Era +o-l'85...io ero un ragazzino alle prese con le prime esperienza chitarristiche, ero affascinato da chi dalla chitarra riusciva a tirare fuori suoni sporchi e arrabbiati, da chi riusciva a mettere, in quei pochi secondi a disposizione in un brano poprock, un assolo languido e penetrante, o una raffica di note al fulmicotone
Poi, nel 85 scoprì questo chitarrista e l'album StillLife talking..e da allora capì che c'era qualcuno che non suonava solamente, qualcuno che con la chitarra parlava, faceva sognare, usava le sei, dodici, quarantadue (,-) corde per fare cose che non avevo mai sentito...come se arrivassero daun altro pianeta
Ma è Secret Story forse il disco che + ho regalato, suggerito a chi volevo sorprendere con qualcosa di speciale; senza dubbio quello che mi accompagna dappertutto, che non manca mai nella mia plaiyng list, nel mio porta CD.
Uscito nel 1992 fu un colpo al cuore e al cervello per la perfezione che si ascoltava in quelle atmosfere
Ora (fra poco+ di un mese) ne esce una versione rimasterizzata con l'aggiunta di una manciata di brani che, speriamo, siano ancora della stessa intensità di suono e con la stessa fantasia di esecuzione
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Questo disco è un mondo a sé stante, un viaggio nel Mondo...
La prima tappa è la Cambogia (above the treetops), con quel suo fascino mistico, proprio di una terra lontana, non solo geograficamente...
Un suggestivo coro di voci (the Choir of the Cambodian Royal Palace) si alterna con la chitarra classica di Metheny, che impreziosisce il pezzo con una melodia dolcissima ed eterea... una perla...
Da un estremo all’altro: il west (facing west). Una gioiosa cavalcata attraverso le sterminate pianure di una terra rigogliosa, e la chitarra che ci conduce attraverso paesaggi sconfinati.
Di nuovo l’Oriente (finding and beliving), a volta frenetico e pieno di colori (nella prima parte del brano), a volte suadente e misterioso (nella seconda parte).
Un viaggio è fatto anche di mille sensazioni, quelle che può regalarci una splendida giornata di sole (sunlight), in cui il piano di Lyle Mays e la chitarra di Metheny si uniscono per dar vita ad un "brillante" duetto)...
..il ricordo di un’estate (the longest summer), dove Pat sprigiona tutta la sua ricchezza armonico-melodica) o...
..di una persona a noi cara (Antonia) ...
.. oppure lo scorrere di un fiume in una giornata di pioggia
(rain river), lasciandosi trasportare dal movimento armonioso ed inarrestabile delle sue acque (ritmica, melodia e ogni singolo elemento che concorre a costruire l’armonia di questo pezzo regalano realmente tale sensazione...
Un ricordo può divenire incancellabile e quando ciò accade, anche il tempo si ferma (always and forever): questo sembra suggerire il musicista in questo pezzo dall’andamento lento e invariato e dalla melodia "spirituale".
See the world a sua volta è uno sguardo interrogativo, e per questo curioso, rivolto al mondo: l’incedere saltellante e l’assolo decisamente dinamico e dalla ritmica poco uniforme sembrano suggerire tale percezione.
Una melodia incerta introduce As a flower blossoms, caratterizzata dal piano di Pat (che si destreggia abilmente anche su questa tastiera) e della voce suadente e sussurrata di Akiko Yano.
Cathedral in a suitcase è invece misteriosa e vagamente barocca.
Giungiamo così all’apice di questo viaggio, the truth will always be: difficilmente descrivibile, dal significato criptico, forse un tributo alla triste epopea dei nativi americani, gli strumenti tribali che pervadono tutto il pezzo sembrerebbero suggerirlo. Tutto ciò che dovete fare è chiudere gli occhi e lasciarvi trasportare da una melodia di rara bellezza... di grande impatto la ritmica iniziale quasi da marcia che nel finale sfocia in un mid tempo sostenuto, assolutamente geniale l’arrangiamento degli archi che dona al brano un che di epico, da rimanere a bocca aperta l’assolo di Pat, a detta del sottoscritto uno dei più belli della storia della musica, di un lirismo inarrivabile
Delicato e struggente il brano successivo, Tell her you saw me, un altro dei picchi di quest’album, con gli archi a creare un’atmosfera appassionata e una chitarra dal suono morbido e ovattato a impreziosire il tutto con una linea melodica dolcissima.
La fine di questo viaggio, Not to be forgotten, è un arrangiamento classico di Metheny dal respiro solenne, eseguito esclusivamente dalla London Orchestra. Suoni e colori etnici, che rimandano alla world music, ad una musica senza confini, libera ed ispirata.
Accompagnano Pat Metheny in quest’avventura, tra gli altri, Charlie Haden, Steve Rodby, Lyle Mays, Nana Vasconcelos, Toots Thieleman, Akiko Yano, Gil Goldstein, Steve Ferrone, Anthony Jackson e la London Orchestra.