Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Si o no?

di Martinez53 [user #23272] - pubblicato il 13 gennaio 2011 ore 10:14

Sono di Torino, ho 57 anni, sposato, una figlia di 17, vi scrivo per parlare di FIAT… bene! Spero che dopo la parola FIAT non abbiate chiuso, visto l’argomento lo capirei benissimo. Ma comunque non ho nessuna intenzione di parlare male dell’azienda in cui ho prestato servizio per ben 37 anni, del resto assunto il 1° Aprile del 1972 per gran parte della mia vita l’azienda è stata la mia vita, quindi dell'azienda io ho rispetto. Sono sempre stato un impiegato, un colletto bianco, un quadro aziendale, ho anche fatto una discreta carriera, ho rappresentato la FIAT in China, in India e ultimamente in Brasile, insomma qualche soddisfazione l’ho avuta.

Ora da quasi due anni sono fuori, e sto benissimo.

Invece mi fa stare malissimo quel che vedo, le condizioni in cui si è ridotta la mia ex azienda, come l’hanno ridotta, come la stanno rovinando. Mi dicono: Son cambiati i tempi! Tu sei storia vecchia, la FIAT che hai conosciuto tu non c’è più, questo è un altro mondo, tu sei vecchio! Le tue idee sono obsolete, tu sei acqua passata! Beh… oddio… vecchio, ma se in macchina ho i CD dei Rolling Stones e dei Led Zeppelin! Comunque arriviamo al sodo, e qui il sodo si chiama Sergio Marchionne: Marchionne a fronte di nuovi investimenti su Torino Mirafiori chiede nuove regole che garantiscano maggior produttività.

Già, più produttività.

OK, ma io di gente che non ha voglia di far nulla in FIAT ne ho vista sempre poca, qui nel torinese tra Mirafiori, l’area Torino nord di FIAT Industrial, IVECO e New Holland, i rimanenti CRF e Sangone, più altre realtà minori che comunque conosco molto bene, io ho sempre visto, almeno fino a ieri, gente che ogni mattina quando si alza per andare a lavorare, lo fa con l’intenzione di dare il meglio delle proprie possibilità, e parlo sia di impiegati che di operai, sia ben chiaro.

Io non cado dalle nubi… so che c’è qualche furbastro che tramite dottori compiacenti fa il lavativo, ma è il caso che per colpa di pochi debbano essere messi in difficoltà tutti?

Il problema di FIAT non è l’assenteismo, mala erba facilmente asportabile semplicemente applicando il contratto vigente, ma quello di vendere il prodotto.

E’ inutile che mi chiedi di produrre milioni di auto se poi non le vendi! Difatti la cassa integrazione nasce dal fatto che se l’azienda non vende va in crisi, non guadagna e quindi chiede la cassa per non dover licenziare i dipendenti, causa crisi economica.

Ora la promessa e di investire per il lancio di nuovi prodotti, bene!

Ma se i numeri sono quelli di Marchionne senza dubbio i soldi investiti sono pochi, pochissimi per pensare di poter competere con Wolkswagen, AUDI, Renault, Citroen, Peugeot, ergo l’unica soluzione se i soldi non ci sono è quella di andare a produrre in Polonia, o in Bielorussia o in China, e quindi i segnali che vedo non sono per nulla rassicuranti, per Mirafiori.

Io ho lavorato in FIAT per una vita e una cosa ho imparato più di tutte, ed è questa: la ricchezza di un’azienda non sono gli immobili, gli impianti, i capitali versati e nemmeno gli azionisti. La vera ricchezza di un’azienda sono gli uomini che la compongono, il resto è fuffa, aria fritta. Per vincere le sfide sui mercati mondiali devi prima di tutto investire negli uomini, puntare sui cervelli di gente in gamba, sulla volontà e la determinazione di tutti anche degli operai che devono sentirsi orgogliosi di partecipare a un progetto. Un operaio che entra in fabbrica sapendo che il suo stipendio non basterà per arrivare a fine mese e che il suo posto di lavoro è precario, e che oltretutto se si becca la febbre un giorno non può stare a casa perché non lo pagano, non può fare qualità, non può lavorare sereno e motivato e indiscutibilmente il prodotto ne risentirà. Questo non è puntare sugli uomini.

Certo sono finiti i tempi dell’Avvocato, quando la FIAT costruiva tutto in casa, dallo spillo al camion, questo era lo slogan, ovviamente ora non è più così, non può più essere così, ma alcune regole sono ancora valide, non cambiano mai, per esempio la ricerca della qualità. Un prodotto di qualità è sempre vendibile, anche se non c’è il prezzo. Ma la qualità costa, costa in ricerca, costa nell’affidarsi a uomini capaci e non ai soliti raccomandati, costa in tempi lunghi. Marchionne dà l’idea invece di voler produrre lo stesso identico prodotto di scarsa qualità, ma a un costo ancora più basso, per avere il massimo dei ricavi. Ma è una strategia che non ha mai pagato se non nel breve termine, appunto… nel breve termine…

L’uomo forte ha nuovamente colpito l’immaginario dell’italica politica tutta prona ai piedi del novello piccolo duce, tutti in piedi ad applaudire l’uomo in maglione blu e le sue perentorie ed innovative decisioni. Peccato che in un mondo di papere lo struzzo è re, ma agli occhi del mondo sempre struzzo rimane.

Un’ultima domanda, un’ultima riflessione: Molti nei TG e sui giornali si affannano a dire la loro opinione, a parlare di sfide globali, di mercati esteri, di competitività ecc. ecc. in genere è gente che però non ha mai lavorato in fabbrica che, come si dice da noi: non ha mai bollato la cartolina… Io modestamente credo che un grande imprenditore si distingua non per le scelte facili: “Qua chiudo e vado a produrre in Polonia perché la costa meno…” Questa non è una scelta da Top Manager, perché pure mia figlia che fa l’istituto d’Arte e che d’economia non ne capisce niente la applicherebbe in caso di crisi, insomma non serve essere dei fenomeni in maglione blu per fare discorsi del genere.

Noi però lo sappiamo che un grande imprenditore, ma grande veramente farebbe altre scelte,  cercherebbe altre strade, soprattutto instaurerebbe un discorso chiaro e diretto coi suoi uomini: “Signori c’è bisogno di voi, dobbiamo darci una mano, aiutiamoci tutti insieme per uscire da questa crisi. Io ora non posso promettervi di guadagnare di più, ma così facendo vi prometto di conservare il posto di lavoro.” Io sono certo che davanti a parole simili tutti sarebbero pronti a dare ciascuno il suo, perché tutti quelli inquadrati dalle TV davanti ai cancelli di Mirafiori, contrariamente a quanto si pensi, sono persone che hanno bisogno di lavorare, che vogliono lavorare, che devono lavorare. Ma allora perché cercare lo scontro, la provocazione toccando tre temi: sindacati, diritto di sciopero e mutua, tre argomenti che tutti, anche chi non lavora in fabbrica, anche i bambini, anche i sassi sanno che in Italia significano contestazione?

Suvvia andiamo al voto, al referendum, con una domanda finale: Ma a noi, uno come Marchionne, siamo sicuri che serva veramente?


Dello stesso autore
C'è una strana espressione nei tuoi occhi
Band, voi come gestite i nuovi pezzi?
Applicazioni Live AKG C1000S
Basso American Standard o.. il resto del mondo?
Balliamo...?
Il bello d'esser minimalisti
Il mondo visto dal basso
Domandina banale
Loggati per commentare

mi dispiace
di superloco [user #24204]
commento del 13/01/2011 ore 10:3
ho letto con piacere il tuo scritto ed effetivamente è molto triste quello che sta succedendo. Credo purtroppo che sia solo l'inizio di una tendenza tragica, quella di trascinarci tutti verso il basso. Se vince Marchionne e non dico FIAT perchè quella come tu hai detto è finita da un pezzo, un po' per volta anche gli altri imprenditori faranno la stessa cosa e torneremo indietro di 100 anni. Che dire io tra un paio di anni avrei dovuto andare in pensione e invece se va bene sarà tra sei anni (forse) chi lo sa? Il problema è che anche la salute non è tra le migliori ma purtroppo anche di questo non importa a nessuno.
Rispondi
Hai perfettamente ragione, avevo già ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 11:0
Hai perfettamente ragione, avevo già accennato il mio pensiero di assoluta non stima nei confronti degli imprenditori del nostro paese (non tutti sono così, per fortuna), nonché della loro incapacità di fare impresa, in un recente post di un nostro amico accordiano. Come tu dici, è capace anche un bambino a fare maggiori profitti facendo produrre nei paesi dove la manodopera è schiavizzata. Lo stesso discorso vale ovviamente per commercianti e localari vari, che che nel loro momento d'oro del cambio di moneta, non hanno esitato a raddoppiare le tariffe, ditemi se non è truffa questa! E cosa dire poi del fatto che se perdi il posto di lavoro dopo i 40 anni, hai la certezza matematica di non trovarlo più per tutta la vita (a meno che tu ti inventi qualcosa)? Purtroppo l'Italia è un paese di modaioli senza paragoni, come lo è con le cose futili lo è anche in queste cose; qualcuno decide che i dipendenti debbano essere sfruttati, e tutti seguono a ruota, agli imprenditori fa comodo avere a disposizione precari da strizzare e mandare via a pedate nel sedere, subito accontentati... Un imprenditore che non sa decidere con la propria testa e cerca di prevaricare non è degno di tale nome, al massimo si può fregiare del titolo di "speculatore" (questo, ovviamente, è solo il mio pensiero). Saluti.
Rispondi
Mi hai fatto vedere le cose da un altro punto ...
di dale [user #2255]
commento del 13/01/2011 ore 11:4
Mi hai fatto vedere le cose da un altro punto di vista. Concordo con te; credo che questo post dovrebbe essere pubblicato in prima pagina sul Corriere, spiegherebbe questa spinosa faccenda, chiaramente, a tante persone che non hanno ancora capito.
Rispondi
Ciao Aldo. Anche mio padre ha lavorato in ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 13/01/2011 ore 12:4
Ciao Aldo. Anche mio padre ha lavorato in FIAT per 40 anni (da operaio) a Mirafiori e sa come funzionano le cose. O meglio, come non funzionano. Più passa il tempo e più (a detta sua) si peggiora. Sono d'accordissimo quando dici che la vera ricchezza di un'azienda dovrebbero essere gli uomini che la compongono. Sarebbe bello che i movimenti imprenditoristici si fossero mossi in questo senso.... ma purtroppo così non è stato: le fondamenta di un'azienda sono i beni mobili, immobili, ma soprattutto i capitali. I soldi (purtroppo) fanno muovere il mondo. A Marchionne (non sopporto quel suo sorrisetto da sbruffone, nonché il suo look da "finto" popolano con tanto di maglione: è un mio limite) è stato affidato il compito di portare la FIAT ai livelli degli altri grandi gruppi automobilistici europei e mondiali. Gli uomini alui interessano abbastanza poco: deve aumentare la produzione e capitali. Punto. Che siano cinesi, coreani, thailandesi, italiani o scimmie a lavorare... a lui questo non interessa. Ha preso i finanziamenti dallo Stato per promuovere degli incentivi (condivisibilissimi), e nel momento in cui gli è stato detto di abbassare un attimino la cresta li ha negati. Sempre con quel sorrisetto amaro sulle labbra. Ora (tempi di crisi, qualcuno direbbe) decide di spostare la produzione oltreconfine. Una soluzione facilissima: la FIAT si salva e l'Italia tracrolla. Al mondo esistono delle persone che quando acquisiscono un minimo di potere si sentono autorizzate a trattare tutti come stronzi. E sono molte più di quanto riusciamo ad immaginarci. Detto questo, vincerà il SI: gli operai, se proprio devono scegliere (ammesso che si possa parlare di scelta), sceglieranno di lavorare un po' di più (con pure qualche soldo in più) piuttosto che non lavorare proprio. E intanto ancora una volta il padrone fa quello che vuole. Un saluto, Andrea. PS: mi piacerebbe che a lavorare in Polonia ci andasse proprio Marchionne. A battere le lamiere a mano, però, come faceva mio padre. Tanto se ha freddo il maglione lo indossa già.
Rispondi
Re: Ciao Aldo.Anche mio padre ha lavorato in ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 13:0
Si, però partiamo dal presupposto che tutto sommato a Mirafiori le cose bene o male hanno sempre funzionato, più per merito di chi ci lavora che per merito di chi ne parla o straparla, altrimenti non si spiegherebbe come mei le vetture sono uscite e continuano ad uscire. Punto secondo: l'azienda non è un'associazione di beneficenza, a me no me ne può fregare di meno che Marchionne sia o non sia simpatico, non è quello il suo mestiere, il suo mestiere è il manager e io lo giudico per quello. Poi non importa che il top manager non abbiano capito che la ricchezza di un'azienda sono gli uomini E LE DONNE, chiedo scusa se non ho fatto la dovuta distinzione, che la compongono, in Germania, Francia, Giappone e America l'hanno capito e come! Qui no? Ne vedranno le conseguenze, purtroppo, purtroppo anche per noi. Tu però hai centrato una questione che io avevo volutamente tralasciato, è una tendenza squisitamente italiana quella che appena hai i gradi, comandi e gli altri devono seguirti e basta. E' una mentalità prettamente italiana che ti porta a dire: "Lei non sa chi sono io!" E Marchionne coi suoi pullover blu, le sue Ferrari, i suoi atteggiamenti da Top Manager alla fine della fiera, è il solito italiano campagnolo che appena ha un po' di potere...: "Lei non sa chi sono io!"
Rispondi
Re: Ciao Aldo.Anche mio padre ha lavorato in ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 13/01/2011 ore 13:1
---- a me no me ne può fregare di meno che Marchionne sia o non sia simpatico, non è quello il suo mestiere, il suo mestiere è il manager e io lo giudico per quello. ---- Appunto: tra le caratteristiche del manager spunta la diplomazia. La strafottenza non fa parte delle caratteristiche di un buon manager ;) Poi concordo con tutto quello che hai detto, sul fatto delle donne ecc.. ;)
Rispondi
Purtroppo nel mondo di oggi sono i risultati ...
di Plettratore_Mannaro [user #16218]
commento del 13/01/2011 ore 13:0
Purtroppo nel mondo di oggi sono i risultati che contano e Marchionne ed il suo entourage alcuni risultati li hanno ottenuti risanando in parte il bilancio di una barca che stava colando a picco come la fiat. Il mestiere dell'amministratore delegato e del suo staff è quello crudo e spietato di far guadagnare l'azienda spesso a breve termine, ed il solo motivo per il quale Marchionne sta dove si trova, ovvero al vertice dell'amministrazione mondiale nel settore automobilistico è la sua bravura a far produrre e guadagnare le aziende, in un periodo di crisi e di difficoltà come questo credo che purtroppo sia la cosa che conta di più. Comunque vi lascio un esempio reale senza dilungarmi: mio fratello rappresenta una ditta che si occupa di fornire gli utensili pneumatici a Fiat, Ferrari, Alfa Romeo, Maserati ecc ed io spesso quando posso vado in viaggio di lavoro con lui e sono stato in due stabilimenti del sud compreso quello di Pomigliano d'Arco e vi posso solo dire che passando nella parte della produzione dello stabilimento non potevamo fare due metri senza che un operaio ci offrisse il caffè, preparato alle volte anche nelle sua moka personale che si portava da casa e riscaldava con un fornetto ovviamente durante l'orario di lavoro, questo a pomigliano d'arco solamente, e di casi simili ne potrei citare molti altri. Mio fratello che spesso va allo stabilimento in polonia, dove tra l'altro si produce la nuova 500, mi dice che l'ordine e la voglia di lavorare che hanno gli operai lì in italia è qualcosa di utopico, benchè le loro condizioni di lavoro siano già ora peggiori se vogliamo di quelle che si vorrebbero imporre a mirafiori. Con questo non voglio dire che tutti gli operai italiani sono degli scansa fatiche assolutamente, però queste proteste mi sembrano troppo imbrigliate dalla politica che sta cercando di operare una certa "berlusconizzazione" di Marchionne che c'entra poco con il punto fondamentale che è il Lavoro. E benche la Fiat sia a partecipazione statale non mi sembra giusto che molti politici, sindacalisti e sedicenti opinionisti che spesso sono ignoranti anche in fatto di politica, figuriamoci in materia di gestione aziendale, debbano immischiarsi così profondamente negli affari di un'azienda solo per perpretare le loro manovre politiche, perchè di questo si tratta. Qui si sta giocando a mio avviso con le vite di molti operai per combattere inutili battaglie politiche
Rispondi
Re: Purtroppo nel mondo di oggi sono i risultati ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 13:0
"ed il solo motivo per il quale Marchionne sta dove si trova, ovvero al vertice dell'amministrazione mondiale nel settore automobilistico" Guarda che forse hai sparato un po' troppo alto, al vertice dell'amministrazione mondiale dell'auto non ci sta Marchionne, ci stanno ben altri manager... Mai sentito parlare di Wolkswagen, Ford, GM, Toyota e potrei continuare... Poi io parlavo del comprensorio di Torino di cui sono un profondo conoscitore, delle altre realtà non parlo perchè non sono in grado. Ciao!
Rispondi
Stupendo articolo (anche se post), fatto con ...
di robyfranz [user #22846]
commento del 13/01/2011 ore 13:1
Stupendo articolo (anche se post), fatto con occhio critico da chi l'ha vissuta l'azienda come te, nelle varie fasi economiche dell'Italia, dallo sviluppo alla lenta e inesorabile crisi. Mi trovi d'accordo sul fatto che l'azienda è fatta dai suoi "uomini", più che dai capitali (fissi e azionisti); mi sono poi sempre chiesto come fa un'azienda come la Fiat, avendo a disposizione risorse umane professionali e tecnologiche come quelle del nostro Paese (mi viene da pensare alle grandi "firme" dei migliori carrozzieri del mondo), a non produrre autoveicoli di classe e qualità, come la concorrenza tedesca e francese (per rimanenere solo in ambito europeo). Comunque mi spiace davvero per la vicenda, per l'ultimatum dato a migliaia di famiglie. Un caro saluto. Ciao. Roby
Rispondi
Re: Stupendo articolo (anche se post), fatto con ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 13:2
Guarda, potrei scrivere un poema su come a noi tecnici, nel mio caso ex, non sia data la possibilità di lavorare al meglio. Noi non siamo inferiori a nessuno, io ho conosciuto progettisti di altissimo livello a cui non è mai stato riconosciuto niente. In FIAT oggi contano solo i raccomandati, noi li chiamavamo: "I figli di Dio." Nei posti chiave, nella sala dei bottoni, occedono solo i figli di Dio, i risultati poi sono li, visibili sulle strade d'Italia, sono le vetture che vediamo, i difetti che riscontriamo, l'inadeguatezza che a volte veramente ci porta allo sconforto. Migliaia di giovani ingegneri sono passati negli uffici della FIAT, tantissimi veramente in gamba, ma tutti, appena capito l'andazzo sono fuggiti verso altri lidi, normalmente all'estero... Ciao!
Rispondi
Re: Stupendo articolo (anche se post), fatto con ...
di xstrings utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 14:5
***i risultati poi sono li, visibili sulle strade d'Italia, sono le vetture che vediamo, i difetti che riscontriamo, l'inadeguatezza che a volte veramente ci porta allo sconforto*** Ecco, appunto, chi ce lo fa fare di comprare Fiat allora? e non voglio pensare a cosa accadrà in termini di qualità del prodotto se spostassero le sedi in paesi come Albania o India! Poi non lamentiamoci se gli italiani comprano Ford, Valkswagen ecc.. anzichè Fiat. Quello che mi fa più arrabbiare sono tutti i soldi che lo stato ha "regalato" alla Fiat nel corso degli anni, Prodi gli ha praticamente regalato l'Alfa Romeo quando era a capo dell'IRI e cosa abbiamo ottenuto in cambio noi italiani? un sonoro calcio nel di dietro! Con la nascita di Fiat Industrial mi sa che l'obbiettivo finale sarà l'idea che Umberto Agnelli aveva in mente cioè creare un gruppo che si occupasse di altri settori per poi pian piano abbandonare il mercato dell'automobile. Spero di sbagliarmi!
Rispondi
SI O NO? OVVIAMENTE NO!!!!
di HeavyRock [user #27453]
commento del 13/01/2011 ore 14:2
E' questo che dovrebbero rispondere TUTTI i dipendenti Fiat, ci sono delle cose che non si devono mai mettere in discussione,e tra queste c'è sicuramente la DIGNITA' dei lavoratori. Questo RICATTO(chiamiamo le cose col nome giusto) non porterà niente di buono per il lavoro in Fiat, servirà solo a ritardare di poco, sfruttando la gente, la già annunciata chiusura dello stabilimento di Torino. La pretesa di fare concorrenza alla Cina con gli stessi mezzi, è destinata a fallire, gli italiani dovrebbero dare prodotti di qualità al mercato, anche se più costosi, insomma il classico "Made in Italy" che difenda il territorio, invece(complice la politica) si fanno solo ed esclusivamente gli interessi degli imprenditori, che tengono salari bassi o peggio ancora, delocalizzano.
Rispondi
Re: SI O NO? OVVIAMENTE NO!!!!
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 13/01/2011 ore 16:5
Beh, guarda... va bene il discorso sul "ricatto", ma da qui a dire che si lede la dignità dei lavoratori.... questo mi pare un po' esagerato ;) Rimango dell'idea che non è stata un'azione corretta, quella di Marchionne: i compromessi erano inevitabili, ma lui ha fatto si che questi fossero delle vere e proprie scelte obbligate (e quindi "non-scelte"). Ma rimaniamo cmq lontani dalla lesione della dignità dei lavoratori... ;) EDIT: se si vota no si rimane a casa. Pena il fallimento di oltre 200 aziende torinesi e il conseguente tracrollo di Torino (oltre che ai disuccupati di Mirafiori). Fa rabbia certo, ma è meglio votare sì.
Rispondi
Re: SI O NO? OVVIAMENTE NO!!!!
di HeavyRock [user #27453]
commento del 13/01/2011 ore 17:1
1) pause in meno 2) mensa a fine turno 3) meno soldi e più lavoro 4)mutua non pagata 5)licenziamenti senza giusta causa ...devo continuare? queste sono solo alcune delle condizioni del "ricatto Marchionne"....a me sembra che ci sia abbastanza materiale per avvilire e ledere la dignità a qualsiasi lavoratore. P.S.: Anche se si vota SI , la Fiat di Mirafiori chiuderà comunque, per cui se toccasse a me mi cercherei qualcos'altro piuttosto che farmi ricattare!
Rispondi
***La vera ricchezza di un’azienda sono gli ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 13/01/2011 ore 14:5
***La vera ricchezza di un’azienda sono gli uomini che la compongono, il resto è fuffa, aria fritta. Per vincere le sfide sui mercati mondiali devi prima di tutto investire negli uomini, puntare sui cervelli di gente in gamba, sulla volontà e la determinazione di tutti anche degli operai che devono sentirsi orgogliosi di partecipare a un progetto*** E' questo che stanno ............ 'eliminando' ;( Professionalità e la volontà di chi lavora in aziende come la tua ex-azienda. Non a caso a 44 anni .... non starò ad aspettare che mi diano il libretto di lavoro in mano con un grazie e arrivederci tra 4 - 5 anni ;))))))))) SI CAMBIA perchè si DEVE cambiare !!! L'importante è CREDERE che si possa farlo e FARLO SaluToneS
Rispondi
Non succede solo in FIAT!
di FBASS [user #22255]
commento del 13/01/2011 ore 14:5
Io ho lavorato per 36 anni nell'allora Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato , ora FS spa, assunto nel 1973 a Torino, entrato come Capo Tecnico poi passato CapoTecnico Superiore, poi C.T. Sovrintendente ed ultimo come Professional Senior, ma come è tutto cambiato in questi anni, specialmente dal 1999 in cui vi fu la Divisionalizzazione e la frammentazione anche delle singole Società in cui era stata frazionata la FS spa ( la nostra Trenitalia spa fu divisa, a sua volta, in Passeggeri, Trasporto Regionale e Cargo ). Una colpa la dò anche ai sindacati, ho visto molti dei loro fare carriera all'interno mentre io ho dovuto lottare e superare Accertamenti Professionali ed Assestment, spesso ingoiando dei rospi che non ti dico, perciò mi sono cancellato dalla CGIL dopo 32 anni di contributi sindacali, anche perchè l'attuale Amministratore Delegato è stato sindacalista della CGIL; noi vecchi ferrovieri, quelli che hanno mangiato panino con fettina di binario per anni e non certo gente che non sa distinguere un locomotore da un dirigibile, abbiamo visto entrare con il tappeto rosso sul cammino posto apposta per loro, Dirigenti Da Ansaldo,Fiat ed indotto, Olivetti, Alstom, Wirpull, ecc.ecc. ed io, che nel frattempo mi ero laureato in Ingegneria Elettrica, facendomi le ossa all'esercizio ed all'intemperie per anni, non facendo assenze per malattia, mi sono operato 2 volte di Cataratta usufruendo delle mie ferie, sono stato etichettato come "Vecchio", però la mia professionalità, quando gli serviva, è stata usata anche come istruttore di carico carri ferroviari per gli Ufficiali dell'Esercito Italiano, cioè TRAMAT, alla Cecchignola. Poi un giorno mi hanno chiamato alla Direzione Trenitalia a Roma e mi hanno detto, che avendo tutti i requisiti, era meglio che non perdessi il treno del pensionamento incentivato, io ho solo trattato sulla finestra perchè campavo unicamente di stipendio. Ora mi ricordo che una volta eravamo una bella famiglia unita ed orgogliosa del ruolo rivestito nella Società, il trasporto era un servizio di pubblico interesse e non erano da considerare treni solo gli Eurostar Freccia Rossa e Freccia D'argento, sopprimendo in un solo giorno 2 coppie ( 751-752, 761-768) di treni ICN per Reggio Calabria, sostituiti, spostando gli orari, da Treni Espressi Notte per Palermo e Siracusa, che ora invece viaggiano per il 60 % di giorno e non posso salirvi ( ma ricordo con piacere che sono stato il primo scortante tecnico degli ETR 500 nel 1 giugno 1997, ho gestito per anni l'istruzione per il Servizio di Verifica, molto delicato perchè legato alla sicurezza dell'esercizio, compreso trasporti eccezionali ed intermodali, ho pubblicato molte presentazioni in PPT per gli allievi ferrovieri ed agenti di Ditte operanti nell'ambito ferroviario, ed un esperto, anche a livello universitario riconosciuto, di Conversione Statica in Trasporto Ferroviario, mia Tesi di Laurea, ho seguito anche le visite periodiche nel museo di Pietrarsa dei rotabili storici, vedi il mio avatar "Bayard" 1839, l'ho inviata in Svizzera per il 150° anniversario della loro rete ferroviaria, curandone carico ed assicurazioni meccaniche ). Ora sono in pensione da 2 anni, non mi lamento, faccio il CTU per le Procure della Repubblica e spero un giorno che il Signore mi faccia capitare qualche perizia su incidenti ed infortuni ferroviarii, oltre agli incidenti sul lavoro di varia altra natura, incendi compresi. Franco 50.
Rispondi
Fondamentale
di mytele [user #19958]
commento del 13/01/2011 ore 15:1
"Per vincere le sfide sui mercati mondiali devi prima di tutto investire negli uomini, puntare sui cervelli di gente in gamba, sulla volontà e la determinazione di tutti anche degli operai che devono sentirsi orgogliosi di partecipare a un progetto."
Rispondi
Grazie per il post, apprezzo soprattutto il ...
di Gulasch utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 17:0
Grazie per il post, apprezzo soprattutto il tuo impegno a non scrivere male a priori di qualcuno (Marchionne o operai), ma cercare di argomentare. Tu hai lavorato tanto in FIAT, e poi parlare con cognizione di causa, però ti chiedo: è vero che in altri stabilimenti Fiat (in particolare al sud, e mi dispiace dirlo) si descrivono situazioni gravi di assenteismo. In Sicilia si costruì anni fa uno stabilimento in cui già far arrivare i pezzi costa un capitale. Adesso Marchionne che ha ereditato questa situazione, cosa REALMENTE può fare? Concordo con te, l'atteggiamento con cui si è proposto (e non è poco) è pessimo, e qui si sta parlando di tanti padri di famiglia, ma guardiamo in faccia alla realtà, esiste forse un piano B? Un saluto!
Rispondi
Re: Grazie per il post, apprezzo soprattutto il ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 17:4
Io ho lavorato molto in IVECO che i motori "piccoli" li costruisce nello stabilimento SOFIM di Foggia. Posso garantire che lo stabilimento di Foggia è un esempio di professionalità, correttezza e dedizione, peccato che i miei amici foggiani abbiano la testa dura come il marmo... ma questo è un altro discorso ;-))) Napoli è sempre stato uno stabilimento difficile, caratterizzato da un assenteismo sfacciato, ultimamente le cose erano migliorate, la cultura della "fabbrica" è difficile da esportare. Non entro nel merito degli stabilimenti al sud costruiti in un'altra epoca e coi soldi dei contribuenti, ci vorrebbe troppo spazio. Comunque si, esiste un piano B, ed è eliminare i rami secchi, anche se costa sangue e lacrime, cambiare rotta nei rapporti coi lavoratori e sindacati, più trasparenza, (Wolkswagen insegna), cambiare mentalità rinunciando al poco ma subito per impostare un programma di produzione imperniato sulla qualità. Ma sopratutto è fondamentale chiarirsi una volta per tutte coi dipendenti spiegando cosa si può fare, cosa si deve fare tutti insieme, quali e quanti sono i sacrifici in termini di ore di lavoro in più, quali gli obbiettivi da raggiungere. Così si che si può dire: chi ci stà è dentro, gli altri fuori. Insomma... è un discorso lungo, ma l'alternativa per uscire dal pantano senza scannarsi c'è. Ciao!
Rispondi
Re: Grazie per il post, apprezzo soprattutto il ...
di Gulasch utente non più registrato
commento del 14/01/2011 ore 09:2
Ti ringrazio per la risposta, come diceva qualcuno esiste sempre un piano B, ma assomiglia MOLTO nelle linee generali al piano Marchionne, a dimostrazione che per restare in vita l'azienda ha l'obbligo di fare almeno due cose ineludibili che dici proprio tu: lacrime e sangue e cambiare mentalità. Purtroppo anche così facendo c'è da chiedersi quale e quanto futuro può avere l'auto in Italia...Ciao!
Rispondi
io sono con marchionne sulla linea che sta ...
di JackDynamite [user #14761]
commento del 13/01/2011 ore 17:1
io sono con marchionne sulla linea che sta tenendo, ma solo pensando ad un futuro prossimo di investimenti che come tu dici sono fondamentali. investire su immagine data dalla sostanza è l'unica soluzione, ma non si può nemmeno biasimare un comportamento come questo, visto che le imprese sono con le mani legate, sopratutto per via dei sindacati. non è possibile che in un paese civile ci siano 1000 sindacati, ognuno con idee diverse, in democrazia se la maggioranza dice si, è si, che sia di solo un voto, o di 100. il problema principe comnunque sta nei marchi, fiat va bene lì dov'è, la qualità c'è, ma manca in lancia, e soprautto in alfa romeo, che dovrebbe essere al fianco di jaguar , cadilac e BMW. li si fanno i soldi.
Rispondi
Re: io sono con marchionne sulla linea che sta ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 18:3
Esatto, troppi sindacati alla fine non rappresentano più nessuno, tranne se stessi... Ciao! Aldo
Rispondi
Re: io sono con marchionne sulla linea che sta ...
di JackDynamite [user #14761]
commento del 14/01/2011 ore 00:2
aggiungo però anche, che se maglionne dopo un accordo concluso dalla parti, non si da una mossa, me lo incapretto(metaforicamente parlando), e quasi godrò nel vedere un eventuale cessione di alfa e lancia, e perchè no anche di maserati.
Rispondi
W LA QUALITA', W L'ITALIA!
di accademico [user #19611]
commento del 13/01/2011 ore 18:0
...
Rispondi
...
di Dogat [user #16823]
commento del 13/01/2011 ore 18:2
Ciao Martinez, in questa crisi mondiale che prima o poi tutti i nodi venissero al pettine era una conseguenza logica. Innanzitutto c'è da dire che oggi, dopo il 2008, nessuno compra nulla se non c'è costretto con una bella corda al collo, come primo fattore, questo anche se fosse fornito un prodotto non di primo ma di assoluto livello e harem di escort annesse, cosa che la Fiat non ha mai fatto, specialmente dagli anni '70 in poi, dove la decandenza qualitativa è stata ben visibile e sotto gli occhi di tutti. Un esempio ancor più tangibile la scelta dei materiali stessi per quanto riguarda la produzione rivolta ai mercati esteri e quella destinata al mercato italiano, come non ricordare le famose Alfa Romeo con le carrozzerie che arrugginivano e ivi comprese pure le Fiat 850 le 128 le 131...io mi ricordo di questo molto bene. Come non ricordare pure la Lancia stessa, quando da acquisizione avvenuta il grande miracolo fù proprio quello di calcolare che da una Lancia Fulvia, seria antica, dal materiale stesso impiegato per la costruzione seria di quell'auto, si ricavano ben 4 Fiat 500 dell'epoca, aventi la carrozzeria, come si dice in gergo, di "cartone", come i carrozzieri seri, distribuiti sul territorio italiano, facevano constatare quando, ahimè, gli capitavano quelle auto incidentate banalmente e non in casi gravi intendasi. Ma il mercato sia che si vendesse o meno, era garantito dal fattore "G." in quanto laggiù a Roma, nei palazzi dei Governi vari, l'elargizione di denaro pubblico era una cosa consolidata e normale, il tutto vigeva su un ricatto fatto da parte di "capelli bianchi" e non solo sulla gente che lavorava in fabbrica, ma a tutti quanti gli italiani, perchè la frase ridotta al minimale era in questi termini: "O mi date dei lauti contributi o ve li metto tutti e 10.000 in cassa integrazione...intanto a S.Moritz ci vado lo stesso con il mio elicottero, sia che la fabbrica rimanga aperta oppure chiuda a farmi le mie inalazioni giornaliere di neve". Questo fattore null'altro ha fatto che peggiorare le cose, svuotare le casse dello Stato per riempire la tasca di "White Man" e dei suoi parenti più stretti. Ora invece si è arrivati al nocciolo della questione, lo Stato italiano, ed è giusto, non mette più il becco di un quattrino all'interno di nessuna industria, quindi la stessa si deve dare da fare per divenire concorrenziale sotto ogni punto di vista, ma per far ciò deve anche modificare qualche aspetto contrattuale stesso. Per quanto riguarda il fattore "agganciamoci un giorno di malattia per anticipare le partenze per le ferie" sono in sintonia totale con Marchionne e senza nessuna differenziazione da questa giusta modalità impositiva. Per quanto riguarda ridurre la pausa da 40 minuti a 30 sono perfettamente d'accordo con Marchionne. Per introdurre turni lavorativi notturni, quindi creare quello che si chiama lavoro continuativo 24h sono perfettamente d'accordo con Marchionne, in quanto qui in Italia e non nel Burundi intendasi, le industrie che producono farina, con i pastifici annessi, hanno da sempre questa modalità lavorativa, anche gli ospedali e pronto soccorsi hanno questa funzione, ovvia si potrebbe dire perchè sono a salvaguardia della salute, e allora i pastifici e mulini a salvaguardia di che cosa sono? Quindi non vedo una "lesione dei diritti dei lavoratori", ma solo l'allargamento della quantità produttiva di un'industria, che in tal modalità innanzitutto manterrà lo stipendio stesso dei dipendenti e aumentandolo. Senza dubbio la "catena di montaggio" è drasticamente dura, così si continua sentire ogni giorno dire da certi sindacalisti e/o politici (caso strano che non hanno mai fatto o non fanno tutt'ora un cazzo dal mattino alla sera, se non parole utili solo ad incitare l'odio sociale) ma vedasi come pure nei mulini non si impieghino più le "pietre a sangue", in quanto dall'avvento dell'energia elettrica e successivi sviluppi, dei vari sistemi di trattamento del grano, prevedano oggi macchinari appositi per la realizzazione delle farine stesse, non tutte uguali come si potrebbe pensare in un primo momento e questo pure per lo stampo delle parti di carrozzeria, dove la "macchina a sangue" è sparita pure lì. Un fattore invece che mi fà arrabbiare e non poco è quello inerente, ma mai pensato comunemente, perchè tenuto ben nascosto dalle stesse autorità preposte, al costo stesso che impone lo stato, all'imprenditore, di un dipendente stesso, nel caso Fiat (operaio) 33.750 euro all'anno, per poi lo stesso ricevere un annuale totale di 11.360 euro, se non ricordo male, da quanto sapevo ed ho anche letto in questi giorni, bene questo è un furto vero e proprio ai danni del dipendente stesso e dell'imprenditore medesimo! Perchè? Semplice ed analizzando proprio il tessuto economico-lavorativo, partendo dal basso, vedasi proprio nell'ambito dello stato dove servivano 4 dipendenti, per rimpiazzare i 4 andati in pensione se ne assumevano invece 8-10, perchè c'era da fare il piacere all'amico dell'amico, al compagno del compagno, al camerata del camerata, cosicchè la pancia stessa è divenuta tanto grande che alla fine è scoppiata, perchè? Perchè dopo 15 anni sei mesi ed un giorno scappavano tutti per andare in pensione a 40 anni e nel frattempo fare una bella seconda attività, a nero, per arrotondare la "misera pensione", che poi neppure così era ed è tutt'ora e lì lo stato, inteso come noi gente comune, dobbiamo pagare ancora oggi di tasca nostra. Se si entra poi nel campo della politica allora il discorso è un vero oblio, dove lo stipendio di in sindaco gira su una media di 6000 euro mensili, compreso con un adifferenza sempre di media di 1500 euro in meno il vicesindaco e assessori con deleghe, da non dimenticare pure i gettoni dipresenza che vanno invece distribuiti a tutti i consiglieri presenti sia di minoranza come pure maggioranza. Un consigliere provinciale invece 7500 euro mensili, più i gettoni, con la bella variante che stà nella scelta se avere la pensione dell'attività che svolgeva, prima di politicizzarsi oppure la seconda....ovvia la risposta in merito. Nelle regioni lo stipendio gira sui 10.000 euro mensili, per i consiglieri vari sia maggioranza come pure opposizione. Al parlamento il discorso è ancora più stupendo dove lo stipendio minimo è di 12.500 euro mensili più i gettoni di presenza, dove una parte và versata al partito di appartenenza, ma ogni mese rimane in tasca un netto di 8.800 euro, poche parole in soli due mesi un parlamentare guadagna più di un operaio della Fiat. Basta fare il conto dei comuni, province, regioni, più i 650 che sono a Roma per avere già questo quadro inoltre aggiungere tutti i pensionati politici che partendo dalle province fino al governo romano stesso percepiscono la pensione come politici, poi quelli dei 15 anni sei mesi ed un giorno, per non dimenticare i militari ufficiali d'accademia che hanno effettuato servizio per otto anni sotto le forze dell'ordine militari, in quanto avevano diritto alla pensione pure loro, cosicchè il quadro diventa veramente raccappricciante, in fatto di primaria spesa bella così a secco. Chi paga tutto questo? Tutti quanti noi, sia dipendenti che pure i piccoli autonomi che stanno da più di due decenni mano a mano sparendo dalla faccia del tessuto economico sociale, facendo sì che poi l'avvento dei super-ipermercati, utili in un primo momento, ma deleteri se analizzati a fondo, abbiano ulteriormente sfasciato chi contribuiva alle spese stesse, che lo stato aveva, fornendo pure loro la loro contribuzione, data dalle vendite o realizzazioni di piccole opere, quali supermercati pagano le tasse in Italia? Nessuno perchè hanno l'escamotage di fuga, che non è consentito ai piccoli, determinato dal: "reinvestimento degli utili" Tutto questo "bel minestrone studiato", utile solo però agli amici degli amici, ai compagni dei compagni, ai camerati dei camerati, ha determinato questo risultato, con una economia sfasciata completamente, dove a farne i conti rimangono i disastrati dipendenti e i piccolissimi imprenditori o professionisti ridotti allo stremo delle loro forze e della sopravvivenza stessa, perchè chi ha sempre fatto "girare i soldi" veramente è solo la gente comune e non di certo le fosche figure. Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
Rispondi
Re: ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 20:3
Ciao Dogat, sei stato grande come al solito! Purtroppo è proprio così, dipendenti ed artigiani (ma non buona parte dei commercianti), sono stretti in un triangolo costituito dai grandi imprenditori oligarchi (come la famiglia che hai appena citato), dallo stato (e non mi va di scriverlo maiuscolo), e dai fancazzisti statali da mantenere sulle nostre spalle (compresi i vari consiglieri e relativi amici...); ma hai qualche idea su come ne usciremo (se ci riusciremo)? Paul
Rispondi
Re: ...
di Dogat [user #16823]
commento del 13/01/2011 ore 21:2
Ciao Paul, grazie per il tuo apprezzamento del mio intervento precedente. Le soluzioni ci sono e sarebbero alla portata di mano di chi le voglia vedere. Rompere tutte quelle agevolazioni che sono sempre presenti nei grandi gruppi fonte d'elettorato medesimo degli schieramenti politici quindi iniziando dalle Coop, Conad, Margherita ovvero tutta quella serie di supermercati che incassano miliardi, avendo poi i relativi utili, ma pagandoci sopra le tasse come un qualunque piccolo imprenditore, commerciante, artigiano, piccolo professionista italiano. Idem per i grandi gruppi, nella maggioranza sempre inerente ai beni di consumo, dove la stessa aggevolazione è entrata di merito in casa. Sindaci 1500 euro al mese e zero per i consiglieri comunari ivi annessi pure gli assessori con deleghe. Immediata riduzione a 2500 euro mensili gli stipendi dei consiglieri provinciali e con contributi versati per avere una pensione inerente allo stesso stipendio ricevuto e non zero contributi ma ottenendo una pensione sul valore dei 7500 percepiti. Per le regioni stipendio di 3500 euro mensili a tutti quanti, con il presidente a 4000 euro mensili, abolizione dei gettoni di presenza per tutti. Parlamento 5000 euro mensili ed abolizione dei gettoni di presenza, presidente del consiglio 6000 euro. Presidente della Repubblica 6000 euro mensili. Inoltre tutto quel entourage di fancazzisti ovvero i famigerati "trombati alle elezioni" i quali vengono presi e messi in cariche di enti, anche creati appositamente, che pure queste organizzazioni di fumo, come quelle già presenti non sono mai servite a nulla, eliminati immediatamente. Da questa prima eliminazione di spesa una cosa sarà agli occhi di tutti gli italiani subito certa, che chi veramente è appassionato di politica ed impegna il suo pensare, sapere a favore della gente comune, si batterà in primo piano per andare a ricoprire le cariche di prestigio, chi invece, come oggi, và solo per "mungere la vacca per la propria scodella" si troverà qualche altra attività, magari all'estero con la mafia cinese, giapponese, italo-americana, ecc... di certo molto più redditizia del solo e vero impegno a favore di tutti quanti. Questa è la considerazione che da sempre ho fatto in questo particolare campo specifico, ma an che lì sono all'antica, come nei suoni che pretendo dalle mie chitarre, tastiere ed effettistica varia che posseggo. In questo caso qualche migliaia di miliardi annuali li si risparmiano. Controllo della vera effettività lavorativa dei vari dipendenti, partendo dall'alto verso il basso, con immediato licenziamento, senza possibilità di ricorso a nessuno e chi si fà in quattro nel proprio impiego premio denaro annesso senza tasse applicate. Abolizione dei lauti contributi alle testate giornalistiche italiane, in quanto se non riescono a mantenersi con la vendita del loro prodotto, che poi null'altro sono che le linee di pensiero con gli articoli annessi, meglio che cambino mestiere. Riduzione spese enti pubblici, come la Rai, dove ci sono conduttori di programmi che percepiscono una diaria che è maggiore di quella del presidente del consiglio e preseidente della repubblica messi assieme. Abolizione anche lì dei fancazzisti, specialmente nel palazzo uffici e nelle diverse sedi italiane regionali, anche lì messi solo perchè trombati, ma a loro volta, bacini di voti utili. Applicazione di una tassa imponibile fiscale unica per qualunque lavoratore, dipendente o autonomo che sia del 30% dove nella stessa sia compresa mutua e pensione, ma a chi sgarra 25 anni di galera e sequestro totale dei beni. Come si vede una sorta di inzio lo si potrebbe fare ma quando tempo fà discorrendo fra amici dissi queste mie idee, mi dissero che forse era meglio avere un governo di S.S. ed io accettando la sfida risposi che una cosa sola mi accomunava alle S.S proprio le stesse iniziali, ma tradotte, nel mio caso in italiano e applicabili a questo mio motto la risultante dava questo: Sono Serio. Il problema che rimane dall'uscire fuori da tali situazioni sarebbe quello di eliminare il marciume stesso che parte dal basso e mano a mano si espande verso l'alto, perchè un chiodo arrugginito se da solo non crea danno, ma se viene messo in una scatola "la tacca di ruggine" la espande pure sugli altri e infine la ruggine viene a tutti, questo è il problema! Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
Rispondi
Re: ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 13/01/2011 ore 23:0
Grazie a te Dogat, esaustivo come sempre. Paul
Rispondi
Re: ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 14/01/2011 ore 00:0
"Controllo della vera effettività lavorativa dei vari dipendenti, partendo dall'alto verso il basso, con immediato licenziamento, senza possibilità di ricorso a nessuno e chi si fà in quattro nel proprio impiego premio denaro annesso senza tasse applicate." Molti ti direbbero che sei un fascista per questo...io ti appoggio in pieno!
Rispondi
Re: ...
di Dogat [user #16823]
commento del 14/01/2011 ore 06:0
Ciao Gibsonmaniac, grazie per il tuo intervento a favore di quanto da me esposto nei miei interventi. Logica la tua considerazione di risultante e non solo dalla stessa mia frase che tu metti in evidenza, che poi sarebbe quella che salterebbe agli occhi di una notevola parte di persone, come un sistema dittatoriale, ma se si pensa che queste modalità siano "fasciste", allora vuol dire che nella testa, di chi ha considerazioni simili su quanto da me esposto, non ha neppure il senso logico di una semplice "amministrazione condominiale", dove semplici formule, se fatte a dovere, fanno risparmiare gli stessi abitanti dell'immobile. Un esempio che mi viene spontaneo è quello dove ad esempio le famose "luci scale" se vengono lasciate le vecchie lampadine da 60-75W ad incandescenza, come tutt'ora a centinaia di migliaia sono purtroppo ancora presenti, determineranno un consumo effettivo di ognuna per i vari androni, piani dell'immobile stesso, ma se al loro posto vengono installate delle lampadine, moderne, aventi un potere illuminativo di 100W, ma con un consumo effettivo di 11W l'una, si avrà un consumo limitato di 11W per il totale delle lampadine, ma fornenti illuminazione 10 volte il consumo stesso. Se si utilizzano poi "sistemi rilevatori di presenza" in ogni piano, specialmente nei palazzi che non hanno finestre nelle scale, le stesse illumineranno quando ci sarà un'effettiva presenza di persone cosicchè pure i vari "temporizzatori", obsoleti nella maggoranza dei casi, potranno essere eliminati e anche qui con un consumo, che poi alla fine dei conti annuali, sarà ridotto. Questi sono piccoli esempi minimali, ma secondo la testa di molte persone appartenenti anche questi alla concettualità "fascista", perchè chi di "ignoranza vive di imbecillità muore", ma su questo purtroppo nei io ne te possiamo farci nulla, però a me girano le balle e mi sono stufato di pagare per gli altri. Un saluto da parte mia e buona giornata, Dogat.
Rispondi
Re: ...un abbraccio
di superloco [user #24204]
commento del 14/01/2011 ore 08:5
grazie condivido e l'avrei scritto io ma mi mancavano le parole (!!!!!) ho 35 anni di patente e ho sempre avuto fiat con 1000 problemi (eppure dicevo i soldi all'italia) da 4 anni ho ford mai avuto un problema.
Rispondi
Re: ...un abbraccio
di Dogat [user #16823]
commento del 14/01/2011 ore 10:3
Ciao Superloco, grazie innanzitutto per l'apprezzamento delle mie considerazioni in merito. Posso dirti che in casa mia le auto che hanno girato sono state, un tempo, solo italiane dalle Autobianchi A-112 alla Fiat Panda 750 Young, perchè anche in casa mia ha sempre girato il concetto, in primo luogo, di dare guadagno al sistema Italia visto che poi io non abito nel Burundi. Problemi ce n'erano sempre, almeno con gli esemplari posseduti sia dai miei genitori, come in seguito quelli posseduti da me. Sono passato così ad auto straniere, la differenza l'ho notata subito e mi giravano le balle, ma ben bene e mi sono sempre chiesto il perchè di questo, il perchè del non costruire in Italia ottime auto ad un prezzo accessibile, quindi minore di quelle estere, anche di poco, ma essenziale per i giochi di mercato, fornendo le stesse, di uguale accessoristica di serie, come le estere. Una battaglia fatta quindi sul campo "valuto-compro-ottengo", con questa modalità i produttori esteri andrebbero a vendere le macchine sulla luna! Ma ecco lì invece oggi uscire quelli che si allagano la bocca e non solo quello con il termine, molto abusato, della "globalizzazione" e quindi relativo commercio e acquisto estero, me lo credo! Se tu mi dai un cesso e me lo fai pure pagare di più, rispetto ad un prodotto costruito all'estero, quale compro dei due prodotti? Solo un abbelinato comprerebbe il bidone. Queste sono le cose sulle quali combattere e far uscire quello che a volte viene definito "nazionalismo" sia degli imprenditori come pure dei dipendenti stessi, benchè con l'avvento della Comunità Europea ora questo dovrebbe essere sparito....chiedere alla Germania e Francia se le cose stanno realmente sotto questi termini. Qui in Italia da sempre, presi dalla patologia della "abbelinataggine perenne", pensiamo che le cose non siano mai state ne stiano più ora sotto questi termini, quindi porte o meglio cattedrali aperte ai prodotti cinesi ecc... che spaccano la nostra economia con il solo risultato di riempire le tasche a quattro gatti(imprenditori alimentari, moda, elettronica, apprarecchiature varie, strumentazioni, ecc...) che poi, dal ricavato stesso che ne viene creato dalla loro vendita, non è che si investa qui nel nostro Paese, ma l'investimento stesso và a finire in altre forme di attività, sempre in quelle parti del mondo, dove con 50 cent paghi la giornata lavorativa di un cinese, ma porti a casa però dalle 1000 alle 10.000 volte valore commerciale per quello che spendi. Il problema che neppure capiscono gli imprenditori stessi, che fanno questo gioco è quello che alla fine proprio chi fino al giorno prima gli ha permesso di "giocare in questi termini"(mondo economico di base occidentale) non avrà più risorse per far sì che continui il loro gioco, proprio perchè qui in Italia o stati limitrofi, non sono i cinesi stessi che vengono a comprare, ma italiani, belgi, francesi, tedeschi e se tu non limiti o forse meglio elimini simili "loschi giochi economici" anche tu come imprenditore ti ritroverai con il culo in terra, perchè per ben che puoi accumulare oro 24K, invece che cartamoneta, alla fine non troverai neppure un cespo di insalata, da mangiare, sul tuo tavolo e sarai costretto a rosicchiarti l'oro stesso, che in quel caso avrà totalmente perso il suo valore di un tempo, ma d'altronde "chi di spada ferisce di spada perisce". Questo è il nocciolo vero della questione, come nell'insieme di cose che dicevo sopra, dove seppur sia vero che "il grande si mangia il piccolo" alla fine della fiera, rimanendo solo quei quattro gatti grandi sicuramente tenderanno a mangiarsi fra di loro, ma senza valutare un rischio fortissimo che stà alla base legato alla vera società: ma la base o meglio la gente comune che ogni giorno suda e fatica per poter mangiare starà solo e sempre a guardare? Scintille varie le si possono osservare in diverse parti del mondo, dove la gente inizia a ribellarsi come in Algeria e la vicina Tunisia, ma non per questioni religiose, perchè quando si aumentano di prezzo i prodotti alimentari, le religioni come prima cosa vanno tutte a finire nel cesso, in quanto le stesse rappresentano dei lussi e perdite di tempo inutili, quindi inizia quella che viene definita in primo tempo "sommossa sociale" q eusto dovrebbe far ragionare quei quattro gaglioffi che reggono le sorti dell'intero pianeta. Quando negli Stati Uniti si arriva a sparare ad un parlamentare perchè per la sua linea politica è secondo "la greppia" un "nemico della patria"(in questo caso l'Andrea Chenier non c'entra nulla) forse queste "lobby oligarchiche" iniziano in maniera sporca a levare di mezzo le persone che a loro recano danno, ma non alla popolazione in questo caso statunitense(da Abramo Lincoln ai Kennedy la storia di quel paese insegna) Qui in Italia con gli anni '70 e con le conseguenze di quello che era il terrorismo, di qualunque colore lo stesso fosse, con le sue nefandezze compiute ai danni di chi voleva, in qualche modo e con il suo pensiero, raddrizzare la già decandete economia e quindi ridare vita a quel contesto sociale, lo abbiamo vissuto tutti sulla nostra pelle, chi più e chi meno. Oggi ci vuole un nulla per ritornare a simili situazioni, se vengono analizzati per bene i punti ai quali si è giunti oggi, dove dei gran coglioni null'altro fanno che cercare di portare nuovamente alla ribalta quello che all'epoca fù la base della nascita e sviluppo di quel orrido fenomeno ovvero l'odio sociale, non è con questo che si costrusce la casa comune o sistema Italia-Europa, ma solo con la salvaguardia del proprio "paniere economico", sotto tutti i punti di vista, passando pure per iper-nazionalisti europei, ma in questo caso si salvaguardano sia i posti di lavoro come pure il girar della moneta stessa. Un danno enorme per l'Italia è stato l'avvento dell'Euro sì proprio per come lo stesso è stato "amministrato" sul nostro territorio nazionale dove le 1000 lire miracolosamente sono divenute 1 euro da lì è iniziato il disastro vero e proprio. Se in quel caso, non di certo fidandosi della bontà d'animo dell'imprenditoria privata, ma pure della pubblica come Enel, Telecom, Rai, Aziende Autonome Comunali, Provinciali, Regionali, ecc..., i prezzi fossero stati regolati dalla Guardia di Finanza, ma con un bel M-16 imbracciato e carico intendasi, quello che costava 1000 lire sarebbe stato giustamente cambiato a circa 50 cent e così via a scalare, invece sia lo Stato, primo ladro, in quel caso e via discorrendo tutta l'imprenditoria sia pubblica che privata, null'altro ha fatto che comportarsi raddoppiando i prezzi....ma gli stipendi? Le persone che percepivano uno stipendio di 1.800.000 lire al mese si sono ritrovate così con 920 euro cira al mese e via a scalare, allora un'altra domanda viene da porsi: Perchè gli stessi stipendi non sono passati così pure loro a 1.800 euro mensili? In questo caso "crisi econmico-familiare" non ce ne sarebbe proprio stata e non ci sarebbero stati i problemi per raggiungere la quarta settimana di ogni mese, perchè in questo caso, anche se non si sarebbe vissuti fra Seichelle e Maldive ogni mese, però il potere d'acquisto non sarebbe stato dimezzato come invece è avvenuto. Un saluto da parte mia e buona giornata, Dogat.
Rispondi
Il 'capitale umano' è fuori moda da una ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 13/01/2011 ore 20:3
Il 'capitale umano' è fuori moda da una ventina d'anni, ormai. Chi ne parla più? Eppure un pensionato Fiat che piange per la sua fabbrica, e la tua stessa testimonianza, dovrebbero generare qualche domanda e, soprattutto, qualche scelta un po' meno scontata e frettolosa. Sembriamo diventati tutti dei super-liberisti da bar: e la globalizzazione, e i cinesi-indiani-thailandesi, e la de-industrializzazione, eccetera eccetera. Io la vedo brutta.
Rispondi
Avevo pubblicato....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/01/2011 ore 21:1
....un post a proposito di questo argomento ma quando ho visto il tuo ho ritenuto opportuno cancellarlo perchè ripetitivo... Venendo al punto ti dico quello che è il mio pensiero: ho 48 anni, sono un elettricista ed ho sempre lavorato con aziende piccole, artigianali e, per circa 8 anni ho avuto un'azienda mia, per un 1 anno ho lavorato in una grossa azienda nel campo della distribuzione di prodotti informatici...Concettualmente sono dalla parte di Marchionne per una serie di motivi che, a mio avviso, sono più importanti dei motivi per non essere dalla sua parte (e ce ne sono). Il primo tra tutti è che le grandi aziende italiane non possono più sopravvivere se non cambiano qualcosa nella struttura produttiva, soprattutto se i prodotti non sono di altissimo valore aggiunto e le Fiat non sono certo tra questi prodotti come tutte le automobili utilitarie (piccole e medie)...questo fa sì che deve aumentare la produttività pro capite: se una volta si facevano 100 miliardi con 100 dipendenti adesso si devono fare 1.000 miliardi con 200 dipendenti (ho sparato cifre a caso ma il concetto è quello),non c'è altra via d'uscita....potete chiamarlo sfuttamento, ricatto, imposizione...quello che volete ma il concetto di base è che, se si vuole sopravvivere, bisogna dare di più e questo viene chiesto dando anche l'opportunità di guadagnare di più con aumento salariale (3.700€ lordi l'anno significano all'incirca 170 - 190€ netti in più al mese) e con gli straordinari...e non venitemi a dire che 8 ore in una fabbrica attrezzata con tutte le misure di sicurezza e con le migliori condizioni di lavoro possibili sono impossibili....chi ha fatto l'artigiano sa benissimo che le 8 ore canoniche di lavoro sono un'utopia, sa che le condizioni di lavoro di un idraulico o di un muratore o di un falegname o di un fabbro o di un elettricista o di tutti gli operai che lavorano nei cantieri o in altri " luoghi ameni",con freddo, caldo, intemperie, servizi igienici inesistenti sono la quotidianità per un'artigiano e per i suoi collaboratori. Si possono criticare i metodi, l'intransigenza ma la realtà dei fatti è che bisogna dare una radicale svolta alla nostra cultura del lavoro nell'ambito delle grosse aziende: la flessibilità non deve essere vista come una schiavizzazione ma come un'opportunità di imparare anche a svolgere compiti diversi...potrebbe anche essere interessante avere la possibilità di non stringere solo bulloni per tutta la vita ed è questo che il lavoratore medio italiano deve mettersi in testa per non parlare dell'efficenza del singolo lavoratore: tagliare le mele marce in un'azienda con più di 15 dipendenti (non più artigiani ma industria) è un calvario che porta grattacapi e costi non indifferenti: ne ho conosciuti tanti che nei periodi di prova erano bravi, buoni, efficenti ed una volta diventati permanenti effettivi cominciavano a fare i paraculi....è inutile nascondersi dietro un dito e fare paragoni con Francia e Germania...in quei paesi la gente sgobba mica male e nessuno (non pochi: NESSUNO) si azzarda a sgamare, cosa nella quale noi italiani, mi spiace davvero dirlo, siamo maestri e questo senza fare distinzioni tra Nord, Sud, Est, Ovest...... Siamo ad un bivio molto più importante del solo discorso Fiat: è un problema di mentalità, di approccio, di modo di concepire il lavoro Probabilmente mi tirerò addosso un sacco di critiche (nel migliore dei casi) ma non me importa molto perchè sono convintissimo di ciò che scrivo e queste mie convinzioni sono derivate dalle esperienze lavorative e dagli ambienti di lavoro che ho conosciuto: chi vi scrive, come tantissimi italiani (e sono milioni) che lavorano per piccole imprese o che hanno un'impresa loro, non ha mai lavorato guardando l'orologio o guardando se è Domenica o se sono le tre del mattino perchè il lavoro viene prima, perchè il lavoro non è un mezzo per portare a casa lo stipendio, perchè il lavoro è una cosa sacra e di questo ci si rende conto solo quando non lo si ha più....sono anni che sento gente che si definisce stressata, stanca del lavoro, che vorrebbe non fare un cazzo per tutta la vita, che non ne può più e magari lavorano in banca (non me ne vogliano i bancari, è solo un esempio) o fanno le commesse (idem) o altri lavori più comodi di tanti altri....per quello che mi riguarda benedico il Signore ogni giorno che mi alzo dal letto perchè ho un lavoro da fare anche se so che saranno 12 ore su un trabattello a montare fari, o all'aperto con il sole a piombo (o sotto l'acqua) a tirare cavi. Non siamo Rockfeller, dobbiamo lavorare per vivere...e sarebbe bello essere contenti di questo.
Rispondi
Re: Avevo pubblicato....
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 23:3
Ciao, bellissima risposta a cui io però non so controbattere perchè io sono un "esperto" solo della grande azienda, le altre realtà non le conosco così bene da poter commentare. Hai ragione quando dici che la grande azienda deve cambiare se vuole sopravvivere, però tutto sta nel capire COME deve cambiare e DOVE deve cambiare. Aumentare la produttività diventa puro esercizio di presunzione se il prodotto poi non si vende, concordi? Quindi primo bisogna fare in modo che il prodotto sia almeno in linea con la concorrenza, almeno.. E, ma qui torno a ripetere che il discorso parte da lontano, parte dal puntare primo sulle persone che lavorano, scegliere i migliori, incentivarli, metterli in condizione di dare il meglio, sbarazzarsi della schiera di raccomandati che oggi occupano i posti chiave senza averne titolo, tutte cose che oggi in FIAT non avvengono. Sai che rivedere l'intera produzione attuale per adeguarla agli standard qualitativi della concorrenza sarebbe un investimento enorme? E non parlo di avviare modelli nuovi, solo di rivedere gli attuali... Per questo credo poco alle parole di Marchionne e le cifre, comunque assolutamente inadeguate che sbandiera. Io ti posso garantire che, almeno per quanto riguarda l'area di Torino, tutti gli operai e gli impiegati del gruppo non avrebbero la benchè minima esitazione ad affrontare qualche ora in più di lavoro, a rivedere i turni, le pause, a rinunciare a ferie, permessi e quant'altro, a fare in modo che gli impianti vengano sfruttati al massimo, NON E' QUESTO IL PROBLEMA! E' stato detto e ridetto mille volte, NON E' QUESTO IL PROBLEMA! come lo si può spiegare meglio? Con quali parole? Cosa bisogna fare per farlo capire? Quella gente che sta fuori dei cancelli e che la TV mostra così bene VUOLE LAVORARE, HA BISOGNO DI LAVORARE, DEVE LAVORARE, perchè hanno troppe ore di cassa integrazione sulle spalle, stipendi da fame, e il futuro incerto, quindi chiedono solo DI POTER LAVORARE, se sarà di più, poco o tanto che sia non importa, NON IMPORTA. Quello che non funziona è la provocazione, secondo me studiata ad arte, è l'andare allo scontro con l'unico sindacato realmente rappresentativo dei lavoratori FIAT, e tutto questo solo per trovare la scusa per potersene andare. Io spero fortemente che vincano i SI, perchè poi voglio vedere come se la gioca Marchionne! Il problema non è se vincono i NO, il problema è se vincono i SI! Perchè in tal caso bisogna sganciare i soldi e tanti, ma dove sono i soldi? Concludo con due riflessioni, i politici che ovviamente non hanno mai visto un'officina in vita loro straparlano di catena di montaggio, gli operai sulla catena di montaggio ci marciano alla grande, ma la catena di montaggio non esiste più da anni, i ROBOT l'hanno soppiantata da una vita, ora esistono le isole, le unità tecnologiche, e a volte è anche un bel mestiere. Secondo, è vero, gli artigiani lavorano di più e in modo più disagiato, ma almeno lavorano per se stessi e, lasciami dire che il reddito di un idraulico difficilmente può essere paragonato ad un operaio metalmeccanico. Un saluto Aldo
Rispondi
Re: Avevo pubblicato....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 13/01/2011 ore 23:5
Marchionne fino ad ora ha dimostrato che quello che dice fa, Pomigliano e Chrisler sono un paio di esempi....Gli artigiani guadagnerebbero di più se i pagamenti dei loro clienti fossero regolari mentre invece sono spesso con l'acqua alla gola perchè spesso sono subappaltatori e si ritrovano con i pagamenti che vanno alle calende greche e fanno da banca agli altri....inoltre se un idraulico sta in cantiere per dieci ore sotto il sole o l'acqua ci stanno anche i suoi collaboratori anche se non guadagnano quanto lui.... "sbarazzarsi della schiera di raccomandati che oggi occupano i posti chiave senza averne titolo, tutte cose che oggi in FIAT non avvengono." su questo sono pienamente d'accordo ma, come ho detto, nell'industria, non è facile cacciare i lavativi....nell'industria non si assumono le persone ma si sposano!...i sindacati dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza anche per questo. "Quello che non funziona è la provocazione, secondo me studiata ad arte, è l'andare allo scontro con l'unico sindacato realmente rappresentativo dei lavoratori FIAT, e tutto questo solo per trovare la scusa per potersene andare."....sono d'accordo che i sistemi di Marchionne non brillano per diplomazia e delicatezza e che ci sia anche tanta m...a ancora da mangiare però va anche detto che i sindacalisti, per la maggior parte gente che fa quello come mestiere anzichè fare un lavoro vero, non fanno altro che buttare benzina sul fuoco al punto tale che anche qui su Accordo ho letto commenti del tipo "più lavoro e meno soldi" ....ma in che film? "Aumentare la produttività diventa puro esercizio di presunzione se il prodotto poi non si vende, concordi?"....concordo ma, perdonami, questo è affare di Marchionne che, secondo me, ha dimostrato di saper fare il suo mestiere e quando si riuscirà ad essere più produttivi probabilmente si riuscirà ad essere più competitivi sul mercato... "Il problema non è se vincono i NO, il problema è se vincono i SI!"....scusa la franchezza ma se vincono i NO non c'è più quel problema...ce n'è un altro: tutti a casa.....
Rispondi
Re: Avevo pubblicato....
di superloco [user #24204]
commento del 14/01/2011 ore 09:0
si vero, ma non dirmi che fiat ha fatto grossi investimenti tecnologici per auto come le panda e le punto e se fai prodotti scadenti e che hanno sempre problemi la gente prima o poi si stufa di comprare. Non credo che questa sia colpa degli operai.
Rispondi
Re: Avevo pubblicato....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 14/01/2011 ore 09:1
....e chi ha mai detto questo?
Rispondi
Forse in altre realtà italiane della Fiat le ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 13/01/2011 ore 22:5
Forse in altre realtà italiane della Fiat le cose vanno un po' diversamente. Vicino a casa mia, a Jesi in provincia di Ancona, esiste uno stabilimento New Holland con circa 1.000 dipendenti e tutta la mia famiglia, mio padre, mia madre e i miei fratelli sono passati li, chi per poco tempo, chi per 26 anni come mia madre. Adesso è rimasto il più piccolo dei miei fratelli, operaio di 4° livello entrato nella metà degli anni '90, che non manca mai di riferirmi del brutto andazzo tra i suoi colleghi soprattutto se donne e se non nativi del posto. Tra lunghe pause, rifiuti di alcuni lavori, ragazzi che si occupano più a fare i galletti con il gentilsesso, e tutta una serie di passatempi sono una presa in giro verso quelle persone che ci tengono al posto e che non possono essere elencati tra i furbi perchè fanno il loro dovere. Ai capi però queste cose non 'arrivano' e anzi spesso chiedono di più a chi lavora perchè è la cosa più semplice invece di spronare gli altri. Purtroppo nell'azienda numero uno in Italia si pensa di lavorare per uno stato comunista. Io anni fa, appena compiuti i 40 anni, ho parlato con l'allora responsabile delle risorse umane di N.H., perchè l'azienda dove lavoravo, non mi garantiva un futuro sicuro e la risposta, fu dell'eventuale sola possibiltà di andare in linea nonostante il bel curriculum, che io accettai, e del fatto che la mia età era troppo avanzata e che avrebbe preferito ragazzi di 25 anni. Peccato che hanno continuato ad assumere persone di oltre 50 anni, dietro raccomandazione. Il problema Fiat Auto credo che sia dovuto alla grossa mancanza di governi capaci che hanno ridotto la stessa in volumi di vendita soprattutto sulle grosse auto sopra i 2.000 cc, nei tempi andati ma di cui ancora se ne paga le conseguenze in termini d'immagine, dove invece vanno forte gli stranieri, soprattutto tedeschi, che in quegli anni sono cresciuti molto. Il problema non è Marchionne, che ha avuto il merito di risollevare l'azienda quando stava per chiudere, ma dei nostri governi incapaci di fare politiche per aumentare a livello dei migliori paesi europei gli stipendi di noi poveri operai e impiegati e allo stesso tempo permettere stipendi inconcepibili presi da capi e responsabili, bravi molto spesso solo a usare la lingua e a maltrattare i propri subalterni. Infatti la prima dote richiesta per fare il capo in Italia è quello di essere degli stronzi. Come si può pensare di aumentare la produttività se il proprio responsabile, prende uno stipendio doppio, sbaglia spesso, lascia correre quando occorre prendere delle decisioni e riprende le persone per le sciocchezze e se la svigna quando tira brutta aria. Naturalmente non saranno tutti così, ma in 25 anni di lavoro a me sono capitati solo i primi che ho descritto e che non rimpiango minimamente. Buona serata.
Rispondi
Re: Forse in altre realtà italiane della Fiat le ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 13/01/2011 ore 23:4
Ciao, ti ringrazio per avermi dato dello stronzo (...scherzo ;-))) Non faccio nessuna fatica a credere a ciò che scrivi, so perfettamente che esistono queste realtà. Difatti io mi riferisco esclusivamente all'area di Torino e alla Mirafiori, l'ho ben specificato. In parte ho gia risposto alle tue questioni più su, permettimi però di dissentire sulla questione stipendi, NH è azienda del gruppo facente parte dell'impresa privata, quindi gli stipendi non li paga lo stato ma il datore di lavoro, su questo non ci piove. Ciao! Aldo
Rispondi
Re: Forse in altre realtà italiane della Fiat le ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 14/01/2011 ore 00:2
Naturalmente non era rivolto a te, anche perchè spesso chi lo è veramente non si mette in mostra e non da modo di replicare come in questo post. La rabbia però che ho dentro è dovuta al fatto che nella azienda dove lavoravo fino ad un anno fa, ora sono in cassa a zero ore con la nuova che ne ha rilevato una parte e che non c'entra nulla con Fiat, la responsabilità oggettiva è stata proprio di chi ci ha diretto in questi ultimi anni. L'unica cosa in cui sono stati bravi era riempire il proprio conto corrente, insensibili alle difficoltà oggettive delle persone che ci lavoravano, votate solo al massimo risparmio di personale con tagli a destra e a manca che hanno ridotto e di molto la qualità dei prodotti per l'impossibilità di eseguire tutti i lavori previsti. Purtroppo però i clienti ancora guardano a quella cosa inutile come la qualità di un prodotto di elettronica avanzata. Giusto per farti capire come era composta quest'azienda ti basta sapere che nel massimo splendore si era arrivati a circa 350 dipendenti con 14 dirigenti. Siccome inoltre il mio responsabile era un semplice caporeparto arrivato fin li non si sa come e con uno stipendio di circa 3.000 euri al mese come rivelato più volte dallo stesso non oso pensare cosa potessero portarsi a casa i 14 dirigenti, che come ben saprai non sono inquadrati nel normale contratto nazionale. Il riferimento alla NH di Jesi mi dimostra che, se ci sono enormi disparità di trattamento economico, si finisce per creare solo malumori, preferendo dare tanto a pochi, piuttosto che dare il giusto a tutti, ha portato alla crisi della mia ex-ditta e che a quanto so, potrebbe avere conseguenze anche per questo stabilimento. Ci sono comunque anche dirigenti, quadri, responsabili e capi che hanno fatto crescere e prosperare tante aziende italiane, nonostante i governi che abbiamo avuto. Non faccio fatica a pensare, che uno di questi sia stato tu. Ciao.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964