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Circuitazioni Ibride: il futuro del valvolare?

di svalvolman [user #23788] - pubblicato il 02 maggio 2010 ore 18:38
Un' autentica patata bollente!

Mi chiedevo giusto stamane cosa ne pensasse il popolo accordiano.

L' eterno dilemma del valvolare Vs stato solido, da sempre aspro e contraddittorio, impallidisce di fronte ad una nuova possibilità spesso non calcolata: la circuitazione ibrida (cioè l' uso contemporaneo, l' unione di entrambe le tipologie nello stesso circuito o apparecchio)

Attenzione però! Quando dico Ibrido non intendo il semivalvolare. Mentre nella prima, ad esempio, si costruisce la sezione pre a tubi ed il finale a transistor, nell' ibrido puro ogni singolo stadio ha entrambi i componenti.

Esempio: Lo Sfasatore pilota push-pull. Nella tipologia valvolare si utilizzano come carichi anodici e catodici delle comuni resistenze. Nell' altra le stesse  sono sostituite da transistor nelle vesti di carichi attivi.

Non credo ne abbia mai parlato nessuno o comunque il dibattito sull' argomento non credo sia mai stato sollevato da nessuno.

Personalmente io sono un discreto sostenitore della tecnica ibrida. Penso che, integrati nel modo giusto ed in maniera sobria e parsimoniosa, i transistor permettano di sfruttare al massimo le possibilità elettriche, e quindi soniche delle valvole. Praticamente si può avere il meglio da uno ed il meglio dall' altro. Le valvole hanno dei limiti elettrici che possono essere piallati con l' aiuto dei semiconduttori.

Nei generi moderni e dovunque servano prestazioni al top in termini di potenza e pulizia, sarebbe una possibilità.

Potrebbero nascere nuove sonoritàpotenzialmente interessanti....a tutt' oggi sconosciute

Cosa ne pensate voi? Pareri tecnici e non. La parola a tutti


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Aggiungo
di svalvolman [user #23788]
commento del 02/05/2010 ore 19:0
Chiedo a grande voce anche il parere di Gwynnett oltre a quella di tutti voi. Speriamo faccia anche un giro Marco Brunetti (o qualche altro bravo costruttore), così ci dice la sua...
Rispondi
Re: Aggiungo
di gwynnett [user #9523]
commento del 02/05/2010 ore 23:1
Mi chiedi un parere ed io cerco di dartelo basandomi su una modesta esperienza ed una discreta sperimentazione ma premetto che devo essere un tantino polemico e nessuno me ne voglia qualora una mia teoria sempre e comunque opinabile vada ad intaccare quelli che sono considerati miti dell'amplificazione. Valvole o transistor è come analogico o digitale oppure pcb o point to point in una realtà che dovrebbe vedere solamente il suono come obiettivo finale ma siamo nell'era dei graffi preconfezionati sulle chitarre e degli amplificatori con il certificato che sono stati fatti con le mani per distinguerli da tutti gli altri che presumibilmente sono stati fatti con altre articolazioni. Questa sera ho ultimato il montaggio di un mio amplificatore: suona magnificamente, le componenti sono al top, è assemblato in point to point con bachelite, pagliette e cavi ricoperti di seta, solo il minuscolo diodo per l'alimentazione negativa alle griglie delle finali lo rende ibrido se così vogliamo dire, monta due 6l6 del '63, due ecc83 Jan Phillips del '67 ed una ecc81 del '68 ma la mascherina nera reca soltanto la scritta "Gwynnett" quindi non lo si può numerare nè certificare nè soltanto sperare di venderlo al prezzo di un blasonato transistor. Tornando al parere che mi chiedi dico che la tecnica valvolare è senz'altro più semplice di quella a semiconduttori nel senso che necessita di un numero minore di componenti, che quasi mai si sfocia in microcircuitazioni e che la tolleranza in corrente è tensione è agevolmente più ampia consentendo fino ad un venti per cento in più o in meno senza tangibili alterazioni. Non dimentichiamo la rigidità del comportamento dei MOS rispetto ai canoni progettuali ed aggiungiamo anche i minuziosi calcoli della dissipazione in calore che non dovrebbe eccedere ma neanche tenerli "freddi". I transistor vanno bene e sono particolarmente indicati per il jazz per evitare l'inesorabile "rotolamento" dei bassi, ottimi anche per ampli da basso dove si richiedono potenze ben superiori ai canonici 100 watt, meno idonei, a mio parere, per il clean in genere dato che il primo cenno di clipping toserebbe l'onda rendendola trapezoidale e conferendo al suono quel tipico sapore "hursc", bello di per sè ma non propriamente cristallino. Quindi meno componenti nei valvolari, un montaggio certamente più agevole, maggiore affidabilità nel tempo ed a volumi sostenuti, puliti più apprezzabili, fascino indiscusso, più valore nel tempo ma diversi costi, pesi ed ingombri e limiti insormontabili nelle periferie. Per periferie intendo quella serie di alterazioni ed accidenti senza le quali oggi non si suona ma non per mode passeggere o per insane fissazioni piuttosto per una concreta realtà. Ho avuto occasione di ascoltare effetti di reverbero, delay, chorus e flanger concepiti con tecniche digitali che sarebbe impensabile generare con le valvole mantenendo gli stessi pesi ed ingombri e lo stesso dicasi per distorsori ed affini sempre più cremosi e con una incredibile possibilità di variazioni sul tema. Sempre a mio parere l'ottimo sarebbe collegare una pedaliera digitale dotata di un pre a due finali di uguale vattaggio ma di diversa concezione con valvole differenti e rapporti non uguali negli avvolgimenti dei trafo ponendosi come obiettivo non il miscelare diverse timbriche ma riprodurle contemporaneamente privilegiando l'uno o l'altro fino a soddisfare l'esigenza del momento che varia a seconda delle dimensioni del locale e della sua capacità di assorbimento, dall'attitudine a distorcere più o meno la gamma di frequenze riprodotte con rimbalzi indesiderati ed echi inattesi. Brunetti ha denominato VALVEMIX il suo progetto che etimologicamente vorrebbe intendersi come "miscelatore di valvole" ma in realtà l'intento era di privilegiare il suono di una coppia con determinate caratteristiche rispetto ad un'altra con caratteristiche differenti ottenendo un risultato che esula dal discorso dei watt come unità di misura espresso con un numero reale e quindi tangibile per entrare ne discorso dei decibel, pura percezione non quantificabile in potenza, che non a caso si esprimono con un numero adimensionale, risultante da un rapporto tra grandezze omogenee.
Rispondi
io ti sostengo! pens
di fedemiglio utente non più registrato
commento del 02/05/2010 ore 19:4
io ti sostengo! penso anche io che tu abbia ragione!
Rispondi
sono con te! anche s
di jackkerouac utente non più registrato
commento del 02/05/2010 ore 21:2
sono con te! anche se sono un fedelissimo all tube!
Rispondi
ALL TUBES
di andyfender utente non più registrato
commento del 02/05/2010 ore 21:5
A mio parere quando si riesce a raggiungere 100 watts con le valvole basta ed avanza. Il transistor ha una riproduzione delle armoniche perfettamente opposto a quello delle valvole: secondo me stanno cercando di economizzare sui prodotti spacciando per ibrido un prodotto che,anche dal nome, non è nè carne nè pesce e che probabilmente racchiude i difetti di ambedue i sistemi,più che i pregi.Non dimenticherò mai un lettore cd hi end spacciato per ibrido: aveva sì una 12ax7 in bella vista e sotto vetro , ma era solo illuminata da una corrente fittizia che nulla aveva a che fare con il circuito: era lì solo per scena. Da vergognarsi, e costava un patrimonio! Ciao.A.
Rispondi
Le possibilità offe
di TidalRace [user #16055]
commento del 03/05/2010 ore 00:1
Le possibilità offerte dai semiconduttori sono tantissime e vanno aldilà del solo settore audio ma abbracciano tutto lo scenario elettronico moderno con funzionalità e possibilità impensabili per i tubi a vuoto. L'utilizzo di questi componenti anche in amplificatori completamente valvolari non deve farne deprezzare il loro valore, i diodi raddrizzatori al silicio vengono utilizzati da decenni al posto delle valvole raddrizzatrici e la loro risposta non può essere definita migliore o peggiore ma al limite diversa e solo in determinate situazioni d'utilizzo. La selezione di un canale tramite fotorelè (che contiene all'interno un led che con la sua luce aziona un interruttore a stato solido di tipo a transistor) è soltanto un'altro componente della famiglia dei silici-drogati che il progettista ha deciso d'utilizzare al posto di un più tradizionale relè elettromeccanico. Ad esempio un Fet (transistor ad effetto di campo) simile ai Mos utilizzato come resistenza variabile pilotata in tensione continua potrebbe accoppiarsi perfettamente per donare ad un valvolare una possibilità in più d'intervento sul suono e non vedo niente di male ad utilizzarlo se ci porta a dei vantaggi. Ciò che è sconcertante è invece l'utilizzo dei diodi sui valvolari per ottenere con più facilità delle saturazione elevate senza ricorrere a vari stadi d'amplificazione su prodotti di gran marca che probabilmente li venderebbero ugualmente anche se le valvole fossero solo per bellezza. L'affidabilità dello stato solido è garantita se il progettista ha tenuto conto delle massime temperature raggiungibili e senz'altro superiore ai valvolari che con il loro calore danneggiano altri componenti, primi fra tutti gli elettrolitici ed è esente da manutenzione. Quindi la mia risposta è si ai valvolari se le valvole vengono utilizzate al meglio, si ai semivalvolari se la parte non valvolare serva a contenenere costi, dimensioni e peso senza rinunciare alla qualità del suono, si agli ibridi se l'aggiunta di ulteriori componenti anche se di basso costo sia utile a migliorare le caratteristiche o ad ottenere funzioni più moderne, si allo stato solido se il progetto regga il confronto con un valvolare di costo simile. Ciao.
Rispondi
Re: Le possibilità offe
di andyfender utente non più registrato
commento del 03/05/2010 ore 06:4
SANTE PAROLE!!! RITENGO CHE ORMAI STIA DIVENTANDO TUTTO UN PROBLAMA DI COSTI PER ABBASSARE IL PREZZO DI VENDITA ED INVOGLIARE IL COMPRATORE .CIAO
Rispondi
E' una delle tante p
di Kata_ts [user #2290]
commento del 03/05/2010 ore 12:3
E' una delle tante possibilità ! Se piace e suona bene, và bene altrimenti ..... ad ognuno quello che piace ehehehheeh SaluToneS
Rispondi
Re: E' una delle tante p
di E! [user #6395]
commento del 03/05/2010 ore 14:0
Sono d'accordo.
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