di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 10 maggio 2007 ore 09:42
Ieri sera ho assistito al concerto di Franco Cosa e gli ART STUDIO svoltosi in Piazza Castello a Taranto. Evento sponsorizzato dalla birra Raffo.
Franco ha cantato abbastanza bene ed ha eseguito in modo eccellente le sue consuete imitazioni, ad eccezione di quella di Riccardo Cocciante, durante la quale non è riuscito ad impostare bene la voce. Bene i remakes di alcuni pezzi di Adriano Celentano.
Ha esordito con un brano nuovo, secondo me nuovo, composto in vernacolo tarantino, dal titolo non pronunciabile per la pubblica decenza (allude ad un indumento intimo non perfettamente immacolato).
Devo ammettere che il suo gruppo è composto da elementi molto validi che si metteno a sua completa disposizione con professionalista e con un ampia capacità improvvisativa: non è facile suonare su basi e/o tracce registrate.
Mi è piaciuto molto il chitarrista Adriano Albarella. Ha eseguito dei begli assoli e ha ideato dei geniali arrangiamenti. La sua Goodin suonava meravigliosamente, anche perchè era stata ben amplificata.
Unica nota stonata: la batteria aveva un suono decisamente sgonfio (forse lo strumento non era di buona qualità).
Perfetto il Service Audio/Luci offerto dal sempre ottimo Angelo Lapesa che, ieri, stava sperimentando il nuovo impianto di amplificazione DB.
Erano schierati solo 4 sub-woofers e due satelliti, con una potenza complessiva di appena (si fa per dire) 8000 watts: il suono era potente e pulito.
Ieri sera ho assistito al concerto di Franco Cosa e gli ART STUDIO svoltosi in Piazza Castello a Taranto. Evento sponsorizzato dalla birra Raffo.
Franco ha cantato abbastanza bene ed ha eseguito in modo eccellente le sue consuete imitazioni, ad eccezione di quella di Riccardo Cocciante, durante la quale non è riuscito ad impostare bene la voce. Bene i remakes di alcuni pezzi di Adriano Celentano.
Ha esordito con un brano nuovo, secondo me nuovo, composto in vernacolo tarantino, dal titolo non pronunciabile per la pubblica decenza (allude ad un indumento intimo non perfettamente immacolato).
Devo ammettere che il suo gruppo è composto da elementi molto validi che si metteno a sua completa disposizione con professionalista e con un ampia capacità improvvisativa: non è facile suonare su basi e/o tracce registrate.
Mi è piaciuto molto il chitarrista Adriano Albarella. Ha eseguito dei begli assoli e ha ideato dei geniali arrangiamenti. La sua Goodin suonava meravigliosamente, anche perchè era stata ben amplificata.
Unica nota stonata: la batteria aveva un suono decisamente sgonfio (forse lo strumento non era di buona qualità).
Perfetto il Service Audio/Luci offerto dal sempre ottimo Angelo Lapesa che, ieri, stava sperimentando il nuovo impianto di amplificazione DB.
Erano schierati solo 4 sub-woofers e due satelliti, con una potenza complessiva di appena (si fa per dire) 8000 watts: il suono era potente e pulito.