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Situazione allarmante...

di lole [user #2709] - pubblicato il 16 ottobre 2008 ore 21:26

Lo sconforto e la scarsa nel fiducia nel futuro sono mali terribili e quando ci colgono si impadroniscono di noi, togliendoci il respiro.

Ultimamente è difficile che uno studente universitario minimamente informato, di ceto medio, attento alle cronache ma soprattutto alla sua crescita, non si trovi in queste condizioni.

Io personalmente mi ci trovo.

La legge 133 è un taglio finanziario doloroso e distruttivo. Personalmente lo vedo come minante le basi del diritto allo studio sancito dalla Costituzione e non capisco come mai le altre parti politiche non si oppongano con veemenza. Il fatto poi che sia attesa una riforma della scuola e in particolare dell'Università, sull'onda di questo provvedimento finanziario, mi fa ancora più paura.

La mia condizione è preoccupante in questo momento. Già adesso vi sono sforzi affinché possa assicurarmi una formazione, questi, oltre che fisici e mentali, sono economici, dettati dalla tasse, dai libri, dalle stampe, dai modellini (faccio architettura). Non oso pensare cosa possa accadere alle rette universitarie se questa folle cesoia non sarà fermata.

Può sembrare populista, mi chiedo però come mai, in un periodo difficile come questo, tutti siano chiamati a stringere la cinghia tranne i signori politici che si dimostrano buoni solo a tagliare ad aumentarsi i già faraonici stipendi anziché combattere l'evasione fiscale e rilanciare l'economia (essenziale sarebbe il finanziamento della ricerca per raggiungere una maggiore competitività, qua invece la si cerca di annullare).

Posso però essere sicuro che la maggior parte di questo paese sta avendo quello che si è meritata... mi spiego. Davanti a me ho una realtà universitaria composta principalmente di persone che vivono in modo passivo degli spazi e dei servizi che gli appartengono, abituati da troppo tempo a un atteggiamento che li estranea da quella che è la vita politica, abituati a subire le imposizione che "piovono" dall'alto senza mai chiedersi perché e se sia lecito.

Poi ci sono gli approfittatori, i così detti "parcheggiati", gente che non ha la minima aspettativa dalla vita, cerca solo di non fare niente di se stesso, e non aspetta altro che questi momenti per creare confusione.

Nella Facoltà di Architettura di Firenze siamo arrivati a proporre una forma di protesta a mio modo di vedere nuova e produttiva, congiuntamente con un buon numero di professori che si sono professati disposti a partecipare.

In assemblea generale è infatti stata approvata una mozione nella quale l'assemblea tutta manifestava la volontà di mettere in opera, un giorno a settimana a rotazione, attività sostitutive delle didattica ad alto contenuto formativo. Queste potevano riguardare gli ambienti lavorativi, troppo spesso ignorati e negati negli ambienti universitari, l'organizzazione stessa della didattica, poi attività informative, di ricerca e molto altro. Un modo, quindi, di manifestrare il proprio dissenso in modo produttivo, arricchendo lo studente e non danneggiandolo. Oggi vi sono stati risvolti particolari e come al solito è saltata fuori quella che è diventata una barzelletta negli ultimi anni... L'occupazione. Una barzelletta perché svuotata di tutti i valori che poteva avere, applicata per ogni buffonata, senza capo né coda.

Quando ho sentito di queste cose mi sono venuti i brividi, ho tentato di difendere la nostra creazione e lunedì avremo il responso.

Mi chiedo che fine abbia fatto il senso civico e la consapevolezza di sé e dei propri diritti però...

 

Scusate le digressioni in ordine sparso, è un diario però, no?!??

 

Lorenzo.


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Giusto!
di Fenderato utente non più registrato
commento del 17/10/2008 ore 00:5
Intanto hai un bellissimo nome! :-)) In Giappone, per esempio, i lavoratori che scioperano indossano (/avano?) una fascia sulla manica, mi sembra bianca, lavorando normalmente mentre un incaricato dall'associazione (sindacato, nel loro caso, mi sembra riduttivo) distribuisce una BREVE scheda con le ragioni della loro protesta. Ergo: la manifestazione, in quanto tale, non ha più rilevanza sociale (naturalmente opinione personale), ovvero è una menata per tutti. Lo sciopero di domani provocherà malumori, usando un eufemismo, al 85% dell'italiano medio, che non si curerà del perchè dello sciopero ma cercherà di esclusivamente di limitare i danni che questo provoca alla sua attività/produttività/impegni. Tutto questo per dire che approvo in pieno una forma di protesta produttiva/proattiva che non infici la produttività altrui, fosse anche accompagnare il bimbo a scuola. Occupazione: alla fine della fiera, non si sa come mai, QUASI sempre quelli bravi emergono, vuoi per un filo di determinazione in più, vuoi per la disponibilità ad uscire dal guscio (i miei amici/conoscenti bravi davvero non sono di certo rimasti a genova, my hometown) quindi la vecchia regola che se ti fai il c##o alla fine i risultati arrivano, per me, è sempre valida. Opinioni personali, neh ;-) Lorenzo
Rispondi
Re: Giusto!
di lole [user #2709]
commento del 17/10/2008 ore 01:0
Completamente d'accordo sul fatto che in fin dei conti quando uno ha la stoffa riesce a farsi valere. Certo è che l'Italia era un paese di raccomandati e tale è rimasto... Ad ogni modo la questione grave è rappresentata dall'incontrollato aumento delle tasse universitarie che scaturirà da questi tagli. Quanti riusciranno a far fronte a spese notevoli?
Rispondi
Re: Giusto!
di Fenderato utente non più registrato
commento del 17/10/2008 ore 01:5
Bella domanda. Sempre a mio modestissimo avviso, siamo passati dal "6 politico" ( ovvero dare un voto di sufficienza al liceo per far passare TUTTI, indipendentemente dalla preparazione, tutto questo eoni fa) alla legge di mercato stile americano = i più aggressivi (e preparati) vanno avanti. Direi che questo è un periodo di transizione che, come tale, è il peggiore per chi c'è in mezzo. Magra consolazione: è un casino per tutti. Dipendenti/imprenditori/docenti/Ricercatori non ne parliamo!/statali/la qualunque non hanno certezze, ma non per colpa di questo o quel governo: se di colpa vogliamo parlare è la frenesia economica mondiale. La globalizzazione ha portato vantaggi culturali, in senso lato, incredibili, ma dal punto di vista economico/finanziario è un disastro, se starnutisce una zanzara in giappone crollano le borse in europa. Chiaramente sto estremizzando, ma se pensi che ogggi (oramai ieri) il petrolio è sceso sotto I %70 AL BARILE! e qualche settimana fa eravamo a %140... Dire che è un casino è limitativo e chi dice di avere le risposte in tasca es un mentiroso ;-) Continuo a sottolineare che sono minimi pareri personali, come ho detto prima non ho risposte in tasca e non vorrei passare per presuntuoso, visto che li odio! :-)
Rispondi
Re: Giusto!
di lole [user #2709]
commento del 17/10/2008 ore 02:0
Tutto ciò è condivisibile. Io personalmente sono sempre stato contrario al voler passare tutti sempre e comunque. La bocciatura in sé dovrebbe essere vissuta come una seconda opportunità di apprendere, non come una punizione. Personalmente mi ha sempre dato fastidio vedere me impegnarmi al massimo per avere più della media del 7 e neanche una insufficienza quando c'erano i soliti che a un LICEO SCIENTIFICO passavano di classe con debito in Latino, Matematica e Fisica... cosa vai a fare allo scientifico? Le scuole odierne sono sempre più un "parcheggio" per chi non ha voglia di fare un cavolo (e credetemi ne ho conosciuti tanti!). Tutto questo ha portato a un abbassamento generale del livello e delle relativi professioni. Cmq vabbè, è un argomento che necessiterebbe di troppi sviluppi, e adesso ho sonno... sono stato fino ad ora davanti al cad e mi bruciano gli occhi, meglio dormirci su!
Rispondi
Re: Giusto!
di aria utente non più registrato
commento del 19/10/2008 ore 15:4
il giappone ha strutturato la sua produzione di beni col criterio di just-in-time. In realtà i lavoratori durante lo sciopero "aumentano" la produttività e mettono in crisi il processo creando più merce di quanta ne era stata pianificata per razionalizzare gli stock. di fatto creano un danno non indifferente all'azienda. nel settore dei servizi in effetti non so come funziona...
Rispondi
Ciao Lole, non ci v
di lallo232 [user #10117]
commento del 17/10/2008 ore 17:4
Ciao Lole, non ci vogliono educati.. questa e' la realta'.. piu' studi e piu' sai e piu' sai e piu' ti fai domande.. e a certe domande e' difficile rispondere. Ho trovato questo film che spiega (non che siano concetti nuovi) in modo preciso come vanno le cose a questo mondo.. il punto e' come fare tesoro di questa consapevolezza? boh.. intanto suono! un saluto vai al link
Rispondi
Re: Ciao Lole,
di bud [user #3108]
commento del 18/10/2008 ore 15:0
Zeitgeist è un film che mi ha sconvolto l'esistenza
Rispondi
Re: Ciao Lole, non ci v
di lole [user #2709]
commento del 19/10/2008 ore 15:3
Appena avrò il tempo darò volentieri un'occhiata al link che mi hai proposto. Secondo me il fatto non è che non ci vogliano educati, semplicemente vogliono educati solo chi a loro fa comodo! Se tutto andrà in porto ritorneremo al sistema in cui solo i figli dei professionisti e chi ha disponibilità finanziarie potrà continuare gli studi, facendo si che il denaro, la creatività e le possibilità rimangano nuovamente confinati nelle mani di pochi, ricreando quei precipizi sociali tra chi può e chi non può... Cancellando così decenni di battaglie e conquiste sociali. Che tristezza.
Rispondi
Re: Ciao Lole, non ci v
di lallo232 [user #10117]
commento del 19/10/2008 ore 16:2
Perfettamente d'accordo e' come dici tu purtroppo. E non vedo come e chi possa invertire questa deriva.. Il punto e' che il problema e' ancora piu' ampio,. Quello del diritto allo studio e' solo un aspetto (basilare) del panorama desolante che descrivi e ti scoraggia.. Massimo rispetto e stima per quelli come te che ci provano a remare contro. When the power of love overcomes the love of power, the world will know peace (and justice dico io..) - Jimi Hendrix ps. se ti guardi il film pigliati un po' di tempo che dura due ore!! Bella li' Paolo
Rispondi
Due piccole indicazioni
di Mario Monteleone [user #10]
commento del 19/10/2008 ore 19:0
Ciao. Siamo sulla stessa barca (leggi i miei diari "La genetica" e "Oggi protesto anch'io"), perciò è inevitabile che abbiamo opinioni più che simili. Se posso, mi permetto due piccole notazioni. Tu dici: "La mia condizione è preoccupante in questo momento. Già adesso vi sono sforzi affinché possa assicurarmi una formazione, questi, oltre che fisici e mentali, sono economici, dettati dalla tasse, dai libri, dalle stampe, dai modellini (faccio architettura). Non oso pensare cosa possa accadere alle rette universitarie se questa folle cesoia non sarà fermata." La verità è che poche famiglie si sono rese conto di quanto costerà loro - e ai loro figli - tutto questo. Per legge, tra l'altro, le rette universitarie non possono essere aumentate oltre il 20%. Il problema per quest'anno non si pone ancora, ma dal prossimo anno sarà drammatico. Molti nodi verranno al pettine, ma non so quanti si ricorderanno delle proteste di oggi. "In assemblea generale è infatti stata approvata una mozione nella quale l'assemblea tutta manifestava la volontà di mettere in opera, un giorno a settimana a rotazione, attività sostitutive delle didattica ad alto contenuto formativo." Durante le mie lezioni, lo faccio sempre, soprattutto in quelle più lunghe. Mi ritaglio con gli studenti un angolo informativo che ho chiamato "La serie delle cose che apparentemente non c'entrano niente". Prendo una pagina a caso di un giornale on-line, prendo una notizia, la leggo rapidamente e la commentiamo con gli studenti. Questo spazio dura cinque minuti in tutto. Quest'anno, come è facile immaginare, abbiamo trovato un sacco di spunti interessanti: dalla (comicissima) uscita di Mastella dal governo Prodi, ai tanti problemi legati all'etica dell'informazione mass-mediatica, al fenomeno del "Grillismo" e dei "Vaffa-day", all'ipotesi di cambiamento della legge sull'aborto... senza contare che spesso abbiamo parlato della Legge Mammì, del decreto Urbani, della legge Bossi-Fini. In questo modo, e con questi piccoli spazi di discussione, ho potuto scoprire che una certa generazione di studenti - quelli nati circa nell'88, per capirci - è molto sensibile ai temi della "cosa pubblica", ed ha a volte posizioni e punti di vista a dir poco "manichei", molto intransigenti, eticamente più che condivisibili, e per capirci meglio, molto simili ai tuoi. Il che, dal mio punto di vista, è un bene: credo infatti che se non si capiscono determinati meccanismi della vita quotidiana - come quelli che tu descrivi - e se non ci si pongono delle domande su tutto ciò che succede - riguardo a chi, come, dove, quando, e soprattutto perché - allora è del tutto inutile seguire i corsi, e prendersi una laurea con il classico atteggiamento del "tiriamo a campare". La vita ci appartiene, che siamo studenti o docenti. Dobbiamo essere in grado di andare oltre i nostri ruoli attuali, e preoccuparci anche delle generazioni future, alle quali non dobbiamo consegnare un mondo perso nel più totale sfacelo. Questo è un compito che oggi spetta a noi, e che non possiamo declinare. Perciò ben vengano le pagine di diario come la tua: perché come è noto anche l'acqua, goccia dopo goccia, scava la roccia.
Rispondi
Re: Due piccole indicazioni
di lole [user #2709]
commento del 20/10/2008 ore 00:5
Ciao Mario, grazie per la risposta. Il problema generazionale effettivamente esiste. Nella mia generazione (che può comprendere 84-87), la maggior parte dei miei conoscenti si lascia scivolare tutto addosso, protetti da quella pelliccia di simil benessere che li ha protetti fino ad oggi, non rendendosi conto che questa va mano mano assottigliandosi. Io, per quanto mi riguarda, rappresento forse la solita mosca bianca (sotto questo aspetto e molti altri, nel bene e nel male), ma non riesco a far altro che preoccuparmi e a pormi degli interrogativi... Trovo decisamente interessante "La serie delle cose che apparentemente non c'entrano niente", sarebbe una buona cosa se fosse adottato da più docenti, in modo tale da far anche riflettere gli studenti, non solo seguire ordini come greggi belanti. Speriamo che le gocce pian piano si trasformino in rigagnoli e poi così via... :)
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