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Il documento aperto

di Robyz [user #66] - pubblicato il 19 marzo 2007 ore 19:53
Uno dei punti per me più importanti della filosofia Open è lo standard del documento aperto, normalmente quando si lavora con un software, una volta finito il lavoro si salva su un file e si conserva tutto, questo file creato è normalmente leggibile solo da quel software e di fatto ogni tentativo di poterlo leggere con altri software che fanno la stessa cosa è inutile o almeno laborioso, esistono dei filtri che permettono di convertire i formati ma spesso sono conversioni approssimative e nel passaggio si perde parte delle funzionalità... alcuni produttori pensarono bene di adottare questa politica per assicurarsi la fidelizzazione del cliente in pratica tenendo in ostaggio i suoi dati... difficilmente un'azienda potrà permettersi di cambiare fornitore, anche quando questo si rivela non più adatto alle proprie esigenze, quando tutto o parte del suo archivio diventerebbe inutile senza quel software o quando il passaggio risultasse molto oneroso (e non si parla solo di spendere soldi per il nuovo software ma anche la perdita di tempo, le risorse da dedicare e soprattutto il dover andare avanti a regime ridotto fino alla conclusione del processo)... senza scomodare le aziende, molti musicisti si trovano nell'impossibilità di cambiare software perchè i lavori fatti non possono essere usati (io per esempio ho tutto su cakewalk, se anche volessi non potrei passare a protools o cubase o altro)... ora, è abbastanza ovvio che in certi casi non si possono far convergere i formati di software con funzionalità molto differenti, ma in certi casi la convergenza è possibile e sarebbe auspicabile, in particolare trovo odioso che molte amministrazioni pubbliche mettano nei loro siti dei formati proprietari per cui, da cittadino, se voglio consultare quei documenti devo comprarmi l'office di zio Bill, oltretutto esiste una legge che sancisce a qualsiasi cittadino il diritto di poter consultare qualsiasi documento pubblicato dalle amministrazioni... eppure spesso trovi file .doc, Xls, mi è capitato perfino file specialistici di autocad o publisher! Fortunatamente si comincia a vedere qualche segnale concreto in questo senso... ovviamente non tutti si adeguano e pur di rompere i maroni decidono di fare la loro versione dello standard aperto invece di aderire ad uno come avrebbe più senso (si tratta di buon senso che ovviamente viene messo da parte per il senso del vantaggio personale).

Uno dei punti per me più importanti della filosofia Open è lo standard del documento aperto, normalmente quando si lavora con un software, una volta finito il lavoro si salva su un file e si conserva tutto, questo file creato è normalmente leggibile solo da quel software e di fatto ogni tentativo di poterlo leggere con altri software che fanno la stessa cosa è inutile o almeno laborioso, esistono dei filtri che permettono di convertire i formati ma spesso sono conversioni approssimative e nel passaggio si perde parte delle funzionalità... alcuni produttori pensarono bene di adottare questa politica per assicurarsi la fidelizzazione del cliente in pratica tenendo in ostaggio i suoi dati... difficilmente un'azienda potrà permettersi di cambiare fornitore, anche quando questo si rivela non più adatto alle proprie esigenze, quando tutto o parte del suo archivio diventerebbe inutile senza quel software o quando il passaggio risultasse molto oneroso (e non si parla solo di spendere soldi per il nuovo software ma anche la perdita di tempo, le risorse da dedicare e soprattutto il dover andare avanti a regime ridotto fino alla conclusione del processo)... senza scomodare le aziende, molti musicisti si trovano nell'impossibilità di cambiare software perchè i lavori fatti non possono essere usati (io per esempio ho tutto su cakewalk, se anche volessi non potrei passare a protools o cubase o altro)... ora, è abbastanza ovvio che in certi casi non si possono far convergere i formati di software con funzionalità molto differenti, ma in certi casi la convergenza è possibile e sarebbe auspicabile, in particolare trovo odioso che molte amministrazioni pubbliche mettano nei loro siti dei formati proprietari per cui, da cittadino, se voglio consultare quei documenti devo comprarmi l'office di zio Bill, oltretutto esiste una legge che sancisce a qualsiasi cittadino il diritto di poter consultare qualsiasi documento pubblicato dalle amministrazioni... eppure spesso trovi file .doc, Xls, mi è capitato perfino file specialistici di autocad o publisher! Fortunatamente si comincia a vedere qualche segnale concreto in questo senso... ovviamente non tutti si adeguano e pur di rompere i maroni decidono di fare la loro versione dello standard aperto invece di aderire ad uno come avrebbe più senso (si tratta di buon senso che ovviamente viene messo da parte per il senso del vantaggio personale).


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aspettando la pagina 2
di MorCeleb [user #9686]
commento del 19/03/2007 ore 23:3
non ho nulla da aggiungere, e non vedo l'ora di leggere la prossima pagina (la 2, contando a partire da 0 ;-) sull'argomento!
Rispondi
Standard chiusi
di danielsyte utente non più registrato
commento del 20/03/2007 ore 08:4
Aggiungerei, quando un'azienda decide di acquistare un programma per il disegno CAD, e il fornitore chiude battenti, si trova per forza di cose ad immense spese per la migrazione ad un altro formato. Nel nostro caso, negli anni '80 iniziammo a disegnare in CAD con un programma che girava su workstation SUN. Ottimo programma, a detta dei disegnatori superiore all'Autocad dell'epoca. Ma la ditta che lo proponeva, vista l'impetuosa crescita di workstation Win a basso prezzo e bassa qualità, dovette chiudere. Il suo formato proprietario non era compatibile con Autocad, che si era imposto come standard. Così abbiamo dovuto DISEGNARE tutto l'archivio da zero, ti lascio immaginare. Per lo stesso motivo una migrazione a Linux non è ancora possibile per noi (e l'ho analizzato nella tesi di laurea); Autocad è lo standard, ed è difficile trovare un programma che sia 100% compatibile, con la stessa interfaccia, che mi permetta di mantenere i costi nella migrazione. Se non cambiano le cose alla Autodesk - e mi pare che non vogliano cambiare - difficilmente le ditte che usano Autocad potranno migrare a costi contenuti verso Linux o perlomeno a standard aperti. Ovvio, questi sono i miei 2 cent.
Rispondi
Re:Standard chiusi
di Robyz [user #66]
commento del 20/03/2007 ore 10:2
Come ti capisco!!!! Il mio problema invece riguarda un altro campo, probabilmente peggiore del tuo, quello della contabilità, in anni di professione non ho ancora visto un programma di contabilità che fosse poco più che decente, pochissimi sono aperti, molti usano database proprietari oppure formati e tecnologie vecchie di un decennio (e non parlo solo di interfacce orride ma proprio di motore di database)... negli anni ho sviluppato un rifiuto ad occuparmi di questo genere di software che ancora adesso non rieco a vincere, se posso evito di metterci le mani perchè ho la sensazione di essere su un campo minato (quando vedi che il consulente della ditta ci mette 4 ore per installare il software considerando che è il suo mestiere ti viene solo da toccarti le balle e sperare che non capiti un disastro!), oltretutto ci tengono per i coglioni sapendo che tengono i nostri dati in ostaggio e possono chiedere cifre assurde senza rischiare di essere scalzati dalla concorrenza (abbiamo ancora oggi la contabilità del 97 che gira su un vecchio software ormai solo per consultazione!) oppure pretendere costi annuali di licenza che IMHO sono ridicoli e rasentano il pizzo. Senza contare che un sistema chiuso ha il grande svantaggio di impedire l'interoperabilità e lo scambio di informazioni su altri applicativi... immagina ad esempio di poggiare sui dati di contabilità un altro sw per creare proiezioni sul bilancio, che ti permetta in un attimo di vedere le voci spesa anno per anno, gli incrementi, l'andamento delle spese per mese e sapere che negli ultimi 5 anni lo stesso mese hai speso tot, immagina di poter ricavare dal registro presenze i dati per le paghe, le trasferte, e dagli stessi dati organizzare i turni di lavoro, i calendari delle riunioni, assegnare i locali e le risorse disponibili... torno a ripetermi, la filosofia Open non è solo una "cortesia" ma un modo per usare meglio le energie di tutti, un sistema chiuso è fondamentalmente un uomo che passa una grossa parte del tempo a tentare di inculare un altro e contemporaneamente cercare di non essere inculato a sua volta, se smettessimo di farlo avremmo un sacco di tempo in più a disposizione per produrre qualcosa di buono. Robyz
Rispondi
Re:Standard chiusi
di danielsyte utente non più registrato
commento del 20/03/2007 ore 10:4
Beh, ti capisco anche su questo fronte. Quando dobbiamo fare il bilancio, ci copiamo A MANO su excel i dati del fantastico programma per la contabilità, un bel database del caxxo che memorizza tutte le fatture ma non può, ad esempio, effettuare una ricerca per cliente fatta come si comanda. Non si può, ad esempio, chiedere di visualizzare tutti i dati relativi al cliente "x" o "società di rappresentanza per x". Bello eh?
Rispondi
Re:Standard chiusi
di Robyz [user #66]
commento del 20/03/2007 ore 10:5
azz, e poi la gente si stupisce quando dico che detesto la contabilità!!!! :DD Io aspetto al varco il nuovo backoffice di Sun, open e integrato con open office... Robyz
Rispondi
Bella riflessione
di triumph utente non più registrato
commento del 20/03/2007 ore 08:5
Ottimo spunto per una riflessione "aperta". Sono assolutamente concorde per tutto quello che riguarda il Pubblico, mentre ritengo che per i privati la decisione sia autonoma e consapevole di dotarsi di strumenti di lavoro a volte "unici", spesso voluti tali per proteggersi dalla contraffazzione. In questo caso il cambiamento e lo scambio di informazioni sarà voluto. Saluti.
Rispondi
Re:Bella riflessione
di Robyz [user #66]
commento del 20/03/2007 ore 10:4
assolutamente d'accordo, il pubblico dovrebbe aderire obbligatoriamente (e dovrebbe anche adeguarsi alle normative di accessibilità invece di fare siti web di merda pieni di animazioni flash e altre minchiate che possono leggere solo gli utenti winzozz e iexplorer, anche perchè esiste una legge in merito), ti dirò di più, da cittadino sono obbligato a fare la dichiarazione dei redditi telematica e per farla non posso usare linux perchè il loro software (che oltretutto si basa su Java che dovrebbe andare molto meglio proprio su linux!) gira solo su win! Sul discorso del privato hai ragione ma è solo questione di mercato, quando il cliente sarà sensibilizzato sui vantaggi di avere uno standard aperto allora si dovranno adeguare per non essere tagliati fuori, in azienda stiamo tentando di abbracciare l'open software non tanto per risparmiare sulle licenze (sno soldi che devi comunque spendere per lo sviluppo delle competenze) ma proprio per rimuovere tutti i "lock in" e poter scegliere liberamente se e quando cambiare tecnologie qualora le attuali risultassero inadeguate. Robyz
Rispondi
Re:Bella riflessione
di smilzo [user #428]
commento del 21/03/2007 ore 15:1
1) Quando non puoi fare la dichiarazione telematica su Linux protesta... protesta... e ancora protesta!!! :)2) Ci sei al grappa? Lì ti racconto le magnifiche trovate dell'amministrazione pubblica in cui lavoro...
Rispondi
Re:Bella riflessione
di Robyz [user #66]
commento del 21/03/2007 ore 22:2
1) protesta? Ho conosciuto un tipo della Confartigianato dell'Emilia Romagna, rappresenta mi pare 20.000 aziende eppure non degnano le loro proteste, figuriamoci per me che sono l'ultimo degli stronzi2) L'intenzione c'è, per scaramanzia non agguingo altro ;-) Robyz
Rispondi
Re:Bella riflessione
di smilzo [user #428]
commento del 22/03/2007 ore 10:2
Ieri ho visto un pezzo de l'Infedele in TV... si parlava di vallettopoli... c'era un funzionario che è il prototipo del funzionario. Responsabile di Domenica in, o simile... lui se ne lava le mani. Non è responsabile dei contenuti. Lui deve fare audience. Lui ha una responsabilità in termini di ritrono economico. Non è un educatore.   Mi pare che le persone che sono pubblici interlocutori abbiano lo stesso atteggiamento. Se ne lavano le mani. Spero che queste persone si piglino tanti calci in culo in futuro, di modo da lavorare veramente PER la società...
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