Veniamo all'aneddoto di oggi:
"Quattro allievi della scuola di Tendai si ripromisero di osservare sette giorni di meditazione e di silenzio.
Il primo giorno rimasero zitti tutti e quattro.
La loro meditazione era cominciata sotto buoni auspici; ma, quando scese la notte e le lampade a olio cominciarono a farsi fioche, uno degli allievi non riuscì a tenersi e ordinò ad un servo:
"Regola quella lampada!".
Il secondo allievo si stupì nel sentire parlare il primo:
"Non dovremmo dire neanche una parola", osservò.
"Siete due stupidi. Perchè avete parlato?", disse il terzo.
"Io sono l'unico che non ha parlato", concluse il quarto".
Sono ritornato a citare i pensieri di MIAO ... Tzè Tzè Tumb, esattamente come facevo quando ero un novizio frequentatore di Accordo.
Ma che cosa significa questo strano titolo? E' una semplice storpiatura che ho voluto dare all'arcinoto libro, solo per giocare un po' con le parole.
La mia non è altro che una modestissima raccolta di metafore, aneddoti, massime, proverbi, modi di dire ecc. Li utilizzo per esternare certe osservazioni che, dette nude e crude, potrebbero risultare fastidiose.
Oppure, per avvalorare ed enfatizzare una certa mia tesi, mi sembra utile rafforzarla citando una frase celebre.
Dove sta l'allegoria nell'aneddotto da me riportato?
Sono stato ispirato da una strana ed anomala reazione a catena ... che mi ha fatto rivivere lo stesso incubo che ho avuto il 5 settembre scorso, quando anche io ho vissuto la stessa esperienza, finita purtroppo male: che brutto ricordo.