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| I pensieri di MIAO
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di brunoritchie [user #11773] - pubblicato il 30 aprile 2007 ore 09:10
Sto leggendo il libro
Era Ieri di Enzo Biagi e a cura di Loris Mazzetti
(edito da RCS Libri Spa Milano nel 2005).Mi ha colpito in particolare questo passo:Sono nato a Pianaccio, tanto tempo fa, il 9 agosto 1920 ...
... Sposai Lucia il 18 dicembre 1943. Lucia morì il 24 febbraio 2002...
... però credo sia giusto che io ne parli perché il dolore non è razionale e quello che mi è successo, la morte di mia moglie, la compagna di sessantadue anni di vita, la donna che mi ha detto una sola bugia “Non ti lascerò mai” e poi di mia figlia, la più piccola, a distanza di poco più di un anno, hanno totalmente cambiato la mia visione delle cose, il mio approccio con la vita e anche la mia reazione di fronte a tutto quello che mi è capitato da un punto di vista professionale. Mi accorgo di essere distante dalle beghe politiche, dagli intrighi della Rai e anche dalle tante proposte che ho avuto dopo il mio licenziamento dalla TV di Stato.
Lucia morì appunto il 24 febbraio del 2002. Loris volle che andassi in onda e così fu: pensavamo che il pubblico non doveva vivere un mio fatto privato. Io feci finta di credergli, ma sapevo benissimo che dietro a questo c’era l’intenzione di farmi lavorare per non farmi pensare.
Il 28 maggio 2003 si spense invece mia figlia Anna. Un genitore non può naturalmente sopravvivere a un figlio: mi è toccato e ho avuto dalla mia bambina piccola, una grande eredità, Pietro e Marina, i due figli che lei ha tanto voluto e che adesso sono un po’ figli di tutti noi.
Non è facile trovare una consolazione, ma in certe sere, quando la solitudine si fa più pesante, mi conforta il pensiero che a Lucia è stato risparmiato un grande dolore.
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Sto leggendo il libro
Era Ieri di Enzo Biagi e a cura di Loris Mazzetti
(edito da RCS Libri Spa Milano nel 2005). Mi ha colpito in particolare questo passo: Sono nato a Pianaccio, tanto tempo fa, il 9 agosto 1920 ...
... Sposai Lucia il 18 dicembre 1943. Lucia morì il 24 febbraio 2002...
... però credo sia giusto che io ne parli perché il dolore non è razionale e quello che mi è successo, la morte di mia moglie, la compagna di sessantadue anni di vita, la donna che mi ha detto una sola bugia “Non ti lascerò mai” e poi di mia figlia, la più piccola, a distanza di poco più di un anno, hanno totalmente cambiato la mia visione delle cose, il mio approccio con la vita e anche la mia reazione di fronte a tutto quello che mi è capitato da un punto di vista professionale. Mi accorgo di essere distante dalle beghe politiche, dagli intrighi della Rai e anche dalle tante proposte che ho avuto dopo il mio licenziamento dalla TV di Stato.
Lucia morì appunto il 24 febbraio del 2002. Loris volle che andassi in onda e così fu: pensavamo che il pubblico non doveva vivere un mio fatto privato. Io feci finta di credergli, ma sapevo benissimo che dietro a questo c’era l’intenzione di farmi lavorare per non farmi pensare.
Il 28 maggio 2003 si spense invece mia figlia Anna. Un genitore non può naturalmente sopravvivere a un figlio: mi è toccato e ho avuto dalla mia bambina piccola, una grande eredità, Pietro e Marina, i due figli che lei ha tanto voluto e che adesso sono un po’ figli di tutti noi.
Non è facile trovare una consolazione, ma in certe sere, quando la solitudine si fa più pesante, mi conforta il pensiero che a Lucia è stato risparmiato un grande dolore.
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