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| - Peppe il Sergente-
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di boogiebeppe [user #7048] - pubblicato il 31 maggio 2007 ore 10:52
Riporto senza ritegno un articolo del CdS su uno degli album che preferisco.
Questo Diario sarà poco originale, ma val bene la segnalazione che mi permette di fare; potrebbe essere moderato, con un "Detto e Ridetto", ma le cose belle vanno sempre ricordate****************
«Sgt.Pepper's», i 40 anni di un'icona pop Una pietra miliare della musica pop ma non solo. Rappresentò la sintesi dello spirito dell'epoca. E viene celebrato ancora oggi
Una «pietra miliare» secondo i critici, il «miglior disco di tutti i tempi» secondo la bibbia del Rock Rolling Stone, il primo «concept album» mai realizzato. A piacere, si possono trovare e aggiungere altre espressioni di omaggio ammirato nei confronti di «Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band». Ma l'impressione è che ancora oggi, a 40 anni esatti dalla sua uscita in tutto il mondo (stesso giorno, 1 giugno 1967, e stessa copertina, cosa rara all'epoca), il capolavoro dei Beatles rimanga al di là di ogni definizione possibile. Non tanto (o soltanto) per la sua qualità musicale, quanto per i significati che un'intera generazione (e quelle successive) gli ha attribuito.SUMMER OF LOVE - Anche se la storia consegna, soprattutto a noi europei, il 1968 come anno dei movimenti giovanili, della contestazione, dei mutamenti nei rapporti sociali e nel modo di vestire, il 1967 era stato incredibilmente più ricco di segni, suoni e colori del nuovo in arrivo. I fermenti erano più visibili in California, nell'area di San Francisco: il Festival Pop di Monterey, il Free Speech Movement, i reading di poesia all'aperto con i testi di Allen Ginsberg e Gregory Corso, le prime contestazioni all'Università di Berkeley e la breve stagione battezzata «summer of love», con la nuova musica che accostava psichedelia e folk revival, rock e country in interminabili concerti al Fillmore. Il sottofondo musicale, accompagnato da una cultura della droga ancora lontana dalla consapevolezza dei rischi, spazzava via i canoni del vecchio rock' n' roll grazie a Byrds e Steppenwolf, Jefferson Airplane e Mamas & Papas, Buffalo Springfield e Doors. «Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band» arriva quando tutto questo comincia scorrere, in piccoli rivoli, in tutto il mondo occidentale. In qualche modo l'album dei Beatles raccoglie in sè tutti i significati di quei mesi, compresi i riefrimenti alle droghe («Lucy in the sky..») mai davvero smentiti, con l'eleganza musicale che nessuno più dei quattro di Liverpool poteva mettere su vinile.SINTESI MUSICALE - In parte voluto e in parte inconsapevolmente ispirato dai tempi, «Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band» è un disco per l'epoca tecnologicamente avanzato e rispetto ai 7 precedenti dei Beatles segna una svolta musicale e ideale. Numerosi libri usciti poi su Beatles hanno raccontato nel dettaglio i giorni delle registrazioni , dei tagli dei nastri, delle sovraincisioni, delle sessioni infinite durate oltre settecento ore. Sono informazioni minuziose quelle dei biografi dei Beatles e spiegano, per esempio, che in «Sgt Pepper's» i rumori di fondo siano stati presi da registrazioni precedenti con orchestrali (le sedie e l'accordare della banda), dall'armadio di nastri con effetti della Emi (risate, applausi) e da registrazioni inedite dei primi concerti degli stessi Beatles (le urla del pubblico che uniscono a «With A Little Help From My Friend»). Particolari, ma che ne fanno un album straordinario per quei tempi, ricco di effetti e di suoni ottenuti con strumenti insoliti o con l'uso insolito di strumenti tradizionali. Inoltre, ci sono trovate originali, come il «loop» alla fine di «A Day In The Life», che ferma la puntina a ripetere suoni indefiniti. Certo, soltanto sul vinile. Oggi il cd sfuma quella parte e nessuno può immaginare che sia un'idea con un senso.
ALL YOU NEED IS LOVE - «Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band». Balza immediatamente in testa alla classifica in Gran Bretagna e negli Usa, ma non è per questo che, ancora oggi, viene celebrato e quasi venerato. Magicamente quell'album riassume in sé ciò che in quel momento era nell'aria: i colori e i suoni, la bizzarria e l'universalità. Cose, insomma, che vanno oltre la musica e le singole canzoni, tra le quali, non tutte sono così innovative rispetto al repertorio precedente dei Beatles come i brani simbolo «Lucy In The Sky With Diamonds», «A Day In The Life», «She's Leaving Home» e «Within You Without You». Nemmeno l'idea di concept album è così attinente, perchè non si tratta di un disco concepito attorno a un unico tema. Ma è vero che l'idea della «banda del sergente Pepe» dietro la quale nascondersi, quella copertina (da aprire, con testi e immagini) che mette i Beatles del momento accanto a quelli in cera e a tanti e personaggi del ventesimo secolo (alcuni anche discutibili), la reprise del tema d'apertura, danno l'idea che quel disco sia, in quel momento, qualcosa di più e rappresenti un «segno dei tempi» che catalizza tutto ciò che è nell'aria, nel clima del 1967. Lo si capisce quando, nello stesso anno, i Beatles aprono ufficialmente i collegamenti dell'Eurovisione con «All You Need Is Love». La sensazione di nuovi orizzonti per il mondo è palpabile ma breve come la stagione del flower power. Quello che verrà dopo non porterà la stessa serenità, nemmeno a Beatles, che perderanno la gioia con la morte di Brian Epstein, sempre in quell'anno. Ma la banda del Sergente Pepe non poteva prevederlo.
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Riporto senza ritegno un articolo del CdS su uno degli album che preferisco.
Questo Diario sarà poco originale, ma val bene la segnalazione che mi permette di fare; potrebbe essere moderato, con un "Detto e Ridetto", ma le cose belle vanno sempre ricordate ****************
«Sgt.Pepper's», i 40 anni di un'icona pop Una pietra miliare della musica pop ma non solo. Rappresentò la sintesi dello spirito dell'epoca. E viene celebrato ancora oggi
Una «pietra miliare» secondo i critici, il «miglior disco di tutti i tempi» secondo la bibbia del Rock Rolling Stone, il primo «concept album» mai realizzato. A piacere, si possono trovare e aggiungere altre espressioni di omaggio ammirato nei confronti di «Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band». Ma l'impressione è che ancora oggi, a 40 anni esatti dalla sua uscita in tutto il mondo (stesso giorno, 1 giugno 1967, e stessa copertina, cosa rara all'epoca), il capolavoro dei Beatles rimanga al di là di ogni definizione possibile. Non tanto (o soltanto) per la sua qualità musicale, quanto per i significati che un'intera generazione (e quelle successive) gli ha attribuito. SUMMER OF LOVE - Anche se la storia consegna, soprattutto a noi europei, il 1968 come anno dei movimenti giovanili, della contestazione, dei mutamenti nei rapporti sociali e nel modo di vestire, il 1967 era stato incredibilmente più ricco di segni, suoni e colori del nuovo in arrivo. I fermenti erano più visibili in California, nell'area di San Francisco: il Festival Pop di Monterey, il Free Speech Movement, i reading di poesia all'aperto con i testi di Allen Ginsberg e Gregory Corso, le prime contestazioni all'Università di Berkeley e la breve stagione battezzata «summer of love», con la nuova musica che accostava psichedelia e folk revival, rock e country in interminabili concerti al Fillmore. Il sottofondo musicale, accompagnato da una cultura della droga ancora lontana dalla consapevolezza dei rischi, spazzava via i canoni del vecchio rock' n' roll grazie a Byrds e Steppenwolf, Jefferson Airplane e Mamas & Papas, Buffalo Springfield e Doors. «Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band» arriva quando tutto questo comincia scorrere, in piccoli rivoli, in tutto il mondo occidentale. In qualche modo l'album dei Beatles raccoglie in sè tutti i significati di quei mesi, compresi i riefrimenti alle droghe («Lucy in the sky..») mai davvero smentiti, con l'eleganza musicale che nessuno più dei quattro di Liverpool poteva mettere su vinile. SINTESI MUSICALE - In parte voluto e in parte inconsapevolmente ispirato dai tempi, «Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band» è un disco per l'epoca tecnologicamente avanzato e rispetto ai 7 precedenti dei Beatles segna una svolta musicale e ideale. Numerosi libri usciti poi su Beatles hanno raccontato nel dettaglio i giorni delle registrazioni , dei tagli dei nastri, delle sovraincisioni, delle sessioni infinite durate oltre settecento ore. Sono informazioni minuziose quelle dei biografi dei Beatles e spiegano, per esempio, che in «Sgt Pepper's» i rumori di fondo siano stati presi da registrazioni precedenti con orchestrali (le sedie e l'accordare della banda), dall'armadio di nastri con effetti della Emi (risate, applausi) e da registrazioni inedite dei primi concerti degli stessi Beatles (le urla del pubblico che uniscono a «With A Little Help From My Friend»). Particolari, ma che ne fanno un album straordinario per quei tempi, ricco di effetti e di suoni ottenuti con strumenti insoliti o con l'uso insolito di strumenti tradizionali. Inoltre, ci sono trovate originali, come il «loop» alla fine di «A Day In The Life», che ferma la puntina a ripetere suoni indefiniti. Certo, soltanto sul vinile. Oggi il cd sfuma quella parte e nessuno può immaginare che sia un'idea con un senso.
ALL YOU NEED IS LOVE - «Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band». Balza immediatamente in testa alla classifica in Gran Bretagna e negli Usa, ma non è per questo che, ancora oggi, viene celebrato e quasi venerato. Magicamente quell'album riassume in sé ciò che in quel momento era nell'aria: i colori e i suoni, la bizzarria e l'universalità. Cose, insomma, che vanno oltre la musica e le singole canzoni, tra le quali, non tutte sono così innovative rispetto al repertorio precedente dei Beatles come i brani simbolo «Lucy In The Sky With Diamonds», «A Day In The Life», «She's Leaving Home» e «Within You Without You». Nemmeno l'idea di concept album è così attinente, perchè non si tratta di un disco concepito attorno a un unico tema. Ma è vero che l'idea della «banda del sergente Pepe» dietro la quale nascondersi, quella copertina (da aprire, con testi e immagini) che mette i Beatles del momento accanto a quelli in cera e a tanti e personaggi del ventesimo secolo (alcuni anche discutibili), la reprise del tema d'apertura, danno l'idea che quel disco sia, in quel momento, qualcosa di più e rappresenti un «segno dei tempi» che catalizza tutto ciò che è nell'aria, nel clima del 1967. Lo si capisce quando, nello stesso anno, i Beatles aprono ufficialmente i collegamenti dell'Eurovisione con «All You Need Is Love». La sensazione di nuovi orizzonti per il mondo è palpabile ma breve come la stagione del flower power. Quello che verrà dopo non porterà la stessa serenità, nemmeno a Beatles, che perderanno la gioia con la morte di Brian Epstein, sempre in quell'anno. Ma la banda del Sergente Pepe non poteva prevederlo.
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