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alberto biraghi
utente #3 - registrato il 10/02/2002
Ho fondato Accordo nel 1992, all'inizio si chiamava "Nashville" ed era una rivista di carta, poi nel 1997 è passato online. Oggi è uno dei siti di informazione del settore più frequentati ed è magistralmente gestito da una redazione di professionisti validissimi. La chitarra è e sarà sempre una grande passione, nonostante l'anagrafe.
Città: Milano
Genere: Blues, Country, Folk, Rock.
Sono interessato a: Chitarra acustica, Chitarra elettrica, Voce.
Sito Internet: https://linktr.ee/abiraghi
Artisti preferiti Album preferiti
Stevie Ray Vaughan
Indimenticabile eroe del Texas blues.

Fabrizio De André
Il più grande menestrello italiano.

Johnny Cash
L'unico inimitabile Man in Black.

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Just One Night
L'album che ha scatenato il mio amore per la Stratocaster.

Live At San Quentin
Johnny Cash al suo meglio.

Mason Ruffner
Il primo album del grande e sconosciuto guitarslinger texano.

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Attività Risposte ricevute Commenti effettuati Post Articoli Preferiti

Attività

Diorama - L'idea del SE
di alberto biraghi | 06 marzo 2009 ore 00:47
Riccardo Rodio, chitarrista nell'anima e farmacista quando può nella meravigliosa Ostuni, è un accordiano della primissima ora, con cui abbiamo condiviso i momenti tristi della malattia che ci ha strappato Roberto Pistolesi. Riccardo ha la doppia fortuna di essere un musicista vero e di trovarsi accanto Antonella, capace di scrivere testi deliziosi e di cantarli bene dopo che Riccardo li ha trasformati in canzoni. Antonella e Riccardo sono l'anima dei Diorama, alla seconda fatica discografica dopo l'ottimo "E il vento cade" del 2004.
The House Of The Rising Sun
di alberto biraghi | 05 marzo 2009 ore 23:15
The House Of The Rising Sun, capolavoro della musica nera americana, un testo strepitoso nella sua cruda dolcezza, è stato arpeggiato e cantato da un numero quasi infinito di artisti. Grazie al magico YouTube ne ho trovate versioni per tutti i gusti. Enjoy!
Il processo del giovedì
di alberto biraghi | 01 marzo 2009 ore 10:56
La settimana che si sta concludendo, complice anche il carnevale e il bel tempo, ha fatto registrare una sostanziale stabilità nel conteggio degli accessi, la crescita per gli ultimi sette giorni è valutabile attorno allo 0,5% su base annua. Con una piccola, esilarante eccezione.
Una gemma dal passato
di alberto biraghi | 23 febbraio 2009 ore 22:52
Un giovanissimo Phil Judd riemerge dagli anni '70 con un superlativo Sweet Dreams. Seguono That Was My Mistake cantata da un altrettanto giovane Tim Finn, Lovey Dovey e chiude la strepitosa Late Last Night. Una band fuori dal tempo e dalle mode. Sempre grandiosi decenni dopo. PS: non posso fare a meno di ricordare che l'inizio del mio sodalizio con Glen cominciò parlando degli Split Enz - che anche a Glen piacevano moltissimo - dopo un concerto degli ZZ Top. Affinità elettive.
PS Voglio essere l'anima di SRV
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 22:37
Mi è stato fatto notare che in una carrellata di chitarriste al femminile non può mancare Bonnie. Eccola in un tributo al suo "pride & joy", l'indimenticabile SRV a cui si rivolge con amore per tutto il brano. L'accompagnano Chris Layton, Tommy Shannon, Reese Wynans (i Duouble Trouble) con Jimmie Vaughan e Danny Freeman. Epico.
E per finire voglio essere una lap steel
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 18:44
Starsene sulle ginocchia di Carolyn Wonderland mentre suona e canta così è più o meno come mi immagino il paradiso.
Voglio essere una Fender sunburst
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 18:41
Deborah Coleman ha il mojo quando appoggia le mani sulla tastiera.
Voglio essere una Fender paisley
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 14:16
Sue Foley la sua telecaster non la strapazza né la coccola, ci fa l'amore.
Voglio essere una Fender nera
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 14:11
Laurie Morvan non la strapazza la sua Fender come fa Ana Popovic, lei la coccola.
Ho conosciuto Leo Fender
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 13:45
Per la serie "ristampe", grazie alla segnalazione di un lettore ho trovato questo reperto archeologico divertente. All'inizio della mia carriera professionale, nei primi anni '80, ho collaborato per un paio d'anni con la rivista Alta Fedeltà (Edisport, quelli di Motociclismo per intenderci), che a quei tempi dedicava spazio anche agli strumenti.
Voglio essere una Fender bianca
di alberto biraghi | 22 febbraio 2009 ore 00:38
Essere strapazzati da Ana Popovic deve essere una bella sensazione.
Senza speranza
di alberto biraghi | 13 febbraio 2009 ore 10:10
...
Giornata fetente
di alberto biraghi | 01 febbraio 2009 ore 15:47
E' orto Giuseppe Gati, faccia pulita della Sicilia. E' morto fulminato sul lavoro. Mi piace ricordarlo nella sua ultima impresa, la contestazione non violenta a un sistema corrotto che omaggia i pregiudicati e allontana le persone oneste.
La memoria, la retorica e il blues
di alberto biraghi | 27 gennaio 2009 ore 00:01
La memoria va coltivata e custodita, i testimoni sopravvissuti sono vecchi e stanchi, hanno fatto tanto e non è giusto spremerli oltre. Eppure c'è il rischio che dopo di loro la memoria si trasformi in liturgia costruita una volta l'anno, estratta dal cassetto il 27 mattina e riposta il 28. Non servirebbe a niente, se non a impolverarsi e svanire, come quei ninnoli di Natale un po' fané che le mamme si ostinano ad appendere alla vigilia, anche se i figli sono diventati a loro volta padri. Per sopravvivere la memoria va preservata da retorica e luoghi comuni, ha bisogno di creatività e voglia di vivere, unici antidoti al buio totale dei forni di Auschwitz e Birkenau. In questo la musica può essere di grande aiuto.
Sono storico
di alberto biraghi | 24 gennaio 2009 ore 10:18
...
La migliore del 2008
di alberto biraghi | 18 gennaio 2009 ore 20:01
...
YouTube e Luigi
di alberto biraghi | 17 gennaio 2009 ore 13:13
Per la serie "le macerie di Accordo", ecco i dati del nostro canale YouTube, destinati a migliorare ancora nelle prossime ore.
Marò...
di alberto biraghi | 17 gennaio 2009 ore 10:12
...
Accordo spakka
di alberto biraghi | 17 gennaio 2009 ore 00:06
...
Anche Phil Alvin & friends al NAMM
di alberto biraghi | 16 gennaio 2009 ore 23:46
Phil Alvin e John Bazz sono gli unici superstiti del gruppo originale. La voce di Phil ogni tanto si incrina, ma non s'è persa un'oncia dell'energia dei Blasters che da vent'anni rovesciano rock sudato sui palchi d'America. Grandiosi al winter NAMM in questo imperdibile video dal Kickoff Event di Fender Muiscal.
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