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| Capri espiatori e frullatori mediatici
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di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 21 settembre 2007 ore 19:47
Ieri l’altro parlavo di frullatori mediatici di aria fritta. A questo proposito, mi sembra interessante leggere alcuni stralci degli articoli dei giornali che furono pubblicati all’epoca dei delitti del mostro di Roma, ribadendo il mio pieno rispetto nei confronti dell’intera categoria dei giornalisti (seri) che stimo e rispetto. Non finirò mai di ringraziarli e di ammirarli per l’impegno con il quale svolgono la loro professione.Però bisogna ammettere che certi articoli scritti all’epoca dei fatti del Mostro di Roma sono veramente deprecabili. Alcuni, poi, mi sembrano piuttosto raccapriccianti per la macabra, minuziosa e quasi maniacale descrizione del delitto.Ecco alcuni spezzoni:
1924 "Un delitto orrendo, uno di quei delitti che commuovono d'istinto l'anima delle folle, è stato consumato stanotte da un essere inqualificabile che usurpa all'umanità la qualifica di uomo. Che cosa ha di umano, infatti, codesto bipede immondo? Nulla. Non ha luce d'intelletto, non ha anima, non ha senso, nulla: l'amore, la pietà, le lacrime non hanno mai turbato il suo mal costrutto cuore: codesto essere vivente, che porta in giro la morte, celata in veste umana, non ha nemmeno Dio: è un morto-vivo che cammina, un fantasma che si muove in mezzo a noi senza che nessuno riesca a vederlo, un mostro insidioso e finora ignoto che ogni tanto terrorizza le mamme e le bimbe di Roma. "Pensate: nel pomeriggio, vicino al gran tempio di Dio, questo miserabile adocchia la sua vittima. Chi sa come, chi sa con quali blandizie, chi sa con quali lusinghe convince una bimba di due anni - la fiducia più cieca, l'innocenza più pura - la tiene nelle braccia accarezzandola, baciandola, le avrà regalato dei dolci, le avrà detto tante menzogne, e tutto ciò mentre in quel cervello il pensiero pensava al delitto orrendo e pregustava l'atroce tortura e lo strazio e l'infamia. E poi l'abbandono, il ritorno a casa, il sonno. Avrà dormito stanotte il bruto? L'avrà punto ancora l'immonda gioia o il rimorso? E oggi? Oggi che il mondo gli grida in faccia, con tutto lo schianto dell'umana dignità offesa: assassino... che fa codesto miserabile e vile, che si nasconde pauroso e tremante? che fa?" Da La Tribuna. "Ecco i particolari del delitto: in via del Colonnato, una delle tante del quartiere del Borgo, abita da tempo la famiglia del meccanico Giovanni Bonardo, composta dalla moglie a nome Beatrice Pelli, e dalle figlie Olga di anni 5, Rosina di anni 4 e Norma di soli 25 giorni. Ieri nelle prime ore del pomeriggio, la Pelli aveva portato le bambine a prendere il sole in piazza San Pietro presso il colonnato del Bernini. Mentre la donna, che teneva in braccio la neonata, si intratteneva a parlare con alcune amiche, le piccole Olga e Rosina si trastullavano a pochi passi dalla mamma. A un certo punto la Pelli, non vedendo più la piccola Rosina, si alzò e dopo averla inutilmente chiamata, si pose a cercarla fra la selva delle colonne del portico. Dopo pochi minuti di inutili ricerche, in preda all'ansia, la povera madre cominciò a percorrere in lungo e in largo la piazza, chiamando ad alta voce la piccola. Ma la bambina era scomparsa. Vennero minutamente visitate le case e i negozi, ma tutto fu inutile. Della piccola Rosina nessuno sapeva dare notizia.". Dal Corriere della Sera."Stamane alle sette circa, il mistero che gravava sulla scomparsa di Rosina Pelli è stato diradato d'un colpo. Infatti, il fornaciaro Giuseppe Papini, uscendo da casa insieme alla moglie Apollonia, dopo aver percorso circa trecento metri hanno scorto a terra, tra alcuni cespugli di cardo, il corpicino di una bimba quasi completamente denudato. La poverina giaceva bocconi con la testa dai riccioli biondi piegata leggermente verso sinistra, quasi completamente nuda, e ricoperta soltanto dalla camicina strappata in più parti e da una maglietta. Una delle gambine era completamente nuda, mentre l'altra calzava ancora un pedalino nero e un sandalo. Alle 12 il dottor Impallomeni, medico fiscale, ha esaminato il cadaverino riscontrando vastissime lacerazioni ai genitali. Si è constatato anche che la bimba presenta delle lividure al collo e alla bocca, cosa che fa pensare a una mano che si sia poggiata violentemente sul visino per impedire alla piccola di urlare. I magistrati hanno accertato anche che la piccola era stata ancor meglio immobilizzata poiché le manine appaiono legate con un brandello di camicia.". Da La Tribuna.1927 - Roma, 9 maggio. "Le incessanti, febbrili indagini per la scoperta degli assassini delle bambine, sono state coronate da pieno successo. Dopo una lunga serie di appostamenti e osservazioni, l'assassino è stato identificato e arrestato. Egli è il mediatore Girolimoni Gino, nato il 1° ottobre 1889 a Roma, dove possiede vari appartamenti. Precedentemente ha dimorato nei distretti di Borgo e di Ponte, vale a dire nella zona dei delitti. Procedutosi al suo arresto, l'assassino, sottoposto a stringenti interrogatori, ha mostrato il più ributtante cinismo, negando sempre e rivelando quella audacia e quella scaltrezza che aveva già dimostrato nei suoi orribili delitti; ma contro di lui stanno prove schiaccianti.". Da Agenzia Stefani."Ancora una volta la volontà del Duce, personalmente e recisamente manifestata, ha trovato tenaci e fedeli esecutori. Dal giorno in cui Benito Mussolini, rabbrividendo nelle più profonde fibre del suo tenerissimo cuore di padre, disse: "Voglio che l'immondo bruto venga arrestato", tutti ebbero la convinzione assoluta, incrollabile, che il mostro non sarebbe sfuggito dalle maglie della rete, e tutti attesero fiduciosi, senza impazienza, senza commenti, che il comandamento del Duce venisse eseguito."
Da L'Impero.Roma, 10 maggio. "Adesso che il misterioso rapitore di bimbe Gino Girolimoni è stato identificato, raggiunto, arrestato e smascherato, occorre studiare la vita dello strano e misterioso individuo. Uno degli elementi più importanti che si sono rilevati intorno al suo carattere è innegabilmente quello di una spiccata tendenza al trasformismo. E' noto come il mediatore avesse un guardaroba addirittura eccezionale, costituito da numerosissimi vestiti dei più diversi colori e delle più varie fogge e da una vera collezione di cappelli. Ma la tendenza del Girolimoni alla trasformazione della sua figura, si rileva da un'altra più precisa constatazione. Nei cassetti dei mobili della sua abitazione il Girolimoni conservava una serie di sue fotografie nelle quali il rapitore di bimbi amava farsi ritrarre nei diversi atteggiamenti e nelle più disparate fogge. Si è pensato che l'assassino, attraverso tali fotografie, compisse con la sua intelligenza acuta e pronta un preciso studio sulla sua fisionomia e sul suo aspetto, per accertarsi se fosse più o meno riconoscibile con un vestito o con l'altro, con un cappello duro o con un copricapo sportivo...". Da Il giornale d'Italia .1928 - Roma, 10 marzo. "E' stata depositata presso la cancelleria della Sezione d'Accusa della nostra Corte d'Appello la sentenza della Sezione di Accusa che chiude l'istruttoria a carico di Gino Girolimoni. La sentenza - dopo le richieste del P.M. comm. Mariangeli che già a suo tempo pubblicammo - assolve il Girolimoni per i reati a lui attribuiti per non aver commesso il fatto. Egli dovrà rispondere del reato di oltraggio al pudore. Da La Tribuna (trafiletto in quinta pagina).1961 - Roma, 27 novembre. "Nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura si sono svolti ieri mattina i funerali di Gino Girolimoni, deceduto domenica scorsa all'età di 72 anni. Il Girolimoni fu accusato nel 1927 di aver seviziato sette bambine, ma alla fine venne riconosciuto innocente. Al termine delle esequie, la sua salma è stata trasportata al deposito del cimitero del Verano, in attesa che il comune provveda alla sua sistemazione." Da Paese Sera.Cimitero del Verano, loculo 138 A, fila 2. 29 Luglio 1920 - 24 novembre 1924. Qui dove giace
Rosina Pelli vittima inespiabile di nefanda barbarie il pianto perpetuo del popolo lavi l'orrendo oltraggio gigli e rose ricordino l'innocente anima ascesa al regno degli angeli Elena di Savoia regina d'Italia Q.M.P. (da Un delitto al giorno, Riva & Viganò, Baldini & Castoldi Editore, pag.590-593).Mi astengo da ogni ulteriore commento. Sarebbe superfluo
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Ieri l’altro parlavo di frullatori mediatici di aria fritta. A questo proposito, mi sembra interessante leggere alcuni stralci degli articoli dei giornali che furono pubblicati all’epoca dei delitti del mostro di Roma, ribadendo il mio pieno rispetto nei confronti dell’intera categoria dei giornalisti (seri) che stimo e rispetto. Non finirò mai di ringraziarli e di ammirarli per l’impegno con il quale svolgono la loro professione. Però bisogna ammettere che certi articoli scritti all’epoca dei fatti del Mostro di Roma sono veramente deprecabili. Alcuni, poi, mi sembrano piuttosto raccapriccianti per la macabra, minuziosa e quasi maniacale descrizione del delitto. Ecco alcuni spezzoni:
1924 "Un delitto orrendo, uno di quei delitti che commuovono d'istinto l'anima delle folle, è stato consumato stanotte da un essere inqualificabile che usurpa all'umanità la qualifica di uomo. Che cosa ha di umano, infatti, codesto bipede immondo? Nulla. Non ha luce d'intelletto, non ha anima, non ha senso, nulla: l'amore, la pietà, le lacrime non hanno mai turbato il suo mal costrutto cuore: codesto essere vivente, che porta in giro la morte, celata in veste umana, non ha nemmeno Dio: è un morto-vivo che cammina, un fantasma che si muove in mezzo a noi senza che nessuno riesca a vederlo, un mostro insidioso e finora ignoto che ogni tanto terrorizza le mamme e le bimbe di Roma. "Pensate: nel pomeriggio, vicino al gran tempio di Dio, questo miserabile adocchia la sua vittima. Chi sa come, chi sa con quali blandizie, chi sa con quali lusinghe convince una bimba di due anni - la fiducia più cieca, l'innocenza più pura - la tiene nelle braccia accarezzandola, baciandola, le avrà regalato dei dolci, le avrà detto tante menzogne, e tutto ciò mentre in quel cervello il pensiero pensava al delitto orrendo e pregustava l'atroce tortura e lo strazio e l'infamia. E poi l'abbandono, il ritorno a casa, il sonno. Avrà dormito stanotte il bruto? L'avrà punto ancora l'immonda gioia o il rimorso? E oggi? Oggi che il mondo gli grida in faccia, con tutto lo schianto dell'umana dignità offesa: assassino... che fa codesto miserabile e vile, che si nasconde pauroso e tremante? che fa?" Da La Tribuna. "Ecco i particolari del delitto: in via del Colonnato, una delle tante del quartiere del Borgo, abita da tempo la famiglia del meccanico Giovanni Bonardo, composta dalla moglie a nome Beatrice Pelli, e dalle figlie Olga di anni 5, Rosina di anni 4 e Norma di soli 25 giorni. Ieri nelle prime ore del pomeriggio, la Pelli aveva portato le bambine a prendere il sole in piazza San Pietro presso il colonnato del Bernini. Mentre la donna, che teneva in braccio la neonata, si intratteneva a parlare con alcune amiche, le piccole Olga e Rosina si trastullavano a pochi passi dalla mamma. A un certo punto la Pelli, non vedendo più la piccola Rosina, si alzò e dopo averla inutilmente chiamata, si pose a cercarla fra la selva delle colonne del portico. Dopo pochi minuti di inutili ricerche, in preda all'ansia, la povera madre cominciò a percorrere in lungo e in largo la piazza, chiamando ad alta voce la piccola. Ma la bambina era scomparsa. Vennero minutamente visitate le case e i negozi, ma tutto fu inutile. Della piccola Rosina nessuno sapeva dare notizia.". Dal Corriere della Sera. "Stamane alle sette circa, il mistero che gravava sulla scomparsa di Rosina Pelli è stato diradato d'un colpo. Infatti, il fornaciaro Giuseppe Papini, uscendo da casa insieme alla moglie Apollonia, dopo aver percorso circa trecento metri hanno scorto a terra, tra alcuni cespugli di cardo, il corpicino di una bimba quasi completamente denudato. La poverina giaceva bocconi con la testa dai riccioli biondi piegata leggermente verso sinistra, quasi completamente nuda, e ricoperta soltanto dalla camicina strappata in più parti e da una maglietta. Una delle gambine era completamente nuda, mentre l'altra calzava ancora un pedalino nero e un sandalo. Alle 12 il dottor Impallomeni, medico fiscale, ha esaminato il cadaverino riscontrando vastissime lacerazioni ai genitali. Si è constatato anche che la bimba presenta delle lividure al collo e alla bocca, cosa che fa pensare a una mano che si sia poggiata violentemente sul visino per impedire alla piccola di urlare. I magistrati hanno accertato anche che la piccola era stata ancor meglio immobilizzata poiché le manine appaiono legate con un brandello di camicia.". Da La Tribuna. 1927 - Roma, 9 maggio. "Le incessanti, febbrili indagini per la scoperta degli assassini delle bambine, sono state coronate da pieno successo. Dopo una lunga serie di appostamenti e osservazioni, l'assassino è stato identificato e arrestato. Egli è il mediatore Girolimoni Gino, nato il 1° ottobre 1889 a Roma, dove possiede vari appartamenti. Precedentemente ha dimorato nei distretti di Borgo e di Ponte, vale a dire nella zona dei delitti. Procedutosi al suo arresto, l'assassino, sottoposto a stringenti interrogatori, ha mostrato il più ributtante cinismo, negando sempre e rivelando quella audacia e quella scaltrezza che aveva già dimostrato nei suoi orribili delitti; ma contro di lui stanno prove schiaccianti.". Da Agenzia Stefani. "Ancora una volta la volontà del Duce, personalmente e recisamente manifestata, ha trovato tenaci e fedeli esecutori. Dal giorno in cui Benito Mussolini, rabbrividendo nelle più profonde fibre del suo tenerissimo cuore di padre, disse: "Voglio che l'immondo bruto venga arrestato", tutti ebbero la convinzione assoluta, incrollabile, che il mostro non sarebbe sfuggito dalle maglie della rete, e tutti attesero fiduciosi, senza impazienza, senza commenti, che il comandamento del Duce venisse eseguito."
Da L'Impero. Roma, 10 maggio. "Adesso che il misterioso rapitore di bimbe Gino Girolimoni è stato identificato, raggiunto, arrestato e smascherato, occorre studiare la vita dello strano e misterioso individuo. Uno degli elementi più importanti che si sono rilevati intorno al suo carattere è innegabilmente quello di una spiccata tendenza al trasformismo. E' noto come il mediatore avesse un guardaroba addirittura eccezionale, costituito da numerosissimi vestiti dei più diversi colori e delle più varie fogge e da una vera collezione di cappelli. Ma la tendenza del Girolimoni alla trasformazione della sua figura, si rileva da un'altra più precisa constatazione. Nei cassetti dei mobili della sua abitazione il Girolimoni conservava una serie di sue fotografie nelle quali il rapitore di bimbi amava farsi ritrarre nei diversi atteggiamenti e nelle più disparate fogge. Si è pensato che l'assassino, attraverso tali fotografie, compisse con la sua intelligenza acuta e pronta un preciso studio sulla sua fisionomia e sul suo aspetto, per accertarsi se fosse più o meno riconoscibile con un vestito o con l'altro, con un cappello duro o con un copricapo sportivo...". Da Il giornale d'Italia . 1928 - Roma, 10 marzo. "E' stata depositata presso la cancelleria della Sezione d'Accusa della nostra Corte d'Appello la sentenza della Sezione di Accusa che chiude l'istruttoria a carico di Gino Girolimoni. La sentenza - dopo le richieste del P.M. comm. Mariangeli che già a suo tempo pubblicammo - assolve il Girolimoni per i reati a lui attribuiti per non aver commesso il fatto. Egli dovrà rispondere del reato di oltraggio al pudore. Da La Tribuna (trafiletto in quinta pagina). 1961 - Roma, 27 novembre. "Nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura si sono svolti ieri mattina i funerali di Gino Girolimoni, deceduto domenica scorsa all'età di 72 anni. Il Girolimoni fu accusato nel 1927 di aver seviziato sette bambine, ma alla fine venne riconosciuto innocente. Al termine delle esequie, la sua salma è stata trasportata al deposito del cimitero del Verano, in attesa che il comune provveda alla sua sistemazione." Da Paese Sera. Cimitero del Verano, loculo 138 A, fila 2. 29 Luglio 1920 - 24 novembre 1924. Qui dove giace
Rosina Pelli vittima inespiabile di nefanda barbarie il pianto perpetuo del popolo lavi l'orrendo oltraggio gigli e rose ricordino l'innocente anima ascesa al regno degli angeli Elena di Savoia regina d'Italia Q.M.P. (da Un delitto al giorno, Riva & Viganò, Baldini & Castoldi Editore, pag.590-593). Mi astengo da ogni ulteriore commento. Sarebbe superfluo |
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