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Censura!

di Eziooram [user #16471] - pubblicato il 12 agosto 2010 ore 13:47

 

Oggi mi è arrivata la consueta e attesa weekly di Accordo in cui c’è un sommario di tutti gli articoli interessanti, il primo mi dice:

“Sono state effettuate alcune modifiche al manuale dell'accordiano. Ti chiediamo di prenderne visone qui”

Io da persona ligia ai regolamenti in genere e anche curiosa dei segreti che può avere un Grande  sito come Accordo  sono andato a rileggermi il regolamento del manuale del buon Accordiamo.

Tutto ok, regolette molto semplici che quasi nessuno rispetta ma in generale c’è tolleranza reciproca tra i “Quotari” e i “commentisti”  e gli amministratori del sito.

Finché rileggo anche  l’ultima parte:

 

“Ma quale censura!

Come detto sopra, può capitare che vengano rimossi commenti nei thread. Può anche capitare che vengano rimossi post e commenti nei diari, nel caso di contenuti ritenuti illegali o lesivi del buon nome di Accordo. In genere basta leggere il regolamento e questo manuale per capire le ragioni della rimozione, ma la direzione è sempre disponibile a un chiarimento. Gli allarmi "censura! censura!" o "non c'è democrazia su Accordo!", del tutto campati in aria, saranno prontamente rimossi.”  

 

Bé, mi pare ( oggi voglio fare veramente lo spocchioso) che ci sia un paradosso all’ interno  di questa nota-regola poiché gli allarmi "censura! censura!" o "non c'è democrazia su Accordo!" non è detto che siano   campati in aria, e certamente con tutto il rispetto e la  stima che nutro per questo sito, Accordo non può di certo costituire un giudice imparziale  per quanto riguarda i giudizi che si esprimono proprio nei confronti di Accordo.

 

Può darsi che io sia particolarmente acido oggi, ma se io sollevo una questione su un atto di qualcuno -ad esempio un atto di censura- ed è proprio questo “qualcuno” a dover decidere se la mia questione è fondata o meno è chiaro che nasce un conflitto di interessi perché è molto difficile che chi è sottoposto ad un giudizio riesca a decidere con imparzialità in qualità di giudice su se stesso.

 

Il top sarebbe istituire una equipe apposita composta da utenti e amministratori per giudicare assieme la legittimità e la fondatezza di un’ allarme di censura o di una critica ad Accordo.

 

IMHO


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E' giusto che i commenti in stile "su accordo ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 12/08/2010 ore 14:0
E' giusto che i commenti in stile "su accordo non c'è democrazia" vengano eliminati perché non hanno alcun senso di esistere, soprattutto quando la redazione dichiara apertamente di essere disponibile a qualunque tipo di chiarimento sull'accaduto, in caso di commenti eliminati o utenti sospesi. Semmai un utente dovesse contattare la redazione chiedendo spiegazioni e dovesse sentirsi rispondere "perché comandiamo noi" allora sì, censura e mancanza di democrazia, ma fino ad allora si tratta solo di spam e tentativi di scatenare dei flames. L'equipe si potrebbe dire che esiste già in quanto quelli che da una parte devono vegliare su accordo sono gli stessi che vi partecipano attivamente, in più vi si uniscono utenti che segnalano violazioni a cui hanno assistito. Alla fine quando si vede eliminare un commento c'è poco su cui interrogarsi o discuterne con lo staff: la risposta è sempre in una violazione del manuale dell'accordiano.
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Ghirmo [user #11530]
commento del 12/08/2010 ore 18:3
io penso che anche la eventuale risposta "perchè comandiamo noi", sia perfettamente lecita, nel sito di accordo, che, ricordiamolo, è una impresa privata, e pertanto i proprietari possono fare quello che vogliono. Questo punto pare che non si riesca a capire, quando si è ospiti di qualcuno, ci si adegua a quello che dicono i padroni di casa. altrimenti si va via. a me sembra molto semplice da capire. diverso è il caso dei news group, ma qui, come è stato ribadito più volte, stiamo in un forum, ospitato da una rivista online. o ti adegui o te ne vai. le parole democrazia, censura, etc. sono proprio usate a sproposito.
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 12/08/2010 ore 19:0
Leggendo queste righe mi è venuta giù una lacrimuccia: mi hai fatto pensare a quando mi sono iscritto, non molto tempo fa in effetti. Però i toni erano completamente diversi, era tutto all'insegna di ciò che spieghi tu, che cioè siamo tutti ospiti in un modo o nell'altro su Accordo, e dovremmo regolarci di conseguenza! Ultimo ma non ultimo nessuno di noi è forzato a commentare e restare su Accordo non ci si trova bene, eccheccazzo!
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di jebstuart [user #19455]
commento del 12/08/2010 ore 23:0
Le idee non vanno mai censurate (lo dice anche la nostra Costituzione), le parole sì. Intendo dire che nel nostro Paese, per fortuna, si può dire quel che si vuole. Ma quando ci si vuol atteggiare ad opinionisti, bisogna quanto meno conoscere grammatica e leggi italiane. Le parole vanno misurate, gli insulti banditi e bisogna conoscere almeno per sentito dire cos'è la diffamazione, il millantato credito, le ingiurie. Fuori da questo, non si fanno o difendono opinioni. Si fanno solo risse da cortile. La Redazione fa bene a vigilare su questo. Ne ha il diritto ed il dovere legale.
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 12/08/2010 ore 23:2
Mi trovi perfettamente d'accordo, lodevole il tuo commento più in basso, quello in risposta a Andyfender, penso non ci sia altro da aggiungere sull'argomento censura e democrazia, hai detto tutto tu!
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Slash84 [user #2320]
commento del 12/08/2010 ore 19:4
prima accordo non era cosi' legato agli affari.....a almeno non sembrava cosi da un po di tempo invece........
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 12/08/2010 ore 23:2
Cercare di evitare che si ripetano cose come questa: vai al link vuol dire essere legati agli affari? A me sembra solo voler evitare di andare in galera per colpa di tizi convinti di poter fare quel che gli pare in casa d'altri.
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Slash84 [user #2320]
commento del 13/08/2010 ore 00:2
bhe il pubblicare documenti ovviamente riservati per te è legale? mi riferisco agli esplosi fender pubblicati oggi
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 13/08/2010 ore 00:5
Personalmente non saprei dirlo, non credo rappresentino un problema in quanto, oltre ad essere così piccoli da risultare inservibili per un plagio o furto di materiale (al pari delle piccole anteprime che forniscono i siti che vendono progetti stampati di chitarre), è possibile trovarne altri ben più grandi per la rete, così come molti schemi di amplificatori. Grazie comunque per la segnalazione, approfondirò.
Rispondi
Re: E' giusto che i commenti in stile
di rockit [user #11557]
commento del 15/08/2010 ore 20:0
La risposta è perfettamente lecita se nei termini di servizio si dice che la rimozione avviene a totale e insidacabile giudizio della redazione, secondo il suo proprio personale gusto. Nel momento in cui nel regolamento si parla non di discrezionalità totale ma di motivazioni specifiche, una risposta del genere è una schifezza, e l'utente che se ne lamenti nel proprio diario ha tutte le ragioni di farlo, anche gridando alla censura. Ovviamente nel diario o in un articolo se questo riguarda la moderazione o i termini di uso di Accordo. Insomma, mi si passi il termine, ospiti un cazzo. Siamo utenti che sottoscrivono un servizio, che con la propria presenza permettono alla società che lo eroga di raccogliere investimenti pubblicitari. Cosa giustissima e sacrosanta, su cui non credo si possa aver da ridire alcunché. Anzi, sono felice se si riescono a creare posti di lavoro con una iniziativa di questo tipo. Però, siccome sono utente di un servizio, pretendo che i termini di uso siano rispettati pure dalla parte erogante. Se il gruppo Accordo pubblica un regolamento e poi agisce come crede in barba ai termini pubblicati, è sacrosanto che gli utenti si lamentino. Anche con termini decisi. Se il regolamento viene cambiato e non ti piace, *allora* vale il discorso "o ti adegui o te ne vai". E anche in questo caso, l'utente ha tutto il diritto di chiedere spiegazioni sulle ragioni delle modifiche e di dare il proprio punto di vista. Ovviamente con cortesia e educazione. Le cose non sono sovrapponibili... In parole povere: ci si dovrebbe adeguare a quello che *scrivono* i padroni di casa, che è ben diverso da adeguarsi a quello che dicono o fanno. Ciao Lorenzo
Rispondi
Credo che tutto stia
di perrynason [user #17170]
commento del 12/08/2010 ore 16:2
Credo che tutto stia nei "toni". Siamo musicisti, dovremmo essere pittosto esperti! :) Secondo me vengono rimossi i commenti espressi con toni aggressivi o offensivi (cioè i "flames"). Altrimenti credo ci sia modo di esprimere qualsiasi opinione su qualsivoglia argomento. Mia esperienza diretta: in un recente thread mi sono confrontato con Alberto sul futuro di questo sito e mi sono espresso in modo molto critico, ma i miei commenti sono ancora al loro posto (...almeno credo :) ). E' chiaro che dobbiamo stare attenti perchè in un forum nessuno può guardarci in faccia ne ascoltare i toni della nostra voce. A volte è sufficiente rileggere i propri post prima di premere Invio.
Rispondi
Re: Credo che tutto stia
di jebstuart [user #19455]
commento del 12/08/2010 ore 23:0
Assolutamente d'accordo. Tra l'altro ho partecipato a quella discussione, e ti do' atto di quel che dici. Ho scritto peraltro più sopra e più sotto cose del tutto sovrapponibili.
Rispondi
Re: Credo che tutto stia
di perrynason [user #17170]
commento del 13/08/2010 ore 00:2
Infatti ho letto i tuoi commenti. E la discussione si è protratta nel giorno seguente in modo ancora più aperto.
Rispondi
Re: Credo che tutto stia
di bernablues [user #16917]
commento del 13/08/2010 ore 11:0
La penso esattamente come te......ultimamente poi, l'utente che ha rimosso il suo account, dopo l'episodio riferito a Tremonti, stava usando il suo diario solo per sfoghi, poco opportuni, oviamente era il suo diario.....ma forse si era dimenticato che il suo diario è racchiuso in un sito con una ragione sociale, e quindi perseguibile per legge. Ovviamente io non voglio prendere posizione in merito alle idee, del Sig. Cresci (che potrebbero anche coincidere con le mie)........ma per affrontare ogni argomento, ci sono luoghi, modi, e tempi adatti......e talvolta il Sig. Cresci, andava oltre le regole. P.S. Malgrado tutto, a me dispiace di non poterlo leggere più (almeno per gli argomenti riguardanti la musica).
Rispondi
Re: Credo che tutto stia
di Eziooram [user #16471]
commento del 14/08/2010 ore 21:3
Ma scusa il Signorcresci non c'è più? E perchè?
Rispondi
Re: Credo che tutto stia
di bernablues [user #16917]
commento del 15/08/2010 ore 12:3
Perchè avendo scritto un post su Tremonti, nel suo diario (in cui personalmente condividevo i contenuti), con dei toni, però che erano alquanto violenti, la redazione ha ritenuto di bloccargli l'account temporaneamente, ma quando gli ha inviato la mail per comunicarglelo, si sono accorti che il SignorCresci, aveva già cancellato il suo account in modo autonomo..........peccato, perchè faceva parte delle mie "amicizie" e mi faceva piacere leggere ciò che scriveva.....anche se a volte superava i limiti, ma il SignorCresci (da buon toscano), è un tipo sanguigno e personalmente, l'ho sempre apprezzato per ciò che scrive.........purtroppo, qnche se facciamo di tutto per farlo sembrare un ambiente famigliare, Accordo rimane sempre un luogo pubblico, che opera nell'ambito mediatico........e certe volte, bisogna darsi dei morsi sulla lingua (anzi sulle dita) per non scatenare polemiche e diatribe legali molto più grandi di noi.
Rispondi
Re: Credo che tutto stia
di Eziooram [user #16471]
commento del 15/08/2010 ore 15:0
Ah, non lo sapevo grazie era anche nelle mie amicizie!
Rispondi
Quanti problemi!
di andyfender utente non più registrato
commento del 12/08/2010 ore 18:0
Per forza,perdonami tanto, che il Governo cadrà un giono sì e uno no. Sono stato protagonista nei giorni passati di una diatriba, mio malgrado. Ci sono stato molto male e continuo a starci male,tanto che avevo deciso di non scrivere più una riga: almeno così non avrei dato adito a critiche immeritate.Sto ancora cercando di capire chi,la Redazione ed io, abbiamo soppresso per avere reazioni simili. Elasticità,pazienza e comprensione per chi come me è praticamente un pivello in Accordo e per la Redazione che è composta da esseri umani ! Scusa e grazie. Andyfender
Rispondi
Re: Quanti problemi!
di jebstuart [user #19455]
commento del 12/08/2010 ore 22:5
Inserisco il mio parere in risposta a quello di Andy non perchè ci sia un nesso con quel che ha scritto, ma perchè mi fa piacere che legga anche lui. Negli ultimi tempi quello che talvolta manca su Accordo non è la democrazia, ma il garbo e l'educazione. Troppa gente piomba qui, leggiucchia e spara commenti duri, offensivi, volgari. E, nel farlo, si cela dietro alla sincerità, alla franchezza, all'entusiasmo giovanile, ai propri personali problemi. La verità è che non può esserci cultura, scambio di idee, arte e critica musicale senza educazione. Ed essere maleducati non è solo usare le parolacce e gli insulti. E' anche affermare quel che si crede come se fosse verità evangelica, senza consentire agli altri di ribattere. O semplicemente scrivere qualcosa che può offendere qualcuno. Questa notte, ad esempio, divertito dall'incalzare dei post di Andyfender, che ne sforna decine alla settimana, avevo proposto un quiz divertente, che consisteva nell'identificare alcuni personaggi "pelati" (tra cui alcuni Accordiani, ma anche personagi famosi), vedendo solo il vertice della testa. Mi è giunto però subito un commento dispiaciuto di Andy, che si era sentito un po' offeso da questo ed aveva letto il mio giochino come una malevola caricatura dei suoi quiz. Io non ho fatto tante storie, ed ho rimosso il post. Non avevo alcuna intenzione di sfottere Andy (che pure se lo meriterebbe per quanto ci sta massacrando con gli indovinelli ;-), ma il fatto che lui si fosse sentito colpito (in particolare in un momento in cui è stato al centro di un altra vicenda) mi è bastato. Ho preferito rinunciare al mio progetto pur di non amareggiare una brava persona. Non c'è uomo al mondo che odi quanto me l'autoritarismo e la prevaricazione, ma finchè la Redazione interviene per mantenere il dialogo su Accordo nei limiti del buon gusto e del civismo, ha tutta la mia approvazione. Se qualcuno vuol dire qualcosa fuori dal coro, la sappia scrivere in un corretto italiano e con garbo. Nessuno gliela cancellerà.
Rispondi
Mi sbaglio o non c'è scritto da nessuna parte ...
di Q [user #7863]
commento del 12/08/2010 ore 20:5
Mi sbaglio o non c'è scritto da nessuna parte che Accordo è una democrazia?
Rispondi
Ciao e grazie a tutti per i vostri interventi. ...
di Eziooram [user #16471]
commento del 13/08/2010 ore 00:0
Ciao e grazie a tutti per i vostri interventi. La mia voleva essere solo una provocazione che prendeva spunto dalle parole del manuale del buon accordiano. E' chiaro che già quando accordo dice che "La direzione pretende da chi scrive e partecipa esclusivamente il rispetto della legge" questo significa che siamo in piena democrazia perchè nella nostra legge viene tutelata la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero in qualsiasi forma. E poi c'è il sistema di moderazione dei commenti che in effetti è efficace ( seppur limitatamente ai rapporti utente/utente), e non mi pare che nessuno finora si sia lamentato della scarsa trasparenza di accordo su queste cose. Però forse è bene rifletterci sempre anche perchè come si è giustamente ricordato Accordo oltre ad essere un grande sito giornalistico e d'informazione è anche un grande centro di affari, e come la storia recente ci insegnato è bene non farsi mai imbavagliare dagli affaristi. Però certo non ho condiviso certe opinioni, tipo Q, Accordo non è una democrazia, la democrazia è il presupposto per cui esiste Accordo. E anche quella di Ghirmo ""perchè comandiamo noi", sia perfettamente lecita, nel sito di accordo, che, ricordiamolo, è una impresa privata, e pertanto i proprietari possono fare quello che vogliono." Su questo non sono assolutamente d'accordo per tutti i motivi sopra citati e soprattutto perchè è un' impresa privata che fa anche giornalismo o comunque informazione: pensa un po' cosa succederebbe se un giorno Accordo decidesse di sponsorizzare tacitamente una marca particolare di amplificatori o un particolare rivenditore senza fare pubblicità ma solo togliendo quei tread che li screditano o che ne parlano male. Questo sarebbe scorretto nei confronti di tutti coloro che pensano che Accordo sia un bacino neutro di opinioni. Per fortuna non è così, come anche ha dimostrato RozzoAristocratico con vai al link Mah, niente era così per parlare... Mi è piaciuto. A giorni recensirò un tremolo che mi ha fatto un mio amico che si sta dedicando alla creazione degli effetti: è andato da Masotti a farglielo provare e Masotti in persona dopo avrelo provato per un'ora gli ha fatto i complimenti.
Rispondi
Mi ero ripromesso di star fuori da queste ...
di hivez [user #9272]
commento del 13/08/2010 ore 00:2
Mi ero ripromesso di star fuori da queste questioni..infatti eccomi qua.. non certo come qualcuno pensa come sobillatore o per dire peste e corna di chicchessia.. d'altro canto mi piacerebbe sapere cosa me ne verrebbe in tasca.. ma tant'é aspetto, chissà che un giorno qualcuino mi spieghi, ma ho dei dubbi in materia, visto che non c'é nulla da spiegare essendo io assolutamente estraneo a pratiche del genere, cosa che chiunque può facilmente controllare guardando uno per uno i miei post su accordo e ovunque nel web. Intervengo per ribadire un concetto fondamentale: tutte le forme di aggregazione siano esse "democratiche" o "aristocratiche", si fondano su un nucleo di norme, che per definizione servono a stabilire i diritti e doveri di ciascuno sia esso utente o amministratore; anche la regina d'inghilterra firma un contratto con il proprio popolo, nel medioevo i re facevano lo stesso, se per caso non lo rispettavano venivano deposti o detronizzati, sapete tutti che a quei tempi non ci andavano tanto per il sottile; questo é il nucleo di tutto e sinceramente ho più di qualche dubbio che le regole siano rispettate da tutti, da certi utenti e anche se mi consentite dalla redazione, interventi di cancellazione senza un criterio di valutazione che sia univoco, ripensamenti sul sistema della pubblicazione degli articoli, offese personali, e aggiungo infine un fatto che mi ha sinceramente lasciato perplesso la presenza di utenti con comportamenti quanto meno curiosi nell'editoriale di alberto e visto che non ho nulla da nascondere, mi riferisco al commento dell'utente africa che a quanto pare fa parte dello staff redazionale senza che nessuno lo sappia..oppure é un millantatore.; una situazione in entrambi i casi decisamente tragi-comica per me e credo pure per molti altri: se é uno della redazione beh allora bella faccia a parlare di rispetto delle regole; se é un millantatore come mai é ancora attivo e non é stato bannato? Sorte invece che é toccata a chi chiedeva spiegazioni.. Credo che questo debba far riflettere. La domanda che pongo é: essere chiari e cristallini é così difficile? Le domande sono sempre poste da individui che ci tengono al sito altrimenti probabilmente non le farebbero e aizzerebbero le folle da dietro le quinte.. meditate gente. mauro
Rispondi
Re: Mi ero ripromesso di star fuori da queste ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 13/08/2010 ore 00:4
Ciao Hivez. In questi giorni ci sono attivi due topic di discussione, che sfortunatamente si confondono nei vari interventi, e danno l'impressione che non vi siano una graduazione o dei distinguo nella portata delle due vicende. Il primo tema, che tu hai sollevato in un post e quindi strenuamente sostenuto, riguarda il rispetto incondizionato del Regolamento. In altre parole l'inopportunità di "deroghe" o di modifiche "in corso d'opera" a quello che è a tutti gli effetti un contratto tacitamente sottoscritto. Il secondo tema, acceso da una spiacevole situazione verificatasi l'altro ieri sera, è invece il diritto/dovere della Redazione di intervenire allorchè i post e gli interventi prendono una piega percolosa in ordine alla possibile configurazione dei reati di diffamazione, ingiurie, ecc. Entrambi i topic sono accomunati dal filo conduttore dei rapporti Redazione/utenza, ma hanno però significati e ripercussioni profondamente diversi. Intanto, quello aperto da te ha dato luogo ad una discussione civile e, a mio modesto parere, costruttiva. Le tue argomentazioni, ed ho già avuto modo di dirtelo, erano condivisibili e benissimo hai fatto ad a proporle. La seconda vicenda, invece, ha presupposti meno sottili. C'è stato un post che poteva creare ad Accordo problemi di carattere legale. Personalmente credo che fosse stato prodotto sotto la spinta di un'emotività particolare e non per pura violenza verbale. Ma sta di fatto che era inammissibile, e giustamente è stato stigmatizzato e rimosso, così come mi auguro venga in qualche maniera neutralizzato ogni eventuale futuro atteggiamento di intolleranza, aggressività verbale e prevaricazione nell'ambito delle discussioni. E' un episodio spiacevole, insomma, su cui credo però sia bene adesso cessare le discussioni, considerandolo un incidente di percorso e non amplificandolo ulteriormente. Solo una coincidenza temporale, ripeto, lega le due vicende, ma è bene non accomunarle nè confonderle.
Rispondi
Re: Mi ero ripromesso di star fuori da queste ...
di hivez [user #9272]
commento del 13/08/2010 ore 00:4
Hai fatto bene a ribadirlo, le questioni sono diverse, pur generandosi da un substrato comune.
Rispondi
Ancora su Accordo, democrazia e altre faccende
di alberto biraghi [user #3]
commento del 15/08/2010 ore 14:0
Eziooram pone questioni interessanti. Vediamo. Ribadisco che Accordo non è una democrazia, ma un'impresa editoriale privata, governata da pochi, con l'obiettivo di produrre reddito e creare posti di lavoro. Però vive all'interno di un contesto democratico di cui rispetta le regole. Per esempio quella che impone una chiara divisione tra informazione e pubblicità, dovere primo di ogni editore, di cui un giornalista (io) è responsabile. Lo so, fa un po' ridere in un'epoca in cui gran parte dei quotidiani sono strumento di propaganda politica, ma noi ci teniamo e io che firmo questo giornale ci tengo in particolare, per coerenza con la mia storia professionale e le mie idee. Proprio per questo nego che Accordo sia un "centro di affari" (ammesso che abbia capito cosa intende Eziooram con questo concetto, penso un luogo in cui si fa della compravendita). Qui di affari non se ne fanno, si fa un giornale che pubblica inserzioni pubblicitarie di aziende con cui le redazioni non hanno rapporti, se non per avere informazioni tecniche, quando occorrono (per esempio chiarimenti sugli strumenti in prova). Il mio amico, collega e vicedirettore di Chitarre (di cui è cofondatore e firma storica), Stefano Tavernese, può testimoniare quanto ho rotto i coglioni dal giorno del mio insediamento alla direzione per ribaltare consuetudini potenzialmente pericolose per l'indipendenza della redazione (in un mondo piccolo come il nostro il pappa-e-ciccia è sempre in agguato). Il tema è sempre in pole position quando ci si riunisce. Altro. Accordo non deciderà mai di sponsorizzare questo o quel prodotto, sia perché io - che lavoro per i lettori, non per gli sponsor - non lo consentirei, sia perché non lo consentirebbe Luca "Jurgen" Friso, nostro CEO, che deve fare tornare i conti a fine anno. Una rivista che diventasse house organ di qualche distributore perderebbe ogni credibilità e i lettori - che non sono degli imbecilli - la abbandonerebbero al suo destino, facendole perdere appeal pubblicitario. Noi viviamo grazie al fatto che i lettori ci scelgono, questo è il valore che possiamo vendere agli inserzionisti i quali - non essendo imbecilli pure loro - non sono interessati alla piaggeria, ma a iniziative editoriali serie, rigorose e trasparenti come la nostra. Verificare per credere la differenza di fatturato tra noi e gli altri, su Web e su carta. Sulla storia dell'utente Africa: è stato un problema tecnico, si è imputtanato il database per un bug e un commento è stato assegnato erroneamente dal sistema a un utente diverso dall'autore reale. L'abbiamo cassato per far prima e via. Una sciocchezza su cui, come sempre, si è scatenata la fantasia di qualche personaggio pittoresco che lascia il tempo che trova (età, bile, mancanza di sesso e arteriosclerosi non aiutano). Considerazione personale: se un banale incidente tecnico è tutto quello su cui possiamo essere attaccati, vuol dire che stiamo davvero lavorando bene. Ringrazio autore e partecipanti a questo thread, veramente interessante. Rinnovo l'invito a scrivermi in privato per partecipare alle riunione di redazione del 9 settembre a Roma.
Rispondi
Re: Ancora su Accordo, democrazia e altre faccende
di Eziooram [user #16471]
commento del 15/08/2010 ore 14:5
Ciao Alberto, io ho sempre consigliato accordo a tutti i miei amici musicisti, e se ho fatto iscrivere qualcuno, ho fatto leggere articoli, e l'ho utilizzato per farmi una cultura e opinioni su cosa fosseme meglio acquistare o meno ci sarà una ragione! Non voglio mettere assolutamente in discussione la trasparenza e l' affidabilità di questo sito, ma è fisiologico che quando vengono dati molti spazi come i diari ci possa scappare il post estremamente personale come quello sul gattino o sulla crostata disgustosa della zia Pina...Io -se non ho frainteso, anche se non sono spessissimo su accordo- ho capito che di fatto, i diari specialmente, vengono utilizzati dagli utenti come un vero e proprio network come facebook o myspace. Il risultato è qualcosa di più ampio di un forum sulla musica o di una semplice richiesta di informazione tecnica, anche perchè, correggimi se sbaglio, se proprio non ci fosse nessun tipo di networking tra gli utenti, un po' d'amicizia insomma, ci sarebbe molta meno attività nei diari , nello scambio di consigli e questo andrebbe a detrimento di tutto il sito. Probabilmente, e te lo chiedo in pratica perchè non lo so, tutto si gioca intorno alle responsabilità legali per le opinioni che si pubblicano qui e che possono essere trovate da chiunque cercando su google, ad esempio il tizio che ha diffamato quell'editore (c'è il link sopra) è lui il responsabile del reato o è chi ha consentito che si pubblicassero le sue opinioni? Sul regolamento c'è scritto "3.La responsabilità sui commenti inviati in calce agli articoli e ai diari è dell'autore. I contenuti inviati (articoli, commenti, inserzioni, eventi) potranno essere modificati o cancellati dall'Editore per esigenze tecniche ed editoriali." Non è facile capire bene perchè se la responsabilità è dell' autore allora non c'è necessità per l'editore di cancellare contenuti anche illeciti. Sempre dal regolamento: " 2.Il lettore dichiara e garantisce di tenere indenne e manlevare il titolare del sito ed il titolare del contenuto nonché i soggetti a essa collegati o da essa controllati, i suoi rappresentanti, da qualsiasi obbligo risarcitorio, incluse eventuali spese legali, che possa derivare dai Contenuti e/o dalle Opere pubblicate, dall’utilizzo del Sito, del contenuto o dei Servizi da parte degli lettori, dalla violazione delle norme che ne regolamentano l’uso ovvero da una eventuale violazione dei diritti di terzi. 3.Il lettore dichiara di essere consapevole del fatto che l’Editore esercita un controllo parziale e successivo relativamente alla natura e al contenuto delle informazioni riportate nelle aree del contenuto" Il signorcresci che ha parlato male di Tremonti, che a quanto mi dicono è stato sospeso per poi autobannarsi, non mi pare ecco che abbia fatto nulla di più di chia parla della tortaccia della zia Pina, dato che non è illegale parlare scambiarsi opinioni dei politici. Questo è networking. E' anche un po' l' idea geniale di Accordo avvicinare gli utenti, farli conoscere. Per quanto riguarda il "centro di affari" per me è difficile credere che non lo siate dato che comunque vivete di sponsor, o sbaglio? Ne più e ne meno di altre testate giornalistiche per carità. Questo non è una cosa a vostro detrimento anzi siete grandi proprio perchè nonostante siate una azienda privata non siete affatto una rivista come Vogue che fa gli articoli solo sui propri sponsor proprio perchè una rivista che diventasse house organ di qualche distributore perderebbe ogni credibilità. Comunque mi rendo conto che non è facile gestire una cosa del genere anche perchè l' Editore citato più su se l'è presa con voi, e voi spendendovi più di quanto avreste dovuto non avete lasciato da solo un vostro utente tra le sue fauci addossandogli tutta la responsabilità e avete cercato di risolvere alla meglio. Non è facile ma anche sul Regolamento c'è scritto: "1. I presenti termini e condizioni sono disciplinati dalle leggi vigenti in Italia", in italia c'è la libertà di pensiero e parola per ciò si può anche sparlare di Tremonti, voglio dire nessun giudice ti condannerebbe per questo! IMHO
Rispondi
Re: Ancora su Accordo, democrazia e altre faccende
di alberto biraghi [user #3]
commento del 15/08/2010 ore 16:0
In tre parole. I disclaimer si mettono perché li vogliono gli avvocati, ma il codice civile sta sopra, quindi uno può dissociarsi quanto, vuole, ma sempre responsabile è. Noi ci dissociamo, a buoni conti, ma come dice la legge sulla stampa siamo sempre responsabili. Se Tremonti si incazza per quel commento, la prima cosa che fa è mandare l'Escopost a chiudere il sito, poi cerca l'utente. Ci sono passato, sia con Ecn.org sia con OneMoreBlog e so bene come funziona. E comunque la libertà di manifestazione del pensiero non è libertà di insulto. Quel commento era passibile di querela. Io so che Tremonti ha altro da fare che querelare noi, ma non accetto che su questo sito passino contenuti contrari alla legge. E comunque il fatto che Tremonti di noi se ne fotta (o che noi pensiamo che sia uno dei peggiori soggetti nella storia dell'economia) non ci autorizza a violare la legge insultandolo o peggio calunniandolo. Da ultimo: insisto che "centro affari" è una definizione che non si addice a un'impresa editoriale, anche per l'accezione comune del termine, vagamente ambiguo se non negativo. Noi siamo una casa editrice, con un suo modello di business ben chiaro, che tiene in piedi la baracca e dà lo stipendio a una trentina di persone.
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Re: Ancora su Accordo, democrazia e altre faccende
di Eziooram [user #16471]
commento del 15/08/2010 ore 20:0
Si, è esatto, siete responsabili come editori per tutto ciò che decidete di pubblicare, ma questo -ti chiedo- vale anche per i diari, che somigliando ad un network non dovrebbero esserne soggetti tranne che per cose veramente gravi tipo premeditazione di illeciti o apologia di reati? Per il resto l'insulto è un reato e fate bene a dire alla gente che non è mai bene insultare pubblicamente sia per voi che per loro. Ma non venite a dirmi che "centro affari" è un insulto, altrimenti sarebbe veramente troppo facile per voi censurare qualcuno perchè ha insultato!
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