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August and Everything After
Antoniobit2002 scrive "Definiti da molti "la più grande rock band sconosciuta della Terra", probabilmente più dalle nostre parti, i Counting Crows sono senza dubbio una tra le migliori Rock Band in circolazione. il loro esordio eccezzionale si chiama appunto "August and Everything After". Continua...
di Antoniobit2002 [user #605]
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Un... "bugo" nell'acqua?
"Vorrei avere un Dio/ anch�io /almeno avrei qualcosa da fare la domenica. Vorrei avere un Dio/ anch�io/ per non pensare che i videogiochi sono tutto". Bugo non sarà un genio assoluto, non avrà forse inventato niente, ma due strofe come quelle sopra lo arruolano di necessità nelle schiere dei "beautiful losers", i magnifici perdenti che tanta parte della letteratura c ha reso e film e canzoni hanno illustrato. Continua...
di redazione [user #116]
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Fate felice un amico. Regalategli uno splendido disco ... di pezzi vecchi
Mimmo Locasciulli, cantautore di qualità, è uno che non si è risparmiato in fatto di album. Ne sono già usciti 13 e "Aria di famiglia" è il quattordicesimo. Si tratta di un doppio CD venduto (quasi) al prezzo di uno, contenente venti tra le migliori canzoni incise da Locasciulli nei ventisette anni della sua carriera, oltre a quattro brani inediti e alla soundtrack del film "La vera vita di Antonio H" di Enzo Monteleone con Alessandro Haber. Il disco, splendidamente suonato e ottimamente prodotto, contiene alcune piccole perle come �Qualcosa farò�, �Svegliami domattina�, �Tango dietro l�angolo�, �Intorno ai 30 anni�, ma ha un solo difetto: troppe poche novità per il prezzo intero di un cd! Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Banda Ionica - Matri Mia - Capolavoro per forza?
Banda Ionica Matri MiaDunya Ird - 2002 Esistono dei dischi dei quali si deve parlare bene quasi per dovere civico. La critica, uniforme, si inchina e prontamente ne parla bene (se bisogna ...), Normalmente e’ il caso di dischi che non sono stati capiti. Parlarne bene e’ un modo per evitare di dover dare conto di un parere critico. “Matri mia” della Banda Ionica versa in queste condizioni. “Il Mucchio Extra” si pone il dubbio di dover “scomodare il temine capolavoro”, “Musica” di Repubblica tiene bordone, “L’Isola che non c’era” si adegua e solo Guido Giazzi sul “Buscadero” prende le distanze. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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I sogni dei Tupamaros
Sogni da coltivareTupamarosGridalo Forte 2002Non è facile parlare di questo disco. Non perché faccia orrore. Tutt’altro. Ma perché i Tupamaros non sono solo un gruppo: sono una fede. Il loro pubblico è folto e vivace e decisamente innamorato. C’era molta preoccupazione, prima dell’uscita di questo lavoro, tra i “TupaS e le belle facce sparse sul territorio”, perché si pensava che i cambi di formazione potessero riflettersi sulle scelte musicali, come forse l’anticipazione disponibile su Internet (La notte in cui caddero le stelle) lasciava presagire. Così non è stato. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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La nuova Joni Mitchell?
aleph ha scritto "Si chiama Silje Nergaard, è norvegese (o danese...? non ricordo) scrive musica e se la canta, e come se la canta. Pare abbia avuto un piccolo flirt con Metheny (dicerie, pettegolezzi, maldicenze, non saprei); sta di fatto che Pat ha inciso qualche pezzo con la biondina slavata e il risultato è sempre stato eccellente. Il suo nuovo Cd si intitola At first light. Dicevo, scrive musica e la canta e la mia personale impressione, quella di avere a che fare con una nuova Mitchell, credo sia basata sulla voce della Nostra (semplice, pulita e perfetta per il jazz) e su alcuni pezzi, da ascoltare con ingordigia, che richiamano insistentemente alla cantante canadese. Primo fra tutti Now and then." Continua...
di redazione [user #116]
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Turututela. La voce di Giovanna e la musica dei poveri
"Un popolo/ mettetelo in catena/ spogliatelo/ è ancora libero Levategli il lavoro / levategli il passaporto/ il tavolo dove mangia/ il letto dove dorme/ è ancora ricco Un popolo diventa povero/ quando gli rubano / le canzoni/imparate dai padri Allora è perso per sempre" Continua...
di redazione [user #116]
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Giovanni Palombo: Rosa dei Venti
Giudizio: OttimoL'Italia è un paese buffo e pieno di contraddizioni, si sa. Arretratissimi per innumerevoli aspetti che riguardano la voce "civiltà" e spesso all'avanguardia nei consumi più frivoli e vuoti, siamo tuttavia capaci di colpi di coda inaspettati. Continua...
di Dave Electric [user #56]
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L'amore, la rivolta ... e un po' di noia
Ecco un disco che, pur con tutte le migliori intenzioni, rimane qualche lineetta al di sotto della sufficienza. Un “sei meno meno”, per intenderci. Dove il sei è politico e premia soprattutto l’impegno. Della serie: “Il ragazzo si applica ma …” I Tetes de Bois hanno avuto una buona idea: riprendere i testi e le canzoni di Leo Ferrè, poeta anarchico francese, uno dei maggiori interpreti del mondo culturale non solo francese attorno alla meta’ del secolo scorso (almeno una sua canzone la conoscono tutti: “Avec le temp”) e tradurle in italiano, aggiornando il discorso musicale ai tempi nostri. I Tetes de Bois, tra l’altro, sono bravi e godono di ottima stampa (tutti parlano bene di loro: sembra quasi un dovere civico). Ne hanno fatto un disco, con una manciata di ottimi compagni di strada: da Antonio Marangolo (sax) a Daniele Silvestri e Nada, a Francesco Di Giacomo. I brani sono per la maggior parte cantati in italiano e il disco è prodotto da “La memorie et la mer”, etichetta discografica della famiglia Ferrè. Se si valuta poi che il disco è nel circuito delle edicole (cd del manifesto) a prezzo politico, l’operazione sembra non avere punti deboli. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Yo Yo Mundi, un disco (ai margini) per l'estate
Un disco che convince, che può piacere. Non forse al primo ascolto. Man mano. Ha bisogno di un po� di tempo per entrare sotto pelle. Complice la voce �non facile� di Paolo Archetti Maestri (voce, chitarra e anima degli Yo Yo Mundi, dotata di una �rrr� da fare arrossire Guccini e di alcune aperture di vocali alla piemontese, difficili da digerire oltre Tanaro) e un�atmosfera complessiva balzana, �sghemba�, potremmo dire parafrasando un titolo di un loro vecchio cd (�Percorsi di musica sghemba�). Uno strano cocktail tra musica popolare, rock e ritmi ye ye. Un misto tra il Modugno e l�Edoardo Vianello del 2000. Un bel mostro! E invece no: gli �Uh-uh Ah-ah� (j�ai toujours faim de toi) convivono con le �Danze dei pesci spada� alla Vucciria in assoluta armonia. Non potrebbero che essere curatissime le musiche, perché dietro agli Yo Yo Mundi,d a un po� di tempo, si muove quell�allegra �macchina da guerra� che è lo staff che pilota Ivano Fossati. Dal piccolo grande genio di Beppe Quirici, (basso e produzione artistica) a Elio Rivagli e Claudio Fossati (batteria e percussioni), a Martina Marchiori (violoncelli), che, peraltro si sta specializzando nel co-firmare prodotti di qualità (da Carlo Fava a Armando Corsi). Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Aria buona sul fronte Nannini
�Ho scelto di esibire le mie diversità Come Pippi Calzelunghe leggendaria e unica�Che dire? A me Gianna Nannini è sempre stata simpatica. Poi, dopo questa autoidentificazione con Pippi Calzelunghe cosa manca per farla assurgere al mito? Non tutto fila liscio all�interno di �Aria�. Ci sono episodi meglio riusciti ed altri che stentano ad ingranare, ma su tutto spira un�aria (per l�appunto) di sincerità che, ad esempio, faccio più fatica a ritrovare nell�ultimo Ligabue. Gianna Nannini è uno dei pochi, pochissimi esempi di rocker al femminile che abbiamo in Italia. Conviene tenersela stretta, tutelarla come razza in via d�estinzione. Quando poi, dopo qualche disco in tono leggermente minore, che facevano temere un appannamento della cantante toscana, esce un buon prodotto di rock robusto, urlato e giustamente �sudato� come �Aria�, beh, forse è il caso di dare corda alle campane e annunciare a distesa la buona novella. Gianna è tornata. "Aria evoca il bisogno di un cambiamento, di fantasia, della voglia di prendere il volo - ha spiegato Gianna Nannini in un�intervista. - Questo è un disco che si stacca da terra. Aria è anche il mio elemento, visto che sono un Gemelli. Questo è un album che naviga tra diversi elementi� Ma non va spiegato, va ascoltato". Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Bad Company In Concert, Merchants of cool
Bad Company In Concert, Merchants of cool, Sanctuary 2002Giudizio: StraordinarioEureka!Finalmente un disco live di rock sanguigno "alla vecchia", di quelli che non se ne fanno più e che difficilmente verrà trasmesso da una radio italiana. Continua...
di Dave Electric [user #56]
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Un GP sempre in rettilineo
Dieci anni nei Casino Royale, sei da leader dei Bluesbeaters part-time e quindi, a quasi 40 anni, il debutto da solista. Questo il percorso seguito da Giuliano Palma per iniziare a correre il suo personale "G.P." In mezzo c'è stato il grande successo (relativamente grande, però importante in un mercato piccolo come quello italiano) di "The Album", prima prodotto in poche copie e poi rieditato con la collaborazione in due brani di Gino Paoli ("Che cosa c'è" e "Domani"). E ora, da qualche mese in realta�, eccoci a Gp. Un gran bel disco ... inutile. Il classico disco che non aggiunge nulla, non toglie nulla e, sostanzialmente, il massimo danno che può farvi e rubare un bel 10 cm quadrati nella scansia dei vostri cd. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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Ed Gerhard, House of Guitars
Enrico Salvi scrive "Carissimi, non sono mai stato un cultore della chitarra acustica, ed un po' me ne vergogno, però quando mi imbatto in chitarristi che dell'acustica hanno fatto il loro modo di vita provo sempre un profondo e sentito rispetto. In questo caso ho avuto il piacere di seguire Ed Gerhard sabato 18 Maggio a Sarzana presso il Teatro degli Impavidi, nell'ambito della manifestazione Acoustic Guitar, patrocinata dall'Associazione Culturale Armadillo. Ed è uno di quei musicisti che sanno toccare le corde dell'anima, e vi confesso che mi sono commosso per il lirismo la bellezza del suono e la grande umanità di questo chitarrista americano, il quale fonde nel suo personalissimo stile la tradizione e i colori del country a quelli di una ricerca volta ad aperture di più ampio respiro." Continua...
di redazione [user #116]
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Ned Ludd, a zero ore ma in allegria
Può non piacere a tutti. Il suono forse non è più così innovativo come poteva sembrare un tempo. E le contaminazioni tra rock e musica popolare hanno smesso di essere novità dai tempi dei Fairport Convention o tra folk e punk dai tempi dei Pogues. Il clima in cui ci aggiriamo è quello. Gighe, ballate, combat-folk. Testi impegnati e musiche popolari. Ma l’esito, questa volta, a me pare interessante. È chiaro che è questione di “esserci” o meno, di sentirlo o meno. Un raffinato jazzofilo di destra si alzerebbe e scodellerebbe il suddetto cd nel cestino dei rifiuti. Non rientrando in nessuna delle categorie precedenti invece io lo passo e lo ripasso sul lettore, per capirlo meglio. I Ned Ludd sono un nucleo stabile di 5 persone, che si articola intorno a Gianluca Spirito (autore di testi e musiche e voce) e che con una decina di collaboratori hanno messo in piedi quasi 70 minuti di musica (un cd bello pieno!) in cui mandolini, bodhran, bouzoki, cornamuse, violini, fisarmoniche e cori sostengono come ampio tappeto sonoro, testi di denuncia sociale (uno ispirato anche a Frederich Engels!) e squarci poetici. Continua...
di Leon Ravasi [user #4]
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