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La tristezza necessaria della fase consolidatoria (e però)

di Ozkar [user #777] - pubblicato il 12 luglio 2009 ore 13:01

Sono molto triste per quello che sta accadendo questi giorni in Accordo.

Mi dispiace che parecchi iscritti "storici" o diventati tali abbiano fatto fagotto.

Mi dispiace che oggi parecchie discussioni non siano più sulla Jim Reed, sui legni bucherellati della Gibson, ma sulla presunta "censura"

E PERO':

Di discussioni così ne ho viste milioni (anzi: zilioni e zilioni, come si scriveva quando eravamo goliardici). Qualcuno si ricorda di quando il sistema era a commenti moderati? Di quando si andava sotto zero e i commenti sparivano? Delle gragnuole di "detto e ridetto", di "fuori tema", delle faide, dei troll? Sono l'unico utente a tre cifre, da queste parti? L'unico che si ricorda quelle defezioni?

Il livello qualitativo di Accordo tutto è cresciuto radicalmente. Dei quasi 20 mila utenti a me frega poco o nulla (fregherà agli inserzionisti, non a me). La qualità conta, non il seguito. Il pezzo sul suono di Gilmour è stata una delle cose più belle e da rivista "matura" che ho letto da mesi a questa parte. Non ci sono santi. E' una cosa che leggono tutti, dall'inizio alla fine. Che interessa a tutti. Cioè, è un buon articolo.

Capisco Alberto e le sue esigenze di garantire quadratura a una "cosa" che oggi è una rivista, non un forum, e soprattutto ha inserzionisti.

Sui giornali c'è la pagina delle lettere, ma ciò non vuol dire che si pubblica qualunque cosa venga spedita in redazione (e non avete idea di che diavolo arrivi sulle scrivanie di un giornale). E il lettore del quotidiano non si sente "censurato" per questo, mitomani a parte.

(I commenti, ma anche gli articoli, sono, formalmente, "contributi dei lettori", cioè pari legalmente alle "lettere al direttore": così mi spiegò Alberto quando chiesi lumi sul nuovo assetto ai sensi della legge sulla stampa. Che poi siano mesi che mi chiedo perché gli articoli - al contrario dei commenti - non vengano pagati è un altro paio di maniche, ma andremmo troppo lontano)

PERCIO'

Ciò che mi viene in mente è che Accordo sta attraversando quella fase consolidatoria della rivoluzione in cui di necessità l'insurrezione deve farsi Stato proprio per mettere in pratica i princìpi per cui essa stessa è esistita.

Triste, ma necessaria. Altrimenti ci siamo divertiti, e arrivederci e grazie. E molti - e li rispetto - l'hanno pensata, la pensano, e la penseranno così.

 


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Varie
di alberto biraghi [user #3]
commento del 12/07/2009 ore 13:1
Dovrei cominciare col luogocomune "la ringrazio per questa domanda che mi dà la possibilità..." ma evito. In poche parole: hai descritto la situazione. Purtroppo la Rete consente a chiunque di dire la prima cosa che gli passa per la capoccia, anche se è falsa, ingiusta, superficiale. Visto l'investimento, questo non lo possiamo né vogliamo consentire: già abbiamo la concorrenza che spara fango in pubblico e in privato per screditare il nostro lavoro, ci manca solo di stare a subire qui persone che dicono "fascista", "censura" e "Mussolini" perché si rimuovono post inutili, OT, che inquinano gli articoli e distruggono il dibattito. Stiamo provando a dirlo in tutti i modi: c'è un problema? Scrivi alla redazione e il problema si risolve. Alcuni lo fanno, altri scoprono l'acqua calda e scatenano una crociata del tutto sproporzionata al fatto (credimi, nella vicenda PRS c'è stata solo un po' di superficialità da parte dell'autore, in assoluta buonafede). Da tempo stiamo ragionando sul tema commenti, che l'esplosione di iscritti e il calo verticale dell'età media ha reso problematici da gestire. Proveremo a tornare a un sistema di automoderazione da parte della comunità, che faccia tesoro dell'esperienza di Accordo 1.0, speriamo che serva. Altrimenti dovremo, obtorto collo, deciderci a chiuderli o moderarli. Stiamo ragionando anche sui diari, che in questo momento per Accordo costituiscono per la maggior parte un costo e a volte un danno, a fronte di un piccolo vantaggio (sembrerà strano, ma il consumo di banda attribuito ai diari è generato da una percentuale minima di utenti). A noi fa piacere metterli a disposizione di una microcomunità che li utilizza volentieri, ma se devono diventare una bomba a orologeria è chiaro che vanno ripensati. Sul pagare le collaborazioni: quest'anno Accordo dovrebbe chiudere in utile il bilancio. Se tutto va bene il giro d'affari della Accordo.it srl sarà di poco inferiore a 100mila euro, un buon 30% sotto il budget a causa della crisi che ha colpito duro sul nostro settore. La gran parte servirà a coprire i costi arretrati di sviluppo e i costi di gestione in essere (sostanzialmente l'hardware, la manutenzione del software, i piccoli aggiornamenti e i collaboratori fissi). L'eventuale utile sarà accantonato in attesa del progetto Accordo 3.0 a cui cominceremo a lavorare a settembre. La mia (personale) idea è avere due livelli di contenuti: uno "pro" selezionato e retribuito che passa sempre in HP e uno "free" di cui passa in HP solo occasionalmente. La retribuzione di entrambi sarà legata alla disponibilità.
Rispondi
Re: Varie
di Ozkar [user #777]
commento del 12/07/2009 ore 13:5
Tutto molto interessante, e ti ringrazio della risposta rapida. Qualche parere sparso: Secondo me l'automoderazione non può più funzionare. Troppi. Qualunque pischello col dito facile può silurare commenti di qualità solo perché scritti da "matusa". Prima ci conoscevamo tutti, o quasi. Oggi rabbrividisco quando leggo commenti senza punteggiatura, o irti di K, o onomatopee o "ciaoooooo". Chiudere i commenti significa chiudere Accordo. Secondo me una moderazione dall'alto, ragionata, può essere la scelta giusta e meno ipocrita. Ma significa, per non impazzire, allargare la "redazione" vera e propria, perché attribuire, per dire, poteri di moderazione a chi ha karma molto elevato creerebbe cani automorsicatori della coda (attribuiamo, come una volta, un "voto" ai commenti, questo va ad alzare il karma; qualcuno capisce che si può impallinare un "nemico" abbassandogli il karma; e si ricomincia. E non voglio pensare alle "cordate" di moderazioni positive per portare al "potere", legalmente, il troll di turno). Chiudere i commenti significa passare di fatto a scrivere un giornale cartaceo. Esiste già, si chiama Chitarre. E non a casa c'è la partnership. Chiudere i diari secondo me è un errore: proprio nell'ottica di un irrigidimento del sistema dei commenti, mantenere aperta la porta dei diari è a mio avviso fondamentale per non snaturare il tutto. Possono essere loro, i diari, in un regime di commenti chiusi o moderati, lo "sfogo" dei lettori-utenti. Così salvi capra e cavoli: il salotto è in ordine per gli ospiti (leggi: gli inserzionisti), e dietro una porta ammassi il casino, il disordine, ma anche tutte quelle amate cianfrusaglie che non butteresti mai perché gli vuoi bene.
Rispondi
censura
di E! [user #6395]
commento del 12/07/2009 ore 15:4
Chiudere i diari sarebbe una scelta impopolare.. Certo, se è necessario.. Sarebbe però interessante limitarne l'uso (per esempio vietando di scrivere la qualunque ogni 2 giorni sul proprio diario). Io sono comunque a favore di una censura "dall'alto" sugli interventi, unico rimedio per evitare che qualcuno si inserisca nel dialogo che c'è tra altri, cercando di dare semplicemente fastidio senza introdurre argomenti (e possibilmente offendendo pure i diretti interessati).
Rispondi
Re: censura
di sb17 [user #19969]
commento del 12/07/2009 ore 16:4
"Censura"? Ma di cosa stiamo parlando? Della censura che "impedisce di divulgare informazioni ed esprimere opinioni contrarie a quelle del potere esecutivo attraverso il divieto di trattare taluni argomenti o attraverso il controllo preventivo dei contenuti divulgati" o della censura che "ha lo scopo di impedire che messaggi ritenuti moralmente scorretti, offensivi, volgari o altrimenti sconvenienti possano raggiungere il pubblico o farlo in modo indiscriminato"?
Rispondi
Re: censura
di E! [user #6395]
commento del 12/07/2009 ore 17:0
Come diceva QUELO.. La seconda che hai detto.
Rispondi
Amen
di mrc.mgg [user #198]
commento del 12/07/2009 ore 19:3
Ciao Ozkar, mi prendo un po' di spazio nel tuo diario perchè quello che hai scritto rispecchia in pieno anche il mio pensiero, così come il primo commento di Alberto . E poi per rassicurarti con un numero utente inferiore al tuo (Alberto mi scuserà ma non riesco a considerarlo un "utente"). Non entro nel merito del post della PRS perchè l'ho recepito solo a posteriori. Ma sono convinto che non sia importante, che il fumo sia stato infinitamente di più dell'arrosto, o, per usare un'altra frase fatta, si sia ancora finito per buttare via il bambino assieme all'acqua sporca. Ne approfitto solo per fare alcune considerazioni, senza necessariamente una logica. Primo. Anche stavolta quelli che se ne sono andati (e che spero torneranno) erano tra quelli che più erano presenti e portavano dei contributi; utenti il cui senso di appartenenza alla comunità era più radicato,e che forse per questo si sono sentiti maggiormente feriti dalla cancellazione dei posts. Forse è vero che "sono sempre i migliori che se ne vanno" :-(. Secondo. Nel suo diario Oliver ha scritto: "...questa comunità ha a volte la necessità di maturare. La crescita è stata così rapida ed esponenziale che la maturità media forse non è riuscita a crescere di pari passo". Al momento, nessuna risposta, se si eccettua quella di Alberto (vedi sopra). Scrissi esattamente la stessa cosa mesi fa, credendo che mi sarei attirato una serie di strali. Nessuna risposta. Mi chiedo: quanti dei 20.000 utenti attuali considerano, o hanno avuto il tempo di considerare, Accordo come qualcosa di cui fare parte, da salvaguardare, da coltivare e da condividere, piuttosto che un sempice megastore vituale di musica e chitarre ?. Se leggi i commenti è difficile trovare utenze non solo a tre, ma anche a quattro cifre: il turnover è probabilmente parecchio aumentato, Alberto conferma che l'età media è diminuita: aumenta la superficie, diminuisce lo spessore. Terzo. Alberto in un altro diario parla di "maggioranza silenziosa". Consenziente. Io tempo fai parlai di "minoranza silenziosa". Dissenziente. Però ultimamente capita di leggere di utenti che preferiscono non postare o postare solo nei diari, per evitare il clima generale delle discussioni. Se a questi adesso si aggiunge un'altra serie di persone che non posterà più, Accordo è sempre più articoli in homepage e sempre meno discussione costruttiva. Il che, giusto o sbagliato che si consideri, credo sia ormai invitabile, e forse è anche una scelta redazionale. Tu mesi fa scrivesti: "...c'è molta gente che per anni è andata nel pub di qualità, dove il gestore ti conosce, ti offre il whisky buono e te lo spiega, dove si parla di cose belle in compagnia, e non devi alzare la voce per superare la musica a palla. E' la stessa gente che ha paura che sia diventato un pub da comitive. E il titolare ti dice che è meglio, che prima non alzava una lira e ora guarda quanta gente, non c'ho un tavolo libero di mercoledì sera, e hai visto che gnocche le cameriere, e guarda che il whisky buono c'è ancora, basta che me lo chiedi, io mica l'ho buttato - dice il gestore - e anzi così magari c'è pure il ragazzino da mojito che per sbaglio l'assaggia e cambia idea... Sì, vabbè. Ma non è lo stesso pub. E' ancora il posto dove si beve meglio in tutta Trastevere, ci continuerò ad andare. Però lo capisco chi non ci si ritrova più..." Ho conservato queste parole perchè per me hanno un significato (puoi reclamare i diritti di copyright), e forse ce l'hanno anche per altri utenti a tre o quattro cifre. Ogni volta che le leggo provo un'emozione. Però credo che questa sia un'altra occasiona per andare avanti. L'Accordo di prima non ci sarà più. Punto. Ma forse ce ne sarà uno migliore. Anzi, ce n'è già uno migliore, nella qualità degli articoli, nelle prove filmate e comparate, nelle tempestività della copertura di eventi importanti. Di questo alla Redazione bisogna rendere merito senza ombre di dubbio. La democrazia poi è un'altra cosa e qui c'entra come i cavoli a merenda. Forse bisognerà spostare l'aspetto più "personale" del vecchio Accordo ai diari, a SHG, ai GGC e ad altre occasioni dove oltre ad un nick ci possa essere un nome, un volto, un sorriso e una birra. Come di ci tu, può essere triste, ma necessario. Buon viaggio. Come da titolo. Marco
Rispondi
Re: Amen
di Ozkar [user #777]
commento del 12/07/2009 ore 21:2
Wow, sono abituato che con quello che scrivo di solito il giorno dopo ci si incarta il pesce o ci si scende col cane... "Però ultimamente capita di leggere di utenti che preferiscono non postare o postare solo nei diari, per evitare il clima generale delle discussioni... Accordo è sempre più articoli in homepage e sempre meno discussione costruttiva. Il che, giusto o sbagliato che si consideri, credo sia ormai invitabile, e forse è anche una scelta redazionale". Parole sante. E va anche bene così, probabilmente, e va nella direzione che profila Alberto (e che mi azzardo a completare io): articoli chiusi al commento, o con commento a moderazione forte; relazioni "calde" e dibattito sui diari. Insomma, per tornare al pub di Trastevere, si tratta di distinguere sala e privè... "La democrazia è un'altra cosa e qui c'entra come i cavoli a merenda". Perfettamente in linea. Gabriele
Rispondi
Descrizione pressoché fotografica
di luvi [user #3191]
commento del 12/07/2009 ore 20:3
della situazione, che mi trova completamente concorde! Non ho consigli precisi da dare riguardo al da farsi, ma credo che Alberto, Luca e gli amici della redazione sapranno trovare il giusto equilibrio nelle scelte future. Anche a mio parere l'eliminazione dei diari non è probabilmente la giusta via. Credo piuttosto che sia necessario come non mai parlare, spiegare, comunicare ancora diffusamente e pubblicamente cosa sia il nuovo Accordo e cosa non intenda essere. Magari potrebbe essere proprio una voce "ufficiale" (o più voci) a farlo, nonostante dovrebbe essere dato ormai per scontato, perché pare proprio che non lo sia, vuoi per il "turnover", vuoi per il fatto che anche molti utenti di vecchia data non se ne sono resi conto, come dimostrano anche i fatti recenti... In fondo, basterebbe tener presente le dichiarazioni di intento e quel che il regolamento stabilisce per evitare reazioni tanto radicali... a meno che non ci siano motivazioni "altre", ruggini pregresse o spinte estranee, a far reagire in tal modo anche utenti che non immagineresti mai potessero abbandonare alla prima incomprensione. Certamente, far passare il concetto che Accordo è una rivista commentata e non un forum non è semplice e temo che non lo sarà ancora per lungo tempo. Le innovazioni pagano sempre un prezzo, del resto! ;-)
Rispondi
Sono d'accordo con A
di hivez [user #9272]
commento del 12/07/2009 ore 21:1
Sono d'accordo con Alberto sulla divisione di contenuti pro e free, secondo me è la soluzione che offre il compromesso migliore, tra esigenze di inserzionisti, utenti e semplici lettori. Permetterebbe credo, anche un lavoro meno frenetico da parte della redazione e sicuramente minori occasioni di fraintendimenti, discese in campo per ribadire la buona fede di questo di quello, casini vari, ecc.. situazioni poco piacevoli insomma; I diari non li toccherrei, sempre che ragioni di gestione o tecniche non fossero decisive,almeno per me sono un 'aspetto di "appartenenza" importante per gli utenti attivi; per finire .. soprattutto dialogo pace mauro myspace/cybillsheperd
Rispondi
Mi ricordo
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 12/07/2009 ore 22:5
Di quello che descrivi - su cui concordo - mi ricordo soprattutto le faide. E l'ostracismo. Erano e restano cose indegne. Oggi va meglio; per ottenere questo, tutti abbiamo rinunciato a dire - per citare Alberto - la prima cosa che ci veniva in testa. Non è stato facile, ma se l'abbiamo fatto noi - io sono a due cifre - lo possono fare tutti. In effetti, qui ora si può parlare di chitarre e affini. Poter parlare di chitarre senza scannarsi, non ha eguali. Per tutto il resto, c'è Facebook :-D (scazzi inclusi). Ciao, M
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