Situazione ipotetica, semplicistica e caricaturale, ma dice il vero.
Siamo all'Aquila (x esempio).
Mamma e papà hanno il figlioletto svogliatello di 27 anni disoccupato, e in paese c'è il politicante di turno che da bravo si spiana la strada facendo favori in cambio di voti. Ovviamente vendendo una merce non sua, il bene pubblico.
Il porco (in questo caso sinonimo di politico) favorisce una società edilizia X in qualche appalto, in cambio di voti o altro (avviene sempre: saprete che quasi non c'è sindaco che non sia appoggiato da una ditta di costruzione).
I genitori riescono a comunicare col politicante, che in cambio di voti e fedeltà mette la buona parola per far assumere il loro figlioletto nell'impresa X di prima.
La famiglia sarà grata e fedele al porco di turno, gli darà del benefattore.
Il risvolto tragico: quella ditta X è coinvolta nei lavori alla casa dello Studente, e visto che è protetta dal porco di turno, si permette di "risparmiare" sui materiali, e quando manda il progetto in comune per farlo approvare, si chiude qualche occhio sui dettagli che sembrano un pò sospetti. Non ci saranno ispezioni, magari, se non particolarmente sbadate, o dietro un tavolino apparecchiato.
Grazie all'ottimo operato dell'intera comunità connivente -non solo del politico o dell'azienda- al primo terremoto ci scappano i morti.
Questo è quanto ci accade giornalmente.
Permettiamo che si venda il nostro futuro, e lasciamo correre in cambio di un piatto di lenticchie.
Guardate Ceppaloni, un paese con un re chiamato Mastella che spaccia favori sfruttando l'Italia e incassando la fedeltà della gente a cui in realtà ha rovinato il futuro. C'è un pò di Mastella in tutti noi.