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Una bomba di fuoco

di tanatore [user #8988] - pubblicato il 23 marzo 2007 ore 14:52
Leggo spesso la versione on line del Corriere della Sera.Oggi una notizia mi fa tornare su delle riflessioni che avevo già fatto.Protagonisti due bambini, due innocenti, due figli come i miei o come i vostri.La madre è una martire: si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele.E con la sua deflagrazione ha ucciso cinque persone.La Tv palestinese Al Aqsa diffonde un' intervista ai bambini della madre "kamikaze" in cui un giornalista li invita a recitare poesie che inneggiano al martirio." ...definiscono la loro mamma «una bomba di fuoco». I piccoli sorridono, ovviamente non si rendono conto del significato delle parole, sembra che giochino."La madre si chiamava Rim Al Riyashi.L’azione suicida è vista come un gesto positivo, come qualcosa di naturale. E colpisce vedere come i figli di Rim siano in grado di dire quanti «ebrei ha ucciso» la madre.In passato a Hebron o Nablus, città palestinesi dalle quali sono partiti molti kamikaze, si vendono figurine con i volti dei «martiri»: dal semplice guerrigliero all’uomo bomba. Una degli effetti più devastanti dell’intifada è stato quello di alimentare nella società palestinese la cultura della morte e del martirio. Una realtà abilmente sfruttata da gruppi come Hamas o la Jihad per spingere altri seguaci sulla sua stessa via. A prescidere dalla loro età. In nome della causa si può sacrificare una donna come un bimbo.Ho pensato per un bel po' cercando di trovare un senso a tutto ciò, ma non ci riesco proprio.Penso a quella mamma...che è uscita di casa per andare a farsi saltar per aria: avrà pensato almeno per un attimo ai suoi figli?Come possiamo giudicare il suo gesto? Sarà una martire o solo il gesto di una determinata convinzione,che il corso degli eventi promuoverà o dimenticherà per sempre?Nella follia delirante di questa guerriglia fratricida esiste ancora un barlume ...di speranza?Io al mattino accarezzo i miei figli che stanno ancora dormendo ed ho tanta voglia di tornare a casa per rivederli ancora.Che razza di cultura è quella della violenza? E' una spirale senza fine di offese e di vendette, in cui non si bada a mezze misure, in cui si è disposti a sacrificare sè stessi ed i propri figli.E le missioni di "pace" in quei territori a cosa servono se sono fatte da soldati armati? Uomini, professionisti della guerra che portano altra violenza dove ce n'è già da vendere.Sono queste le cose che noi occidentali vogliamo insegnare agli altri? Mi sembra che se la stanno cavandobenissimo da soli.Morire senza avere da mangiare è una realtà tremenda sul nostro pianeta, ma morire per la "cultura del martirio" è una scelta senza speranze per il futuro. Non è una scelta facile e molte volte è una scelta obbligata, me ne rendo conto. Speriamo che qualcuno spezzi "la catena" e cambi qualcosa, non c'è altro...sperare...

Leggo spesso la versione on line del Corriere della Sera.

Oggi una notizia mi fa tornare su delle riflessioni che avevo già fatto.

Protagonisti due bambini, due innocenti, due figli come i miei o come i vostri.

La madre è una martire: si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele.

E con la sua deflagrazione ha ucciso cinque persone.

La Tv palestinese Al Aqsa diffonde un' intervista ai bambini della madre "kamikaze" in cui un giornalista li invita a recitare poesie che inneggiano al martirio.

" ...definiscono la loro mamma «una bomba di fuoco». I piccoli sorridono, ovviamente non si rendono conto del significato delle parole, sembra che giochino."

La madre si chiamava Rim Al Riyashi.

L’azione suicida è vista come un gesto positivo, come qualcosa di naturale. E colpisce vedere come i figli di Rim siano in grado di dire quanti «ebrei ha ucciso» la madre.

In passato a Hebron o Nablus, città palestinesi dalle quali sono partiti molti kamikaze, si vendono figurine con i volti dei «martiri»: dal semplice guerrigliero all’uomo bomba. Una degli effetti più devastanti dell’intifada è stato quello di alimentare nella società palestinese la cultura della morte e del martirio. Una realtà abilmente sfruttata da gruppi come Hamas o la Jihad per spingere altri seguaci sulla sua stessa via. A prescidere dalla loro età. In nome della causa si può sacrificare una donna come un bimbo.

Ho pensato per un bel po' cercando di trovare un senso a tutto ciò, ma non ci riesco proprio.

Penso a quella mamma...che è uscita di casa per andare a farsi saltar per aria: avrà pensato almeno per un attimo ai suoi figli?

Come possiamo giudicare il suo gesto? Sarà una martire o solo il gesto di una determinata convinzione,che il corso degli eventi promuoverà o dimenticherà per sempre?

Nella follia delirante di questa guerriglia fratricida esiste ancora un barlume ...di speranza?

Io al mattino accarezzo i miei figli che stanno ancora dormendo ed ho tanta voglia di tornare a casa per rivederli ancora.

Che razza di cultura è quella della violenza?

E' una spirale senza fine di offese e di vendette, in cui non si bada a mezze misure, in cui si è disposti a

sacrificare sè stessi ed i propri figli.

E le missioni di "pace" in quei territori a cosa servono se sono fatte da soldati armati?

Uomini, professionisti della guerra che portano altra violenza dove ce n'è già da vendere.

Sono queste le cose che noi occidentali vogliamo insegnare agli altri? Mi sembra che se la stanno cavando

benissimo da soli.

Morire senza avere da mangiare è una realtà tremenda sul nostro pianeta, ma morire per la "cultura del martirio" è una scelta senza speranze per il futuro. Non è una scelta facile e molte volte è una scelta obbligata, me ne rendo conto. Speriamo che qualcuno spezzi "la catena" e cambi qualcosa, non c'è altro...sperare...


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E' difficile
di Mancunion [user #3854]
commento del 24/03/2007 ore 17:1
Ciao, ti voglio raccontare una storia: quando arrivai per la prima volta a Manchester (era il 2001), andai a vivere in una "casa dello studente". Era la peggio di Manchester, ma alla fine si stava alla grande e ho avuto modo di conoscere un sacco di ragazzi/e (molto piu' giovani di me). Uno di questi si chiamava Tom Hurdnall ed era un normalissimo studente universitario al primo anno. Abbiamo fatto amicizia (suonava un po' di chitarra...). L'estate dell'anno successivo decise di andare in Palestina per fare del volontariato e scattare delle fotografie - era il suo campo. Mentre era in strada con dei bambini, dei cecchini israliani hanno cominciato a fare fuoco e invece di buttarsi per terra o scappare,ha cercato di portare in salvo quanti piu' bambini poteva. L'hanno preso in testa, non una pallottola vagante, ma un colpo sparato da un soldato addestrato con un arma appropriata. Dopo parecchi mesi di coma Tom se ne e' andato.La violenza cieca - da rntrambe le parti - si autoalimenta. I muri che vengono eretti, l corso dei fiumi che vengono deviati (Gaza non ha neanche l'acqua), non faano altro che instillare nella gente l'odio piu' profondo e pervicace.Hamas e' andato al potere dopo che la comunita' internazionale ha fatto pressioni in Palestina per l'indizione di libere elezioni: quando sono venuti fuori i risultati, la stessa comunita' internazionale voleva annullarne l'esito.Ormai e' chiaro che non si puo' ritornare ad una situazione pre-'48, ma forse si puo' iniziare a riparare ai danni piu' recenti, tipo la passeggiata di Sharon nella spianata delle moschee che diede il via alla seconda intifada, per esempio.O forse, c'e' qualcun'altro, da qualche altra parte del mondo che si giova della situazione di costante tensione nel medio oriente, ed ogni occasione per attizzare il fuoco e' buona.
Rispondi
Re:E' difficile
di tanatore [user #8988]
commento del 25/03/2007 ore 08:4
Grazie per l'intervento, sto cominciando a fermare i miei pensieri su questo diario. Per me è una cosa nuova e non so dove mi porterà. Sto frequentando questo sito da un anno cercando più di leggere che di scrivere. Però penso che i ricordi o le storie come la tua vissute in prima persona, siano quelle che ci danno la dimensione più vicina alla realtà. Io ho deciso di fermare "nero su bianco" quelle sensazioni che ci passano per la mente ... Siano esse musicali o di diverso genere. Buona giornata.
Rispondi
Re:E' difficile
di moonlite [user #6398]
commento del 25/03/2007 ore 18:1
"Per me è una cosa nuova e non so dove mi porterà."Occhio, che è pericoloso...;-))Ciao Paolo
Rispondi
Re:E' difficile
di tanatore [user #8988]
commento del 25/03/2007 ore 22:0
Ieri sera sono stato con un signore che ha 79 anni ed è riuscito ancora una volta ad incantare una platea... ha ancora molte cose da insegnarmi...e considerato che sono suo figlio... ho solo il problema di non sapere se potrò mai reggere il confronto.Per fortuna si replica così avrò tempo per rubare ancora qualcosa... nel frattempo "io speriamo che me la cavo".
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