevano da poco liberato la capitale francese. Il suo corpo non fu mai recuperato. Come disperso in guerra, nell'aprile del 1992 gli fu dedicata una lapide nel Cimitero Nazionale di Arlington.              Tra il 9 e il 10 luglio 1943 gli americani sbarcano in Sicilia nel dicembre 1944 sbarcano ad Anzio, risalendo la penisola incontrano e si lasciano dietro le spalle un popolo di straccioni semianalfabeti morti di fame e distrutti da una guerra devastante e devastatrice, uomini e donne e vecchi e bambini ridotti alla disperazione, senza più ideali né identità, solo macerie, era il gramo destino dei vinti. Però in mezzo a questo disastro, furono tre le cose che gli italiani apprezzarono di più degli americani, e non erano la libertà, la fine della guerra né una speranza per il futuro, ma bensì: sigarette, cioccolata e Boogie-Woogie. Mio padre mi raccontava che lui come gli altri, vedeva gli americani come dei semidei, ma soprattutto raccontava di come lui grande amante del ballo, cercasse di capire come funzionava quella strana danza, così scatenata con quel ritmo così coinvolgente, che ti faceva muovere i piedi anche se non volevi, il Boogie-Woogie che loro chiamavano bughi-bughi. Così accadde che se fino a prima della guerra per acchiappare nelle sale da ballo dovevi essere un drago nel Tango, un Tangoeur, dopo, i veri play-boy erano quelli che volavano in pista al ritmo di Boogie-Woogie. Charles Edward Anderson Berry, meglio conosciuto come Chuck Berry (Saint Louis, 18 ottobre 1926). A detta di molti Chuck Berry è colui che ha inventato il rock, ma non è vero se consideriamo quanto detto prima, probabilmente però fu lui a inventare la scala pentatonica "double-stop", inoltre le sue canzoni furono le prime ad avere la chitarra come strumento principale, ecco la vera novità, il punto di svolta, l’elettrica in primo piano. Berry fu anche il primo a inserire nei suoi testi tematiche riguardanti gli adolescenti e la rivolta che stava interessando loro in quegli anni, quando i giovani cominciarono a ribellarsi agli ideali degli adulti quali la famiglia, il lavoro, le false moralità; tutto questo trattato da Berry in modo semplice ed ironico. Per tantissimi chitarristi (dal pop al metal) è stato una grande fonte di ispirazione. Come dimenticare poi che Chuck Berry è stato anche il padre della cosiddetta "Duck Walk" (o passo dell'anatra, in italiano), la sua caratteristica camminata (o danza) eseguita mentre suona la chitarra, diventata suo tratto caratteristico, e imitata da moltissimi altri, tra cui Angus Young degli AC-DC. Dunque si esce da un Rock n' Roll orchestrale, in cui i fiati avevano parte predominante, per passare al nuovo suono dove i fiati lasciano il posto a: Chitarra elettrica, batteria e basso. La chitarra elettrica alza il volume, la batteria abbandona spazzole e suoni ovattati per diventare l’implacabile marcatore del ritmo, il basso accelera i battiti: è nato il Rock. Indubbiamente Berry ha avuto una significativa influenza nello sviluppo sia del genere musicale vero e proprio sia nell'atteggiamento associato con lo stile di vita rock n' roll. Grazie a brani come Maybellene (1955), Roll Over Beethoven (1956), Rock and Roll Music (1957) e Johnny B. Goode (1958), solo per citare i più famosi, Chuck Berry ha ridefinito e sviluppato il rhythm and blues nei maggiori elementi che costituiscono il Rock n' Roll e in ciò che lo caratterizza, scrivendo testi di grossa presa sul pubblico dei teenagers, che descrivevano balli scolastici, auto veloci, la vita a scuola e la società dei consumi con parole di uso comune, ed utilizzando riff chitarristici successivamente presi a modello da centinaia di altri musicisti rock. Il suo stile chitarristico ha fatto scuola, incorporando effetti elettronici per imitare lo stile bottleneck utilizzato dai chitarristi blues, mischiati con gli stili di musicisti come Charlie Christian, e T-Bone Walker, a produrre un suono nuovo ed eccitante che molti chitarristi successivamente riconosceranno come di ispirazione per il loro proprio stile. John Lennon di lui disse: «Se vuoi provare a dare un altro nome al rock and roll, puoi chiamarlo Chuck Berry». Il resto è storia recente da Elvis Presley ai Beatles, Rolling Stones ecc.

Jhonny B Good tra le tante cose è stata anche inserita nei documenti portati nello spazio dal Vojager. Oggi il vecchio Chuck fortunatamente è ancora tra noi, speriamo che ci resti a lungo, ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di questi uomini, della loro testimonianza, della loro presenza perché, quando non ci saranno più, e purtroppo prima o poi inevitabilemente accadrà, sarà come se le nostre amate chitarre all’improvviso, si trovassero ad avere tutte inspiegabilmente una corda in meno...  

Aldo


Dello stesso autore
C'è una strana espressione nei tuoi occhi
Band, voi come gestite i nuovi pezzi?
Applicazioni Live AKG C1000S
Basso American Standard o.. il resto del mondo?
Balliamo...?
Il bello d'esser minimalisti
Il mondo visto dal basso
Domandina banale
Loggati per commentare

...
di Dogat [user #16823]
commento del 06/02/2011 ore 14:3
Ciao Martinez, mi ha fatto piacere leggere questo tuo articolo, che poi sono i fondamenti storici basilari, che chi ha a che fare o abbia avuto a che fare con la musica per lavoro, specialmente studiando i diversi generi, dovrebbe avere sempre come bagaglio culturale. Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
Rispondi
Complimenti per la passione, tuttavia questo ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 06/02/2011 ore 16:3
Complimenti per la passione, tuttavia questo testo è almeno in parte risultato di un'operazione di copia-incolla di varie parti di atri testi, per questo non te l'hanno pubblicato.
Rispondi
Re: Complimenti per la passione, tuttavia questo ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 06/02/2011 ore 18:3
E' vero, ma per la precisione non è il copia incolla di altri testi, ma semmai il risultato di una ricerca su internet, sostanzialmente effettuata su wikipedia. L'intento era quello di arrivare a capire se Chuck Berry è stato o no l'inventore del Rock, se tale leggenda fosse vera come da sempre si è sentito dire. Io qualcosa so, ma certo non ho la pretesa di sapere tutto e quindi mi sono dedicato a questa piccola ricerca, niente di chè... L'unica parte che può ricordare un testo gia scritto qui su ACCORDO è la parte riguardante gli americani, lo sbarco in Italia, l'impatto sul popolo italiano. Però, è vero che era una cosa che avevo gia scritto io medesimo su un diario riguardante il Rockabilly, insomma mi sarei copiato e incollato me stesso... Non c'è stato nessun altro tipo di copia e incolla, inteso come la copiatura di altri articoli pubblicati da altri accordiani, su questo mi dispiace ma non transigo. Può essere che qualcuno prima di me abbia scritto qualcosa su questo tema, e sicuramente non lo escludo, anzi sarà certamente così, ma con le stesse indentiche parole? Esprimendo lo stesso concetto? Seguendo lo stesso identico filo conduttore? Sviluppando lo stesso intento di ricerca? Tu dici questo? Dimostralo..! Aldo
Rispondi
Re: Complimenti per la passione, tuttavia questo ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 07/02/2011 ore 02:0
:-) Non cacciarti da solo nei guai. Basta prendere a caso periodi dal tuo articolo e compaiono le fonti. Quando vuoi citare fallo in modo scoperto, per rispetto del lettore. Non c'è niente di male nel citare, se è davvero utile per i tuoi scopi e lo fai in modo corretto. NB: nessun articolo ti sarà mai pubblicato se è il riassunto di un voce di Wikipedia. NB,II: esistono tonnellate di articoli su questo argomento
Rispondi
Re: Complimenti per la passione, tuttavia questo ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 07/02/2011 ore 08:3
Senti bbbbello, se qui c'è qualcuno che s'è cacciato da solo nei guai e che in quanto a stile lascia moooolto a desiderare, quello sei tu, ti ricordi di Endygibson... Comunque ti ho detto dimostralo e tu fin'ora non hai dimostrato un bel niente. 1) Io non vedo cosa ci sia di male nel fare una ricerca, condensarla e metterla a disposizione degli altri. Pensi forse che certi grandi giornalisti non facciano lo stesso? E' una questione di utilità, le informazioni le puoi raccoglire dove vuoi o dove puoi: per strada, tra la gente, sui libri e su internet, il concetto non cambia. Del resto se si parla dei primi del 900 io non posso essere certamente stato testimone di quel periodo, da qualche parte le informazioni le devi trovare, non ti pare...? Altra cosa è rubacchiare da altri articoli di altri accordiani... 2) Lo so, l'ho anche scritto più su, bastava che leggessi: certamente è un argomento gia trattato. Ma scusa allora a tutti quelli che scrivono/chiedono sulla Fender Stratocaster e sono migliaia, bisognerebbe rispondergli: Argomento gia trattato? 3) Sinceramente l'argomento m'ha stufato, per me si chiude qui. Scusa l'animosità, a volte sono un po' antipatico, lo riconosco, ma la tua presupponenza è molto irritante.
Rispondi
Re: Complimenti per la passione, tuttavia questo ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 07/02/2011 ore 12:2
Quindi come spieghi che basta selezionare del testo a caso nel tuo articolo per trovare che l'hai preso pari pari da qualche pagina sul web? E di nuovo, lo vuoi capire che gli scopiazzamenti non sono benvenuti? E io che t'ho pure dato un consiglio su come utilizzare le citazioni, il classico confetto al somaro... Buon divertimento. NB: io bandirei l'argomento stratocaster
Rispondi
Re: Complimenti per la passione, tuttavia questo ...
di superloco [user #24204]
commento del 07/02/2011 ore 11:1
simpatico, anche se molte cose le avevo lette, magari altri non le avevano lette quindi un articolo utile. Non so cosa faccia decidere se pubblicare un articolo oppure no, ma me lo sono chiesto spesso!
Rispondi
Tanti interpreti, ognuno con una chitarra diversa!
di FBASS [user #22255]
commento del 06/02/2011 ore 18:1
Anni fa ero alla ricerca di un Lp che mi desse un condensato vero degli inizi del Rocl'N'Roll, su una bancarella lo trovai, era un "Memphis International Edition", rosso con il faccione di Bill Haley in primo piano. Ma non era rossa solo la copertina, era di vinile rosso trasparente anche lo stesso Lp, che io ora conservo come una reliquia, insiema a quello di Buddy Holly , ma questo è white come l'interprete. Piccola considerazione postuma, ogni interprete usava una chitarra diversa dagli altri: Bill Haley una Gibson L5 nera ad un pickup Charlie Christian, Buddy Holly una Stratocaster 1956 two tone sunburst, Duane Eddy una Gretsch Chet Atkins ma risulta comunque sempre legato ad una Guild Nightbird che divenne poi Guil Duane Eddy Model, Eddie Cochran una Gretsch 6120 G brand con un P 90 al manico, Elvis Presley una Gibson J 200 ma anche una Tele Pasley usata la 1° volta nel film "Haloa Hawai", Bo Diddley una Teisco Del Rey con cane rampante sul body ed una Gretsch con body rettangolare "Cigar Bag" mentre la partner "Duchessa" usava una Gretsch modello Cadillac, Chuck Berry una Gibson ES 335 con P 90 Dog Ear, ma non disdegnava la ES 175 e la ES 350 ad una spalla mancante con cui esegui la 1° volta il famosissimo passo "Duck Walk", John Lee Hooker "The Hook" varie Gibson e Epiphone ma tutte semiacustiche o semisolide, B.B. king con una ES 335 Gibson da lui voluta senza buche ad F e con varitone denominata "Lucille", gli altri invece erano legati a pianoforte ( Little Richard, Fats Domino ) e qualche gruppo alle Morsite in toto ( Johnny & The Hurricanes, The Ventures ), infine Muddy Waters una Guild Thunderbirds, ecc. ecc. Come vedete nessuno copiava l'altro e tutti facevano rock ed i più vecchi avevano cominciato col blues, padre indiscusso del rock, Franco
Rispondi
Re: Tanti interpreti, ognuno con una chitarra diversa!
di Martinez53 [user #23272]
commento del 06/02/2011 ore 18:4
"Come vedete nessuno copiava l'altro e tutti facevano rock ed i più vecchi avevano cominciato col blues, padre indiscusso del rock, Franco" Parole sante Franco, tutto alla fine nasce dal Blues, e nessuno "Copiava...." Aòh... pensa che a me invece m'hanno dato del copione...! Un saluto Aldo
Rispondi
Un articolo molto bello, lo si legge molto ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 06/02/2011 ore 21:5
Un articolo molto bello, lo si legge molto volentieri. Bella anche la descrizione del quadro storico che inevitabilmente accompagna (o determina) gli sviluppi del fenomeno in questione, in questo caso il rock'n'roll. Ciao! Andrea.
Rispondi
A tutto Rock n' Roll !
di Toby [user #27677]
commento del 03/03/2011 ore 18:2
Complimenti articolo molto bello. Ciao
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964