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L'automobile al tramonto

di doando [user #220] - pubblicato il 15 dicembre 2006 ore 13:01
Ieri ho mantenuto una promessa fatta a mio figlio Thomas: l'ho accompagnato al Motor Show di Bologna.Sarà stata la stanchezza ed il debito di sonno ma rispetto alle prime edizioni questa mi ha lasciato l'amaro in bocca.Sarà che la passione per l'oggetto automobile l'ho perso tanti anni fa e mi è rimasta solo quella per la tecnica e il design.Sarà che ho visto tante esagerazioni (è quello che piace al pubblico?): macchinoni enormi, potentissimi, troppi SUV, troppe gnocche bone (che c'entrano?), troppa discoteca (che c'entra?), troppe gare e "test drive", poche alternative al petrolio.Speriamo che si concretizzi presto il mio sogno da ragazzino:una macchinetta elettrica, unica e uguale per tutti, che viaggia autonomamente solo sui tratti non serviti da una specie di treno/tappeto rollante continuo che ti porta dappertutto, ad una velocità costante. Esempio: parto da casa e voglio andare a SHG. Prendo una macchina a caso, parcheggiata sotto casa, inserisco la mia tessera e la destinazione. Viaggio sui binari cittadini fino alla "stazione", dove la mia macchinetta viene inserita "al volo" sul treno che sta passando. Dopo tre ore esatte arrivo a Milano (niente code, nessun problema con la meteorologia), vengo "scaricato" dal treno al volo e continuo sui binari cittadini fino all'Alcatraz. Al ritorno prendo una qualsiasi macchinetta trovata nei paraggi (tanto sono tutte uguali e a disposizioni di tutti, basta pagare!)Sono un visionario? Speriamo di no!

Ieri ho mantenuto una promessa fatta a mio figlio Thomas: l'ho accompagnato al Motor Show di Bologna.

Sarà stata la stanchezza ed il debito di sonno ma rispetto alle prime edizioni questa mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Sarà che la passione per l'oggetto automobile l'ho perso tanti anni fa e mi è rimasta solo quella per la tecnica e il design.

Sarà che ho visto tante esagerazioni (è quello che piace al pubblico?): macchinoni enormi, potentissimi, troppi SUV, troppe gnocche bone (che c'entrano?), troppa discoteca (che c'entra?), troppe gare e "test drive", poche alternative al petrolio.

Speriamo che si concretizzi presto il mio sogno da ragazzino:

una macchinetta elettrica, unica e uguale per tutti, che viaggia autonomamente solo sui tratti non serviti da una specie di treno/tappeto rollante continuo che ti porta dappertutto, ad una velocità costante. Esempio: parto da casa e voglio andare a SHG. Prendo una macchina a caso, parcheggiata sotto casa, inserisco la mia tessera e la destinazione. Viaggio sui binari cittadini fino alla "stazione", dove la mia macchinetta viene inserita "al volo" sul treno che sta passando. Dopo tre ore esatte arrivo a Milano (niente code, nessun problema con la meteorologia), vengo "scaricato" dal treno al volo e continuo sui binari cittadini fino all'Alcatraz. Al ritorno prendo una qualsiasi macchinetta trovata nei paraggi (tanto sono tutte uguali e a disposizioni di tutti, basta pagare!)

Sono un visionario? Speriamo di no!


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Visioni e realtà
di Gibson S-1 [user #8267]
commento del 15/12/2006 ore 13:5
Ciao Andreas, grazie per lo spunto di riflessione che hai offerto. Condivido in toto la prima parte del tuo intervento: sembra che ormai qualunque evento venga organizzato, debba necessariamente essere spettacolarizzato anche con mezzi scarsamente pertinenti con l'evento in sé, ma di sicuro impatto mediatico, e ultimamente mi pare che la situazione si stia progressivamente degradando. Non sono invece molto d'accordo con la seconda parte. Piccola premessa. A me la passione per la macchina in toto, compresi tecnica e design, è rimasta da quando ho imparato a leggere su Quattroruote che non avevo ancora 5 anni. Mi ricordo bene della Fiat 124 berlina che aveva mio padre quando ero ragazzino: macchina onesta, relativamente confortevole e abbastanza spaziosa in relazione alle dimensioni esterne, tenendo conto anche dell'ingombro della trazione posteriore. Dopo 40 anni, gli stessi ingombri esterni (anzi, qualcosina di più in larghezza e altezza) si ritrovano sulla Grande Punto, macchina più che onesta a sua volta, ma che, se andassimo a risalire di 40 anni l'albero genealogico, sarebbe assimilabile alla Fiat 850: e in sostanza, rispetto alla vecchia 124, offre un'abitabilità e una capacità di carico inferiori, nonostante il vantaggio intrinseco della trazione anteriore, e prestazioni e consumi non troppo dissimili, dato che per smuovere una macchina così ingombrante i motori sono dimensionati di conseguenza. Questo lungo preambolo per dire che le esigenze sacrosante di protezione dell'ambiente e di pedoni e occupanti vanno ovviamente sempre tenute di conto e soddisfatte, ma dubito che gonfiare le dimensioni delle macchine sia una soluzione. Macchine più grosse significano maggior volume di traffico e consumi più alti, con ovvie conseguenze sull'ambiente. È il caso che le sezioni ricerca e sviluppo delle case automobilistiche si impegnino più a fondo nel contenimento di dimensioni e pesi, fermi restando i parametri legati alla sicurezza; in ogni caso mi pare che di margini di intervento ce ne siano, ed anche che questi siano piuttosto ampi. Questo, in sintesi, è il motivo per cui lo scenario che ipotizzavi da ragazzino, mi trova a dir poco perplesso. Secondo me, non bisogna chiudere la porta all'innovazione e alla rilettura: tanto per fare un parallelo in terreni più consoni, cosa potremmo suonare se non ci fosse stato Leo Fender? Buon fine settimana e buon lavoro,AndreaPS: sono (finalmente) riuscito a ripristinare il collegamento di massa della mia bimba, seguendo le tue dettagliatissime istruzioni... grazie ancora!
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Re:Visioni e realtà
di doando [user #220]
commento del 16/12/2006 ore 15:5
Ciao Andrea,vedi, il fatto è che ci sono troppe auto-mobili. Tra un pò ce ne saranno talmente tante che non riusciranno ad uscire dalla concessionaria. Per di più il petrolio è agli sgoccoli, di alternative vere ancora non se ne vedono e comunque rimane il problema traffico, il tempo perso, gli incidenti, i nervi a pezzi, i costi esorbitanti tra carburante, assicurazione, bollo (e furti). Io immagino una specie di car-sharing con vetturette elettriche, a disposizione di chi ne ha bisogno, che si pagano secondo l'uso. Penso che di queste macchine ne basterebbe un quarto di quelle esistenti. Le Ferrari e i macchinoni esagerati tipo SUV starebbero meglio su un poster.P.S.: mi fa piacere che hai risolto il problema alla chitarra!.
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Maturità e rispetto su quattro ruote
di Gibson S-1 [user #8267]
commento del 18/12/2006 ore 11:4
Ciao Andreas e buona settimana, credo che, in effetti, il problema non sia soltanto l'automobile in sé, quanto anche l'uso che ne viene fatto e, a monte, le norme che ne disciplinano l'utilizzo, a tutti i livelli. Si avverte la mancanza di una cultura automobilistica matura e diffusa, e questa non può prescindere dalla presenza di mezzi di informazione imparziali. D'altra parte, l'industria automobilistica è ancora acerba e non è pensabile che la cultura automobilistica possa essere molto più matura. Purtroppo l'automobile si presta a sensazionalismi di ogni genere, dal buco dell'ozono fino alle gnocche del Motor Show ;-), che fanno dimenticare o passare in secondo piano i contenuti tecnici e finiscono per distorcere quelli sociali. L'ipotesi di vetturette unificate e automatizzate, che si muovono lungo percorsi predefiniti (da chi, poi?), IMHO sa tanto di Brave New World, con tutto quello che c'è a monte e a valle. Credo che la possibilità di scegliersi un'auto e una destinazione vada considerata allo stesso modo della possibilità di scelta, per dirne una, fra Gibson e Fender (che fantasia, eh? :-D), o, per palati più fini (se preferisci, per scelte più consapevoli), fra Bent e AlecB :-P. Ripeto, il problema di Ferrari, SUV e macchinoni esagerati non è costituito dalle auto in sé, ma da chi le usa, il più delle volte fuori contesto. Permettimi qualche esempio personale per chiarire il concetto. A me piace la Toyota Prius, auto ibrida ben progettata e dal costo allineato a quello di auto convenzionali con caratteristiche analoghe; però a) non ha sufficiente spazio per i bagagli per spostare tutta la famiglia per le vacanze estive e invernali, b) l'uso tipico che ne farei è quello meno efficiente per sfruttare i vantaggi della tecnologia ibrida, e c) in ogni caso è fuori budget. Chissà che fra qualche anno, coi figli autonomi e colla disponibilità dell'usato, il discorso non possa cambiare (magari a quel punto sarà diventata obsoleta :-P). Altro esempio, sempre personale. A me e ai miei figli piace sciare (abbiamo una casa sull'appennino in affitto insieme ad altre due famiglie), e ci farebbe comodo una SUV tipo RAV4 o X-Trail, sia per le capacità di carico che per la maggiore sicurezza su neve e ghiaccio. Dato che i soldi scarseggiano, e comunque le esigenze primarie sono altre, mi sono tenuto la mia Passat a benzina di seconda mano e ci ho comprato un treno di gomme invernali. Fra l'altro, per portare i figli a scuola e andare in ufficio uso quasi sempre la Matiz di mia moglie (che odia guidare), che consuma e inquina meno e occupa meno spazio. Non voglio dire, con questo, di essere l'unico esempio da seguire in termini di management dell'auto, tutt'altro: anzi, sono sicuro che anche tu potresti citare diversi esempi di uso ragionato (non voglio dire intelligente) dell'auto. Riallacciandomi a quanto hai recentemente detto in una pagina del tuo diario, credo che il disagio che stai avvertendo verso le auto nasca principalmente da una questione di rispetto, soprattutto per il prossimo: quando non uso dieci metri quadrati di macchina per spostarmi in città, quando non parcheggio sul marciapiede, quando lascio le corsie preferenziali ai veicoli autorizzati, quando ringrazio, con un cenno della mano, l'automobilista sconosciuto che si è accostato lungo la stradina vicinale stretta per farmi passare... Già. A volte basterebbe poco per fare la nostra parte, o almeno per iniziare a farla, eppure anche questo poco sembra diventato merce rara. L'auto, IMHO, è un simbolo e uno strumento di libertà: sta a noi iniziare a farne il miglior uso possibile, senza demonizzarla al di là delle responsabilità effettive.Un saluto e un augurio di buon lavoro,Andrea
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