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Il passato remoto di Shel Shapiro
Da qualche mese si sente molto parlare di Shel Shapiro, produttore, autore, cantautore, attore e, soprattutto, ex leader dei Rokes, gruppo inglese di adozione italiana che negli anni sessanta ci ha donato emozioni straordinarie ed irripetibili. Shel ha realizzato un nuovo CD che porta il suo mome e che, tra cose vecchie e nuove, ci trasmette la voglia di dire ancora qualcosa, una voglia sopita per lunghi anni in cui ha scritto e prodotto per tanti altri (Mina, Mia Martini, Patti Pravo, Riccardo Cocciante, Enrico Ruggeri solo per fare qualche nome) Continua...
di Jo Palco [user #179]
7
De Andrè? Un clone ...
In tu rimenta (�come dicono a Genova)... Metti il disco e senti le prime note, inconfondibili, di �Bocca di Rosa�, quella della versione PFM, poi mai più rinnegata, La voce, non ci sono dubbi, è quella di Fabrizio. Così come la canzone successiva �Il giudice� non può ingannarti. È sempre lei e sempre nella versione dei concerti con la PFM. Ma pensa un po� c�è quasi tutto quel disco! Più o meno nello stesso ordine: quando finisce �Maria nella bottega del falegname�, inizia quasi senza interruzione �il Testamento di Tito�. Ah, ma �Don Raffaè � non è stata scritta dopo? E pure Creuza� Continua...
di redazione [user #116]
9
Shakespeare? Scrive canzoni e si chiama Marco Ongaro
La chitarra di Max Manfredi drappeggia arabeschi che si depositano come lunghe stoffe di seta sul corpo e sulla voce di Giuliana Bergamaschi. Mastro Shakespeare, intanto, coadiuvato da Mastro Ongaro, si preoccupa in prima persona di fornire le parole per cantare palpiti d’amore, piccoli spostamenti della passione. L’atmosfera c’e’, l’idea anche: il risultato e’ raggiunto. “Shakespeariana” nasce da una visione (“temeraria” la definisce lui stesso) di Marco Ongaro, che ha scritto parole musiche di tutti i brani, tranne uno in collaborazione con Tiziano Zattera: “confezionare una veste canora per alcuni tra i piu’ significativi personaggi femminili scespiriani”. Continua...
di redazione [user #116]
1
Van Morrison - Down the road
Down the road, Polydor 2002 Giudizio: Ciofeca Continua...
di Dave Electric [user #56]
7
Waiting For... Nico Stufano
Enrico Salvi scrive "Carissimi, questa volta parliamo di cd ed in particolare di quello di un amico ed un grande chitarrista, Nico Stufano che sicuramente molti di Voi hanno avuto modo di ascoltare o di leggerne gli articoli tramite la rivista di carta Axe. Nico è colui che mi ha aperto all'amore per la chitarra, quando l'ho visto suonare avevo 12 anni e Lui 13 e Santana era la chiave per aprire un mondo fatto di sogni per volare lontano e per immaginarsi a solcare immaginari palcoscenici di altrettanti immaginari concerti. " Continua...
di redazione [user #116]
0
Exile On Main Street
Exile On Main Street, Virgin 1972 Giudizio: Capolavoro Continua...
di Dave Electric [user #56]
1
Mustn't Grumble
Mustn't Grumble, Sanctuary Records 2002 Giudizio: Sufficiente Continua...
di Dave Electric [user #56]
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Incubus
Roberto Morarelli scrive "MORNING VIEW: il 3° disco (ultimo lavoro) degli Incubus: un definitivo passaggio dall'Heavy Metal a un Rock più sofisticato. L'oscuro, ma importantissimo lavoro di DJ Kilmore, entrato a fare parte della band nel 1998, comincia a farsi sentire. Continua...
di redazione [user #116]
0
PFM: serendipity
stefano scrive " Ebbene lo ammetto: non sono mai stato fan accanito della PFM e del rock progressive anni '70, il cd in questione l’ho acquistato più per curiosità che per altro, ma posso ammettere di non essermene assolutamente pentito. Uscito alla fine del 2000 "Serendipity" non ha raccolto (com'era del resto lecito attendersi) quel gran riscontro di pubblico che qualcuno si aspettava, ma senz'altro ha avuto un discreto successo." Continua...
di redazione [user #116]
4
Non comprerò Re Bubola IV
Se cercate qualcuno che non comprerà la quarta titanica fatica dal vivo di Massimo Bubola l'avete trovato. Sono io. Ho chiuso con molta fatica l'ascolto del terzo volume della serie e sono troppo provato per rischiare un quarto episodio. Le mie casse esangui poi si lamentano moltissimo: in particolare per aver posposto l'acquisto di Banda Ionica e avere privilegiato quello del "divo Massimo". Massimo Bubola ha qualche qualità e molti difetti: il più fastidioso è la supponenza. E purtroppo questa supponenza si avverte in tutto ciò che fa: dal modo come canta, ai titoli che sceglie, alla mancanza di rispetto per il pubblico che lo spinge a pubblicare un disco dal vivo senza una riga su dove questo disco sia stato registrato, quando e con chi. Per l'esattezza non viene presentata nemmeno la band (sul cd), se non con qualche nome su qualche foto. Nome che non si è ritenuto di dover sprecare per Michele Gazich (viola, violino, pianoforte) che è uno dei migliori strumentisti contemporanei e autore dei momenti musicalmente migliori nell'album di Bubola. Cercatene i crediti: non li troverete. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
9
Timoria - Un Aldo qualunque sul treno magico
"UN ALDO QUALUNQUE SUL TRENO MAGICO" è il titolo dell�ultimo album dei TIMORIA. Questo disco nasce come colonna sonora della serie TV di prossima uscita, "UN ALDO QUALUNQUE", ambientato negli ani settanta, in cui lo stesso Pedrini interpreta la parte di un sacerdote. Continua...
di kelino [user #5]
0
O' sole mio. Dalla Germania con
Non avrei mai creduto di poter acquistare un CD con su inciso "O' sole mio", storica e blasonata canzone di Di Capua ma, assai lontana dai miei gusti musicali. Eppure è accaduto, e non sono affatto pentito perchè il "sole" galeotto mi ha fatto scoprire un musicista straordinario e un paio di CD memorabili. Ma andiamo con ordine... Navigando su internet mi sono imbattuto in un MP3 di un artista italiano che non conoscevo, "tale" Lorenzo Petrocca. Lo scarico e lo ascolto restando a bocca aperta. Una chitarra classica suonata in perfetto stile spagnolo, percussioni sudamericane e chitarra jazz figlia del miglior Wes Montgomery. Incredibile sound, rilassante, stimolante, avvincente. Le note durano pochi secondi, lo riascolto piu' volte... mi piace proprio! Continua...
di redazione [user #116]
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Sanfilippo tra Guccini e Bertoli col '68 scritto in fronte
Capita anche questo. Di sentire un cd arrivato da parti remote che la tua memoria non riesce ad abbracciare. Te lo trovi lì. Lo metti sul lettore. E ascolti. Magari facendo altro. Poi, all�improvviso ti fermi. Fermi il lettore. E vai a leggere cosa stai ascoltando. Andrea Sanfilippo? Boh? Rimetti il cd e riprendi l�ascolto. Il cd scorre fluido. I suoni sono di buona qualità, la voce, eh la voce! La voce è un valore aggiunto! Forte, potente. La voce adatta �per i vaffanculo� come diceva De Andrè, ma la lingua non sembra essere adatta a leccare il culo. Ascolti ancora a spezzoni, ma si parla di lotta che continua e di Lotta Continua, si parla di Brigate Rosse (e non di Brigate Lolli), si parla di Adriano Sofri, di Giorgiana Masi, di Saverio Saltarelli, tutti nomi che conosci bene, che hai scolpito sulla pelle e in qualche angolo del cuore. Eh sì, perché anche i cronisti hanno i capelli bianchi e tanti ricordi. Alcuni dolci, altri acri come l�aceto. E Sanfilippo gioca con l�aceto e il miele. Ma la mistura funziona. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Valentina Giovagnini: la sorella italiana di Enya
E abbiamo la Enya italiana! Ora si può discutere se ci servisse o meno. Se ne avevamo così tanto bisogno, se ne sentivamo la mancanza. Ma al di là della facile ironia (e della risposta scontata: no), Valentina Giovagnini è un personaggio che merita di essere tenuto d’occhio. In primo luogo perché più che fare la Enya, per una giovane che inizia a fare questa professione, era facile puntare a fare la Britney Spears (e le categorie in mezzo tra Enya e la popputa pop singer restano ancora molte) e poi perché sembra avere una personalità non male. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Johnny Winter Captured live!
Giudizio: CapolavoroCD Indispensabile n° 42. Se é mai esistito un bluesman "bollente", quello é Johnny Winter. L'axeman albino sbucò nel Texas alla fine degli anni '60. In un periodo in cui tutti i lead guitarists suonavano assoli per lo più fini a se stessi o di virtuosistico autocompiacimento, Winter inventò dei licks che costituivano, della canzone, l'ossatura stessa. Continua...
di Dave Electric [user #56]
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