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Solo chi amato la campagna come lui...

di tanatore [user #8988] - pubblicato il 25 aprile 2007 ore 09:20
La routine mi annoia, mi uccide se continuo così non ce la posso fare...Dai, muoviti che sono già le sette, fuori è buio e inverno: gelo e nebbia.Salto in macchina e parto, un occhiata al termometro sul cruscotto che scende.Dopo poche centinaia di metri il "beep" del pericolo ghiaccio.Anche oggi c'è un ambiente surreale: brina e ghiaccio e 'sta maledetta nebbia.Però guarda, si dirada e comincio ad intravedere le piante, cavolo ho le mani gelide.Ecco arriva il mio pezzo di strada preferito: svolto e alzo un po' il piede dal gas.Il torrente però non è ghiacciato, la cascina sbuca con il tetto dalla nebbia che ricoprela terra nuda e gelata.Quando arriva il radiogiornale delle 7,30 le notizie diventano un sottofondo sommessomentre io guardo nel muro di nebbia.I miei pensieri vagano a ruota libera, attraverso il piccolo paese e pregusto già il prossimo trattodi strada.Sono ancora qui fuori in mezzo al nulla, non si vede un granchè, ma non ho paura.Sono come a casa qui. La conosco palmo a palmo questa lingua d'asfalto.Mi ricordo di lui: con il suo inseparabile cappello che gli stampava la forma sui capelli bianchi,curvo come fosse ancora sui campi.Con il suo passo lento ed inarrestabile capace di zappare un campo intero senza fermarsi.Entrava in casa col suo passo leggero che stentavi a sentire e si toglieva il cappello solo per pregare ilSignore.Con quello sguardo che fissava spesso l'orizzonte e quella pazienza che solo chi ha amato la campagna come lui può avere.Le lacrime mi bagnano le lenti degli occhiali: se si dirada un po' la nebbia forse lui è là...che sogna ancora quelle colline.Quelle di cui mi parlava spesso quando ero un bambino e che anche a me sembrava fosse il posto più bello del mondo.Vorrei che potesse vederla con i miei occhi questa giornata di nebbia e di brina; sulla stessa strada di ogni giorno.In una giornata uguale a tutte le altre, ma diventata speciale, adesso vorrei che la strada non finisse mai.Spengo la radio e mi tengo dentro questa piccola magia.Lascio scivolare la macchina tra la nebbia ...con la pazienza di solo chi ha amato la campagna come lui, se ne è andato a far l'erba per i conigli su " quelle colline della Boglia ".Avevi ragione nonno: adesso sei nel posto più bello del mondo.Domenica passo a trovarti: chissà come sono cresciuti i tuoi conigli !...in memoria di mio nonno Pietro.Paolo.

La routine mi annoia, mi uccide se continuo così non ce la posso fare...

Dai, muoviti che sono già le sette, fuori è buio e inverno: gelo e nebbia.

Salto in macchina e parto, un occhiata al termometro sul cruscotto che scende.

Dopo poche centinaia di metri il "beep" del pericolo ghiaccio.

Anche oggi c'è un ambiente surreale: brina e ghiaccio e 'sta maledetta nebbia.

Però guarda, si dirada e comincio ad intravedere le piante, cavolo ho le mani gelide.

Ecco arriva il mio pezzo di strada preferito: svolto e alzo un po' il piede dal gas.

Il torrente però non è ghiacciato, la cascina sbuca con il tetto dalla nebbia che ricopre

la terra nuda e gelata.

Quando arriva il radiogiornale delle 7,30 le notizie diventano un sottofondo sommesso

mentre io guardo nel muro di nebbia.

I miei pensieri vagano a ruota libera, attraverso il piccolo paese e pregusto già il prossimo tratto

di strada.

Sono ancora qui fuori in mezzo al nulla, non si vede un granchè, ma non ho paura.

Sono come a casa qui. La conosco palmo a palmo questa lingua d'asfalto.

Mi ricordo di lui: con il suo inseparabile cappello che gli stampava la forma sui capelli bianchi,

curvo come fosse ancora sui campi.

Con il suo passo lento ed inarrestabile capace di zappare un campo intero senza fermarsi.

Entrava in casa col suo passo leggero che stentavi a sentire e si toglieva il cappello solo per pregare il

Signore.

Con quello sguardo che fissava spesso l'orizzonte e quella pazienza che solo chi ha amato la campagna come lui

può avere.

Le lacrime mi bagnano le lenti degli occhiali: se si dirada un po' la nebbia forse lui è là...

che sogna ancora quelle colline.

Quelle di cui mi parlava spesso quando ero un bambino e che anche a me sembrava fosse il posto più bello del

mondo.

Vorrei che potesse vederla con i miei occhi questa giornata di nebbia e di brina; sulla stessa strada di

ogni giorno.

In una giornata uguale a tutte le altre, ma diventata speciale, adesso vorrei che la strada non finisse mai.

Spengo la radio e mi tengo dentro questa piccola magia.

Lascio scivolare la macchina tra la nebbia ...con la pazienza di solo chi ha amato la campagna come lui,

se ne è andato a far l'erba per i conigli su " quelle colline della Boglia ".

Avevi ragione nonno: adesso sei nel posto più bello del mondo.

Domenica passo a trovarti: chissà come sono cresciuti i tuoi conigli !

...in memoria di mio nonno Pietro.

Paolo.


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...in memoria di mio nonno Pietro.
di alecb [user #7031]
commento del 25/04/2007 ore 22:3
Ovviamente non ho conosciuto tuo nonno. Ma ne ho conosciuti molti tali e quali...Sono certo che stanno là tutti insieme, su quelle colline, a curarsi di noi.Perchè qualcosa ci hanno lasciato e tu lo hai dimostrato.Ciao. Lauro. Alecb.
Rispondi
Re:...in memoria di mio nonno Pietro.
di moonlite [user #6398]
commento del 26/04/2007 ore 01:1
Non c'è niente da fare... Come diceva il mio amico Giovannino Guareschi, basta un pezzaccio di pianura martellata dal sole e traversata da un fiume per mettere al mondo gente che usa la memoria per mantenere vive le cose belle del passato. Al Pedar non resterà mai solo...Ciao Paolo
Rispondi
Re:...in memoria di mio nonno Pietro.
di tanatore [user #8988]
commento del 28/04/2007 ore 14:5
Grazie Lauro, in memoria di quella mitica sera... con Tommy Emmanuel, conosciuto qui su queste pagine. E piano piano mi ritorna la voglia di scrivere! Moonlite dice che è pericoloso! Speriamo di no.
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