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un viaggio a New Orleans

di Frank Varano [user #1319] - pubblicato il 20 luglio 2007 ore 00:19
Sono tornato da poco da New Orleans, citta' natale del jazz e blues, dove anche l'aereoporto si chiamo Louis Armstrong International Airport. Li, dove si respira l'aria a 35 C e 90% umidita', dove ancora il disastro di Katrina di meno di due anni fa e' ancora fresco, la musica e' ovunque. Pranzo con un collega (che - fatalita' - e' pure chitarrista) al Hard Rock Cafe dov'e' in mostra il pianoforte di Fats Domino, la tromba di Armstrong, i primi contratti dei Led Zeppelin. Poi andiamo al Guitar Center qualche chilometro fuori dal centro della citta' dove ovunque si vede una striscia nera su tutte le case: e' il livello dell' acqua permanente segnato, alta tra un metro e un metro e mezzo. Mio collega si compra una Breedlove, io mi prendo una Shure SM57 LC e una Digitech Whammy. Torniamo in centro e andiamo su Bourbon Street - il famoso centro della festa Mardi Gras di New Orleans. Ovunque ci vada c'e' il forte odore di birra vecchia e vomito nella strada assieme ad una quantita' di posti lap dance e negozi "hard". Non e' un posto "chic" per niente. Ma ogni dieci metri - letteralmente - ogni dieci metri, c'e' musica dal vivo. Una sera riesco ad infilarmi sul palco e suonare con un vero blues band di New Olreans davanti a 1200 persone - quei quattro minuti erano il colmo del viaggio. Il bello e' che mi sentivo come se io fossi tramite voi ad uno dei migliaia di jam sessions, Grappa Guitar Camps o altro. E mi sono reso conto: cazzarola, in Italia abbiamo musicisti assolutamente fedeli a questa tradizione musicale. E' solo che e' ancora un segreto.Giriamo ancora. Speravo di vedere e sentire piu' big band, jazz, swing, ragtime, zydeco o altra musica del genere nata sul posto. Vergognosamente c'era troppo poco. Era maggiormente Bon Jovi e Guns and Roses, volumi a palla e le ragazze che urlavano LIVING ON A PRAYER mentre mostravano le tette. I locali erano talmente vicini (a volta uno su un lato della strada e l'altro direttamente di fronte sull'altro lato della strada) sicche' mentre camminavano per strada non si poteva ben distinguere da dove veniva la musica.Io che sono rockettaro sfegatato ero molto deluso. Soltanto in un locale si sentiva un combo jazz di pianoforte, clarinetto, tromba, contrabbasso e batteria. Unplugged ed assolutamente splendido. E poi tornando verso l'albergo, in un angolo di Bourbon Street vicino a Canal Street incontriamo un gruppo di ragazzi di colore con tutti i tipi di fiati immaginabili ad improvvisare delle melodie ed armonie venuti dal cielo e da un altro tempo. Una musica divina - per strada e gratis, porca miseria! Piena di energia, emozione, allegria - era cosi' la famosissima jazz di New Orleans di una volta? Perche' tramite cento gruppi esibiti ogni sera dal vivo questo gruppetto di ragazzacci erano gli unici di avermi trasmesso cos'era - e cosa puo' ancora essere - la musica?

Sono tornato da poco da New Orleans, citta' natale del jazz e blues, dove anche l'aereoporto si chiamo Louis Armstrong International Airport. Li, dove si respira l'aria a 35 C e 90% umidita', dove ancora il disastro di Katrina di meno di due anni fa e' ancora fresco, la musica e' ovunque. Pranzo con un collega (che - fatalita' - e' pure chitarrista) al Hard Rock Cafe dov'e' in mostra il pianoforte di Fats Domino, la tromba di Armstrong, i primi contratti dei Led Zeppelin.

Poi andiamo al Guitar Center qualche chilometro fuori dal centro della citta' dove ovunque si vede una striscia nera su tutte le case: e' il livello dell' acqua permanente segnato, alta tra un metro e un metro e mezzo. Mio collega si compra una Breedlove, io mi prendo una Shure SM57 LC e una Digitech Whammy.

Torniamo in centro e andiamo su Bourbon Street - il famoso centro della festa Mardi Gras di New Orleans. Ovunque ci vada c'e' il forte odore di birra vecchia e vomito nella strada assieme ad una quantita' di posti lap dance e negozi "hard". Non e' un posto "chic" per niente. Ma ogni dieci metri - letteralmente - ogni dieci metri, c'e' musica dal vivo.

Una sera riesco ad infilarmi sul palco e suonare con un vero blues band di New Olreans davanti a 1200 persone - quei quattro minuti erano il colmo del viaggio. Il bello e' che mi sentivo come se io fossi tramite voi ad uno dei migliaia di jam sessions, Grappa Guitar Camps o altro. E mi sono reso conto: cazzarola, in Italia abbiamo musicisti assolutamente fedeli a questa tradizione musicale. E' solo che e' ancora un segreto.

Giriamo ancora. Speravo di vedere e sentire piu' big band, jazz, swing, ragtime, zydeco o altra musica del genere nata sul posto. Vergognosamente c'era troppo poco. Era maggiormente Bon Jovi e Guns and Roses, volumi a palla e le ragazze che urlavano LIVING ON A PRAYER mentre mostravano le tette. I locali erano talmente vicini (a volta uno su un lato della strada e l'altro direttamente di fronte sull'altro lato della strada) sicche' mentre camminavano per strada non si poteva ben distinguere da dove veniva la musica.

Io che sono rockettaro sfegatato ero molto deluso. Soltanto in un locale si sentiva un combo jazz di pianoforte, clarinetto, tromba, contrabbasso e batteria. Unplugged ed assolutamente splendido. E poi tornando verso l'albergo, in un angolo di Bourbon Street vicino a Canal Street incontriamo un gruppo di ragazzi di colore con tutti i tipi di fiati immaginabili ad improvvisare delle melodie ed armonie venuti dal cielo e da un altro tempo. Una musica divina - per strada e gratis, porca miseria! Piena di energia, emozione, allegria - era cosi' la famosissima jazz di New Orleans di una volta? Perche' tramite cento gruppi esibiti ogni sera dal vivo questo gruppetto di ragazzacci erano gli unici di avermi trasmesso cos'era - e cosa puo' ancora essere - la musica?


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Perchè?
di moonlite [user #6398]
commento del 20/07/2007 ore 00:5
"Perche' tramite cento gruppi esibiti ogni sera dal vivo questo gruppetto di ragazzacci erano gli unici di avermi trasmesso cos'era - e cosa puo' ancora essere - la musica? "Il perchè non lo so... Però so che l'importante è continuare a cercare, anche da soli. Per questo tutta la gente era nei locali mentre tu eri fuori ad ascoltarli... God bless you, FrankCiao Paolo
Rispondi
Re:Perchè?
di Jackie [user #8440]
commento del 20/07/2007 ore 09:5
Concordo pienamente: cercare e cercare, non possiamo aspettarci che quello che ci piace ci venga sempre proposto in bella vista. Insomma, hai fatto bene... mica come me, che mi sarei fermato dove c'erano le ragazze con le tette al vento!
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Re:Perchè?
di Frank Varano [user #1319]
commento del 20/07/2007 ore 15:1
:-))) A dirti la verita' mi ero anche fermato li'! :-)))
Rispondi
Re:Perchè?
di Frank Varano [user #1319]
commento del 20/07/2007 ore 15:1
Grazie Paolo...chissa' se un l'indomani faranno un world tour...mi dispiace che non avevo niente per poterli registrare. Era davvero una musica divina e potente.Buona giornata.
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New Orleans...
di Enzo85 utente non più registrato
commento del 20/07/2007 ore 15:1
...per me rappresenta un'atmosfera particolare, fatta di musica e storie di vita. Mi ha sempre affascinato, purtroppo queste sensazioni le ho soltanto grazie ai libri e al cinema, presto vorrei visitarla per sentire sulla pelle questa energia.Ricordo ancora le immagini viste in tv, dei disastri provocati dall'uragano Katrina..."E poi tornando verso l'albergo, in un angolo di Bourbon Street vicino a Canal Street incontriamo un gruppo di ragazzi di colore con tutti i tipi di fiati immaginabili ad improvvisare delle melodie ed armonie venuti dal cielo e da un altro tempo"E' molto bello leggere queste parole, vuol dire che da qualche parte ci sarà sempre qualcuno che suona con l'anima.Ciao Frank, grazie per questa pagina di diario. ;-)
Rispondi
Re:New Orleans...
di Frank Varano [user #1319]
commento del 20/07/2007 ore 15:2
Grazie Enzo, era un'esperienza davvero unico, difficile da trasmettere in poche righe. Se andrai capirai perfettamente, cumpa'!
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