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I fratelli Cohen e Woody Allen

di alberto biraghi [user #3] - pubblicato il 21 settembre 2009 ore 01:27

AS: chi non capisce quanto segue non si crucci, sono strascichi di vecchie cose, fanfaluche senza importanza. E' che io non rinuncio mai a puntualizzare.

Sono incredibilmente sveglio a quest'ora antelucana, sia per dare agio a tortellini e lambrusco dopocinema di assestarsi, sia per l'emozione di aver scoperto che Woody Allen ha tagliato su di me il personaggio del suo ultimo film "Whatever Works" (pessimo titolo italiano "Basta che funzioni"), accidenti sì, sono proprio io Boris Yellnikoff!

Così, dopo il consueto giro serale sui siti della (si fa per dire) concorrenza, vedo che per l'ennesima volta mi si tira in ballo, mi si dà del pirla e mi si attribuiscono pensieri e  dichiarazioni che non mi appartengono (sempre senza nominarmi, ma rendendomi riconoscibilissimo, che è come scrivere nome e cognome).

Per l'ennesima volta mi limito a precisare. Usai come metafora il film dei fratelli Cohen "No Country For Old Men" ("Non è un paese per vecchi") in due sole circostanze: questa e questa. Il resto è la consueta sequela di panzane e insulti gratuiti, a tratti pure divertenti, sia per l'ingenuità di chi non sa e non capisce, ma plaude a prescindere, sia per la testardaggine con cui qualche reduce giapponese continua una guerra di basso profilo che esiste solo nella sua zucca problematica. Sia chiaro: non ho mai consigliato a qualcuno di non iscriversi a qualunque sito, inclusi i più faziosi e scadenti.

Aggiornamento delle 9:30: ho corretto un po' di refusi e risistemato la sintassi, a tarda notte non sono abituato a stare appeso al Mac e la mia prosa lo dimostra chiaramente. Avevo anche dimenticato di aprire i commenti, ma direi che non c'è granché da commentare. 

Aggiornamento delle 13:00 vedo che il Barcellini, rispondendo a questo mio commento sul sito che gestisce, dichiara di fatto che quanto contenuto nel suo post si riferisce a me, come supponevo. Bene.


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La cicatrice
di Cukoo [user #17731]
commento del 21/09/2009 ore 15:0
Quando vedo queste interessantissime discussioni mi torna in mente Vecchioni con la sua 'La cicatrice', che copio qui sotto per chi non la conosce, perchè è una bellissima canzone. Non conosco i protagonisti della contesa, a parte il poco (o molto?) che Internet manda a dire. Non sto alludendo a messe in scena, ovviamente, ma al fatto che chi ci vede da fuori può pensare ad una piccola guerra fratricida (senza spargimento di sangue per fortuna). LA CICATRICE (Roberto Vecchioni) Il leader della parte scura dietro una barba quasi nera diceva cose alla sua gente a voce bassa come sempre e ricordava cose antiche proibite ma pur sempre vive come il martini con le olive dal millenovecentottanta anno di grazia e di alleanza felice e immobile la gente viveva solo del presente ma lui a quei pochi che riuniva come una nenia ripeteva quel suo programma che chiedeva Fosse permesso ricordare fosse permesso ricordare poi ricordò che era vietato nel mondo nuovo anche il passato Il leader della parte chiara con quella cicatrice amara sul mento a forma di radice gridava: "Abbasso questa pace" Coi pochi giovani insultava la polizia che costringeva soltando ad essere felici ed abbatteva e rifaceva palazzi d'arte e di cultura e delle bibite e del niente sì, ma soltanto con la mente e all'occorrenza le prendeva davanti ai giudici abiurava ma appena uscito risognava Fosse possibile cambiare fosse possibile sperare ma la speranza era un difetto del mondo ormai così perfetto E il leader con la cicatrice credeva l'altro più felice e l'altro quello con la barba di lui diceva : "E' pieno d'erba" Si sospettavano a vicenda di fare solamente scena d'essere schiavi del sistema e l'uno l'altro beffeggiava e l'altro l'uno ricambiava pur descrivendo alla rinfusa due volti di una stessa accusa che era impossibile cambiare tornare indietro, andare avanti avere voglia di sbagliare Come ad esempio ricordare come ad esempio ricordare questo ricordo era un difetto nel mondo ormai così perfetto né si poteva più cambiare né si poteva più sperare questa speranza era un difetto nel mondo ormai così perfetto E il leader della parte chiara pianse di rabbia quella sera seduto sopra la sua vita perduta come una partita ma il servofreno dentro il cuore che scatta al minimo segnale gli eliminò tutto il dolore e il leader della parte scura contando i passi e la paura si avvicinò alle parti estreme dove correva un giorno il fiume ricostruendo da un declivio l'ultima chiesa un vecchio bivio l'acqua e l'amore che non c'era Si sentì stanco e in quel momento tolse la barba e sopra il mento apparve a forma di radice quella sua vecchia cicatrice
Rispondi
Re: La cicatrice
di alberto biraghi [user #3]
commento del 21/09/2009 ore 20:4
Mamma mia, mi sembra un incubo. Già è agghiacciante l'aggettivo "fratricida" (peraltro spesso applicato superficialmente da storici da quattro soldi, pensa per esmepio alla guerra di seccessione americana) usato per assimilare questi a quelli, ma - per quanto io non sia un'adone - togliermi la barba (che non ho) e scoprire di essere "quelli" sarebbe un'esperienza devastante, alla Boris Yellnikoff, che salta dalla finestra per due volte nella stessa vita.
Rispondi
Re: La cicatrice
di Cukoo [user #17731]
commento del 21/09/2009 ore 21:2
Se Jeb Stuart si accorge che hai parlato della guerra di secessione son dolori. Per quanto riguarda il doppio salto dalla finestra, c'è un precedente cinematografico importante in 'L'inquilino del terzo piano' di Roman Polanski. Devo proprio andare a vedere il film di Allen. Per finire, devo dire che faccio fatica a capire il Lambrusco. Sursum corda, Alberto.
Rispondi
Re: La cicatrice
di alberto biraghi [user #3]
commento del 21/09/2009 ore 21:3
Visto ovviamente, adoro il sommo Roman. L'ultimo lavoro di Woody Allen - a parte gli scherzi - è geniale, è tornato ai suoi momenti migliori, battute al fulmicotone, sto aspettando di poterlo rivedere in lingua originale. Sul lambrusco che non capisci, bè, siamo tutti imperfetti. Se posso, ti suggerisco il Terre Verdiane delle cantine Ceci, molto vinoso. L'ideale è berlo a Busseto all'Antica Salsamenteria Verdiana (sotto casa della mia amica e collega Gaia Maschi Orlandi, pronipote del Maestro) in ciotola di coccio bianco, fresco, con culatello e strolighetta. Oppure esci a Salsomaggiore, giri a sinistra sulla statale, cento metri avanti trovi Renato, sul lato desto. Compri il terre Verdiane, un pezzo di Parmigiano di montagna e una strolighetta di culatello, proti a casa il tutto e puoi sognare. Invece con i tortellini di Tamburini (io li faccio asciutti, al ragù, ma cotti nel brodo) suggerisco l'ottimo Sorbara Righi. Sono esperienze mistiche quanto una bella Les Paul. Sempre fresco, mi raccomando.
Rispondi
Re: La cicatrice
di Cukoo [user #17731]
commento del 21/09/2009 ore 21:4
Grazie, e viva Verdi.
Rispondi
Re: La cicatrice
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/09/2009 ore 22:3
Vi stavo sorvegliando, ovviamente dal cavallo... Sarebbe stato "more polite" avvertirmi, avendo citato la Guarra Civile Americana, ma vi perdono. Ritornando ai patri lidi, devo dire che mi è salito il colesterolo solo leggendovi. Particolarissima, sul piano lessicale, prima ancora che biochimico, l'idea di chimare "asciutti" dei tortellini precotti nel brodo. Bravi. Con buona pace di Condorelli (quello dell'elettrocardiogramma, non dei torroncini)....
Rispondi
Re: La cicatrice
di alberto biraghi [user #3]
commento del 21/09/2009 ore 23:2
Amico mio, hai ragione, avrei dovuto scrivere "asiutti". Comunque il metodo me l'ha dato il Tamburini stesso, là dietro via Clavature. Dunque li stavo comprando (la carta di credito già era terrorizzata, 45 euro al kg) e lui mi osservava sornione, quando presi il coraggio a quattro mani e gli posi la ferale domanda: "ma tu li fai solo in brodo"? Mi guardò storto, soppesandomi, poi disse con quell'accento che sa di Asinelli e Garisenda: "li puoi fare anche asiutti, al ragù, ma me li devi cuocere nel brodo di carne. Non mi usare brisa il dado, vè!". Ora faccio il mio ragù da 5 ore di cottura, prelevo dal freezer il brodo che ricupero dalla bouguignonne chinoise, ci faccio bollire i tortellini, aggiungo una noce di burro di panna Ocelli e una grattata di parmigiano reggiano di montagna. Roba da dimenticare anche la Telecaster maple neck.
Rispondi
Re: La cicatrice
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/09/2009 ore 23:3
Allora sì.... Prendo atto e taccio. Suppongo che la Maple neck vanga dimenticata a causa di una fugace ischemia cerebrale post-prandiale, ma taccio lo stesso. Dalle mie parti si dice "A tte e' meglio t'accattà 'nu vestito ca' te 'nvità a magna'...." Saggezza pratica napoletana, peraltro condivisa dalla tua carta di credito.
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Re: La cicatrice
di aria utente non più registrato
commento del 22/09/2009 ore 08:3
Alberto, ma come fai a mangiare così e rimanere in quasi-forma? Benedetto metabolismo. io ingrasso solo a leggere questi post... anzi, ingrasso pure se suono la chitarra... ora mi spiego perché tanto nuoto, bici, arti marziali...
Rispondi
Re: La cicatrice
di alberto biraghi [user #3]
commento del 22/09/2009 ore 08:5
Premetto che peso 14 kg più di quando pesavo quando mi feci scoppiare un piede preparando la maratona. I metabolismi con il passare degli anni rallentano parecchio. C'è chi come reazione ingrassa, incattivisce e cazzia i giovani (ovvero comincia a mostrare i sintomi di demenza senile) e chi prova a porre rimedio, tipo il sottoscritto. Alimentazione: il mio medico che è anche agopuntore mi ha dato alcune semplici regole: sveglia presto, niente dolce né caffè al mattino e poco carboidrato, pasto leggerissimo a mezzogiorno perché sono un notturno, sbraco serale ma consapevole. Ovviamente le eccezioni sono dovute. Moto: alla mattina almeno un'ora di ginnastica con tanto sudore. Io ho la fortuna di conoscere una gemma della cultura cinese, il Tit Sin Kuen creato da Tit Kyu Sam e arrivato fino a me direttamente da Siu-Lam (Shaolin nella romanizzazione del mandarino) attraverso Wong Fei Hung, Lam Sai Wing e Chan Hon Chung (mio maestro), quindi faccio quello che mi sveglia e mi accende il "ki"e poi un altro paio di forme minori. A giorni alterni mi alleno con sovraccarico di 14 kg totali a polsi e caviglie. Il tutto bevendo almeno un litro di tè dello Yunnan (ottimo perché attiva l'intestino con le note, positive conseguenze). Altro tè a iosa durante il giorno, prediligo gli Oolong, il delicato Loong Chin al pomeriggio e un magnifico Po Lei forte dopo pranzo. 2-3 volte alla settimana vado a correre, poco, massimo 40 minuti sull'erba, cercando di metterci delle salite per aumentare il carico di lavoro. Le mie ossa e articolazioni non tollerano di più Lavoro: ridurre i consumi per avere meno bisogno di denaro e poter lavorare meno e in modo più piacevole. Ultimamente ho rinunciato a lavorare per terzi faccio solo cose mie, che mi danno soddisfazione e un reddito sufficiente a condurre una vita normale. Altro: di notte cerco di dormire, leggere e/o fare l'amore. Rarissimamente mi collego a Facebook, mi piace troppo. Ma con moderazione. Una volta alla settimana suono col gruppo, 2-3 volte studio e strimpello a casa. Ah, la più importante: giro a piedi o in bici, non ho più l'auto, non fumo che è la prima causa di invecchiamento, rallentamento dei metabolismi e altre odiose conseguenze. In compenso a fare come me si diventa pedanti, come si evince da questa risposta :-D
Rispondi
Re: La cicatrice
di aria utente non più registrato
commento del 22/09/2009 ore 09:2
Premetto che peso 14 kg meno di quando ci siamo conosciuti. Il metabolismo con il passare degli anni migliora grazie all'Eutirox per la tiroide. Inizio a incattivirmi e cazzio i giovani (ovvero comincio a mostrare i primi sintomi di intolleranza senile). Alimentazione: il mio medico che non è agopuntore mi ha dato alcune semplici regole: sveglia presto, orzo al mattino e carboidrati, pasto normale da bruciare durante la giornata, a letto alle 21 dopo una cena frugale. Ovviamente le eccezioni sono dovute. Moto: alla mattina 5 forme di Seitei iai e 30 minuti di suburi con un boken da 1.5 kg. Io ho la fortuna di aver iniziato una gemma della cultura giapponese, lo Iaido (ometto il lignaggio della mia Scuola per farla breve), quindi faccio quello che mi sveglia e mi accende il "ki"e poi un altro paio di forme minori. Due giorni a settimana in palestra-dojo per tre ore almeno. Il tutto bevendo almeno un litro di tè verde giapponese (ometto le regioni di provenienza per farla breve). Altro tè a iosa durante il giorno e birra dopo le 19. Occasionalmente unisco alla spada la pratica dell'arco, sia intuitivo-occidentale, sia Kyudo (appena appena). non vado a correre, le mie ossa e articolazioni non tollerano più ma cammino volentieri per boschi. Non sono iscritto a Facebook. Giro a piedi, ho una Lada Niva sovietica a metano che non uso in città, fumo 5 sigarette al giorno e non uso saponi troppo chimici. In compenso a fare come me si diventa pigri, come si evince da questa risposta plagiarista :-D (e così i nostri amici accordiani ci conoscono un poco meglio...:-) su richiesta invio per mail cartella degli esami clinici. no perditempo)
Rispondi
Re: La cicatrice
di Cukoo [user #17731]
commento del 22/09/2009 ore 21:4
"Le ferite guariscono, ma le cicatrici crescono assieme a noi" disse un saggio, però occidentale.
Rispondi
tu cosa?!
di lorenzof [user #17952]
commento del 02/10/2009 ore 02:4
"lo Iaido" è uno scherzo vero?
Rispondi
Re: tu cosa?!
di aria utente non più registrato
commento del 02/10/2009 ore 06:5
perché uno scherzo? ho appena iniziato la scuola antica muso shinden...
Rispondi
Tough guy!
di lorenzof [user #17952]
commento del 02/10/2009 ore 02:4
Occazz, questa me l'ero persa!! Altro che Lambertucci ;-) ! Comunque questo post, (e una sbirciata fugace su barcelweb) mi porta una newws gradita: allora vi parlate! E vi interessa l'uno dell'altro! Amo quando accadono queste cose. Voglio dire: meglio nemici che ignorarsi! Io non so assolutamente niente dei motivi alla base dello split, anche se mi sono fatto un'idea dell'angelo barbuto. E non sto dicendo che mi piacerebbe se faceste alla pace, detta da me che ignoro è un'ipotesi sciocchina. Ma vedo che il periodo dello split più o meno coincide con quello della partenza del Glen. Che le due cose siano legate mi pare probabile. NB: non avrei dato uno straccio di possibilità a Woody, ma vado!
Rispondi
Re: Tough guy!
di alberto biraghi [user #3]
commento del 02/10/2009 ore 13:0
Io non ho nemici, quelli che avevo sono tutti morti :-D
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