di stefano58 [user #23807] - pubblicato il 27 settembre 2010 ore 22:17
Pensavo che la simpatica ma ricorrente pratica dei compleanni degli amici avesse oramai giocato tutte le sue carte in quanto originalità e quando mi sono presentato all’appello , contavo come al solito di passare alcune ore spensierate tra vecchi amici , incontri con persone perse di vista , chiacchere e beveraggi vari , fino al momento del commiato e un arrivederci al prossimo appuntamento col tempo che passa. Ma non avevo fatto i conti con il vulcanico Gigi , che oltre ad aver organizzato il tutto in un gran bel posto a due passi dal lago di Bracciano ( il crossroad ) , ottime libagioni e bevande a gogo , ha pensato bene di animare la sua ( e la nostra ) serata con l’esibizione di un gruppo dal vivo , cosa che , venutone a conoscenza , ha già alzato , e di molto , le mie aspettative sul proseguio della festa.Ma mai avrei immaginato che il tutto si sarebbe trasformato in un grande tributo al progressive italiano , fino al momento in cui la band ha iniziato l’esibizione e si è presentata : gli Osanna.A molti dei presenti , certo non di primo pelo , è tornata in mente l’epoca dei festival pop , la voglia di novità che pervadeva l’aria di quegli inizi ’70 , la musica , e non solo , che proponeva commistioni tra generi fino ad allora inimmaginabili : il rock e la sinfonia , il blues e il folk che si coloravano di elettronica ,musica e teatro che tentavano il coinvolgimento del pubblico , ormai non solo fruitore degli eventi.Tempi formidabili , aldilà della bontà di tutto ciò che veniva alla luce in quei giorni.Gli Osanna sono stati grandi esponenti di quel momento , assieme a tutta la schiera dei prog nostrani , che nulla aveva da invidiare agli artisti stranieri: gente come la PFM quanto il Banco , Le Orme o il Balletto di bronzo, e via via tutti gli altri , suonavano perfettamente la colonna sonora del periodo.Tornando agli Osanna , da partenopei doc , sposarono da subito il rock con la teatralità visionaria , il trucco e la sperimentazione, passato presente e futuro uniti dai buoni musicisti che componevano il gruppo.Della vecchia line-up resiste oggi il solo Lino Vairetti , voce storica ,e dopo vari avvicendamenti si è stabilizzata ora con Gennaro Barba alla batteria ( un treno , precisione ,potenza e versatilità ), Nello D’Anna al basso ( nessuna parentela con il mitico Elio , fiati storici dei primi Osanna ),Irvin Luca Vairetti,figlio di Lino, ai cori ( ma non solo )e programming,Sasà Priore alle tastiere e infine la vera sorpresa , per me chitarraio , Fabrizio Fedele alla chitarra: un fenomeno.Lo show è stato coinvolgente e completo , andando a ricordare i momenti salienti del gruppo , da l’uomo la terra… a palepoli fino alla colonna sonora di Milano calibro 9,alcuni brani più recenti , il tutto con una omogeneità di suono e di intenti ( grazie alla straordinaria acustica del Cross Road , rara cosa…) che rendeva difficile separare i diversi momenti creativi.Nell’ultimo album Prog Family e nelle tournee si possono apprezzare interventi d’eccezione come Dave Jackson (Van Deer Graf…) ai fiati,David Cross ,gia alla corte del re cremisi , e Gianni Leone del Balletto di Bronzo, ma vista la situazione intima , e per certi versi improvvisata , della serata , tutte queste guest non sono potute intervenire , degnamente sostituite nelle parti dal resto della band , in particolare dal buon Fabrizio , anima (non me ne vogliano gli altri ) del sound Osanna.E proprio l’aria da festa tra amici ha fatto si che potessi scambiare quattro chiacchere nel dopo concerto con Lino e Fabrizio , disponibilissimi davanti ai bicchieri del brindisi.Con Lino abbiamo ripercorso un po la storia del gruppo sino ad oggi , sul fatto che Elio D’Anna sia ormai lontano dalla musica da trent’anni , su questa formazione da lui fortemente voluta e che da quattro anni riceve stima incondizionata nei vari concerti.Fabrizio , napoletano verace con stage in compagnia di Gambale e Stern ,è stato contento dell’esito della serata , ha rivelato che la strato nera opaca da lui usata era una “messicana da 80 dollari presa in america “ ma tutta customizzata , comunque arma precisa e affidabile per le sue cavalcate.Per tutta la sera ha condito i pezzi con arpeggi precisi,ritmiche hard , solismi sempre sobri , mai fini a se stessi , dove con naturalezza ma estrema precisione e senza mai strafare , ha mostrato tutto il suo bagaglio ,dallo sweep al tapping ( anche in versione tarantella ) , alternata iperveloce,bending e momenti di lirismo di floydiana memoria.Alla fine della serata , oltre all’arrivederci al quarantennale del prog italiano ( con nomi d’eccezione e formazioni storiche ) che si terrà a Roma in novembre , resta comunque il ricordo di una bella serata e la convinzione che solo ricordando anche queste origini della musica nostrana , si possa cercare poi una via nuova per la musica italiana.Ancora auguri Gigi…