Ieri sera mi sono gustato un programma su Mtv che parlava dei gruppi che hanno portato alla nascita dell'heavy metal: una delle poche trasmissioni interessanti che mi è capitato di vedere su quella rete.
Sono rimasto colpito da una intervista fatta a Tony Iommi, chitarrista dei Black Sabbath, il quale raccontava che durante il lavoro in fabbrica perse due falangi della mano sinistra cadendo in una forte depressione.
In seguito, ascoltando Django Reinhard che era affetto da un problema analogo, ricominciò a suonare costruendosi delle protesi a partire dai tappi di bottiglia fusi e sagomati sui moncherini ricoperti successivamente di pelle per maggiore "grip": questo handicap condizionò fortemente il suo modo di suonare rendendo ancora più caratterizzante il sound della band.
Si parlava delle suggestioni demoniache nei loro testi, del "diabolus in musica", una triade minore abolita fin dal Medioevo per la dissonanza che creava, degli acidi e del forte senso di ribellione e di quanto i musicisti che seguirono vennero da loro condizionati.
Inizialmente vennero stroncati dalla critica ma, come spesso accade, le vendite tacitarono le loro perplessità facendoli entrare nella storia con brani come "Black Sabbath" o "Paranoid"
I Led Zeppelin, dei quali abbiamo avuto un saggio della loro modalità di arrangiamento, erano già più evoluti come linguaggio, un passo in avanti secondo i miei gusti rispetto ai loro contemporanei e la gran parte delle band odierne di "Nu Metal", con testi più poetici e sognanti, complice la verve compositiva di Jimi Page e la bella e potente voce di Robert Plant che è stata tra quelle più imitate dai cantanti che lo seguirono.
Molto spazio era dedicato agli enigmi, messaggi ambigui e disseminati all'interno delle loro registrazioni, ambiguità che trova sublimazione in un album completamente anonimo (ribattezzato Led Zeppelin IV) nel quale ogni brano era destinato a diventare un classico.
Si diceva che fosse possibile ascoltare un messaggio facendo girare al contrario uno dei loro dischi: il tutto contribuì a suggestionare il pubblico e ad alimentare quell'alone di mistero.
Non conosco molto dei Led Zeppelin ma è stato uno dei gruppi che mio fratello ha ascoltato più spesso quando ero bambino influenzando il mio gusto.
Successivamente il programma si è spostato su gruppi ed autori nei quali la componente teatrale e di spettacolo puro passava in primo piano rispetto alla rilevanza della musica.
Si è parlato Alice Cooper, un precursore di tutto lo splatter rock e delle esibizioni truci spiattellate poi da Merilyn Manson e dei Kiss, la cui musica forse non verrà mai ricordata ma che rimarranno per sempre nell'immaginario collettivo per il loro look ed i loro eccessi.
Erano molto concentrati a dare spettacolo di loro stessi, una pura e semplice azienda capitalista votata al solo fine di vendere gadgets: bambole, maschere, t-shirt e molto altro.
Per loro stessa ammissione il loro obiettivo era di "diventare famosi come la Coca Cola": sono stati dei precursori dell'attuale music business.
Se capita una replica non ve lo perdete.
Ciao,
Njuletto