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Stabilire l'esatta quantità di follia ammissibile

di lorenzof [user #17952] - pubblicato il 21 agosto 2009 ore 15:08

L'ho fatto di nuovo.

Una discussione folle come solo Pearly Gates sa scatenare è partita nel suo diario. Ci sono ricaduto, in un impulso che: dovrei forse frenare? Voglio dire, passano le ore quando uno si mette a scivere in quel modo.

http://people.accordo.it/journals/Pearly+Gates/2009/08/26125/so-che-non-centra-con-la-chitarra-ma-sono-inorridito.html

E' che ho qualche difficoltà con la rete in generale. Mi trovo a farne il mio oggetto di ricerca, strumento quotidiano di lavoro, e rischio sempre più spesso di veder trascorrere anche le mie ore di tempo libero, connesso.

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Ti capisco...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 21/08/2009 ore 17:3
fratello... ti capisco... il lavoro del programmatore sta diventando deleterio per me... quasi quasi mollo tutto e vado a fare pizze! yeah!
Rispondi
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/08/2009 ore 00:0
mmmmmm
Rispondi
Uhm....
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/08/2009 ore 01:4
Grosso problema, Lorenzo. Gli utenti "smaliziati" di computer, cioè quelli che non lo usano come si fa per il frigo, la televisione e il microonde, oggettivamente rischiano di rimanerci avvinti in un abbraccio perverso e rischioso, e tanto più se hanno l'alibi di usarlo per lavoro (la ricerca scientifica è un esempio molto calzante). Nella mia esperienza, tuttavia, quel che manca realmente è un'alternativa. Con l'industria dello svago (TV, cinema, musica e quant'altro) polirizzata su un genere nazional-popolare becero e demenziale, è difficile ritagliarsi un modo diverso di mantenere contatti col mondo. La rete ha il vantaggio di lasciarti credere che sei tu a scegliere cosa e quando farlo, ed il gioco è fatto. Personalmente la sera non guardo più TV e resto in rete per ore. E' patologico, ma non ci sono moltissime alternative. Gli hobby (e la musica è tra questi) possono esserlo, ma anche questo, a meno che non si suoni in gruppo e in pubblico o non si utilizzino gli hobby stessi come sistema di interazione con gli altri, è tutto sommato una forma culturalizzata di autismo. Credo che a questo punto tenterò di dorrmire (soprattutto perchè come sai vengo da un tour de force di 30 ore), ma ti confesso che questo tuo post (che non avevo notato prima) mi ha fatto pensare.
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