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| La Stampa, 7 agosto 2007
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di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 04 settembre 2007 ore 13:42
Articolo di Marinella Venegoni tratto da La Stampa del 7/8/2007:IL CASO Sfruttare il mito e fare uno show
Ma non tutti gli eredi approvano gli omaggiSe al cimitero di Père Lachaise hanno dovuto metter transenne per arginare le file dei giovani che vanno a trovare in ogni momento dell’anno Jim Morrison dei Doors; se in America il Sundance Festival ha appena ricordato con un film di Julian Temple (Joe Strummer: the future is unwritten) la figura dell’ex leader dei Clash, Strummer appunto, gentiluomo che aveva sposato il punk e il sottoproletariato; se Elvis Presley e Buddy Holly sono anche eroi di film di gran successo; qui da noi, in Italia, la memoria dei nostri divi della musica popolare si preferisce invece celebrarla cantando. Il costume dell’anniversario che si fa spettacolo (e business) si è allargato al punto che in ogni angolo d’Italia fioriscono kermesse che raccontano quanto radicata sia la passione per questa musica e per i più significativi eroi del suo passato.Qualche giorno fa ha debuttato il primo «Bruno Lauzi Memorial», sulle alture di Crocefieschi dove ha villa Patrizia Mauceri, vecchia amica dello scomparso cantautore, che proprio lì tenne il suo ultimo concerto il 21 luglio 2006. Serata calda e affettuosa, con Maurizio figlio di Bruno, Enzo Jannacci e suo figlio Paolo, i vecchi leoni genovesi Giorgio Calabrese e Gianfranco Reverberi. Però poi si è anche deciso che dal prossimo anno il memorial sarà rafforzato con un premio al miglior testo scritto per una canzone.Sul territorio della più nobile canzone d’autore, la Liguria è quella che conta la più vasta collezione di croci alla memoria e dunque di premi: a Santa Margherita si è tenuto a metà luglio, nel ricordo di Umberto, il Premio Bindi, che ospita giovani cantautori, presenze illustri, e dibattiti. Nella Riviera i memorial son cominciati già nel 1974, quando nacque su un’idea di Amilcare Rambaldi (mai abbastanza rimpianto, pure lui) il Premio Tenco, per onorare il cantautore che si uccise in quel tragico Festival nel 1967. In tanti anni, la kermesse ha saputo resistere, pur con qualche incerta apprensione, ai tempi duri che attraversa la musica, e Tenco è diventato un paradigma, un lontano modello culturale, piuttosto che il ricordo palpitante d’un giovane cantante poeta. Ora Tenco s’è guadagnato un secondo appuntamento, più raccolto, più autenticamente di omaggio, ogni anno a fine luglio, a Ricaldone dov’è sepolto. Un memorial si fa comprensibilmente più intenso quando a sostenerlo c’è la presenza forte e commossa della famiglia. Sia per Fabrizio De André sia per Giorgio Gaber, sono nate Fondazioni che, in loro nome, promuovono attività culturali: se il ricordo dell’autore di «Marinella» (grazie anche all’impegno trascinante di Dori Ghezzi) si sparge attraverso mille eventi e concorsi annuali dal Trentino alla Sardegna, il Festival Gaber (grazie anche alla tenacia contagiosa della figlia Dalia) richiama a Viareggio ad ogni fine luglio fior di professionisti, con intenti più decisamente celebrativi. Sono episodi, però, e non sempre le cose vanno lisce: la vedova di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronesi, ha chiesto di cancellare il Festival in memoria del marito, Emozioni, che si tiene ogni settembre a Molteno, in provincia di Lecco, definendolo «mercantile e di bassa qualità» (in realtà il Festival si ripeterà anche questa volta, l’8 e 9 settembre); nemmeno Anna Gaetano pare fin qui molto soddisfatta delle celebrazioni di suo fratello Rino (ricordato pure con musica e film), tanto che ha appena messo su una band con il proprio figlio che rifaccia il repertorio del mitico Rino. A Crotone, poi, un Premio Mia Martini vanta ogni anno audizioni tipo Festival di Sanremo.=======================================
Vorrei esprimere qualche pensiero sul rigido clima di tutela della privacy nel quale si è rinchiuso il grande Lucio Battisti negli ultimi anni di vita.
Non è un mistero che l'illustre scomparso sia sempre stato molto schivo, riservato e poco incline a mostrarsi in pubblico. Talvolta reagiva in maniera decisamente infastidita se, per puro caso, veniva riconosciuto per strada dai propri fans.
Quello che mi sembra strano è che tale ostilità si sia automaticamente trasmessa ai suoi familiari che, a quanto ho sentito dire, non gradiscono addirittura che i fans si rechino al cimitero per rendere omaggio alla tomba dell'illustre del Caro Estinto.
Con tutto il rispetto, mi permetto di dire: non capisco!
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Articolo di Marinella Venegoni tratto da La Stampa del 7/8/2007: IL CASO Sfruttare il mito e fare uno show
Ma non tutti gli eredi approvano gli omaggi Se al cimitero di Père Lachaise hanno dovuto metter transenne per arginare le file dei giovani che vanno a trovare in ogni momento dell’anno Jim Morrison dei Doors; se in America il Sundance Festival ha appena ricordato con un film di Julian Temple (Joe Strummer: the future is unwritten) la figura dell’ex leader dei Clash, Strummer appunto, gentiluomo che aveva sposato il punk e il sottoproletariato; se Elvis Presley e Buddy Holly sono anche eroi di film di gran successo; qui da noi, in Italia, la memoria dei nostri divi della musica popolare si preferisce invece celebrarla cantando. Il costume dell’anniversario che si fa spettacolo (e business) si è allargato al punto che in ogni angolo d’Italia fioriscono kermesse che raccontano quanto radicata sia la passione per questa musica e per i più significativi eroi del suo passato. Qualche giorno fa ha debuttato il primo «Bruno Lauzi Memorial», sulle alture di Crocefieschi dove ha villa Patrizia Mauceri, vecchia amica dello scomparso cantautore, che proprio lì tenne il suo ultimo concerto il 21 luglio 2006. Serata calda e affettuosa, con Maurizio figlio di Bruno, Enzo Jannacci e suo figlio Paolo, i vecchi leoni genovesi Giorgio Calabrese e Gianfranco Reverberi. Però poi si è anche deciso che dal prossimo anno il memorial sarà rafforzato con un premio al miglior testo scritto per una canzone. Sul territorio della più nobile canzone d’autore, la Liguria è quella che conta la più vasta collezione di croci alla memoria e dunque di premi: a Santa Margherita si è tenuto a metà luglio, nel ricordo di Umberto, il Premio Bindi, che ospita giovani cantautori, presenze illustri, e dibattiti. Nella Riviera i memorial son cominciati già nel 1974, quando nacque su un’idea di Amilcare Rambaldi (mai abbastanza rimpianto, pure lui) il Premio Tenco, per onorare il cantautore che si uccise in quel tragico Festival nel 1967. In tanti anni, la kermesse ha saputo resistere, pur con qualche incerta apprensione, ai tempi duri che attraversa la musica, e Tenco è diventato un paradigma, un lontano modello culturale, piuttosto che il ricordo palpitante d’un giovane cantante poeta. Ora Tenco s’è guadagnato un secondo appuntamento, più raccolto, più autenticamente di omaggio, ogni anno a fine luglio, a Ricaldone dov’è sepolto. Un memorial si fa comprensibilmente più intenso quando a sostenerlo c’è la presenza forte e commossa della famiglia. Sia per Fabrizio De André sia per Giorgio Gaber, sono nate Fondazioni che, in loro nome, promuovono attività culturali: se il ricordo dell’autore di «Marinella» (grazie anche all’impegno trascinante di Dori Ghezzi) si sparge attraverso mille eventi e concorsi annuali dal Trentino alla Sardegna, il Festival Gaber (grazie anche alla tenacia contagiosa della figlia Dalia) richiama a Viareggio ad ogni fine luglio fior di professionisti, con intenti più decisamente celebrativi. Sono episodi, però, e non sempre le cose vanno lisce: la vedova di Lucio Battisti, Grazia Letizia Veronesi, ha chiesto di cancellare il Festival in memoria del marito, Emozioni, che si tiene ogni settembre a Molteno, in provincia di Lecco, definendolo «mercantile e di bassa qualità» (in realtà il Festival si ripeterà anche questa volta, l’8 e 9 settembre); nemmeno Anna Gaetano pare fin qui molto soddisfatta delle celebrazioni di suo fratello Rino (ricordato pure con musica e film), tanto che ha appena messo su una band con il proprio figlio che rifaccia il repertorio del mitico Rino. A Crotone, poi, un Premio Mia Martini vanta ogni anno audizioni tipo Festival di Sanremo. =======================================
Vorrei esprimere qualche pensiero sul rigido clima di tutela della privacy nel quale si è rinchiuso il grande Lucio Battisti negli ultimi anni di vita.
Non è un mistero che l'illustre scomparso sia sempre stato molto schivo, riservato e poco incline a mostrarsi in pubblico. Talvolta reagiva in maniera decisamente infastidita se, per puro caso, veniva riconosciuto per strada dai propri fans.
Quello che mi sembra strano è che tale ostilità si sia automaticamente trasmessa ai suoi familiari che, a quanto ho sentito dire, non gradiscono addirittura che i fans si rechino al cimitero per rendere omaggio alla tomba dell'illustre del Caro Estinto.
Con tutto il rispetto, mi permetto di dire: non capisco! |
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