Ieri parlavo della mia tendenza ad andare fuori tema. Devo riconoscere che, durante una discussione (scritta o verbale), cado sempre nell'errore di voler esprimere qualcosa che, in quel momento, mi sembra interessante ed originale ma che, putroppo, non ha sempre attinenza con il tema trattato. Si tratta di un vero e proprio impulso irrefrenabile che mi induce ad aggrapparmi sui vetri pur di esprimere certi concetti purtroppo distonici con il contesto di un determinato discorso.
Sebbene poi io sia tendenzialmente molto discreto e diplomatico, mi capita spesso di esprimere con troppa schiettezza le mie opinioni personali, senza rendermi conto che, certe volte, faccio danni seri: quante volte ho infastidito o addirittura offeso delle persone alle quali non mi sognerei mai di mancare di rispetto e alle quali non farei mai del male.
Questi due grossi difetti erano ancora maggiormente accentuati quando ero molto giovane. A scuola, ad esempio, quando si commentava un determinato avvenimento o un argomento di attualità, non so perchè ma, pur di distinguermi dagli altri studenti, perseguivo ostinatamente dei percorsi in controtendenza, rendendomi spesso inviso dai professori.
Diversamente da me, quasi tutti i miei compagni mantenevano un atteggiamento totalmente neutro, evitatando di esprimere concetti contrastanti con lo stile di vita e le idee degli insegnanti. Al contrario, essi plasmavano ed attenuavano le proprie parole ed i propri comportamenti, adattandosi alle convenienze del caso. All'epoca li definivo "camaleonti pusillanimi".
Questa astuta linea di comportamento suscitava i favoritismi e le grazie di tutti quei docenti (pochi per fortuna) che adottavano metri di giudizio parziali e sicuramente condizionati da sentimenti di simpatia o di antipatia.
Dal punto di vista pratico, mi duole ammetterlo, nella vita fa molta più strada chi segue un atteggiamento furbo, omertoso ed opportunista. Tutte quelle persone schiette e sincere (e magari anche ingenue) che, invece, hanno il pregio di non rinunciare mai alle proprie idee ed alla propria personalità, non vengono mai adeguatamente apprezzate e valorizzate.
Una cosa è certa: tutte le volte che mi sono ostinato ad andare in controtendenza sono sempre stato bastonato. Non ne parliamo, poi, quando ho deciso di interpretare il ruolo di difensore (delle cause perse) andando in soccorso di chi la pensa e si comporta come me ... peggio che andar di notte.
Sto comunque sfondando una porta aperta: si sa che le persone sincere e corrette danno spesso fastidio. Se sono anche brillanti e preparate (non parlo di me), sono quelle che non vengono mai premiate adeguatamente.
Quindi, che parlo a fare?