Domani esame all'università...Metodi statistici avanzati...non ve lo auguro, ma c'è di peggio. Il fatto che ci sia di peggio però non mi aiuta ad affrontare meglio la prova di domani, dal momento che mi preoccupa più l'esame che devo dare tra due settimane che quello di domani. Il problema è che, quand'è così, il tempo durante la giornata si restringe sempre più e a mala pena riesci ad alzare la testa dai libri per pensare ad altro. Tutto ciò non può che non ripercuotersi sul mio passatempo preferito, la chitarra, che inesorabilmente passa in secondo piano nel mio fare quotidiano, anche se è sempre al primo posto nei miei pensieri (dopo la mia ragazza ;-)).
Questo mi ha dato modo di pensare a cos'è la musica per me. Cos'è questo passatempo, questa occupazione che rimpiango tanto di non aver apprezzato abbastanza da bambino quando mamma mi costringeva a suonare il piano dicendomi che mi avrebbe "aperto la mente". Di fatto ora stupido non sono, ma si sa, quello che non è fatto con amore e passione non rimane nella mente (ecco perchè non mi ricordo nulla di greco!!!!). La musica l'ho scoperta piano piano, prima ascoltandola e solamente da un anno cercando di suonarla e capirne le regole e come funziona veramente.
Non so se l'ascolto di musica provoca le stesse sensazioni in tutti noi, ma penso che una cosa sia comune a tutti: il brivido. Mi piace pensare che quando qualcuno sente una melodia che lo tocca nell'animo, reagisca come me, con un brivido che corre lungo la schiena. Ci sono musiche, canzoni, che al primo ascolto ti entrano dentro e ci rimangono per sempre. Per me è stato così con la musica degli U2, la cui semplicità dei pezzi suonati da The Edge è equiparata solo alla sua bellezza. Per me sono stati tanti i chitarristi davvero bravi negli ultimi 60 anni, ma una cosa che apprezzo in un artista in generale è la resa artistica commisurata allo sforzo e all'elaborazione tecnica; tanto più la prima è grande rispetto alle seconde due, tanto migliore reputo l'abilità dell'artista. Non voglio dire che il vecchio Dave Evans è il migliore di tutti, ce ne sono un po' prima di lui ovviamente, ma se confronto la bellezza (dal mio punto di vista, lo sottolineo) di canzoni come Where The streets have no name o City of blinding lights o ancora I still haven't found... con canzoni altrettanto belle dal punto di vista del suono, mi rendo conto che la semplicità con la quale vengono suonati questi e tanti altri brani rispetto ad un pezzo dei Pink Floyd oppure degli Stones o nel blues da SRV o Eric Clapton, beh per me il confronto non regge...so che potrà sembrare dissacrante per molti, ma la musica che ascolti e che ti rimane per prima dentro è quella che utilizzerai come unità di misura per tutto quello che andrai ad ascoltare dopo, basta avere l'obbiettività e l'intelligenza di dire "ok questo è davvero un bel brano, diverso, ma stupendo in ogni modo" mantenendo le vedute larghe, apprezzando anche cose diverse da quelle che siamo abituati ad ascoltare. Ma quella di The Edge è la musica che piace a me; ad ognuno il suo genere, a ciascuno il suo modo di intendere la musica e di averla nel cuore e nella mente. Basta amare questa forma d'arte, perché la reputo la forma più alta di espressione del sentimento umano, la più fine, la più immediata anche senza parole (paradossalmente).
La musica si può manifestare sotto infiniti aspetti, del resto tutto è musica e non sono il primo a dirlo. Ma quello che esce da una chitarra, per me non ha eguali, quello che le dita della mano di un chitarrista come Mark Knopfler possono produrre non raggiunge eguali, quello che produce l'ingegno e la fantasia di The Edge non si raggiunge. Per questo penso che la musica mi accompagnerà per sempre e per sempre ne avrò bisgono in momenti come questi, anche quando sono lontano dalla mia chitarra, in momenti in cui hai altro da fare, in cui la tua testa è presa da altri impegni, siano essi esami all'università o i figli da andare a prendere a scuola, il lavoro e quant'altro. Perchè pensare che al mondo c'è qualcosa di così bello, così semplice e complicato insieme ti fa rendere conto anche nei momenti meno belli che qualcosa per cui affrontare le difficoltà c'è sempre, sia esso l'amore che provi per una persona o la passione per qualcosa che non puoi toccare, ma puoi solo....sentire....aspettando di poter toccare di nuovo le sei corde e tornare nel mondo della musica...il sole dopo la tempesta...