di stefano58 [user #23807] - pubblicato il 27 ottobre 2010 ore 21:53
Da che mondo è mondo diario è sinonimo di intimo , qualcosa di personale , qualcosa che magari scrivi solo per te stesso ma che speri ,in fondo in fondo , che arrivi a quante più persone possibili ,scoprirsi poco a poco , calare le tessere del tuo puzzle un po’ alla volta , per dar modo che gli altri , ma per primo tu , scoprano chi sei.E’ un donarsi vero , condivisione allo stato puro , perché nel diario non si bara , non si vince e non si perde : si guadagna soltanto.Quì su Accordo i diari sono forse più tecnici , è logico , leggo spesso ( e volentieri ) di dubbi sui pickup o sulle valvole migliori , ci si aiuta negli acquisti o si sogna insieme lo strumento perfetto.Io , come in ogni cosa , sono più umanista : della chitarra , della musica e del suo mondo preferisco il lato passionale , e questo è anche il mio limite.Non ho mai studiato abbastanza , non ho pianificato e non ho fatto le scelte giuste , ma che fossero giuste l’ho scoperto solo vivendo quelle sbagliate , e lo rifarei ancora.Qualche rimpianto , è vero , ma quante emozioni profonde seguendo il cuore e non la testa.Comunque questo era solo per dire che al diario tengo parecchio , sarà che non scrivevo da tanto , e che ho trovato un bel mucchio selvaggio di amici che anche se non conosco personalmente ,sento vicini ognuno con la sua personalità.Di alcuni ho visto la foto che svela alcune cose , ma di quelli che non ho mai visto mi sono fatto un’idea tutta mia , proprio come quando leggi un romanzo…già vedo sepp nella sua casa-laboratorio ad armeggiare con le sue creature , così come cukoo che dal suo avatar negativizzato appare come un Pertini con la chitarra ( non me ne vorrai …), immagino casa di Diumafe come un luogo allegro stimolante , dove le battute si fanno superare solo dalle invenzioni folli che ci propina,e poi jeb , berna e tutti gli acusticanti….Tutto questo l’ho costruito leggendo i vostri diari , sarà vero e meno , per me è così e me lo tengo stretto.
Voglio così lasciarmi andare a qualche ricordo , di quelli che mi porto dietro da tanto e che appartengono alla sfera del chitarraio che sono diventato….Era il 1979 , avevo finito il militare , si lavoricchiava a caso qua e là , l’università era già un capitolo che stava esaurendosi , e strimpellare con gli amici tutto il giorno era un passatempo appagante ma poco remunerativo.Una sera , squilla il telefono , dall’altra parte un amico del liceo e della politica che avevo perso di vista perché aveva deciso di diventare violinista: detto e fatto ! In pochi anni aveva bruciato le tappe ed era diventato un musicista serio e preparato , una forza di volontà a me sconosciuta.Anyway , l’amico mi chiede se suono ancora la chitarra , se ero libero ( aivoglia…) perché era stato contattato per suonare con una cantante irlandese e mi voleva con lui.Chi ? Io ? Sei sicuro…? Non dormii per tre giorni ,perché aldilà di schitarrate con amici e le lezioni rubate ad un amico che studiava con Grossman ai castelli , il mio chitarrismo era per me veramente inadeguato.E poi il folk irlandese…Qualche concerto nei vari teatri dell’epoca , i dischi dei chieftain e john Reinbourn , ma nulla di più , e che gli raccontavo ?Vabbè , dissi ,proviamo.E le prove arrivarono , conobbi Kay e il marito , e poi gli altri della band ,un chitarrista di stampo classico , una flautista e quindi io e il mio amico al violino.Kay ( voce stupenda e suonatrice d’arpa e di whistle ) e suo marito ( bodhràn , ossi e cucchiai…) erano più grandi di noi , facevano spettacoli da tempo e giravano l’Italia per concerti e raduni irish , noi , e io per primissimo , giovani volenterosi e alcuni molto bravi.Del mio amico ho già detto ( suonerà poi anche nell’orchestra rai ) , anche la flautista veniva dal conservatorio , molto seria e sulle sue all’inizio ,mezza nobile ma interamente femmina dopo qualche mese , come in un film di serie b , mi confessò che agli inizi gli ero antipatico , salvo poi cominciare una treschetta con me…ma non divaghiamo ( è che certe cose mi tornano in mente mentre scrivo ).Comunque la cosa era seria , due prove alla settimana più il lavoro a casa , dopo due mesi buoni la prima esibizione , alla grande : il folkstudio .Kay conosceva Giancarlo Cesaroni , il boss , e a me cominciarono a tremare le gambe…In quel locale aveva suonato un giovanissimo Dylan , avevano esordito gruppi come Grosso Autunno ( qualcuno li ricorda ? ) o cantautori come Venditti,De Gregori ,Guccini vi aveva registrato opera buffa , insomma dalla cameretta di qualche amico al posto dei sogni.Io non ci ero neanche mai entrato da spettatore , figuriamoci…Il locale era piccolo , il pubblico era lì , a 30 centimetri , solo la vista degli amici mi rincuorò un poco.Ma poi la serata entrò nel vivo , sbagli pochi , birra a fiumi ( ah,gli irlandesi…) e la serata si stampò a fuoco nel mio DNA .Seguirono per quasi un anno concerti sia a Roma che in giro per l’Italia , davanti a poche persone o anche qualche migliaio come al festival folk di villa Torlonia,e cosa per me nuova , mi pagavano pure ! Siamo stati in Rai sia alla radio che in tv,dovetti aprire la partita iva e iscrivermi come chitarrista al collocamento degli artisti , insomma sembrava tutto così nuovo ,stimolante , un sogno…che come tutti i sogni all’alba svanì , per motivi e circostanze che ora , e qui , non ha senso ricordare.Di tutto questo mi rimane una cosa che mi disse l’amichetta del tempo…poco prima che iniziasse il concerto al folkstudio , lei era tra il pubblico ,io ero intento a passare l’immancabile bandana sulla tastiera per asciugarla ( sudavo come una trota ): per un ‘attimo i nostri sguardi si incrociarono e lei mi confesso che quell’accarezzare la mia Aria con dolcezza le aveva provocato un brivido lungo…Be’ , io quel brivido lo sento ancora .