|
|
|
|
| Cammariere? Dalle parti di Venditti |
| A me Sergio Cammariere non sta particolarmente simpatico. Bravo sì,
un virtuoso del piano anche, dotato di buona musicalità, ma - come dire -
la chimica non è scattata. Però è di moda, in questo momento Cammariere
"tira" e tutti si danno di gomito dicendo: "l'ho scoperto io". Una nota
rivista di musica italiana darà la prossima copertina a Cammariere, dopo
averla data a personaggi del calibro di De Andrè, Guccini, Fossati, De
Gregori, Capossela e non averla data ad altri come Davide Van De Sfroos,
Vecchioni, Mauro Pagani, Teresa De Sio o Fiorella Mannoia. E gli amici
fanno un passaparola pressante: "devi vederlo dal vivo! È un animale da
palcoscenico! Si capisce che vive per la musica!" E via così
puntesclamativeggiando. Così non mi sono potuto sottrarre. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| Dream Theater: Six Degrees of Inner Turbulence |
| Mi trovo finalmente fra le mani il nuovo lavoro degli infaticabili
Dream Theater. Facciamo subio un paio di considerazioni e riconosciamo a
questi ragazzoni il loro merito più grande, al di là del fatto che si possa
apprezzare o meno il risultato musicale: questi LAVORANO! Altro che
rockstar che se la tirano e fanno un disco ogni 5 anni, io me li vedo la
mattina timbrare il cartellino in sala di incisione insieme alla donna
delle pulizie. Non sarà entuiasmante l'immagine -e soprattutto l'alito- di
Jordan Rudess appena sveglio, ma è una bella forma di rispetto del pubblico
secondo me.
Continua... |
| di Marcello Pagani [user #23] |
|
|
|
|
|
|
|
| Joe Satriani - Flying in a Blue Dream |
| Rieccomi a parlarvi di uno degli artisti che più amo dal punto di
vista chitarristico. Il suo stile, semplice ma tecnico al tempo stesso, mi
ha da sempre affascinato, nonostante la mia filosofia delle "poche note ma
buone".....più per esigenza che per scelta!
Continua... |
| di kelino [user #5] |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| Oggi o dimane di Massimo Ranieri |
| E c'è ancora chi può ritenere che gli arrangiamenti, in linea di massima,
non siano fondamentali? Un nome per tutti: Francesco Guccini, principe
solitario dell'arrangiamento spartano, convinto che solo le storie contino
e raccontino. Il disco di cui parliamo oggi è la pietra miliare della
smentita. Io non ho mai comprato un disco di Massimo Ranieri: nemmeno il
mitico "Rose rosse". E credevo che sotto la lettera R della mia discoteca
avrebbe continuato a restare uno spazio vuoto in corrispondenza dell'ex
principe dei posteggiatori napoletani. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
|
|
|
|
| "Strenne di Natale" |
| Stufi del solito giornalista che vi consiglia le ultime novità?Annoiati dalle pubblicità sulle trite e ritrite compilescion?Decisi a non comprare alcunché proprio perché é Natale? Continua... |
| di Dave Electric [user #56] |
|
|
|
|
| Davide Van De Sfroos - Spoon River sul Lario |
| Un vecchio seduto sul pontile, la faccia al lago, la schiena alla
piazza, guarda l’immobile distesa d’acqua. Pensa? Ricorda? Sogna? O solo si
perde? I suoi pensieri, come fumo, si arrampicano al cielo dalla sua testa,
su fragili corde, su reti di pescatori, su scale di legno. Passa un giovane
e colora con l’arci-vernice del professor Alambicchi questi pensieri. E, da
lontano, vediamo le ombre farsi sostanza, i fantasmi perdere il traslucido.
Sentiamo i ricordi farsi parole, farsi suoni, farsi canzoni. Arrivano da un
punto di un passato imprecisato, ma che mio è stato di sicuro. Arrivano dal
fondo dei magazzini della memoria, rotolano come barili vuoti e fanno un
identico rumore. Le parole hanno un retrogusto antico, polvere smossa da
bauli di ciarpame ingombi, “tira, mola e messeda”, “i occ del luff quand el
cagna”, “tarabaj, reguaj. gran catanaij”, “el frecc uramai el ma mangiaà el
paltò”. Frasi che sentivo da bambino, ma qualcuno le canta ora, nel mio
dialetto! E le canta bene! Madonna se le canta bene! Davide Van De Sfroos
ha reinventato l’arci-vernice, la vernice strepitosa che rende veri i
sogni, e ce ne fa parte in un disco lungo (66’48”) ma senza un solo momento
di noia. : “� e semm partii”: “dedicato a tutti quelli che sono partiti e
da qualche parte sono arrivati � anche a quelli che sono tornati � ma
soprattutto a coloro che si sono persi per strada aspettando l’ultimo
lancio di dado”. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|