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Il trasform(attore) di uscita

di dalo [user #18107] - pubblicato il 24 aprile 2009 ore 18:23
So pochissimo di elettronica e di sistemi di amplificazione a valvole. Però ho un amico esperto (ritengo) audiofilo che la mattina si lava i denti con il saldatore a stagno e che coltiva bulbi termoionici nell'orto.

Poco tempo fa gli ho ho chiesto: "Dai, ti prego, fammi un ampli a valvole per chitarra. Guarda, ti ho portato anche uno schema di una testata Marshall vintage....dai dai, ti prego"
Ha dato una rapida occhiata allo schema e mi ha risposto, ieratico ed ineffabile: "Si, si può fare. Però c'è un grosso problema".
Dico io: "Grosso problema? Ti riferisci ai componenti? Non ti preoccupare, fammi la lista della spesa, dimmi solo dove andare che ci penso io. Voglio il meglio però, eh. Super valvole, le migliori per un bel suono pastoso e rotondo! E poi, collegamenti point to point, eh mi raccomando"
"Point to point? E per forza, come cavolo te lo faccio se no, su una scheda stampata? Non dire cavolate, noi lavoriamo sempre point to point, è il sistema più semplice. No, no, non è quello il punto. Il problema è il trasformatore d'uscita"
"Il trasformatore d'uscita??? In che senso?" faccio io allibito.
"E' un grosso problema. Tu che suono vuoi?" mi fa.
"Te l'ho detto, ricco, morbido pastoso. Come deve essere un suono valvolare! Andiamo, su. Che valvole ci mettiamo? 18 svetlanone suadenti?"
"Ma guarda che le valvole influiscono sul timbro sonoro per non più del 30%", mi fa lui laconico.
Rimango un pò interdetto li per li e poi gli dico "E va bene, ok. Mettiamoci uno stupendo trasformatore d'uscita. Dimmi tu."
"Si, ma che suono vuoi? Se metto un trasformatore ultralineare la tua LP suonerà da schifo, o giù di lì. Per non parlare dell'alimentatore. E meglio che ci pensi un pò su"
Decisamente confuso, torno a casa, consulto un pò di materiale in rete e trovo la conferma.
Il trasformatore di uscita in un amplificatore a valvole per chitarra è, molto più delle valvole (alcuni sostengono fino al 90%), determinante e responsabile del timbro del suono in uscita dall'altoparlante.
 
Se è così, perchè nessuno ne accenna mai quando si parla di amplificatori a valvole?
 

Perchè si tende invece a descrivere minuziosamente il grado di incandescenza dei tubi, la tipologia di materiale della membrana dei coni, l'accoppiamento delle valvole, la provenienza e la qualità del vetro di cui sono fatte, piuttosto che riconoscere che il proprio ampli suona da Dio perchè è azzeccato il trasformatore d'uscita?
Perchè nessuno dice "Sono andato in negozio e o provato 7 trasformatori di uscita. Ho preso quello che suonava da Dio?

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Scusa ma non potevi farti spiegare meglio dal tuo amico?
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 24/04/2009 ore 19:0
===Perchè nessuno dice "Sono andato in negozio e o provato 7 trasformatori di uscita. Ho preso quello che suonava da Dio?=== Perchè non sono cose vendono tutti anzi quasi nessuno. Io sinceramente non conosco 7 diversi produttori di trasformatori. Ne so un paio che fanno buoni trasformatori retrofit. Ci sono tante cose che contano per il risultato finale, per esempio anche i condensatori contano, e cmq sono troppe per elencarle. La cosa più semplice è prendere il progetto di un ampli storico che ti piace e replicarlo. Cmq primo bisognerebbe almeno sapere se vuoi un classe A o A/B che potenza vuoi e che valvole di potenza ti piacciono.
Rispondi
Re: Scusa ma non potevi farti spiegare meglio dal tuo amico?
di dalo [user #18107]
commento del 24/04/2009 ore 21:5
***Cmq primo bisognerebbe almeno sapere se vuoi un classe A o A/B che potenza vuoi e che valvole di potenza ti piacciono*** Il punto è proprio questo. Secondo la mia tesi sarebbe più opportuno chiedersi non tanto che valvole di potenza ti piacciono, bensì che tipo di trasformatore ti piace.
Rispondi
Beh...forse è davvero così...
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 24/04/2009 ore 19:0
...è la stessa cosa che mi disse più o meno tre anni fa un fonico a proposito della particolare sonorità delle chitarre reggae... "I chitarristi giamaicani usavano ampli americani di importazione...ma questi ampli erano stati progettati per lavorare a 60 Hz, ovvero la frequenza AC delle linee elettriche americane...mentre in giamaica la frequenza è leggermente inferiore. Morale della favola: Lo stesso ampli suona in modo molto diverso nei due casi." ....francamente non ho sufficientemente competenza in materia per dimostrare il contrario...mi è capitato tuttavia di scambiare due chiacchiere con chitarristi più esperti di me sull'argomento e sembrerebbe che l'alimentatore conti davvero tanto nel suono di un ampli...molto più di quello che pensiamo!
Rispondi
Re: Beh...forse è davvero così...
di valeriomas [user #8328]
commento del 27/04/2009 ore 13:3
Quindi noi che in Italia abbiamo 50Hz dovremmo darci tutti al reggae? :)
Rispondi
se ti puo' essere utile
di nick74 [user #15609]
commento del 24/04/2009 ore 21:1
I più costosi perche' ritenuti i più adatti a sostituire potenziare anche gli amplificatori vintage sono i mercury magnetics. In Italia per rapporto qualita'/prezzo li trovi da elettronica novarria! Buona autocostruzione
Rispondi
Il finale del mio po
di dalo [user #18107]
commento del 24/04/2009 ore 21:5
Il finale del mio post era volutamente paradossale. So bene che il trasformatore d'uscita non è il componente a dare a tutto il sistema l'impronta timbrica definitiva. Intendevo semplicemente sostenere, solo sulla base delle frammentarie informazioni che ho e dai bigini che ho letto, che nel complesso di una circuitazione a valvole il trasformatore di uscita influisce in maniera decisiva sul suono. Molto più che le valvole od altri componenti che invece, troppo spesso, vengono ritenuti, credo, erroneamente il "fulcro" del sistema.
Rispondi
Secondo me
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 27/04/2009 ore 10:2
Hai letto male. Mettiamo che si possano scambiare i trasformatori di un fender e un marshall ciò che i prarametri elettrici lo permettano. Non è che il fedner suonerà da marshall e viceversa. In ogni caso è un problema inutile da porsi perchè: 1) le marche di trasformatori in commercio sono poche per il DIY, quindi ti becchi quello che passa il convento 2) in ogni caso ti devi fidare del costruttore perchè non hai i mezzi per poter controllare l'effettiva qualità o le caratteristiche elettriche. 3) Chi costruisce gli amplificatori professionalmente si fa costruire i trasformatori su misura così come a volte gli speakers. Mi sa che i tuol amico vuole ciurlare nel manico, tanto non hai gli strumenti culturali per contraddirlo.
Rispondi
Re: Secondo me
di dalo [user #18107]
commento del 27/04/2009 ore 12:3
No, non credo che il mio amico stia ciurlando nel manico per via della mia scarsa conoscenza. Il punto è un altro. Il mio amico ha conoscenze dei sistemi valvolari Hi-Fi ed il fatto che io gli abbia chiesto un ampli a tubi per chitarra lo ha messo in "difficoltà" proprio per il fatto che un ampli per chitarra, costruito con i componenti per per un sistema Hi-Fi, avrebbe suonato malissimo. Anzi, di più, avrebbe un suono che noi chitarristi amanti dei sistemi a valvole non avremmo neanche, forse, riconosciuto come tale. Perchè? Perchè, per esempio, il TU di un sofisticatissimo sistema a valvole per Hi Fi deve essere pulitissimo (ultralineare ?) invece quello per un ampli per chitarra deve "sporcare", e di molto il segnale. La modalità, la natura, la quantità di questo "sporcamento" del segnale da parte del TU su un ampli per chitarra conferisce al suono la tipica personalità che risconosciamo e che cerchiamo noi chitarristi in un amli a valvole. E' proprio in base a questo assioma che sostenevo la mia tesi ed è per questo che il mio amico mi ha messo in guardia. Ci sarebbe poi anche da discuisire sull'alimentatore. Ma non mi azzardo....
Rispondi
Re: Secondo me
di valeriomas [user #8328]
commento del 27/04/2009 ore 13:3
La differenza fra un ampli per HI-FI ed un'ampli per chitarra non risiede solo nel trasformatore d'uscita. La differenza risiede principalmente nel progetto dell'ampli stesso (pre, finale, equalizzazione, rete di retroazione, ...) perche' questo, nel caso HI-FI deve amplificare un range di frequenze molto piu' esteso in maniera lineare. Se prendi un plexi e gli monti un trasformatore d'uscita ultralineare per HI-FI (compatibile elettricamente) non penso proprio che vai a perdere la timbrica Marshall ed una LP suoni da schifo. Probabilmente e' vero il contrario. Se monti un TU da chitarra su un ampli HI-FI, allora si' che farebbe schifo. Ciao, Valerio.
Rispondi
Il trasformatore d'u
di sebastian [user #3527]
commento del 27/04/2009 ore 12:5
Il trasformatore d'uscita può rappresentare una buona parte dell'impronta sonora di un ampli ma non è la chiave per ottenere QUEL determinato suono. Ci sono fattori molto piu limitanti timbricamente,e difficili da capire e riprodurre,e per questi motivi,molto poco conosciuti.Questi sono: -impedenza alimentatore anodico -elettrolitici di filtro anodico -distribuzione delle masse del circuito -layout generale del circuito Variando questi fattori il suono di un amplificatore viene letteralmente sconvolto,mentre variando solo un trafo di uscita su un ampli commerciale,il risultato non varia moltissimo (entro i limiti del "trafo idoneo"). Vi siete mai chiesti perchè se su una plexy si brucia un trafo e lo sostituiamo con uno "X" piu o meno il sound rimane comunque,mentre se proviamo le miriadi di cloni Marshall sul mercato,suonano tutti peggio della piu venuta male reissue Marshall? A volte becchi il prodotto valido,a volte becchi il prodotto che non suona lontanamente da Marshall.Questo è una cosa molto frequente,ed è causata da variazioni di componenti,layout ecc ecc,non di trafo di uscita (spesso perchè questi cloni montano trafi uscita cloni perfetti dell'originale). Un altro mito da sfatare,molti trafi di uscita da chitarra non sono poi malaccio,elettronicamente parlando.I trafi che sporcano molto il segnale in genere sono relegati al campo degli ampli di piccola potenza ,mentre molti 100 watt hanno trafi di uscita con buone prestazioni,non molto lontane dall'hifi.Diciamo che comunque in tali ampli,il trafo uscita non distorce il segnale,si limita a colorarlo leggermente a modo suo sugli estremi di banda.Tendenzialmente i trafi british hanno risposta in frequenza meno accurata di altri trafi di ampli americani,ma hanno prestazioni e picchi di potenza erogabile maggiore;suono piu rude quindi.... Seba
Rispondi
Re: Il trasformatore d'u
di dalo [user #18107]
commento del 27/04/2009 ore 13:3
Grazie per il prezioso contributo. Aggiungo il tuo post ai miei "bigini" di elettronica. Ma già che ci siamo, visto che mi sembri ferrato, ne approfitterei per (ampli)are il dibattito su un altro componente che mi risultava, come anche tu sembri confermare, importantissimo per ottenere il tipico suono che noi adoriamo. Parlo di ciò che tu definisci l'impedenza dell'alimentatore anodico. Intendi, in buona sostanza, lo stadio di alimentazione nel suo complesso? Chi sostiene che sugli ampli per chitarra non siano mai montati alimentatori "SERI" (??) perchè non servono, anzi sarebbero controproducenti, ai fini della botta tipica degli ampli che noi amiamo, dice cavolate?
Rispondi
Re: Il trasformatore d'u
di sebastian [user #3527]
commento del 27/04/2009 ore 13:5
No,non dice cavolate in quanto spesso se gli sbattiamo un sistema di alimen tazione ultrarigido,potentissimo ecc ecc,spesso otteniamo un sound molto "harsh" ,asettico. Spesso però trasformatori non molto ben dimensionati,negli ampli vintage,si accompagnavano a condensatori di filtro che i moderni caps si sognano come prestazioni in corrente (i vecchi caps eran grossi e ingombranti,bigger is better....)
Rispondi
Re: Il trasformatore d'u
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 27/04/2009 ore 17:3
Cmq ti stai fissando su un dettaglio, l'amplificatore va visto nel complesso. Vuoi un consiglio? Comprati un kit che replica un ampli dei "bei tempi" e fattelo montare dal tuo amico. Così almeno sei sicuro che tutto combina componenti e tutto e alla fine avrai un ampli che suonerà bene ed avrà un suono che molto simile all'ampli storico del progetto scelto. Non fare l'inventore. Per intenderci: vuoi un bluesbreaker, un vibrolux, un tweed un black face,? guarda qua: vai al link Sennò non ne vieni a capo.
Rispondi
Re: Il trasformatore d'u
di dalo [user #18107]
commento del 28/04/2009 ore 11:0
Grazie, questi di Cariatone non li conoscevo.
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