Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

OK, Parliamo di cinema?

di Martinez53 [user #23272] - pubblicato il 04 dicembre 2010 ore 10:59
E’ morto Mario Monicelli, va beh… prima o poi si muore tutti dirà qualcuno, ma è vero che si sente qualcosa di diverso quando muore un grande? Direi di si. Eppure la morte è come a’ livella diceva Antonio De Curtis in arte Totò, davanti alla morte siamo tutti uguali ma, comunque c’è sempre una differenza, perché se dopo la morte saremo tutti uguali, quello che conta e che fa muovere a’ livella è cosa uno lascia dietro di se dopo la dipartita, che sostanzialmente si traduce in come uno ha vissuto la sua vita. Gli artisti sono dei privilegiati in questo, per loro è facile lasciare qualcosa di tangibile di grande ai posteri, gli artisti sono dei raccomandati, quelli che per uno strano destino hanno ricevuto il dono e quindi il loro passaggio sulla terra non sarà mai dimenticato. Se non è fortuna questa! E il cinema, i bei film sono un gran bel lascito a noi che rimaniamo. Commedia all’italiana: Dino Risi, è il padre della commedia all’italiana, che si chiama così perché è simile come struttura alla classica commedia americana ma è… italiana. Il Sorpasso di Dino Risi è secondo molti critici la prima commedia italiana ma non solo, lo sapevate che Il Sorpasso è il primo film on the road che sia mai stato girato? Eh.. per una volta gli americani con Easy Raider sono arrivati dopo, ma tanto dopo, pure con distacco… I Soliti Ignoti (Mario Monicelli 1958) molti sostengono sia la vera prima commedia all’italiana, io non sono d’accordo ma questo non fa testo, però è sicuramente il primo film mai girato che fosse imperniato su una rapina, dove tutta la storia gira e si snoda esclusivamente intorno ad una rapina, altro che gli americani… La Grande Guerra (Mario Monicelli 1959) a qualcuno sarà sembrato un film sulla prima guerra mondiale, si certo è così, ma non solo, è stato anche il primo film in cui dei soldati italiani venivano descritti non come gli eroi indomiti, pronti a morir per la patria bella tipo Istituto Luce, ma come dei poveri cristi italiani, furbi e per nulla inclini all’eroismo, e divenuti poi eroi, loro malgrado, eh… si. L’Armata Brancaleone (Mario Monicelli 1966) non è solo un film dalla comicità dirompente, dall’ambientazione strana: un inverosimile medio evo, film dal contenuto variegato da personaggi incredibili e comunque pittoreschi, l’uso di un italiano arcaico ma assolutamente inesistente, completamente inventato. L’Armata Brancaleone è si questo, ma anche molto di più, è stato un film che è entrato talmente a fondo nell’immaginario popolare da diventare un modo di dire, difatti nella lingua parlata di oggi per “Armata Brancaleone” tutti quanti si intende qualcosa di sgangherato all’inverosimile. E la musica? Chi è in grado ancora oggi di resistere al richiamo del: Branca! Branca! Branca...! Romanzo Popolare (Mario Monicelli 1974) qui bisogna fare un discorso a parte perché sia questo film che il: C’eravamo Tanto Amati (Ettore Scola 1974) sono due film, i primi due film mai girati prima in cui il flash-back viene utilizzato come filo conduttore dell’intera storia. E chiaro che qui parliamo di due giganti della regia, due immensi maestri e quindi diventa difficile capire chi sia stato il primo ad avere l’intuizione oltretutto i due fil sono usciti nello stesso anno. Però è un fatto che se anche Hitchcock nei suoi film aveva già usato il flash-back, egli l’aveva fatto solo o all’inizio del film o in un solo punto della storia, i nostri due registi nei due film citati invece, sono stati i primi a usarlo continuamente all’interno della storia, rendendolo parte integrante e filo conduttore. Amici Miei (Mario Monicelli 1975) qui, nonostante l’enorme successo di pubblico e di critica si coglie il declino del regista, stupenda commedia in cui però, per la prima volta viene a mancare la scintilla della novità assoluta, ma nonostante questo trascurabile difetto, il film crea addirittura un filone, uno dei primi, di enorme successo. C’è da dire che il progetto iniziale fu di Pietro Germi che purtroppo morì prima dell’inizio delle riprese. Verso la metà dei settanta, quando incominciarono a scarseggiare i produttori, successe la catastrofe: Sull’onda del successo ottenuto dal Decamerone di Pasolini i cinema italiani furono invasi da un mare di filmetti a basso costo, tutti uguali anche nei titoli. Erano film in cui c’erano solo tette e culi, battute volgari e storie inesistenti, girati da registi che si nascondevano dietro pseudonimi stravaganti e attori/attrici di second’ordine. Il fim pecoreccio. Veniva spacciato come nuova commedia all’italiana, ma coi capolavori di De Sica, Germi, Scola, Monicelli e Risi e Steno non avevano niente con cui spartire, la commedia all’italiana era morta. Per fortuna due ragazzacci dal genio immenso e con la testa stracolama di idee e progetti, con pochissimi soldi e tantissimo coraggio, riuscirono nel miracolo di resuscitare la commedia italiana. Ricomincio da Tre (Massimo Troisi 1981) e Non Ci Resta Che Piangere (Roberto Benigni & Massimo Troisi 1985) furono due film che senza l’aiuto di tette e culi e battutacce e scene scabrose, senza raccontare di professoresse o soldatesse o di Pierini e corna, ma solo con la forza della comicità crearono due capolavori di commedia che resteranno nella storia del cinema italiano. Noi dobbiamo molto a quei due ragazzi, anche se il povero Massimo non c’è più, noi gli dobbiamo molto perché sono stati capaci, in un momento in cui tutto questo sembrava impossibile, loro sono riusciti a far risorgere la nostra commedia. Anche se combattere contro il cinepanettone è dura… PS: Mi piacerebbe che questo diario fosse commentato anche da Andy...

Dello stesso autore
C'è una strana espressione nei tuoi occhi
Band, voi come gestite i nuovi pezzi?
Applicazioni Live AKG C1000S
Basso American Standard o.. il resto del mondo?
Balliamo...?
Il bello d'esser minimalisti
Il mondo visto dal basso
Domandina banale
Loggati per commentare

....
di Dogat [user #16823]
commento del 04/12/2010 ore 11:1
Ciao Martinez, come sempre, quando succedono situazioni similari, viene a mancare un pezzo di Storia Vivente del nostro panorama storico nazionale e non solo. Senza dubbio un Grande personaggio che ha lasciato e lascerà sempre il segno, come pure gli altri che tu stesso hai nominato. Differisco, come opinione considerativa, su una cosa ovvero quella inerente ai "cinepanettoni", in quanto null'altro sono che riferibili, con i relativi spostamenti temporali di rito, agli stessi film di Alberto Sordi, in quanto "il fastidio vero e proprio" che creavano allora nella società italian di quell'epoca, null'altro sono che rapportati agli stessi film che a Natale fanno la loro comparsa null'altro che mettendo in "piazza pubblica" pregi, ma soprattutto i difetti di noi stessi appartenenti della società italiana, perchè poi andando per bene a spulciare nel fondo stesso vedasi come quello che si vede null'altro è che quello che accade nella maggioranza dei casi, con le relative differenziazioni collocabili fra caso e caso. Un saluto da parte mia e buona giornata, Dogat.
Rispondi
Re: ....
di Martinez53 [user #23272]
commento del 04/12/2010 ore 11:1
In parte è vero quello che dici, ma la professionalità, la classe e la genialità dell'Albertone, non sono paragonabili a Cipollino, con tutto il rispetto... Detto questo, sono dell'idea che comunque una sana e leggera risata sia un gran toccasana, specie almeno a Natale. Ciao Aldo
Rispondi
Re: ....
di Dogat [user #16823]
commento del 04/12/2010 ore 11:3
Ciao Aldo, capisco quello che asserisci, ma pur sempre sia Cipollino come pure il classico Cristian De Sica null'altro fanno che rapportare i loro personaggi, quindi tutta la loro professionalità, ai tempi moderni, in sè era questo quello che volevo dire, in quanto pure le poliedricità, che non vengono messe in campo e questo solo grazie alla stessa collocazione che si è sempre data a questi due bravissimi attori, determinerebbe la possibilità di vederli in altri panni e di certo visto che questo da sempre è risaputo, che quando un attore definito "comico" veste i panni nel mondo del drammatico sà calarsi nello stesso ruolo ancor meglio di un qualunque bravo attore drammatico, perchè ha presente in se stesso i due opposti in egual misura, infatti Sordi nei pochi film drammatici che ha recitato non ha mai fatto ridere nessuno, anzi l'esatto opposto, però purtroppo questa concetualizzazione a compartimenti stagni che viene purtroppo da sempre usata come "libro mastro" vieta a noi, utenza, di poter vedere attori in ruoli diversi, purtroppo questa sorta di catalogazione entra anche nel campo musicale, dove ad es. se uno svolge un'attività diversa, ma fà pure serate musicali, non è che poi venga considerato particolamente un merito nei confronti della professione primaria, ma anzi l'esatto opposto, ma questo è solo divuto a quella sorta di "sommerso provincialismo" che continua nutrire sia i paesi come pure le metropoli italiane. Un saluto da parte mia e buona giornata, Max.
Rispondi
La natura fa' il suo corso
di stefano58 [user #23807]
commento del 04/12/2010 ore 11:3
ed èp quindi normale che si prenda via via , chi prima chi dopo , tutti i bipedi che popolano questo pianeta , sia che abbiano lasciato un segno sia che abbiano passato un esistenza ordinaria.Quello che invece non è naturale , come ho già detto con rammarico nei post dopo la morte del grande Mario , è il fatto che non ci sia ricambio valido.Muoiono registi,attori ,musicisti ma anche presentatori e perchè no , showgirl ,ma all'orizzonte non c'è ombra di potrebbe prendere il loro posto , si lascia nel mondo dell'arte e della cultura un vuoto per ora incolmabile.E' chiaro che ci sono eccezioni , altrimenti saremmo belli che fritti , ma dove negli anni passati c'era una fucina di idee e di uomini , non resta che qualche baracca sperduta nel deserto dei giorni nostri.Pessimista ? Forse , ma l'andazzo che mi circonda non tende a smentirmi. Buona giornata ;-)
Rispondi
Re: La natura fa' il suo corso
di Martinez53 [user #23272]
commento del 04/12/2010 ore 11:5
Hai ragione, ma io sono convinto che sia una questione di cicli. Guarda lo sport, ci sono stati periodi in cui nascevano campioni dappertutto e periodi in cui vedevi solo brocchi. Speriamo che si faccia in tempo a rivedere un nuovo rinascimento nelle arti. Altrimenti... Non ci resta che piangere... Ciao!
Rispondi
Caro Max mi piacerebbe fare una chiaccherata ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 04/12/2010 ore 11:5
Caro Max mi piacerebbe fare una chiaccherata con te su questo tema e altri... chissà che un giorno. Condivido in parte ciò che dici, difatti Christian De Sica ne: "Il figlio più piccolo" di Pupi Avati recita benissimo un ruolo drammatico. Nulla da eccepire. Il mio discorso però è questo: Grandissimi registi i padri della commedia italiana, ma supportati da enormi attori. Forse De Sica non sarebbe stato così grande senza Sophia Loren e Mastroianni e gli esempi sarebbero tantissimi. Però il discorso diventerebbe lunghissimo. Una differenza che c'è e che è innegabile è che ieri si faceva cinema per il piacere di farlo, oggi si fa cinema per soldi, i cinepanettoni ne sono la dimostrazione. Non c'è il minimo accenno alla ricerca di qualcosa di più della battutaccia a doppio senso, dell'attrice seminuda, di situazioni sempre al limite della decenza. Io non sono un bacchettone moralista, sono l'opposto, ma quel che vedo in questi film è ben poca cosa, che poi sia lo specchio della nostra attuale società è un altro discorso. No, mi dispiace, rimango della mia idea sui film di cassetta, non nego la loro utilità, anzi ne sono convinto, ma per me restano film di basso livello e con messaggi fortemente discutibili. E' un'opinione, nè più nè meno. Ciao
Rispondi
Ciao aldo. Anche io mi trovo abbastanza ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 04/12/2010 ore 12:3
Ciao aldo. Anche io mi trovo abbastanza d'accordo con la tua opinione: trovo i "cinepanettoni" solo un tentativo di far cassa. Poi magari vedendo qualche scena sono anche divertenti, ma da 20 anni viene riproposto lo stesso identico film in una location diversa. Su Mario Monicelli mi sono già espresso altrove. Un mito. Mercoledì scorso al Torino Film Festival hanno proiettato «I Compagni» al Cinema Ambrosio con ingresso libero... io non me lo sono fatto scappare ;) (se hai voglia di dare un'occchiata, ho scritto un post qui: vai al link) Sulla considerazione della morte, beh... in effetti credo che la grossa preoccupazione per molti non sia tanto morire, ma piuttosto il fatto di essere (prima o poi) dimenticati. Lasciare qualcosa di concreto (anche solo una canzone, un libro, un film e via dicendo) è un'ottima soluzione a questo problema. Per gli artisti è più facile, certo. In un'intervista a Mario Monicelli, di recente, gli si chiedeva: «Lei ha paura della morte?» e Mario rispose: «No. Ma io non morirò, solo gli stronzi muoiono». E in effetti aveva ragione: lui se n'è andato, ma le sue opere rimarranno per sempre. Ciao, Andrea.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964