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Coatto tra i "Coatti"

di LRFalco [user #10757] - pubblicato il 12 dicembre 2006 ore 14:25
Caro Diario quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho scritto questa frase ma ora non ne trovo veramente una di più adatta per cominciare a scrivere di quello che ho vissuto. Bene andiamo per gradi. Venerdì 8/12. Andiamo io e mio figlio, nel ripostiglio dove tengo la mia batteria. Lui non sta nella pelle. Ha 5 anni ma non mi ha mai visto suonare dal vivo. Solo filmati di quando facevo il peripatetico con il gruppo per il locali di Roma. Gli spiego che dentro quelle grandi cappelliere non ci sono copricapi ma tamburi. E li in quella borsa che sembra un disco volante ci sono i piatti. E non servono per mangiarci dentro ma se li colpisci con quei pezzi di legno li, fanno un suono (bellissimo). Prendo la batteria e la tiro fuori pezzo per pezzo, la controllo, l'accarezzo come non facevo da molto tempo. Poi quasi senza accorgermene, prendo un panno di lana e comincio a pulirla pensando tra me e me: ti porto a fare una bella passeggiata; ti porto a conoscere tante chitarre e tanta gente che ama la musica come me. Ma devi essere bella. Devi farli innamorare tutti. E poi i piatti. Nella vasca da bagno, acqua e sapone, semplicemente. Odio tutti quei preparati per metalli, quei lucidanti. Così! Siete bellissimi, ognuno con un colore diverso, ognuno con un suono, con una voce diversa. Sono stanco. sono le 23 e vado a nanna pensando al domani. Sabato 9/12 Scendo in garage con il mio piccoletto attaccato come nemmeno la cozza campione del mondo di appiccicume potrebbe lontanamente sognare di fare. Mi porta il pedale e poi le bacchette; vorrebbe sollevare i tom ma sono troppo grandi e pesanti per lui. Chissà se tra un po' seguirà il mio consiglio di suonare il triangolo o al massimo il flauto dolce? Perchè la batteria è uno strumento meraviglioso ma fa uscire le ernie nei posti più impensabili. Finisco di caricare, mia moglie scende con le ultime cose e si parte. Abito sulla Pontina e per me sarebbe una passeggiata di salute raggiungere Norma, ma in tanti anni non l'ho mai fatto. Le istruzioni di Alex sono quanto di più esaustivo ho visto nella mia vita. Alex hai mai pensato di intraprendere la carriera di navigatore satellitare? La giornata è uggiosa e le nuvole incombono da sud. Ascoltiamo il cd dei pezzi che dovremo suonare la sera e dico a mia moglie: vedrai ne faremo al massimo tre o quattro. Mai previsione fu così azzeccata :) Cominciamo a salire per la strada che conduce a Norma denominata Norbana II; ma perchè qualcuno ha anche avuto il coraggio di fare la I ? Nel frattempo ci sfila Ninfa sulla destra. Che posto incantevole, il castello delle favole. Comincia a salirmi l'adrenalina, siamo a pochi chilometri dall'Hotel che ci ospiterà. Arriviamo in paese e poi ancora più su e ci siamo. Lascio mia moglie e mio figlio in camera e vado a scaricare il mio Tesssoro. Mi viene incontro Alex con un sorrisone. Baci e abbracci e poi ad ascoltare il finale della prima parte dell’intervento di Masiello. Interessante e a prima vista bellissime chitarre. E poi i saluti con quelli che conosco e Piera ovunque. Tutti a pranzo seduti ad un tavolo che sembra un matrimonio con Peppe e Alberto nella parte degli sposi. E sempre Piera che organizza, rampogna i camerieri, ci fa spostare in una posizione più centrale, in pratica davanti agli sposi. E parliamo di musica e di progetti futuri con Alberto e Chiara. (se po fa se po fa!) La sala dove suoneremo è grande e rimbomba un po’; temo per i suoni ma sarà una preoccupazione infondata. E c’è pure il palco per il mio Tesssoro. Rosso, stretto, come ogni palco per batteria che si rispetti, trafugato con destrezza nottetempo da Alex e Alfio non so da dove. Gigi ha la faccia stanca e un po’ tesa ma felice. Mi metto a montare ma a metà dell’opera smetto perché ci sono le dimostrazioni “pratiche” delle chitarre di Masiello. E capisco che non sono solo belle ma suonano alla grande. Guido (chitarrista “di fiducia” di Antonio Masiello) snocciola scale e ritmiche da paura ma non è nulla in confronto a quello che succederà di li a poco. E poi ricomincio a montare con Federica, la figlia di Spreghini e Valerio, mio figlio che imperversano intorno a me chiedendomi in cinque minuti tutto ma proprio tutto sulle meccaniche, i piatti, le pelli, i pedali, le bacchette, e cercando di aiutarmi (troppo belli davvero tutti e due) mi fanno perdere moltissimo tempo. Ma non fa niente, è bello così. E poi mi incanto: sentire Spreghini che spiega le sue tecniche con quell’accento di Maremma, che ci fa sentire cosa intende lui per TEMPO, che ci delizia con i suoi pezzi magistrali. E lo facciamo suonare e suonare fino all’ora di cena. E non smetterei più di sentirlo. Se avessi tempo e meno anni di quelli che ho, mi metterei a imparare un nuovo strumento sicuramente. Arriva Claudio (Bluman) il mio amico/fratellone, quello che ha avuto il merito (per me) di avermi fatto conoscere Accordo e gli accordiani di Roma (e non solo) e il demerito (per loro) di avermi portato quella sera indimenticabile, alla mia prima jam romana. Andiamo a cena e arrivano un mucchio di amici di Alex. Troppo forti e conosco finalmente il papà di Alex. Belle persone tutte quante. Ci siamo; caffè e poi di corsa ad accordare le pelli della “belva”. Proviamo i suoni. Mi cade l’occhio in basso e vedo i due set di pedali più grandi che io abbia mai visto! Guido e Alfio hanno due valige con dentro l’inimmaginabile. Comincio a pensare che dentro ai pantaloni abbiano almeno altre 4 gambe perché non so proprio come faranno a manovrarli tutti quei pedali (ma nel corso della serata capirò) E si comincia piano, quasi in punta di piedi con i Pink Floyd. Masiello prende una delle sue chitarre e comincia a snocciolare note. Frank e Chiara cantano e fanno i cori, Alberto è vicino a me con il suo basso e Alfio comincia a suonare e a godere. Mio figlio mi guarda cercando di vincere il sonno e mi manda quintali di baci. E’ felicissimo e a me scoppia il cuore. E poi avanti: Alex imbraccia una chitarra della quale non ricordo la marca (credo sia di Frank). E’ bella e dolce all’aspetto ma è cattiva dentro. Ha una tastiera velocissima e Alex ci si trova benissimo e giù un torrente di note. Io e il mio Tesssoro ci troviamo a meraviglia con tutti. Mi sale l’adrenalina e mi piace quello che sento. Poco a dir la verità; non ho spie e tutti gli ampli mi stanno davanti ma che jam sarebbe se tutto fosse perfetto? E poi mi basta e avanza. Mi sento coatto tra i coatti, finisco un pezzo e subito ne cominciamo un altro ed Er Più dei coatti lo vedo alla mia sinistra. Imbraccia una Diavoletto coattissima. Se la posa sulla “patta” e gli da giù come un assatanato. Lo sguardo stanco ha lasciato il posto ad una sorta di lucida follia. Crescono i decibel e Guido impugna la sua chitarra. Rock and Roll dei Led Zeppelin è un orgia di coatteria. Veloce e ignorante come poche canzoni possono essere. Alfio e Guido insieme sono una forza della natura ma quando ai due si aggiungono Frank e Minguccio comincio a godere come un riccio. Fraseggi velocissimi, ritmiche precise e “pesanti” come solo chi ama il rock veramente, sa fare. E poi ancora Peppe e Harlock si scambiano strumenti come se nulla fosse. E la notte va avanti. Quando lascio (voglio essere sincero fino in fondo, a malincuore) il posto a Manuelo (a proposito bellissima persona e bravissimo batterista - ciao Manuè) sono in uno stato di ebbrezza assoluto. Esco e fuori piove. Mi accendo un sigaro tiro una boccata e provo a rilassarmi un po’. Dal di fuori la paura di suoni incomprensibili o volumi sfalsati appare del tutto infondata. Il suono degli strumenti è pastoso, pieno. Si sente bene tutto, compresa la mia “piccola”. Quanto è bella a vederla da davanti. E suona proprio bene; con gli anni è migliorata come il vino buono. Faccio un salto nell’altra sala adibita a jam e conosco l’altra faccia della “coatteria”; quella dolce e bellissima della voce di una ragazza che non so come si chiama. Accompagnata da un chitarrista sta cantando funky. Mi innamoro subito; mi siedo alla batteria di Manuelo, una Tama StarClassic con la cattiveria in corpo (prima della mia Pearl avevo proprio una Star come quella) e comincio il mio quarto d’ora d’eleganza  Facciamo insieme tre pezzi e finiamo con Elisa. BELLISSIMO! Esco e piove. Alex ha riunito il padre e Manuelo e suonano brani dei Mururoa. Io saluto tutti e vado a letto. Sono le tre e sono contento, appagato, felice come un bambino a Natale. Domani mattina dovrò smontare e caricare. Ma non importa; mi importa solo di quello che è stato. Di quello che abbiamo fatto tutti insieme. Abbiamo fatto una delle cose più belle che esistano al mondo. ABBIAMO FATTO MUSICA Ciao diario

Caro Diario quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho scritto questa frase ma ora non ne trovo veramente una di più adatta per cominciare a scrivere di quello che ho vissuto. Bene andiamo per gradi. Venerdì 8/12. Andiamo io e mio figlio, nel ripostiglio dove tengo la mia batteria. Lui non sta nella pelle. Ha 5 anni ma non mi ha mai visto suonare dal vivo. Solo filmati di quando facevo il peripatetico con il gruppo per il locali di Roma. Gli spiego che dentro quelle grandi cappelliere non ci sono copricapi ma tamburi. E li in quella borsa che sembra un disco volante ci sono i piatti. E non servono per mangiarci dentro ma se li colpisci con quei pezzi di legno li, fanno un suono (bellissimo). Prendo la batteria e la tiro fuori pezzo per pezzo, la controllo, l'accarezzo come non facevo da molto tempo. Poi quasi senza accorgermene, prendo un panno di lana e comincio a pulirla pensando tra me e me: ti porto a fare una bella passeggiata; ti porto a conoscere tante chitarre e tanta gente che ama la musica come me. Ma devi essere bella. Devi farli innamorare tutti. E poi i piatti. Nella vasca da bagno, acqua e sapone, semplicemente. Odio tutti quei preparati per metalli, quei lucidanti. Così! Siete bellissimi, ognuno con un colore diverso, ognuno con un suono, con una voce diversa. Sono stanco. sono le 23 e vado a nanna pensando al domani. Sabato 9/12 Scendo in garage con il mio piccoletto attaccato come nemmeno la cozza campione del mondo di appiccicume potrebbe lontanamente sognare di fare. Mi porta il pedale e poi le bacchette; vorrebbe sollevare i tom ma sono troppo grandi e pesanti per lui. Chissà se tra un po' seguirà il mio consiglio di suonare il triangolo o al massimo il flauto dolce? Perchè la batteria è uno strumento meraviglioso ma fa uscire le ernie nei posti più impensabili. Finisco di caricare, mia moglie scende con le ultime cose e si parte. Abito sulla Pontina e per me sarebbe una passeggiata di salute raggiungere Norma, ma in tanti anni non l'ho mai fatto. Le istruzioni di Alex sono quanto di più esaustivo ho visto nella mia vita. Alex hai mai pensato di intraprendere la carriera di navigatore satellitare? La giornata è uggiosa e le nuvole incombono da sud. Ascoltiamo il cd dei pezzi che dovremo suonare la sera e dico a mia moglie: vedrai ne faremo al massimo tre o quattro. Mai previsione fu così azzeccata :) Cominciamo a salire per la strada che conduce a Norma denominata Norbana II; ma perchè qualcuno ha anche avuto il coraggio di fare la I ? Nel frattempo ci sfila Ninfa sulla destra. Che posto incantevole, il castello delle favole. Comincia a salirmi l'adrenalina, siamo a pochi chilometri dall'Hotel che ci ospiterà. Arriviamo in paese e poi ancora più su e ci siamo. Lascio mia moglie e mio figlio in camera e vado a scaricare il mio Tesssoro. Mi viene incontro Alex con un sorrisone. Baci e abbracci e poi ad ascoltare il finale della prima parte dell’intervento di Masiello. Interessante e a prima vista bellissime chitarre. E poi i saluti con quelli che conosco e Piera ovunque. Tutti a pranzo seduti ad un tavolo che sembra un matrimonio con Peppe e Alberto nella parte degli sposi. E sempre Piera che organizza, rampogna i camerieri, ci fa spostare in una posizione più centrale, in pratica davanti agli sposi. E parliamo di musica e di progetti futuri con Alberto e Chiara. (se po fa se po fa!) La sala dove suoneremo è grande e rimbomba un po’; temo per i suoni ma sarà una preoccupazione infondata. E c’è pure il palco per il mio Tesssoro. Rosso, stretto, come ogni palco per batteria che si rispetti, trafugato con destrezza nottetempo da Alex e Alfio non so da dove. Gigi ha la faccia stanca e un po’ tesa ma felice. Mi metto a montare ma a metà dell’opera smetto perché ci sono le dimostrazioni “pratiche” delle chitarre di Masiello. E capisco che non sono solo belle ma suonano alla grande. Guido (chitarrista “di fiducia” di Antonio Masiello) snocciola scale e ritmiche da paura ma non è nulla in confronto a quello che succederà di li a poco. E poi ricomincio a montare con Federica, la figlia di Spreghini e Valerio, mio figlio che imperversano intorno a me chiedendomi in cinque minuti tutto ma proprio tutto sulle meccaniche, i piatti, le pelli, i pedali, le bacchette, e cercando di aiutarmi (troppo belli davvero tutti e due) mi fanno perdere moltissimo tempo. Ma non fa niente, è bello così. E poi mi incanto: sentire Spreghini che spiega le sue tecniche con quell’accento di Maremma, che ci fa sentire cosa intende lui per TEMPO, che ci delizia con i suoi pezzi magistrali. E lo facciamo suonare e suonare fino all’ora di cena. E non smetterei più di sentirlo. Se avessi tempo e meno anni di quelli che ho, mi metterei a imparare un nuovo strumento sicuramente. Arriva Claudio (Bluman) il mio amico/fratellone, quello che ha avuto il merito (per me) di avermi fatto conoscere Accordo e gli accordiani di Roma (e non solo) e il demerito (per loro) di avermi portato quella sera indimenticabile, alla mia prima jam romana. Andiamo a cena e arrivano un mucchio di amici di Alex. Troppo forti e conosco finalmente il papà di Alex. Belle persone tutte quante. Ci siamo; caffè e poi di corsa ad accordare le pelli della “belva”. Proviamo i suoni. Mi cade l’occhio in basso e vedo i due set di pedali più grandi che io abbia mai visto! Guido e Alfio hanno due valige con dentro l’inimmaginabile. Comincio a pensare che dentro ai pantaloni abbiano almeno altre 4 gambe perché non so proprio come faranno a manovrarli tutti quei pedali (ma nel corso della serata capirò) E si comincia piano, quasi in punta di piedi con i Pink Floyd. Masiello prende una delle sue chitarre e comincia a snocciolare note. Frank e Chiara cantano e fanno i cori, Alberto è vicino a me con il suo basso e Alfio comincia a suonare e a godere. Mio figlio mi guarda cercando di vincere il sonno e mi manda quintali di baci. E’ felicissimo e a me scoppia il cuore. E poi avanti: Alex imbraccia una chitarra della quale non ricordo la marca (credo sia di Frank). E’ bella e dolce all’aspetto ma è cattiva dentro. Ha una tastiera velocissima e Alex ci si trova benissimo e giù un torrente di note. Io e il mio Tesssoro ci troviamo a meraviglia con tutti. Mi sale l’adrenalina e mi piace quello che sento. Poco a dir la verità; non ho spie e tutti gli ampli mi stanno davanti ma che jam sarebbe se tutto fosse perfetto? E poi mi basta e avanza. Mi sento coatto tra i coatti, finisco un pezzo e subito ne cominciamo un altro ed Er Più dei coatti lo vedo alla mia sinistra. Imbraccia una Diavoletto coattissima. Se la posa sulla “patta” e gli da giù come un assatanato. Lo sguardo stanco ha lasciato il posto ad una sorta di lucida follia. Crescono i decibel e Guido impugna la sua chitarra. Rock and Roll dei Led Zeppelin è un orgia di coatteria. Veloce e ignorante come poche canzoni possono essere. Alfio e Guido insieme sono una forza della natura ma quando ai due si aggiungono Frank e Minguccio comincio a godere come un riccio. Fraseggi velocissimi, ritmiche precise e “pesanti” come solo chi ama il rock veramente, sa fare. E poi ancora Peppe e Harlock si scambiano strumenti come se nulla fosse. E la notte va avanti. Quando lascio (voglio essere sincero fino in fondo, a malincuore) il posto a Manuelo (a proposito bellissima persona e bravissimo batterista - ciao Manuè) sono in uno stato di ebbrezza assoluto. Esco e fuori piove. Mi accendo un sigaro tiro una boccata e provo a rilassarmi un po’. Dal di fuori la paura di suoni incomprensibili o volumi sfalsati appare del tutto infondata. Il suono degli strumenti è pastoso, pieno. Si sente bene tutto, compresa la mia “piccola”. Quanto è bella a vederla da davanti. E suona proprio bene; con gli anni è migliorata come il vino buono. Faccio un salto nell’altra sala adibita a jam e conosco l’altra faccia della “coatteria”; quella dolce e bellissima della voce di una ragazza che non so come si chiama. Accompagnata da un chitarrista sta cantando funky. Mi innamoro subito; mi siedo alla batteria di Manuelo, una Tama StarClassic con la cattiveria in corpo (prima della mia Pearl avevo proprio una Star come quella) e comincio il mio quarto d’ora d’eleganza  Facciamo insieme tre pezzi e finiamo con Elisa. BELLISSIMO! Esco e piove. Alex ha riunito il padre e Manuelo e suonano brani dei Mururoa. Io saluto tutti e vado a letto. Sono le tre e sono contento, appagato, felice come un bambino a Natale. Domani mattina dovrò smontare e caricare. Ma non importa; mi importa solo di quello che è stato. Di quello che abbiamo fatto tutti insieme. Abbiamo fatto una delle cose più belle che esistano al mondo. ABBIAMO FATTO MUSICA Ciao diario


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Ma perchè le giornate sono solo di 24 ore?
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Ho letto con commozione.
di alfio [user #7386]
commento del 12/12/2006 ore 14:3
(e pure con un pizzico di orgoglio) A quanto pare non solo suoni bene ma scrivi pure con sentimento. Ti abbraccio.Er più coatto dei coatti
Rispondi
Re:Ho letto con commozione.
di smilzo [user #428]
commento del 12/12/2006 ore 15:0
Ha commosso pure me che non c'ero... ;D
Rispondi
La pelle d'oca
di Alexander25 [user #607]
commento del 12/12/2006 ore 14:5
Mi hai fatto veramente emozionare. Ti ringrazio non solo per il Coatto, ma anche per tutte le prove fatte in saletta e per tutte le jammate passate e future che faremo insieme. Con te dietro le pelli è una sicurezza di divertimento e potenza. Conoscere la tua famiglia mi ha riempito di gioia, un abbraccio anche da parte di Pierina la peste.
Rispondi
Contentissimo
di Bluman [user #3800]
commento del 12/12/2006 ore 16:5
Sono stracontento. Se ripenso a quando ti dicevo che stavo facendo delle jam con delle persone in un pub ogni martedì sera... ti ricordi? Chi avrebbe immaginato di ritrovarti al Coatto!Ti voglio bene, e ti dico... a ttune zincaro brutto (tanto lo capiamo solo noi)
Rispondi
Re:Contentissimo
di LRFalco [user #10757]
commento del 12/12/2006 ore 22:5
e fricate a finirla cu sta musciaria in gulo a tia llupoCi si vede martedì 19
Rispondi
Grande Hammer!
di goose1108 utente non più registrato
commento del 13/12/2006 ore 00:2
E' stato un piacere leggerti, belle parole legate ad altrettanto belle emozioni. E' rassicurante suonare sul tuo drumming... e qui mi fermo per non essere "accusato " di piaggeria ;-)Ci si vede martedì.Besos a te e famiglia.PeppePS: ma dopo aver suonato a quei volumi sabato sera, come faremo martedì? ;o)
Rispondi
Un batterista
di CaptainHarlock utente non più registrato
commento del 13/12/2006 ore 08:4
Io sento in te la musica, la passione per questo magico insieme di vibrazioni. Nel tuo caso si tratta di pelli e pezzi di metallo, nel nostro caso di corde, magneti, valvole e coni, e ammennicoli vari a fare da contorno.... ma che differenza fa? Sei un grande, e non lo dico per scherzo o alla leggera. Sei prima di tutto una grande persona, e il bello delle nostre suonate è l'intesa musicale ed umana che si è creata sin dal primo istante. Lo dico a te, ma lo dico in generale... questi momenti, questi bellissimi momenti, mi stanno facendo riconsiderare il mio punto di vista sul "fare musica": molto più bello e appassionante farla così, come la facciamo.... allegramente, senza pensieri, senza perfezionismi, LIBERAMENTE. E, non tanto stranamente, viene fuori quella che io considero la musica più bella che abbia mai suonato. Il "bel suono" che avevamo durante la jamsession di sabato non era casuale, e non era solo perchè la strumentazione è stata settata a dovere ed era comunque strumentazione grandiosa... no, c'era tanto AMORE in quel suono, ed era bellissimo anche e soprattutto per quello. Sono fortunato ad averti conosciuto, e ancora più fortunato a poter suonare con te, insieme a tutti i Coattari... Un semplice "grazie" sembra poco, ma è sentito... perciò grazie davvero :).
Rispondi
Re:Un batterista
di minguccio utente non più registrato
commento del 13/12/2006 ore 09:1
è stato avvero un piacere anzi un onore suonare con un batterista come te, traspariva passione e precisione da tutte le parti, e poi tuo figlio.....un angelo meravigioso Menguicc
Rispondi
Re:Un batterista
di doando [user #220]
commento del 13/12/2006 ore 11:3
Alex the Hammer! Grazie per questo bel racconto. Mi è dispiaciuto moltissimo non esserci stato. Ricordo con piacere la jam estiva romana. A presto, Alex.
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