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Il resto di dieci centesimi

di ADayDrive [user #12502] - pubblicato il 26 novembre 2010 ore 14:34

Mi si può indubbiamente imputare del fatto che dalle pagine del mio diario di Accordo io parli troppo spesso di politica.

E' vero, ma di chitarre ne parlo più volentieri negli articoli, e, considerando che Facebook scassa i coglioni dopo un po', questo blog è la mia unica finestra sul mondo. E comunque stavolta parto dalla politica per arrivare ad altre considerazioni.

Leggo questa notizia meravigliosa:

http://www.ilgiornale.it/interni/al_sud_100_miliardi_realizzati_5_punti_dai_media_accuse_criminali_governo/ministri-mezzogiorno-sud-piano-politica/26-11-2010/articolo-id=489642-page=0-comments=1

Ora, glissando sulla portata epocale della minchiata in questione, perché, per stessa ammissione dei suoi facenti parte, il governo non ha una lira, mi hanno dato da riflettere su un particolare: i miliardi di euro (teoricissimi...) in realtà sono 80, come dice lo stesso Tremonti, ma "Il Giornale" parla di 100 miliardoni; questo mi rimembra una simpatica ed istruttiva discussione avuta, durante una cena ultra-etilica, con un amico laureato in economia, circa il "fascino delle cifre" sui clienti. La discussione era partita dallo spunto di un altro commensale, che aveva appena comprato un paio di Adidas da Foot Locker, pagandole 69,9 euro. Costui sosteneva che gli esperti di marketing sottostimano l'intelligenza dei consumatori, perché non conosceva nessuno così deficiente da pensare che tale importo fosse più vicino ai 60 euro che non ai 70.

L'economo replica che la percezione del prezzo non c'entra una fava, perché, in realtà, l'importante, per il commerciante, è avere la possibilità di dare il resto. Tu vai lì con i tuoi 70 euro in banconote, e lui ti da le scarpe e una moneta, per cui il meccanismo psicologico coinvolto è del tipo: "Tu mi dai soldi, io ti do un bene (le scarpe) ed altri soldi, il che può, a livello di inconscio, far pensare all'acquirente di averci guadagnato nella transazione. 

Il meccanismo era ribaltato invece nella fase di elargizione: quando uno offre, la cifra tonda solletica di più l'inconscio delle persone. Per cui, se, ad esempio, regali 92 euro a qualcuno, gli fa sostanzialmente lo stesso effetto che gli causerebbe una donazione di 90 euro, nonostante siano di meno, mentre, regalandogliene 100 si sortisce un effetto positivo che è percentualmente molto superiore alla differenza di denaro in questione tra 100 e 90.

La discussione poi continuò sullo stesso binario toccando molti altri temi (ad esempio, lo sapevate che nelle trasmissioni TV per il pubblico orientato a sinistra ci sono pochi spot di automobili tedesche e molti di più di automobili francesi, il contrario in quelle sportive?), facendo capire a tutti gli astanti come, nonostante noi ci si sforzi per l'essere il più possibile individui unici, in realtà chiunque viene costantemente vivisezionato dagli addetti al marketing in ogni suo aspetto caratteriale e psicologico, al fine di sfruttare al mille per cento le sue potenzialità di acquirente.

Bisogna prestare attenzione agli economi ubriachi...


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grazie!
di eux_j utente non più registrato
commento del 26/11/2010 ore 14:5
anche se non commento leggo sempre i tuoi post e li trovo interessanti. questo è veramente ricco di spunti di riflessione! grazie ancora
Rispondi
Ciò che dici è vero...
di mke52 [user #17126]
commento del 26/11/2010 ore 15:1
...ed in molti casi viene applicato negativamente. In altri no. E' nella natura umana cercare di "vendere" bene; tutti noi facciamo "marketing" senza rendercene conto. Se devi vendere la tua chitarra, cerchi di ottenere il massimo del suo valore e ne decanti le qualità. Se menti, sei un truffatore ma se non menti, stai semplicemente cercando di rappresentare al meglio il tuo prodotto. Se la devi vendere a un metallaro enfatizzerai i suoni distorti, se hai di fronte un bluesman gli fai sentire i suoni crunch e così via. Quello che voglio dire è che comunque il tuo sforzo è di indirizzare il tuo prodotto verso chi è più propenso ad acquistarlo e se questo è fatto dando le informazioni giuste, non ci vedo nulla di male. Altra cosa è il dichiarare cose false. Sull'analisi comportamentale dei processi di acquisto vi sono tonnellate di testi e teorie ma non vedo nessun problema se sono fatte al solo fine di far arrivare il tuo prodotto al tuo mercato target.
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Re: Ciò che dici è vero...
di ilrecremisi [user #23413]
commento del 26/11/2010 ore 17:3
Per farti un esempio, bombardare la gente con messaggi pubblicitari che cercano di farla sentire inadeguata se non possiede il prodotto in questione la trovo una delle innumerevoli nefandezze che compongono il "vendere bene"... ossia vendere una quantità disarmante di cose che non hanno la ben che minima utilità, creando dei falsi bisogni e spremendo fino al midollo la parte più ignorante e influenzabile della società...
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Re: Ciò che dici è vero...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 13/12/2010 ore 09:3
Parole SACROSANTE ;)))))))))))))))))))))))))))))))) SaluToneS
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Considerazioni importanti
di stefano58 [user #23807]
commento del 26/11/2010 ore 15:4
ma ora mi chiedo:possiamo difenderci da tutto questo ? Il problema è tutto li , trovare un modo per uscire dal giro , non penso basti non comprare questo ,non vedere quell'altro , bisognerebbe individuare una forma di astensionismo valida , ma....ho paura che queste volpi troverebbero il modo per fregarci ancora.Ciao Stefano :-)
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Re: Considerazioni importanti
di ilrecremisi [user #23413]
commento del 26/11/2010 ore 17:4
Hai ragione,non se ne esce con infantili prese di posizione, perché non ho mai visto qualcuno più conformista degli alternativi, che rappresentano pure un florido mercato di moda,merchandising,musica... Si può solo tenerlo sempre presente e vivere secondo coscienza...almeno, io ci provo ;)
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ma non capisco, le macchine tedesche sono il ...
di Adimiron [user #20303]
commento del 26/11/2010 ore 17:4
ma non capisco, le macchine tedesche sono il simbolo della defunta DDR!
Rispondi
Re: ma non capisco, le macchine tedesche sono il ...
di ADayDrive [user #12502]
commento del 26/11/2010 ore 19:5
No, il discorso era più o meno in questi termini: - Quelli di sinistra, di solito, sono meno inclini a spendere soldi in automobili, per cui, visto che le tedesche sono più care di quelle francesi, non sono appetibili per loro - Quelli di sinistra, storicamente, sono sempre stati affascinati dagli ideali libertari francesi, e detestano i crucchi, che nell'immaginario comune sono nazisti (anche se, secondo me, sono gli ultimi, veri socialisti, assieme agli scandinavi) Per cui, al pubblico di sinistra interessano meno le macchine tedesche. Inoltre, il pubblico di sinistra, tradizionalmente radical chic, ha una naturale avversione per il calcio, e quindi, durante le partite, trionfano gli spot di Audi, Volkswagen e BMW.
Rispondi
Il guaio è che il marketing è entrato di ...
di Oliver [user #910]
commento del 26/11/2010 ore 22:5
Il guaio è che il marketing è entrato di brutto anche nell'informazione (che chiamo così solo per praticità, ormai il significato si è perso). Esempio: sondaggio di opinione su un'iniziativa del governo (non importa quale). - il 66% degli Italiani è contrario - il 33% è favorevole I giornali filo-governativi titoleranno "un terzo degli Italiani è favorevole". Successone, quindi. I giornali di opposizione titoleranno "due terzi degli Italiani sono contrari". Successone, quindi. Nessuno ha detto niente di sbagliato, ma il messaggio che passa non è esattamente "neutrale".
Rispondi
Tu scrivi che io li leggo sempre molto ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 13/12/2010 ore 09:3
Tu scrivi che io li leggo sempre molto volentieri i tuo "diari riflessivi" ;))) SaluTONES
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