E anche questa estate è andata, bene? Male? Comunque è andata.
Certo per noi che abbiamo superato gli anta... viene quasi automatico, diciamo spontaneo sentenziare: Ah... non ci sono più quelle estati di una volta! Si, ma come erano quelle estati li? Provo a raccontarne una, tanto per farmi capire. Agosto 1978, a quei tempi noi, la mia famiglia l’estate la passavamo a Viareggio, una sera di quell’estate li io e mio cugino pensammo di andare a vedere Mina a Bussola Domani. Ma ci pensate? Mina!!! Mica la solita tribute band, no Mina! Proprio lei, Mina in carne ed ossa versione live. Quella che ormai da parecchi anni, dal 78 per l’appunto è diventata un sogno, un’entità astratta, una voce senza un corpo. Ehhh ma quelli erano tempi incredibili in cui potevi scegliere se andare a fare quattro salti in discoteca, al cinema all’aperto o a vedere Mina. Gia Mina, la più grande delle voci italiane mai sentite, Mina che se invece di nascere a Busto Arsizio (non a Cremona dove invece è cresciuta) fosse nata ad Harlem sarebbe stata la più grande soul singer mondiale, si Mina, quella capace di anicchilire Aretha Franklin. Judy Garland? Liza Minnelli? Hanno in più solo il fatto d’esser nate in America, ma la voce... Ah la voce di Mina è un’altra cosa e solo chi l’ha sentita cantare dal vivo può capire cosa sia Mina, quanto grande, immensa sia questa voce capace di scendere in basso negli antri più bui per poi risalire repentinamente su, su, in alto, così in alto da sfondare i limiti estremi dell’umano. Un’estensione tonale pazzesca accompagnata da una pulizia e chiarezza della voce uniche. Ecco quindi la grande differenza, allora, a quei tempi era possibile andare a vedere questi mostri sacri senza troppa fatica, era una cosa quasi normale e non costava gran che, sopratutto non c’era ancora tutto quell’armamentario mediatico formato da gossip, isole dei famosi e grandi fratelli ma, sopratutto, se un artista voleva qualificarsi come tale, bisognava che qualcosa sapesse fare e pure bene sennò, ciccia. Bussola Domani era un tendone da circo, l’idea fu del compianto Bernardini patron della Bussola (il night), storico locale della Versilia, li si poteva andare a vedere grandi spettacoli a prezzi abbordabili, niente lusso ne lustrini, un tendone da circo e tante gradinate di legno, stop. Per l'occasione l’orchestra del maestro Pino Presti accompagnava Mina, tra l’altro il maestro Presti suonava una Ovation dal timbro fantastico, mai più sentito un’acustica con quella voce li (tanto per restare nel tema del titolo). Inutile tentare di raccontare Mina dal vivo, non sarebbe possibile farlo, ma è ovvio che sia così, io ho avuto l’immensa fortuna di esserci, ma non saprei che dire, non saprei come raccontare, come descrivere cio che non si può descrivere, solo chi ha potuto/voluto esserci può sapere cosa sia stato, per gli altri valgono i dischi che, purtroppo, non possono essere e non saranno mai la stessa cosa. Quante cose sono cambiate da quei tempi, dai mitici settanta, anche Mina è cambiata, da donna bellissima e affascinante s’è trasformata in una nonna premurosa, comunque la voce è sempre quella anche se i dischi sono quello che sono, in tutti i sensi. Ma com’era bella oltre che brava, una gran voce e una gran f... ehmmm... una bellissima ragazza! Oggi ci sono molte pretendenti alla corona, tra le tante quella che vorrebbe mettersi in testa la corona della nuova Mina è una signorina attempata, naso acquilino e un sedere grande come una portaerei, la bocca che potrebbe contenere un altoforno della Teksid acciai, la voce stridula e non sempre intonata, specie dal vivo, unica nota positiva l’aver scelto come compagno uno dei migliori chitarristi italiani. Io ho sentito Mina cantare in inglese un blues accompagnata solo dal pianoforte e vi garantisco che faceva drizzare non solo i peli... Della signorina in questione che di cognome fa Pausini, non ricordo nulla più di qualche orecchiabile canzonetta.
Ah... non ci sono più quelle estati li, sopratutto da quando Mina non canta più dal vivo.