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La mia professoressa di lettere

di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 30 settembre 2007 ore 12:46
Quante domande vorrei fare oggi alla mia cara insegnante di Lettere delle scuole superiori; tante, molte di più di quelle che le facevamo tutti noi studenti perché dava sempre delle eccellenti risposte. Era una bella e dolce signora di mezza età, dal carattere sempre molto allegro e disponibile al dialogo, estremamente solare. Paziente e comprensiva, svolgeva la sua missione di educatrice in modo esemplare. Di vedute molto aperte e moderne, era in grado di discutere di musica, arte, sport, attualità e cultura. Quando spiegava, non sembrava nemmeno stesse facendo lezione, ma una delle tante conferenze letterarie che teneva nei vari circoli culturali della nostra città.Persona di elevatissima caratura morale ed intellettuale, dotata di una straordinaria intelligenza e di un elevato grado di cultura, estremamente geniale nell’utilizzo della sua colta e forbita dialettica, riusciva a trasmettere le sue conoscenze letterarie e le sue esperienze di vita come a nessun altro ho più visto e sentito fare.Quello che mi dispiace è il fatto che fu decisamente infelice e poco fortunata nella sua vita privata, di cui non voglio parlare, anche se lei non faceva mistero dei suoi problemi e delle sue vicende famigliari. Utilizzava invece il racconto delle proprie esperienze per per suggerirci un modello di comportamento che ci tornasse utile in futuro. Mi voleva un gran bene, anche si faceva scrupoli a rimproverarmi e ad appiopparmi brutti voti quando non brillavo nelle interrogazioni, oppure se non rispettavo la traccia assegnata nei compiti in classe: questo vizio lo aveva rilevato da subito e me lo aveva contestato sin dal primo tema in classe. Buon sangue non mente: anche oggi, quando chiacchiero nei forum, vado spesso off-topic.Morì durante un intervento chirurgico nel febbraio del 1977. Fu per tutti noi studenti una autentica tragedia. Tutti i supplenti che in seguito si sono succeduti alla sua cattedra ci parevano poco preparati e inadeguati al ruolo. Ovviamente non era così, ma noi, ritenendola assolutamente insostituibile, ci chiudemmo in un atteggiamento di totale ostilità nei confronti di quei malcapitati.La tensione che ne derivò finì per compromettere il nostro giudizio di ammissione agli esami di maturità e il conseguente buon esito degli stessi. Secondo me, i suoi successori commisero tutti un solo grave errore: non furono capaci di trovare l'energia e le argomentazioni più idonee per far risvegliare il nostro interesse e la nostra passione per lo studio di una materia che consideravamo ormai superflua. Quante volte ci siamo chiesti: “Chissà come Lei avrebbe decantato le poesie del Foscolo, del Carducci e del Leopardi.Al terzo anno, durante una interrogazione, mi fece leggere e commentare un canto dell’Inferno. Saltai un paio di parole. Ella mi riprese immediatamente dicendo: “Alt, fermati. C’è qualcosa che non mi torna. Ripeti daccapo!”. Dopo aver letto correttamente il verso, ella replicò: “Ora ci siamo. La Divina Commedia è come uno spartito musicale! Prima hai saltato una battuta!". Da notare che non aveva bisogno del testo sotto il naso perché conosceva a memoria l'intera opera del sommo poeta. Ebbi modo di sapere, in tempi successivi, che non é che amasse Dante Alighieri alla follia, benché a tal proposito non avesse mai dato a vederlo: aveva invece fatto di tutto per trasmetterci entusiasmo ed interesse. Quella si che era autentica professionalità.Nel 1979, durante il servizio militare avevo molto tempo libero e mi divertivo a scrivere tanti pensierini. Le dedicai questo che si intitola Angelo:Ogni giorno seguo / le tue orme / lasciate sul terreno della vita. / Ogni giorno vedo / il tuo triste sguardo. / Vorrei parlarti, / ma un malinconico canto / impedisce alla mia voce di raggiungerti. / Un dolce suono / che proviene / da un'altra dimensione / si frappone. // Mi sorridi sempre, / con dolcezza, / nonostante ogni giorno / nei miei pensieri/ e con i miei ricordi / venga a turbare, / anche per un solo attimo, / la tua intensa meditazione.

Quante domande vorrei fare oggi alla mia cara insegnante di Lettere delle scuole superiori; tante, molte di più di quelle che le facevamo tutti noi studenti perché dava sempre delle eccellenti risposte. Era una bella e dolce signora di mezza età, dal carattere sempre molto allegro e disponibile al dialogo, estremamente solare. Paziente e comprensiva, svolgeva la sua missione di educatrice in modo esemplare. Di vedute molto aperte e moderne, era in grado di discutere di musica, arte, sport, attualità e cultura. Quando spiegava, non sembrava nemmeno stesse facendo lezione, ma una delle tante conferenze letterarie che teneva nei vari circoli culturali della nostra città.

Persona di elevatissima caratura morale ed intellettuale, dotata di una straordinaria intelligenza e di un elevato grado di cultura, estremamente geniale nell’utilizzo della sua colta e forbita dialettica, riusciva a trasmettere le sue conoscenze letterarie e le sue esperienze di vita come a nessun altro ho più visto e sentito fare.

Quello che mi dispiace è il fatto che fu decisamente infelice e poco fortunata nella sua vita privata, di cui non voglio parlare, anche se lei non faceva mistero dei suoi problemi e delle sue vicende famigliari. Utilizzava invece il racconto delle proprie esperienze per per suggerirci un modello di comportamento che ci tornasse utile in futuro.

Mi voleva un gran bene, anche si faceva scrupoli a rimproverarmi e ad appiopparmi brutti voti quando non brillavo nelle interrogazioni, oppure se non rispettavo la traccia assegnata nei compiti in classe: questo vizio lo aveva rilevato da subito e me lo aveva contestato sin dal primo tema in classe. Buon sangue non mente: anche oggi, quando chiacchiero nei forum, vado spesso off-topic.

Morì durante un intervento chirurgico nel febbraio del 1977. Fu per tutti noi studenti una autentica tragedia. Tutti i supplenti che in seguito si sono succeduti alla sua cattedra ci parevano poco preparati e inadeguati al ruolo. Ovviamente non era così, ma noi, ritenendola assolutamente insostituibile, ci chiudemmo in un atteggiamento di totale ostilità nei confronti di quei malcapitati.

La tensione che ne derivò finì per compromettere il nostro giudizio di ammissione agli esami di maturità e il conseguente buon esito degli stessi. Secondo me, i suoi successori commisero tutti un solo grave errore: non furono capaci di trovare l'energia e le argomentazioni più idonee per far risvegliare il nostro interesse e la nostra passione per lo studio di una materia che consideravamo ormai superflua. Quante volte ci siamo chiesti: “Chissà come Lei avrebbe decantato le poesie del Foscolo, del Carducci e del Leopardi.

Al terzo anno, durante una interrogazione, mi fece leggere e commentare un canto dell’Inferno. Saltai un paio di parole. Ella mi riprese immediatamente dicendo: “Alt, fermati. C’è qualcosa che non mi torna. Ripeti daccapo!”. Dopo aver letto correttamente il verso, ella replicò: “Ora ci siamo. La Divina Commedia è come uno spartito musicale! Prima hai saltato una battuta!". Da notare che non aveva bisogno del testo sotto il naso perché conosceva a memoria l'intera opera del sommo poeta.

Ebbi modo di sapere, in tempi successivi, che non é che amasse Dante Alighieri alla follia, benché a tal proposito non avesse mai dato a vederlo: aveva invece fatto di tutto per trasmetterci entusiasmo ed interesse. Quella si che era autentica professionalità.

Nel 1979, durante il servizio militare avevo molto tempo libero e mi divertivo a scrivere tanti pensierini. Le dedicai questo che si intitola Angelo:

Ogni giorno seguo / le tue orme / lasciate sul terreno della vita. / Ogni giorno vedo / il tuo triste sguardo. / Vorrei parlarti, / ma un malinconico canto / impedisce alla mia voce di raggiungerti. / Un dolce suono / che proviene / da un'altra dimensione / si frappone. // Mi sorridi sempre, / con dolcezza, / nonostante ogni giorno / nei miei pensieri/ e con i miei ricordi / venga a turbare, / anche per un solo attimo, / la tua intensa meditazione.


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