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| Sporco mondo, musica pulita |
| Il problema di Marco Ongaro è che ha troppa facilità a scrivere. L'altro problema ereditato dal primo ' che scrive 'su commissione'. Nel senso che a lui piace, perché così trova la disciplina che altrimenti gli mancherebbe e anche la sfida da superare. L'altro problema ancora è che, mediamente, Ongaro supera queste prove. Cosa succede allora? Che Marco butta lì miniere di idee, di spunti sonori e poetici e quando gli sembra che basti (o il committente è contento) si ferma. Così i dischi di Marco Ongaro hanno il doppio effetto di irritarmi ed entusiasmarmi. Altra caratteristica del cantautore veronese è la passione per giocare dietro le quinte: scrivere per altri e rifugiarsi in cabina di regia: in questo caso il ruolo di proscenio viene lasciato a Grazia de Marchi e ai Calicanto. Il risultato è come le montagne russe, ma alla fine il disco è bello. Proprio bello. E nobile il tema: l'acqua. Acquistiamolo ma con una petizione per i committenti che li costringa a fare lavorare di più Marco Ongaro! Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Pezzi di Vita, ovvero www.johnstrada.com |
| Lauro Luppi scrive "Scegliere un disco "nuovo" da portarsi a casa è spesso difficile, soprattutto in periodi come questo in cui pare che la fobia delle ferie abbia contagiato anche artisti e discografici causando una inconsueta penuria di nuove ed interessanti pubblicazioni.
Ho notato il dischetto in oggetto in un paio nei negozi della mia città (Ferrara) solo di recente; incuriosito, mi sono avvicinato un po' perché negli anni ho assistito ad un paio di concerti di John Strada qua e là, un po' attratto dal prezzo decisamente attraente a cui viene proposto il CD (glisso sull'argomento "prezzo dei CD") ma soprattutto per la copertina che, di per sé, costituisce già un programma ed una dichiarazione di intenti."
Continua... |
| di redazione [user #116] |
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Lauro Luppi scrive "Scegliere un disco "nuovo" da portarsi a casa è spesso difficile, soprattutto in periodi come questo in cui pare che la fobia delle ferie abbia contagiato anche artisti e discografici causando una inconsueta penuria di nuove ed interessanti pubblicazioni.
Ho notato il dischetto in oggetto in un paio nei negozi della mia città (Ferrara) solo di recente; incuriosito, mi sono avvicinato un po' perché negli anni ho assistito ad un paio di concerti di John Strada qua e là, un po' attratto dal prezzo decisamente attraente a cui viene proposto il CD (glisso sull'argomento "prezzo dei CD") ma soprattutto per la copertina che, di per sé, costituisce già un programma ed una dichiarazione di intenti."
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| Kind of Blue |
| aleph ha scritto "Collezionate capolavori? Dischi epocali? Tipo il Requiem di Mozart, la Nona di Beethoven, Ummagumma, Are you experienced? Allora sto per invitarvi ad un banchetto che avete già consumato.
Miles Davis si trovava ad un ricevimento della Casa Bianca, quando una signora ingioiellata dalla testa ai piedi gli si avvicino’ chiedendogli a che titolo lui fosse presente.
Miles, senza quasi guardarla, rispose: “Mia cara signora, io ho cambiato la musica”.
Kind of Blue ha cambiato la musica, probabilmente la storia stessa della musica. " Continua... |
| di aleph [user #165] |
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| Discografia fingerstyle di base (4) - Reckless Precision di Tuck Andress |
| Osservandolo così come appare sulla copertina di questo suo splendido lavoro del 1990, Tuck Andress ha l'espressione di un ragazzino tranquillo, sorridente e serafico, fotografato insieme ad uno dei suoi giocattoli preferiti, mentre lo fa ondeggiare come un'altalena. A pensarci bene, invece, l'espressione così rilassata di Tuck Andress sembra fuori luogo, quasi antitetica rispetto alla sensazione che il titolo del suo album vuole invece comunicarci: precisione spietata, precisione esasperata, o anche precisione sconsiderata.
Qualcosa quindi di inquieto e cattivo si cela dietro il titolo di questo album? E cosa, poi? Continua... |
| di Mario Monteleone [user #10] |
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Tuck Andress ha l'espressione di un ragazzino tranquillo, sorridente e serafico, fotografato insieme ad uno dei suoi giocattoli preferiti, mentre lo fa ondeggiare come un'altalena. A pensarci bene, invece, l'espressione così rilassata di Tuck Andress sembra fuori luogo, quasi antitetica rispetto alla sensazione che il titolo del suo album vuole invece comunicarci: precisione spietata, precisione esasperata, o anche precisione sconsiderata.
Qualcosa quindi di inquieto e cattivo si cela dietro il titolo di questo album? E cosa, poi?&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Baustelle e il disco a metà |
| Ecco un disco che mi mette in imbarazzo. In bilico tra rigetto ed entusiasmo, non riesco a capire se la mia parte razionale si esalta e se quella emozionale latita o se succede esattamente il contrario. L’ipotesi più realistica è che vi sia un intreccio abbastanza ben riuscito e che nel frattempo, mentre cerco di rendermi conto di perché e cosa mi piaccia, il disco macina i chilometri sul mio lettore, fino al punto che quando si ferma mi trovo a canticchiarne le canzonette. Eh sì, almeno su questo non ci sono dubbi: trattasi di canzonette! Ma non è un termine riduttivo. I Baustelle (“lavori in corso” in tedesco) quello si propongono. Restaurare quell’epoca felice in cui ascoltavamo Umberto Bindi, Francoise Hardy, Mina, Celentano e Battisti, ibridandola coi suoni dei “tristi” anni ’80. Operazione felicemente riuscita. Dove sta il crinale del dubbio? Dove passa lo spartiacque tra il piacere epidermico e la gioia consapevole della fruizione? Menate? Può darsi. Ma un po’ dispiace ascoltare un disco molto piacevole che spara cazzate di storie. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Giorgio Conte, dai Contestorie contami una storia |
| Giorgio Conte si diverte. E noi con lui. Un po’ meno se guardiamo il costo (22 euro), un po’ di più se consideriamo che il libretto allegato è un spasso. Sedici racconti, cinque poesie e i testi del Cd, un cd assolutamente avaro se contiamo il minutaggio (appena sopra la mezzora roba che neanche in vinile!) e contemporaneamente prodigo se valutiamo il piacere.
E allora pensiamo al piacere, che in fin dei conti è estate: stagione di evasione e disimpegno. Guardate cosa combina la Lega con Sofri … Ecco, Giorgio Conte è la colonna sonora ideale per non pensare a queste miserie.
Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Le cose che succedono e le cose che sono - B.B.R. |
| Ci arriva da Padova l'ultima fatica di Giuseppe
Gazerro, cantautore casertano già attivo come solista e in vari gruppi (HB, Jag Band, Krundaals) e,
a quanto si legge nella biografia del sito, superfan di Bob Dylan. Più che i percorsi del menestrello di Duluth Giuseppe segue con i Biblica Boulevard Revisited
la difficile strada della canzone d'autore e di protesta, dopo aver assimilato e rielaborato la
lezione di De Gregori, Ivano Fossati e soprattutto
di alcuni gruppi nostrani degli anni '70. Continua... |
| di Dave Electric [user #56] |
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sito, superfan di Bob Dylan. Più che i percorsi del menestrello di Duluth Giuseppe segue con i Biblica Boulevard Revisited
la difficile strada della canzone d'autore e di protesta, dopo aver assimilato e rielaborato la
lezione di De Gregori, Ivano Fossati e soprattutto
di alcuni gruppi nostrani degli anni '70.&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Slideling - Ian McCulloch |
| Gli anni 2000 sono capaci di produrre immani
ciofeche come solo gli anni '80 erano in grado di fare. E' il caso di questo CD di Ian Mc Culloch, "artista"
lanciato con gran dispendio di mezzi e di energie,
la cui trascurabilissima musica ritroveremo, siamo
pronti a scommetterlo, in qualche patinato e pretenzioso spot pubblicitario. Continua... |
| di Dave Electric [user #56] |
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| Il |
| Prendete il disco nuovo dei SULUTUMANa (compratelo, suvvia! Ne vale la pena) e mettetelo nella paglia. Lasciatelo lì qualche settimana. Ah, mi raccomando: togliete subito il cellophane e aprite la copertina per farlo respirare. Dopo di che, se volete, potete anche ascoltarlo... così... una o due volte, ma senza impegno. Indi riponetelo nella paglia e lasciatecelo. Diciamo per... due settimane. A questo punto andate a prendere il curioso oggettino quadrato di plastica e, già al primo sguardo lo vedrete meglio: la copertina dai colori più vivi, qualche germoglio qua e là, un accenno di radici. Il cd è pronto per il trapianto. Aprite il lettore e sistematevi non la copertina quadrata, ma il nocciolo, quello stupido dischetto traslucido con un inutile buco in mezzo. Ecco: vi metterà radici nel lettore e nel cuore! Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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SULUTUMANa (compratelo, suvvia! Ne vale la pena) e mettetelo nella paglia. Lasciatelo lì qualche settimana. Ah, mi raccomando: togliete subito il cellophane e aprite la copertina per farlo respirare. Dopo di che, se volete, potete anche ascoltarlo... così... una o due volte, ma senza impegno. Indi riponetelo nella paglia e lasciatecelo. Diciamo per... due settimane. A questo punto andate a prendere il curioso oggettino quadrato di plastica e, già al primo sguardo lo vedrete meglio: la copertina dai colori più vivi, qualche germoglio qua e là, un accenno di radici. Il cd è pronto per il trapianto. Aprite il lettore e sistematevi non la copertina quadrata, ma il nocciolo, quello stupido dischetto traslucido con un inutile buco in mezzo. Ecco: vi metterà radici nel lettore e nel cuore!&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Pino Daniele (che non ha bisogno di essere salvato) |
| heaven2k ha scritto "È uno dei musicisti italiani più amati/odiati. Forse per il suo modo di fare, per la sua musica, per la sua particolare voce, per alcune scelte azzardate, ma nessuno resta indifferente davanti a questo nome; stiamo parlando di Pino Daniele. Molti lo conoscono solo per le ultime apparizioni un po' opache. Con questo articolo voglio far luce sulla musica di uno dei più grandi artisti italiani degli ultimi 30 anni. Continua... |
| di heaven2k [user #1434] |
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| Nevermore - Dead Heart in a Dead World |
| nihil_3 scrive "
Salve a tutti! Visto che il 23 luglio esce il nuovo album dei Nevermore, ho pensato bene di tediarvi ancora un po' con un'altra recensione di uno di quei gruppi che il comune sentire vuole "brutto, sporco, cattivo e saturato". Ovviamente niente di tutto questo è vero, ma tant'è! Ora la domanda principale è una: ma chi sono questi Nevermore? Per rispondere (o meglio, per dare un'idea), partiamo gradualmente... Dunque, da più parti i Nevermore sono stati accostati fin dagli esordi, ai Dream Theater in quanto a perizia tecnica, ed ai Pantera come "botta" e impatto (soprattutto on stage). E già questo dovrebbe essere un motivo di curiosità sufficiente a spingere perlomeno ad un ascolto svogliato... se poi ci mettiamo su una voce che ha una potenza ed un'estensione vocale superlativa (a me VAGAMENTE ha ricordato in certi momenti papà Dickinson, ma anche nonno Ozzy e zio Halford), allora la curiosità si fa sempre più impellente da soddisfare. Provate ad immaginare i DT con una voce un "po'" più presente, (FACCIO PUBBLICA AMMENDA PER QUELLO CHE STO PER DIRE!) senza virtuosismi fini all'autocompiacimento e senza quelle ridicole parti di tastiera stile videogioco anni '80, ed avrete un primo sentore di quello che vi aspetta. Aggiungete l'impatto più violento che potete immaginare, condite tutto in abbondanti melodie ed avrete i Nevermore." Continua... |
| di nihil_3 [user #1242] |
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nihil_3 scrive "
Salve a tutti! Visto che il 23 luglio esce il nuovo album dei Nevermore, ho pensato bene di tediarvi ancora un po' con un'altra recensione di uno di quei gruppi che il comune sentire vuole "brutto, sporco, cattivo e saturato". Ovviamente niente di tutto questo è vero, ma tant'è! Ora la domanda principale è una: ma chi sono questi Nevermore? Per rispondere (o meglio, per dare un'idea), partiamo gradualmente... Dunque, da più parti i Nevermore sono stati accostati fin dagli esordi, ai Dream Theater in quanto a perizia tecnica, ed ai Pantera come "botta" e impatto (soprattutto on stage). E già questo dovrebbe essere un motivo di curiosità sufficiente a spingere perlomeno ad un ascolto svogliato... se poi ci mettiamo su una voce che ha una potenza ed un'estensione vocale superlativa (a me VAGAMENTE ha ricordato in certi momenti papà Dickinson, ma anche nonno Ozzy e zio Halford), allora la curiosità si fa sempre più impellente da soddisfare. Provate ad immaginare i DT con una voce un "po'" più presente, (FACCIO PUBBLICA AMMENDA PER QUELLO CHE STO PER DIRE!) senza virtuosismi fini all'autocompiacimento e senza quelle ridicole parti di tastiera stile videogioco anni '80, ed avrete un primo sentore di quello che vi aspetta. Aggiungete l'impatto più violento che potete immaginare, condite tutto in abbondanti melodie ed avrete i Nevermore."&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Ska-P, che si sparga la voce |
| tango795 scrive "Quinto albun per gli Ska-P, alfieri madrileni del sincretismo ska-punk, che non smettono di convincere. se nei precedenti lavori - su tutti lo splendido "El vals del obrero" - era l'anima ska a rivestirsi di ruvide chitarre, in questo nuovo "Que corra la voz!" i pezzi più riusciti sono proprio quelli in cui il gruppo spagnolo adotta gli stilemi del punk più classico, riff secco e armonie elentari ma di impatto immediato, che fanno rapida presa sull'uditore.
Continua... |
| di tango795 [user #1890] |
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tango795 scrive "Quinto albun per gli Ska-P, alfieri madrileni del sincretismo ska-punk, che non smettono di convincere. se nei precedenti lavori - su tutti lo splendido "El vals del obrero" - era l'anima ska a rivestirsi di ruvide chitarre, in questo nuovo "Que corra la voz!" i pezzi più riusciti sono proprio quelli in cui il gruppo spagnolo adotta gli stilemi del punk più classico, riff secco e armonie elentari ma di impatto immediato, che fanno rapida presa sull'uditore.
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| Opeth - Still Life |
| nihil_3 scrive "Non è un disco qualsiasi. Non è blues, non è jazz, non è metal, non è pop, non è progressive, non è psichedelico, non è nulla... o forse no? Se fosse possibile correlare musica ed immagini allora si potrebbero accostare le composizioni degli Opeth ai quadri di Picasso, senza pericolo di "esagerazioni lessicali". Voglio dire, in altre parole, che questo è un disco che non può essere ridotto ad un discorso di appartenenza o meno ad un determinato "genere musicale", in cui se ne tracciano parallelamente le linee guida. E', invece, un lavoro in cui emerge la propensione del gruppo a non appiattirsi su specifiche banali e scontate: è, anzi, vastissimo, e per riuscire a comprenderne la compiutezza artistica non basta un veloce passaggio sul lettore. Necessita di un ascolto attivo, ma una volta presa familiarità con la sua struttura, diviene come per incanto uno di quei dischi che non vengono messi da parte con tanta noncuranza. "
Continua... |
| di nihil_3 [user #1242] |
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nihil_3 scrive "Non è un disco qualsiasi. Non è blues, non è jazz, non è metal, non è pop, non è progressive, non è psichedelico, non è nulla... o forse no? Se fosse possibile correlare musica ed immagini allora si potrebbero accostare le composizioni degli Opeth ai quadri di Picasso, senza pericolo di "esagerazioni lessicali". Voglio dire, in altre parole, che questo è un disco che non può essere ridotto ad un discorso di appartenenza o meno ad un determinato "genere musicale", in cui se ne tracciano parallelamente le linee guida. E', invece, un lavoro in cui emerge la propensione del gruppo a non appiattirsi su specifiche banali e scontate: è, anzi, vastissimo, e per riuscire a comprenderne la compiutezza artistica non basta un veloce passaggio sul lettore. Necessita di un ascolto attivo, ma una volta presa familiarità con la sua struttura, diviene come per incanto uno di quei dischi che non vengono messi da parte con tanta noncuranza. "
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| Bruce Springsteen - Born in the USA |
| Roberto Morarelli scrive "BRUCE SPRINGSTEEN: BORN IN THE USA
Uscito nel 1984 dopo il grande successo del doppio album "The River"
questo album rappresenta la consacrazione a livello mondiale del
"BOSS", un successo clamoroso che poi sarà bissato in maniera epocale
dal multiplatino "live 1975-1985". L'uscita del triplo live ha segnato
purtroppo anche la fine della "E-Street Band" che accompagnerà un'ultima
volta Springsteen per il tour di "Tunnel of Love" prima della rinascita
con l'ultimo meraviglioso album "The Rising". Continua... |
| di Roberto Morarelli [user #1885] |
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Roberto Morarelli scrive "BRUCE SPRINGSTEEN: BORN IN THE USA
Uscito nel 1984 dopo il grande successo del doppio album "The River"
questo album rappresenta la consacrazione a livello mondiale del
"BOSS", un successo clamoroso che poi sarà bissato in maniera epocale
dal multiplatino "live 1975-1985". L'uscita del triplo live ha segnato
purtroppo anche la fine della "E-Street Band" che accompagnerà un'ultima
volta Springsteen per il tour di "Tunnel of Love" prima della rinascita
con l'ultimo meraviglioso album "The Rising".&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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