Lungi da me ogni tipo di polemica, ma quando ho inviato questo articolo la redazione mi ha risposto che non si pubblicavano articoli “non originali” OK, ma che vò dì? Che qualcuno ha già scritto qualcosa sulla storia del Rock? Può darsi, ma ho fatto una ricerco e non ho trovato gran che… O forse che non è tutta farina del mio sacco? Vero! Anzi verissimo!!! Cioè, qualcosina già la sapevo, ma certamente qualche ricerca su internet l’ho fatta, e allora...? Boh….!
…Pronto Chuck, sono tuo cugino Marvin, ti ricordi quel sound che stavi cercando…? Ascolta un po’ qua…! Beh…forse non è andata proprio così come raccontato nel film: “Ritorno al futuro” forse la storia è un po’ più lunga e anche un po’ diversa. Per esempio, così tanto per incominciare: mai sentito parlare di Boogie-Woogie? All’inizio del 1900 i pianisti neri del Texas incominciarono a sviluppare una forma più veloce e ritmata del blues, attenzione: accelerare è un termine ricorrente quando si parla di Rock... Lo scopo era d’intrattenere la gente nei juke joints dei bar dove, alla sera, ci si divertiva e si ballava. Un brano caratteristico fu Honky Tonk Train Blues (1927). Il compositore Meade Lux Lewis imita con le sonorità del piano un treno a vapore. A quei tempi questo nuovo tipo di musica fu designata con svariati nomi: fast blues, rolling blues, the dozen, shuffle ecc. Ma bisogna aspettare il 1928 e la famosa registrazione di “Pinetop’s Boogie Woogie”. In questo pezzo il compositore Clarence Smith spiegava anche come ballare il Boogie Woogie. La parola indicava dunque un modo di ballare, e grazie a Smith questo genere musicale prese il nome appunto di Boogie Woogie. Nel 1938 Albert Ammons, Pete Johnson e Meade Lux Lewis, tre pianisti neri, vennero scoperti da un bianco: John Hammond. Per la prima volta nella storia della musica, questo stile viene presentato ad un pubblico bianco nella famosa Carnegie Hall di New York e, da quel giorno iniziò un vero e proprio boom. Un successo che inserì questo nuovo stile musicale ai primi posti di tutte le vendite discografiche. Il Boogie-Woogie divenne così il genere più suonato e ballato in tutti gli USA. Insomma, diventò il simbolo degli USA. L’esecuzione pianistica è caratterizzata da un accompagnamento di basso eseguito con la mano sinistra, cosiddetto basso ostinato, e da trilli ed abbellimenti eseguiti con la destra. Le due forme di basso più suonate con la mano sinistra sono il rolling bass e il walking bass. Ora facciamo un salto fino al 1938, Glenn Miller Oschestra: Chattanooga choo choo, In the mood, Pennsylvania 6-5000, String of Pearls e Moonlight Serenad. Quello era Rock n' Roll? Si, altrochè se lo era! Era l’embrione, il germoglio di qualcosa che sarebbe poi diventato un fenomeno mondiale. La Glenn Miller orchestra, era il punto di riferimento, al suono di quell’orchestra formata quasi esclusivamente da fiati, allora la batteria aveva un ruolo assolutamente secondario, soprattutto non doveva disturbare eccessivamente, e la chitarra elettrica si sentiva appena. Tutto era delegato ai fiati, e che fiati! La ritmica, la melodia, tutto era sulle spalle di trombe, tromboni, clarini e sax, e i giovani d’allora, a quel ritmo per loro indiavolato, si scatenavano nel Boogie-Woogie, con volteggi in pista, salti, piroette, e le ragazze che in tutto quel movimento inevitabilmente facevano vedere le gambe! Poveri ragazzi e ragazze, facevano bene a divertirsi, perché da li a poco sarebbero andati incontro a un destino terribile: la II° Guerra Mondiale. Nel 1942 Miller si arruolò volontario nell'aviazione degli Stati Uniti, per dare il suo contributo alla guerra che il suo paese stava combattendo. Con il grado di capitano (e in seguito Maggiore), fu messo a capo dell'orchestra militare il 9 luglio 1944 e assegnato all'intrattenimento delle truppe all'estero. Miller scomparve improvvisamente il 15 dicembre 1944, mentre sorvolava la Manica a bordo di un aereo militare per raggiungere Parigi, dove la sua orchestra avrebbe dovuto suonare per i soldati che avevano da poco liberato la capitale francese. Il suo corpo non fu mai recuperato. Come disperso in guerra, nell'aprile del 1992 gli fu dedicata una lapide nel Cimitero Nazionale di Arlington. Tra il 9 e il 10 luglio 1943 gli americani sbarcano in Sicilia nel dicembre 1944 sbarcano ad Anzio, risalendo la penisola incontrano e si lasciano dietro le spalle un popolo di straccioni semianalfabeti morti di fame e distrutti da una guerra devastante e devastatrice, uomini e donne e vecchi e bambini ridotti alla disperazione, senza più ideali né identità, solo macerie, era il gramo destino dei vinti. Però in mezzo a questo disastro, furono tre le cose che gli italiani apprezzarono di più degli americani, e non erano la libertà, la fine della guerra né una speranza per il futuro, ma bensì: sigarette, cioccolata e Boogie-Woogie. Mio padre mi raccontava che lui come gli altri, vedeva gli americani come dei semidei, ma soprattutto raccontava di come lui grande amante del ballo, cercasse di capire come funzionava quella strana danza, così scatenata con quel ritmo così coinvolgente, che ti faceva muovere i piedi anche se non volevi, il Boogie-Woogie che loro chiamavano bughi-bughi. Così accadde che se fino a prima della guerra per acchiappare nelle sale da ballo dovevi essere un drago nel Tango, un Tangoeur, dopo, i veri play-boy erano quelli che volavano in pista al ritmo di Boogie-Woogie. Charles Edward Anderson Berry, meglio conosciuto come Chuck Berry (Saint Louis, 18 ottobre 1926). A detta di molti Chuck Berry è colui che ha inventato il rock, ma non è vero se consideriamo quanto detto prima, probabilmente però fu lui a inventare la scala pentatonica "double-stop", inoltre le sue canzoni furono le prime ad avere la chitarra come strumento principale, ecco la vera novità, il punto di svolta, l’elettrica in primo piano. Berry fu anche il primo a inserire nei suoi testi tematiche riguardanti gli adolescenti e la rivolta che stava interessando loro in quegli anni, quando i giovani cominciarono a ribellarsi agli ideali degli adulti quali la famiglia, il lavoro, le false moralità; tutto questo trattato da Berry in modo semplice ed ironico. Per tantissimi chitarristi (dal pop al metal) è stato una grande fonte di ispirazione. Come dimenticare poi che Chuck Berry è stato anche il padre della cosiddetta "Duck Walk" (o passo dell'anatra, in italiano), la sua caratteristica camminata (o danza) eseguita mentre suona la chitarra, diventata suo tratto caratteristico, e imitata da moltissimi altri, tra cui Angus Young degli AC-DC. Dunque si esce da un Rock n' Roll orchestrale, in cui i fiati avevano parte predominante, per passare al nuovo suono dove i fiati lasciano il posto a: Chitarra elettrica, batteria e basso. La chitarra elettrica alza il volume, la batteria abbandona spazzole e suoni ovattati per diventare l’implacabile marcatore del ritmo, il basso accelera i battiti: è nato il Rock. Indubbiamente Berry ha avuto una significativa influenza nello sviluppo sia del genere musicale vero e proprio sia nell'atteggiamento associato con lo stile di vita rock n' roll. Grazie a brani come Maybellene (1955), Roll Over Beethoven (1956), Rock and Roll Music (1957) e Johnny B. Goode (1958), solo per citare i più famosi, Chuck Berry ha ridefinito e sviluppato il rhythm and blues nei maggiori elementi che costituiscono il Rock n' Roll e in ciò che lo caratterizza, scrivendo testi di grossa presa sul pubblico dei teenagers, che descrivevano balli scolastici, auto veloci, la vita a scuola e la società dei consumi con parole di uso comune, ed utilizzando riff chitarristici successivamente presi a modello da centinaia di altri musicisti rock. Il suo stile chitarristico ha fatto scuola, incorporando effetti elettronici per imitare lo stile bottleneck utilizzato dai chitarristi blues, mischiati con gli stili di musicisti come Charlie Christian, e T-Bone Walker, a produrre un suono nuovo ed eccitante che molti chitarristi successivamente riconosceranno come di ispirazione per il loro proprio stile. John Lennon di lui disse: «Se vuoi provare a dare un altro nome al rock and roll, puoi chiamarlo Chuck Berry». Il resto è storia recente da Elvis Presley ai Beatles, Rolling Stones ecc.
Jhonny B Good tra le tante cose è stata anche inserita nei documenti portati nello spazio dal Vojager. Oggi il vecchio Chuck fortunatamente è ancora tra noi, speriamo che ci resti a lungo, ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di questi uomini, della loro testimonianza, della loro presenza perché, quando non ci saranno più, e purtroppo prima o poi inevitabilemente accadrà, sarà come se le nostre amate chitarre all’improvviso, si trovassero ad avere tutte inspiegabilmente una corda in meno...
Aldo