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Trasformatore d'uscita: secondari multipli

di valeriomas [user #8328] - pubblicato il 30 marzo 2009 ore 15:39

Mi rendo conto che questo e' un post forse un po' troppo specifico, pero' magari qualcuno che mi sappia dare delle buone dritte lo trovo.

Premessa: il mio obiettivo e' quello di costruirmi una testata a valvole da 50W (monocanale). Dopo avere passato qualche mese a documentarmi per bene, finalmente sono passato alla pratica partendo dalla costruzione dei trasformatori (TA e TU) e dell'induttanza di filtro. Il trasformatore di alimentazione OK: mi e' venuta fuori una belva da 5,5kg ma a parte il peso forse un po' eccessivo (e' progettato per avere un flusso molto basso ed ho abbondato col diamentro dei conduttori) funziona egregiamente. I dubbi mi assalgono ora che passo al trasformatore d'uscita.

Vorrei avere la possibilita' di poter scegliere fra diverse impedenze dello speaker (4, 8, 16). Sono necessari quindi tre avvolgimenti secondari collegati in serie fra loro.

PROBLEMA: ho letto che il fatto di utilizzare solo un secondario alla volta lasciando gli altri due inutilizzati (non connessi ad un carico) peggiora la resa audio.
Non ho capito bene la ragione. In teoria dovrebbe variare leggermente l'impedenza riflessa al primario, ma comunque dovrebbe essere poca cosa.
Per ovviare il problema esistono delle modalita' di interconnessione dei secondari che non lasciano alcune spire inutilizzate: gli svantaggi di questa soluzione, pero', sono un maggior numero di spire secondarie e l'impossibilita' di avere precisione assoluta nella determinazione delle impedenze (si ottengono ad es. 3,9 - 7 e 15,7 ohm).

VENGO ALLA MIA RICHIESTA DI AIUTO: esiste qualcuno di voi che ha potuto valutare tali differenze nella resa audio? Se invece di utilizzare un TU con secondari multipli se ne utilizza uno con una singola uscita le cose migliorano?

Devo decidere se fregarmene e realizzare tre secondari per le tre diverse impedenze, oppure adottare soluzioni complesse pena una maggiore difficolta' costruttiva e valori di impedenze non precisissimi.

Dato l'argomento un po' troppo specialistico non mi aspetto di essere sommerso dagli interventi, ma spero comunque di ricevere qualche illuminazione da qualcuno che si e' imbattuto in queste problematiche.

Ciao e grazie a tutti, Valerio.


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Io
di smilzo [user #428]
commento del 30/03/2009 ore 17:1
Io ho sempre lasciato sconnessi i sec non utilizzati. Non ho esperienza nel campo, ma penso che costruendo un amplificatore non avrai difficoltà ad aggiustare il suono a tuo gradimento. L'esattezza delle impedenze non impedisce il buon suono, anche perchè quello che si dovrebbe guardare è la risposta in frequenza e non quella minima, necessaria per un funzionamento tecnico...
Rispondi
Re: Io
di valeriomas [user #8328]
commento del 30/03/2009 ore 23:0
La mia convinzione e' che questo discorso che lasciando sconnessi i secondari non utilizzati la resa sonora del TU peggiori e' una delle tante pippe mentali degli audiofili malati di HI-FI. Sicuramente c'e' fondamento, ma ai fini pratici (soprattuto in ambito chitarristico) non se ne apprezza la differenza (secondo me). Magari poi trovo qualcuno che ha avuto modo di fare qualche prova e mi smentisce. Sono d'accordo con te. Da un lato bisogna comunque appoggiarsi a fondamenti teorici, dall'altro, per trovare un suono soddisfacente, accorre provare, provare e provare. Ciao, Valerio.
Rispondi
Re: Io
di smilzo [user #428]
commento del 31/03/2009 ore 09:3
Ci sono differenze che gli strumenti rilevano, ma che l'orecchio non percepisce... magari è una di queste. Oppure ci sono differenze all'orecchio, ma gli strumenti non le rilevano: è capitato anche questo, probabilmente per l'iadeguatezza o il cattivo uso dello strumento di rilevazione! I trasformatori, se fatti bene, lasciano passare frequenze non udibili (vedi specifiche Hiwatt). Però a noi chitarristi quando arrivano a 5/10kHz... è tutto oro che cola. Anzi, alcuni affermano che il suono è più rotondo, più dinamico, più bello. Realizza il tuo progetto attorno al trasfo, vedrai che ne uscirà un bel suono. Prova a contattare Seba, BRBS amplification. Mi sembra abbia diverse informazioni sui vari trasformatori utilizzati da Marshall e loro evoluzioni. Buon lavoro!!! :)
Rispondi
Re: Io
di valeriomas [user #8328]
commento del 31/03/2009 ore 13:4
Esatto. Il fatto e' che farsi degli sconti in fase di progetto e' un lusso che ci si puo' prendere solo a patto di possedere una certa esperienza sul campo. A me, purtroppo, nello specifico manca. Mi rendo conto che il TU e' una delle parti fondamentali di un ampli a valvole. Proprio per questo stavo cercando di curare tutti gli aspetti nella sua costruzione. BRBS e Seba non li conosco. Magari provo a dare un'occhiata al sito dell'azienda (se lo hanno messo in piedi). Qualche dritta mi potrebbe tornare utile, visto poi che l'ampli in questione ha nel finale un push-pull di EL34 (Marshall style). Grazie mille, Valerio.
Rispondi
Re: Io
di smilzo [user #428]
commento del 31/03/2009 ore 14:0
www.brbsamplification.com Se è Marshall style Seba lo mastica. ;)
Rispondi
ciao sono al tuo ste
di piesax [user #10131]
commento del 30/03/2009 ore 18:4
ciao sono al tuo stesso punto anche io mi sto autocostruendo i trasformatori, però ho decuso di fare un combo, così non mi serve fare secondari multipli, ma utilizzerò solo un'uscita ad 8 ohm, come prima esperienza ti consiglio di creare un trasformatore semplice con una sola impedenza, se ne avrai necessità in futuro potrai sistemare solo il secondario senza toccare tutto il trasformatore senza problemi
Rispondi
Re: ciao sono al tuo ste
di valeriomas [user #8328]
commento del 30/03/2009 ore 22:4
Allora non sono io l'unico "malato" che si mette ad avvolgere trasformatori. Sono in buona compagnia :) Io ho invece optato per la testata, per motivi di praticita'. Purtroppo per me andare a modificare i secondari non sara' molto agevole. Per migliorare la risposta del trasformatore sugli alti occorre annegare i secondari in mezzo agli avvolgimenti primari: per andare ad aggiungere secondari dovrei quindi eliminare prima un bel po' di spire primarie e successivamente riavvlgerle...un lavoraccio!. Comunque hai ragione. Come inizio non conviene complicarsi troppo la vita. Mi sono quasi convinto a limitarmi a due impedenze (4 e 8) collegando una e lasciando scollegata l'altra. Come dice Smilzo, poi, una volta terminato l'ampli avro' la possibilita' di valutare con le mie orecchie e di cercare tutte le modifiche utili a migliorare il suono. Ciao ed in bocca al lupo per la tua costruzione. Valerio.
Rispondi
Re: ciao sono al tuo ste
di sebastian [user #3527]
commento del 21/04/2009 ore 01:5
Ciao Io costruisco personalmente i prototipi dei trasfi di uscita per ottenere prodotti ben sviluppati,coi materiali a disposizione oggigiorno. Tuttavia,la storia dei secondari multipli lascia il tempo che trova,specie nel capo dei wattaggi superiori ai 5-10 watt,non ha senso "svalutare" un trafo coi secondari a tap perchè perde un 5-10% di rendimento.Poi basta aumentare la sezione del tratto di secondario.Per esempio un sec da 16 ohm si può pensare come 2 sec da 4 ohm in serie,si può fare il tratto da 0 a 4 con un filo piu grosso,e il tratto da 4 a 16 con un filo piu sottile.Tendenzialmente si tende a unificare il diametro del filo al diametro piu grosso,per avere una misura sola di filo da usare.Tra questi 2 pezzi di secondario,si possono inserire 3 parti di primario.Per come fare scrivimi alla mail del mio sito,queste info sui trafi british son preziose.... In questo modo,estendi la banda passante del trafo a circa 15-18khz in alto,piu che sufficente. In genere per i 50 watt si usano 1700 spire di primario e quindi relativamente ai rapporti spire,un tot di spire di secondario.(un 3200 ohm avrà 120 spire di sec,tale impedenza è quella matematica data dal rapporto spire,in relazione a 120 spire di sec rappresentanti i 16 ohm.,l'impedenza reale dinamica è maggiore,sui 3500 ohm,tipico di un PP di 2 EL34). Questo è il sistema piu spartano di avvolgere un trafo out,ed è tipico dei trafi hifi anni 60-70 british,usati anche per chitarra in ampli famosi. I 100 watt a volte son piu spartani.Il bello dei 100 watt è che han meno spire hehehehe.....avvolgere 1200 spire con dello 0.4 è molto piu agevole di avvolgere 1700 spire con dello 0.31...... Seba
Rispondi
Re: ciao sono al tuo ste
di valeriomas [user #8328]
commento del 19/05/2009 ore 09:3
OK, missione compiuta. Per questa mia prima realizzazione ho optato per solo due impedenze (4 e 8). I secondari li ho semplicemente collegati in serie senza farmi problemi utilizzando un'unica sezione di filo (1 mm). Il trasformatore e' stato sovradimensionato (come mi insegni) sia come sezione di filo che come nucleo. Dovrebbe avere davvero delle bassissime emissioni e penso che sara' molto dura bruciarlo. So che per un trasfo da chitarra non era necessario, ma ho ripartito i primari in diverse sezioni ed ho utilizzato un rocchetto a due gole: spero cosi' di aver esteso abbastanza la banda passante. Non vedo l'ora di provarlo sul campo. Ancora pero' manca il resto dell'ampli :) Quando trovo il tempo qualche sera mi metto al PC e provo misurare la risposta del trasfo. Purtroppo a casa non ho una strumentazione da banco adeguata...mi dovro' accontentare di Visual Analizer. Ciao, Valerio.
Rispondi
per caso qualcuno sa
di piesax [user #10131]
commento del 31/03/2009 ore 14:5
per caso qualcuno sa dirmi come si alimenta la rettificatrice? devo fare un'altro secondario? non ho capito bene questo discorso...e per l'alimentazione dei filamenti ci vogliono altri 2 secondari?
Rispondi
Re: per caso qualcuno sa
di valeriomas [user #8328]
commento del 01/04/2009 ore 13:1
Ciao, i filamenti si alimentano con 6,3 V(ac). Io ho realizzato un secondario apposito con presa centrale da collegare a massa. Con questo alimento i filamenti delle 12ax7 e delle EL34 del finale. Io utilizzo dei ponti a diodi per ottenere la continua, quindi niente rettificatrice per me. Se non sbaglio (pero' non conosco bene le rettificatrici) per alimentare il filamento della rettificatrice hai bisogno di un'altro secondario. Mi pare, ad es., che la GZ34 richieda 5V, 1.9A. Ciao, Valerio.
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