Se penso che sarebbe bastato davvero poco per prendere questi tre e farli pentire amaramente del loro gesto insulso....
ROMA (Reuters) - Un giovane disabile ha impedito a un borseggiatore di derubare una anziana su un affollato autobus ieri sera nel centro di Roma, e per tutta risposta è stato insultato e colpito con un pugno al volto dal malvivente, aiutato da due complici coi quali è sceso alla successiva fermata fra l'indifferenza degli altri passeggeri.
Lo ha riferito oggi un testimone presente sull'autobus che ha detto di esser stato l'unico a intervenire in aiuto del giovane, senza che gli prestasse ascolto neanche l'autista del mezzo, che non ha voluto fermare il bus della linea 40, che va dalla Stazione Termini a Piazza San Pietro, dopo che il disabile era stato colpito.
"Il ragazzo disabile, sui trent'anni, ha bloccato un giovane nordafricano che stava cercando di rubare dalla borsa di un'anziana sull'autobus", dice al telefono Marco Cappeddu, giornalista dell'ufficio stampa del Ministero delle Politiche Agricole, aggiungendo che l'episodio è avvenuto intorno alle 21 di ieri nella zona di piazza Navona.
"Insieme al borseggiatore c'erano altri due suoi complici - prosegue - Ha colpito il ragazzo con un pugno dopo averlo insultato chiamandolo 'sporco down'".
"Nessuno dei presenti ha mosso un dito, la maggior parte dei passeggeri erano turisti, magari non capivano o erano spaventati - continua - Io ero a qualche metro, mi sono fatto largo e ho detto ai tre che ero un giornalista e che avrei fatto intervenire le forze dell'ordine . Quello che aveva dato il pugno ha fatto il vago, come si dice qui a Roma, allora ho bussato al portello del conducente e gli ho chiesto di fermare l'autobus che avrei chiamato i carabinieri".
L'intervento però non ha avuto successo. "Mi ha risposto che non poteva fermare l'autobus, che sarebbe stata 'interruzione di pubblico servizio'. Venti metri dopo c'era la fermata, e i tre sono scesi. Anche la signora della borsa è scesa".
Non è stato possibile rintracciare un rappresentante di Trambus, la società del trasporto pubblico di superficie nella Capitale, per avere una dichiarazione sull'accaduto.
Il testimone racconta che alla fermata successiva è sceso anche lui, in compagnia del disabile mentale. "Mi ha detto di chiamarsi Gianluca, di avere una invalidità al 100% e di essere figlio di un carabiniere - dice al telefono Cappeddu - Mi ha chiesto se potevo accompagnarlo a piazza Navona perché aveva paura di incontrare i tre. Così ho fatto, e lì ci siamo salutati".