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| Ligabue, Fuori come va? Tour doppio DVD |
| Enzo85 scrive "La voce del cantante è allo stremo, i tecnici spostano pedaliere e coprono gli amplificatori, la gente si ripara come può da un diluvio durato un'ora... ma nonostante ciò c'è un gruppo di irriducibili che continuano a cantare.
Cos'è, una riunione di pazzi? No, è solo rock'n'roll." Continua... |
| di Enzo85 [user #2084] |
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Enzo85 scrive "La voce del cantante è allo stremo, i tecnici spostano pedaliere e coprono gli amplificatori, la gente si ripara come può da un diluvio durato un'ora... ma nonostante ciò c'è un gruppo di irriducibili che continuano a cantare.
Cos'è, una riunione di pazzi? No, è solo rock'n'roll."&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Alive in an ultra world - Steve Vai |
| Capolavoro. Steve Vai, axeman di culto per milioni di chitarristi, è forse il guitar hero tecnicamente più dotato che esista. Steve, insieme a pochi altri pioneristici
"sperimentatori" ha aperto nuove strade al
chitarrismo moderno sviluppando non solo le
tecniche post-Eddie, ma intervenendo sulle
sonorità del nostro strumento preferito con
idee originali in grado di oltrepassare i confini
dei generi musicali.
Continua... |
| di Dave Electric [user #56] |
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| Ho il Malmediterraneo, mi curo con Cantodiscanto |
| E’ bello ritrovare degli amici. Anche quando non li si conosce. Ma si pensa di potersi fidare di loro. Perché sai che non ti tradiranno, neanche dopo tempo. I Cantodiscanto sono “amici” in questo senso. Mai né visti né conosciuti, ma l’apparire di un loro disco nuovo è una gioia. Si acquista sicuri, si mette sul lettore e si parte in viaggio con loro sull’ampia area del Mediterraneo. Distese e di distese di mare e terre tutte intorno dove potere approdare e scambiare frutti, acqua, vini, sete e spezie, ma soprattutto musiche. "Malmediterraneo" è, oltre che uno splendido titolo, tutto questo. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Riportando tutto a casa |
| Lauro Luppi scrive "Si dice che Born To Run di Bruce Springsteen abbia salvato il rock'n'roll da sé stesso e che abbia costretto la poesia di Dylan a tornare a raccontare la città e chi la vive, arricchendola con i fiati del Soul e la voglia di fuga e ribellione dei giovani; si dice che abbia ripulito le vene del rock dalla droga riempiendole di romanticismo, lacrime e poesia; si dice che abbia preso il “Wall of sound” di Phil Spector e lo abbia plasmato e costretto ad accompagnare le sue storie di immigrati, di portoricani, di mafiosi, di uomini falliti con tanta voglia di una vita migliore, tanti sogni e speranze ma pochi mezzi e capacità di realizzarle; si dice che Bruce Springsteen abbia scritto Born To Run, diventata un inno per due generazioni..." Continua... |
| di redazione [user #116] |
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Lauro Luppi scrive "Si dice che Born To Run di Bruce Springsteen abbia salvato il rock'n'roll da sé stesso e che abbia costretto la poesia di Dylan a tornare a raccontare la città e chi la vive, arricchendola con i fiati del Soul e la voglia di fuga e ribellione dei giovani; si dice che abbia ripulito le vene del rock dalla droga riempiendole di romanticismo, lacrime e poesia; si dice che abbia preso il “Wall of sound” di Phil Spector e lo abbia plasmato e costretto ad accompagnare le sue storie di immigrati, di portoricani, di mafiosi, di uomini falliti con tanta voglia di una vita migliore, tanti sogni e speranze ma pochi mezzi e capacità di realizzarle; si dice che Bruce Springsteen abbia scritto Born To Run, diventata un inno per due generazioni..."&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Grace di Jeff Buckley |
| 40 licks scrive "Continuo la rassegna di recensioni dei miei dischi preferiti con
(a mio parere) il più grande talento (e soprattutto voce) espresso
negli anni 90: Jeff Buckley Grace è un album che esce quasi nell'anonimato nel 95 negli USA durante
il periodo post-Cobain... certo, grazie al video (che molti ricorderanno)
di "Grace" in rotazione su MTV il disco avrà un discreto successo, ma
purtroppo (come capita a tutti i "grandi della musica") il grandissimo
talento di Jeff verrà rivalutato ed apprezzato dal grande pubblico solo
dopo la sua tragica morte nel Missisippi, giovedì 29 maggio 1997..." Continua... |
| di 40 licks [user #2623] |
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40 licks scrive "Continuo la rassegna di recensioni dei miei dischi preferiti con
(a mio parere) il più grande talento (e soprattutto voce) espresso
negli anni 90: Jeff Buckley Grace è un album che esce quasi nell'anonimato nel 95 negli USA durante
il periodo post-Cobain... certo, grazie al video (che molti ricorderanno)
di "Grace" in rotazione su MTV il disco avrà un discreto successo, ma
purtroppo (come capita a tutti i "grandi della musica") il grandissimo
talento di Jeff verrà rivalutato ed apprezzato dal grande pubblico solo
dopo la sua tragica morte nel Missisippi, giovedì 29 maggio 1997..."&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| Discografia fingerstyle di base (5) - LJ Plays the Beatles di Laurence Juber |
| Quante cover esisteranno mai dei brani dei Beatles? Impossibile contarle, così come è impossibile contare tutti i generi in cui le canzoni dei Fab Four sono state trasposte. Abbiamo versioni orchestrali (alcune persino di James Last!!!), ma anche versioni jazz, fatte da grandi musicisti come John Pizzarelli, Toniño Horta, Martin Taylor e Stéphane Grappelli, o da grandi voci, come quella di Ella Fitzgerald, e della nostra Mina. E a cercare un po' meglio, troveremmo compilation strumentali, versioni hard-rock e heavy metal, e quasi certamente arrangiamenti della più varia tipologia.E allora, provando ad interpretare il pensiero di molti, mi lancio in un paio di domande preliminari: a che serve una recensione su un altro CD con le ennesime cover dei Beatles? Non sarà mica un'altra goccia nell'oceano? Continua... |
| di Mario Monteleone [user #10] |
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| "Jeff" di Jeff Beck |
| Questa è la mia prima recensione di un ciddì, e mi accingo a farla su un artista-chitarrista che è una pietra miliare nella storia del rock: Jeff Beck. La sua ultimillima fatica s’intitola semplicemente JEFF, prodotto da Andy Wright (Massive Attack, Natalie Imbruglia) e mixato da Mike Barbiero (Yngwie Malmsteen).
Più che una recensione la mia però vuole essere una segnalazione, perchè posso dare solo una mia opinione personale sul lavoro di un personaggio che amo, e tale opinione non può essere che strapositiva. Pertanto, se potete ascoltatevelo bene, con calma e fate giudicare alle vs 'recchie.
Continua... |
| di Glen [user #183] |
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| Z.Z. Top - Mescalero |
| Il nuovo album degli Z.Z.Top è sorprendente da
molti punti di vista. Innanzitutto perché segna il ritorno della band al sound "delle origini" (era ora!) con batteria vera e
registrazione "in yo' face" molto molto fuzzy (traduzione per chitarristi:
zanzarosa), quasi "garage" o da "buona la prima". In secondo luogo perchè nelle 16 potenti tracks di questo "Mescalero" il rock blues del trio si contamina piacevolmente qua e là di sonorità
funky, mariachi, e addirittura jazzy... Continua... |
| di Dave Electric [user #56] |
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| Claudio Lolli, solo parole, solo poesia |
| C'è un disco bellissimo e clandestino che gira (poco, sennò che clandestino sarebbe?) per l'Italia. È bellissimo, ma non lo sa quasi nessuno. Non è un disco facile. Dentro questo disco un uomo parla, racconta, sproloquia a volte, di sicuro fa poesia e l'altro suona, suona una chitarra trattata ("Ma trattata molto bene" come dice l'omino in nero che parla) e fa cadere cristalli di note sulla poesia dell'Omino. Che una volta cantava, ma ora non canta più. Parla nei dischi, forse perché ha figli da mantenere, di sicuro perché ha cose da dire.
Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Eroico Warren |
| Ho comprato "The Wind", il nuovo disco - ahimé l'ultimo - di Warren Zevon, dopo aver letto per caso la notizia della sua malattia. E' un artista che non ho mai seguito da vicino, ma che oggi merita attenzione per come ha saputo confrontarsi con l'ineluttabile. Warren (divenuto famoso nel 1978 per il successo di Werewolves of London, la "colonna sonora" di Halloween) ha scoperto qualche mese fa di avere un cancro ai polmoni allo stadio terminale, traguardo di una vita di eccessi che il suo fisico non ha retto. Non ha perso il senso dell'umorismo (uno dei primi commenti ufficiali alla notizia è stato "Accetto tutto, ma spero che non avvenga prima che sia nelle sale il prossimo film di James Bond") né il coraggio: dopo la diagnosi ha fatto quello che ogni vero musicista vorrebbe essere capace di fare nei momenti più drammatici. Imbracciata la chitarra, ha scritto una canzone, la struggente "Keep Me In Your Heart", che chiude l'album con cui si commiata da persone care, amici, fan e - forse - vita. Continua... |
| di alberto biraghi [user #3] |
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Warren Zevon, dopo aver letto per caso la notizia della sua malattia. E' un artista che non ho mai seguito da vicino, ma che oggi merita attenzione per come ha saputo confrontarsi con l'ineluttabile. Warren (divenuto famoso nel 1978 per il successo di Werewolves of London, la "colonna sonora" di Halloween) ha scoperto qualche mese fa di avere un cancro ai polmoni allo stadio terminale, traguardo di una vita di eccessi che il suo fisico non ha retto. Non ha perso il senso dell'umorismo (uno dei primi commenti ufficiali alla notizia è stato "Accetto tutto, ma spero che non avvenga prima che sia nelle sale il prossimo film di James Bond") né il coraggio: dopo la diagnosi ha fatto quello che ogni vero musicista vorrebbe essere capace di fare nei momenti più drammatici. Imbracciata la chitarra, ha scritto una canzone, la struggente "Keep Me In Your Heart", che chiude l'album con cui si commiata da persone care, amici, fan e - forse - vita.&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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| I "Racconti brevi" ma tenui di Pippo Pollina |
| Pippo Pollina non è mai riuscito a convincermi fino in fondo. Soprattutto su disco. Qualcosa nelle sue canzoni mi ha sempre fatto l’effetto di forzato, di sopra le righe, del tentativo estremo di voler piacere, di voler fare qualcosa che potesse donargli anche in casa il successo che gli ha arriso in Svizzera, soprattutto e in Germania. Dalla natia Svizzera e da un lontano debutto con gli Agricantus, Pippo si era trovato emigrante con la chitarra e, come tale, contornato da successo e considerazione in Svizzera. Ma valicare le Alpi resta difficile. E sì che dal vivo, con la sola chitarra, lo show di Pippo non è niente affatto male! Ora arriva questo nuovo disco. E un po’ siamo alle solite. Niente affatto brutti, ma non completamente convincenti questi “Racconti brevi”. Se Pippo si liberasse dall’ansia di dover per forza scrivere “un capolavoro”, dandosi all’onesto artigianato, forse ne avremmo tutti giovamento. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Sailing to Philadelphia, viaggio alla riscoperta |
| Gabri ha scritto "Cari amici di Accordo mi accingo ora nella temeraria impresa di recensire un CD di uno dei miei artisti preferiti, mi riferisco a Mark Knopfler (per chi non lo conoscesse è il leader, cantante e chitarrista dei Dire Straits). L'album che ho preso in esame e "Sailing to Philadelphia".
Continua... |
| di Gabri [user #2194] |
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| Symphony X - The Divine Wings of Tragedy |
| ProgMetalFunkyFusion ha scritto "I Symphony X (Russell Allen - vocals; Michael Romeo - electric and acoustic guitars; Thomas Miller - bass; Michael Pinnella - piano & keyboards; Jason Rullo - drums) arrivano dal New Jersey e sono stati fondati nel 1994 dal chitarrista Michael Romeo. "The Divine Wings of Tragedy" è il loro terzo e migliore disco insciso finora, successore di un mediocre debut e di un boun secondo album "The Damnation Game". Successivamente hanno inciso due ottimi dischi: Twilight in Olympus" e "V", recentemente è uscito il loro ultimo album "The Odissey" che sembra aver contratto una brutta sindrome, quella dell'auto-plagio." Continua... |
| di ProgMetalFunkyFusion [user #2355] |
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| Due perle di Maieron con la Sedon Selvadie |
| Alzi la mano chi non ha pensato almeno una volta “la musica celto-folk ci ha sfracanato gli zebedei!” So quindi di rischiare di essere preso a morsi parlando di un disco che in alcuni momenti assomma tutti i lati negativi di questo tipo di musica. Epigoni dei Chieftains e Chieftains stessi, per intenderci. Ma il disco della Sedon Salvadie conserva comunque una somma di validità tali per cui si può passare sopra il fastidio di alcune gighe troppo insistite. Il progetto è sponsorizzato (e prodotto) da Massimo Bubola che di suo ci mette il titolo (“Il cil da l’Irlande”, vi ricorda niente?), il proprio violinista (Michele Gazich), la propria voce e quella burbera e gentile di Luigi Maieron. Ne esce fuori un connubio tra musica d’autore e musica dì impianto strettamente folk con alcuni momenti emozionanti.
Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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| Il Disoriente di Isa, smarrite la stella polare |
| Bisognerebbe farne un’oasi protetta. Come per i panda. La cantautrici, queste sconosciute. Così poche che quando ne emerge una sembra di essere davanti alla scoperta del secolo. Se oltre oceano abbiamo Lucinda Williams, Natalie Merchant, Ani Di Franco, Mary Gauthier e su su fino a Suzanne Vega e Joni Mitchell, il panorama italiano ha sempre offerto molto poco: Carmen Consoli, Gianna Nannini, pochissimo altro. Scrive qualcosa Lalli e, ma in francese, ha esordito quest’anno Carla Bruni. Adesso arriva Isa (al secolo Zoppi) e gliene siamo subito immensamente grati. “Disoriente” è un disco disomogeneo e difficoltoso. Perciò tanto più bello. E’ bello perché ci mette a parte di una realtà in cui ci piace riconoscerci: uno specchio rovesciato attraverso il quale guardare noi stessi negli occhi di un’altra. Isa forse preferirebbe la si considerasse “artista” e basta, parola anfibia per definizione, ma è proprio dal suo essere donna che emerge il valore delle parole di “Disoriente”. Continua... |
| di Leon Ravasi [user #4] |
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Bisognerebbe farne un’oasi protetta. Come per i panda. La cantautrici, queste sconosciute. Così poche che quando ne emerge una sembra di essere davanti alla scoperta del secolo. Se oltre oceano abbiamo Lucinda Williams, Natalie Merchant, Ani Di Franco, Mary Gauthier e su su fino a Suzanne Vega e Joni Mitchell, il panorama italiano ha sempre offerto molto poco: Carmen Consoli, Gianna Nannini, pochissimo altro. Scrive qualcosa Lalli e, ma in francese, ha esordito quest’anno Carla Bruni. Adesso arriva Isa (al secolo Zoppi) e gliene siamo subito immensamente grati. “Disoriente” è un disco disomogeneo e difficoltoso. Perciò tanto più bello. E’ bello perché ci mette a parte di una realtà in cui ci piace riconoscerci: uno specchio rovesciato attraverso il quale guardare noi stessi negli occhi di un’altra. Isa forse preferirebbe la si considerasse “artista” e basta, parola anfibia per definizione, ma è proprio dal suo essere donna che emerge il valore delle parole di “Disoriente”.&via=Accordo.it" target="_blank"> |
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