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IEM rig, ne vale la pena?

di EmanueleStone90 [user #54398] - pubblicato il 31 maggio 2022 ore 09:21
Ciao a tutti! Questo è il mio primo post su accordo, per cui spero di non tirare fuori un discorso già affrontato. Premessa, sono di Roma e non ho mai suonato tanto dal vivo come quest'anno, e con l'aumentare della frequenza dei live io e la mia cover band (batteria, basso, due chitarre, tastiera e tre voci) stiamo pensando di fare un investimento per un sistema auto-sufficiente di monitoring personale da palco per ogni occasione, possibilmente tutti in cuffia.
L'idea di base è semplice: rack avente 2 splitter xlr (tipo Behringer ULTRALINK MS8000 o ART S8), un mixer digitale wi-fi (tipo Behringer X Air XR18 o Midas MR 18) e altri elementi necessari quali alimentazione, cavi snake, router ecc.
Il tutto sarebbe cablato e montato con l'idea di andare in un locale X, inserire tutti i cavi xlr della strumentazione nei vari input degli splitter (ipotizziamo ne bastino 16) invece che direttamente nel sistema che porta al mixer dell'impianto, dare 16 canali di splitter output al fonico per l'esterno, mentre gli altri 16 output degli splitter sono  connessi al proprio mixer digitale, che avrà sufficienti output aux da poter soddisfare l'ascolto di ciascun componente del gruppo in maniera indipendente.
Ora, immaginando di voler iterare questa procedura per ogni realtà di musica dal vivo, che avrà certamente batterie, amplificatori, ma soprattutto microfoni diversi in base al luogo, io mi chiedevo, è possibile stabilire dei preset per essere ad un buon punto di partenza quasi sempre? Oppure si rischia di perdere tanto tempo per fare un nostro sound check completo anche per i monitor, vanificando l'idea di praticità e velocità che avevo in mente una volta presa la mano? Conviene utilizzare almeno gli stessi microfoni? Insomma, questo tipo di IEM rig vale la pena di essere comprato/montato?
Mi scuso per il testo lungo ma avevo bisogno di entrare nel dettaglio per farvi capire al meglio il mio dubbio.

Grazie!

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di coprofilo [user #593]
commento del 31/05/2022 ore 13:27:30
Premetto che non ho un sistema iem ma l'ho pensato diverse volte.
Per facilizzare al massimo le cose dovete cercare di evitare il più possibile le variabili derivanti dalla dotazione dei locali, quindi chitarre e basso dovrebbero andare in diretta con ir e non microfonando le casse trovate sul posto, stessa cosa per i mic della voce, usate i vostri con eventuali pre - processori.
In questo modo l'unica variabile è la batteria, per i pezzi fondamentali meglio avere i vostri microfoni così partite già da una base conosciuta.
Se usate casse e microfoni del locale dovete fare un souncheck completo ed è uno sbattimento notevole...
Rispondi
di EmanueleStone90 [user #54398]
commento del 31/05/2022 ore 14:23:10
Infatti una delle opzioni poteva essere comprare i nostri microfoni per tutto, il problema era aggiungere soldi all'investimento. Nulla di eccezionale però è una cosa da tenere conto...
Rispondi
di coprofilo [user #593]
commento del 31/05/2022 ore 19:16:14
Con i tuoi microfoni migliori leggermente la situazione ma, nel caso delle chitarre, sei comunque legato al tipo di cassa che usi e, anche se porti la tua, alla posizione del microfono.
Anche se segni la posizione sulla tela della cassa una minima differenza c'è sempre, un riascolto va dato ed un minimo di ritocchi ti toccherebbe farli spesso.
Basta un ir loader (c'è un nux che costa poco e funziona bene) tra ampli e cassa ed hai un segnale sempre identico, questo ti toglie ogni problema.
Per il basso basta un sansamp ed hai già un bel suono in diretta senza ir.
Le voci le fai con i tuoi microfoni ed eventuali effetti.
Per cassa e rullo potete anche pensare a dei trigger, se non sbaglio roland ha un sistemino che ne gestisce 2, ci carichi due campioni fatti bene e hai fatto la parte fondamentale della batteria.
Per il sistema iem è più che sufficiente, sentirere tutto bene, per tom, timpani e piatti è solo questione di volumi, se anche non suonano da paura si riesce a suonare lo stesso.
Il fonico si troverà il lavoro quasi tutto fatto, dovrà fare solo qualche piccolo aggiustamento per adattare il vostro segnale al suo impianto.
È un sistema bello ma impegnativo e costoso, c'è molta roba da portare in giro e che può dare problemi.
Io continuo alla vecchia maniera, per le nostre esigenze non vale la pena di investire in un sistema del genere.
Tienici informati!
Rispondi
di EmanueleStone90 [user #54398]
commento del 31/05/2022 ore 19:42:26
Grazie mille per i suggerimenti! Per la band che ho menzionato in realtà la situazione è più agevole, dato che abbiamo tutti la possibilità di entrare in linea anche con gli strumenti, eccetto la batteria e una chitarra. La questione del triggering della cassa e rullante mi alletta assai, ci farò un pensierino... Vi aggiorno non appena tornano disponibili i mixer digitali, introvabili al momento D:
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 31/05/2022 ore 14:22:19
E' una questione che abbiamo in ballo anche con un mio gruppo, non nel dettaglio, ma fondamentalmente c'è chi vorrebbe fare un setup in saletta, salvarlo sul mixer digitale, con la speranza che eviti lunghi suondcheck sul posto.
Sinceramente io sono molto scettico. L'acustica del locale, o del palco all'aperto o di quel che è, cambia spesso -drasticamente- gli EQ, i livelli e i riverberi in gioco.
Comunque, a breve inizieremo un po' di live, e vedremo chi avrà ragione.
Rispondi
di EmanueleStone90 [user #54398]
commento del 31/05/2022 ore 14:26:26
L'idea che avevo in mente era proprio quella di salvare i setup e basta. Evidentemente l'ho fatta troppo facile... Rimango allora in attesa di un riscontro!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 01/06/2022 ore 14:46:46
Ogni live ha bisogno di un orecchio esterno e di un mixer per sciogliere i suoni. Al limite uno della band dovrebbe fare il fonico. Un cono non è una sciocchezza. Il cono più è costoso e più non ha bisogno di fonico. I coni generici, caricati da più strumenti, impastano tutto. Già un po' meglio se ciascuno abbia un cono dedicato.
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